Monthly Archives: aprile 2010

Il cervello crede di piu’ a quello che vede

Si legge da sito yahoo notizie.

Diffidente come San Tommaso: il nostro cervello crede di più a quello che vede che a quello che sa. Basta un’immagine distorta di un arto – ad esempio una mano ingrandita – a indurre una persona a compiere movimenti non rapportati alle dimensioni reali del corpo. La scoperta è italiana, ‘targata’ università degli Studi di Milano-Bicocca. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di psicologia, guidati da Angelo Maravita, ha infatti dimostrato che il cervello usa le informazioni visive per programmare un movimento: se queste informazioni sono alterate, risulta alterato anche il movimento. Questo a prescindere dalla conoscenza e dalla reale esperienza che si ha del proprio corpo. La ricerca degli scienziati italiani è stata pubblicata sulla rivista ‘Experimental Brain Research’ e riguarda la costruzione di quello che si definisce comunemente schema corporeo, cioè la rappresentazione del corpo nel cervello, indispensabile per la vita quotidiana. La costruzione di questo schema si basa sicuramente sulla sensazione tattile e sul senso di posizione, ma anche su ciò che si vede. E lo studio dimostra quanto questo aspetto sia importante per costruire una rappresentazione cerebrale del corpo. Gli scienziati hanno scoperto che, se una persona vede la sua mano più grande di quella che è, tende a muoversi come fosse realmente più grande. Il cervello, in altre parole, è pronto a fidarsi delle informazioni visive, anche se sono in contrasto con quelle che gli arrivano sul fronte ‘somatosensoriale’, dal tatto e dal senso di posizione, e che ovviamente rimangono inalterate. (segue) L’esperimento è stato condotto su 8 studenti, 4 donne e 4 uomini tra i 20 e i 34 anni, tutti destrimani, usando un’apparecchiatura dei laboratori del Dipartimento di psicologia, che serve per l’analisi cinematica del movimento (Smart). L’attrezzatura permette di registrare la traiettoria del movimento attraverso particolari telecamere. Ai protagonisti dell’esperimento è stato chiesto di afferrare con pollice e indice un cilindro di plastica di 4 cm di diametro e 6 di altezza. Ogni volta, però, il feedback visivo della mano veniva variato. “La ricerca mette in luce – spiega Angelo Maravita, docente di Psicobiologia – che la coscienza del nostro corpo e la capacità di muoverci dipende in modo critico dalla capacità del cervello di integrare le varie modalità sensoriali tra di loro”. Il metodo utilizzato per condurre questa ricerca, sottolineano i ricercatori, “può essere utilizzato, una volta definito un adeguato protocollo medico, nella riabilitazione motoria e sensoriale delle persone colpite da ictus cerebrale. In particolare, la visione ingrandita del corpo potrebbe essere utilizzato come un efficace esercizio di modulazione propriocettiva durante la programmazione di movimenti”.

Il Sapone – Fai da Te

Fare il sapone in casa è piú facile di quanto si possa pensare, bastano normali attrezzi da cucina e pochi ingredienti facilmente reperibili e ci si può sbizzarrire con colori forme ed essenze personalizzate. Ed è il modo più naturale per trattare la propria pelle.

Prendendo anche spunto dal sito ilmiosapone.it vediamo come si ottiene un sapone naturale. Esistono degli ingredienti base che leggeremo di seguito e altri ingredienti facoltativi.

Il sapone naturale è fatto di oli e di grassi (scelti in base alle loro proprietà emollienti, nutrienti o ristrutturanti) o di nutrienti (sono i grassi e gli oli più preziosi e ricchi di proprietà. Si usano in percentuali che variano dal 3 al 20 per cento rispetto al peso complessivo dei grassi di una ricetta. Sono più costosi e più difficili da reperire. Rientrano in questa categoria per esempio olio di mandorle dolci, olio di jojoba, burro di karitè e molti altri) trasformati in sale sodico e in glicerina grazie all’azione della soda caustica che viene diluita in un liquido. Qualche esempio: l’olio di cocco dà una bella schiuma, l’olio di palma regala consistenza e durevolezza, l’olio di oliva è un vero toccasana per la pelle, il burro di karitè è un nutriente eccezionale, gli oli di girasole, di mandorle, di crusca di riso, di avocado sono leggeri ed emollienti, gli oli di jojoba, di germe di grano, di semi di albicocca o di canapa aiutano a mantenere la pelle in equilibrio, gli oli di sesamo o di semi di zucca si prendono cura dei capelli.

La soda caustica va sempre maneggiata con cautela, indossando occhialini da piscina per proteggere gli occhi, guanti di gomma e un foulard per riparare il naso e la bocca dal vapore che produce quando viene diluita. La soda caustica è indispensabile per produrre il sapone, ma durante la reazione con i grassi si neutralizza e sparisce; ecco perché non si può fare il sapone senza la soda, ma nessun sapone finito la contiene. Non usate soda caustica senza prima aver imparato le Regole di Sicurezza!

Il liquido nel quale si diluisce la soda caustica è, in genere, l’acqua ma si possono utilizzare anche succhi di frutta, infusi d’erbe (unica avvertenza è di lasciarli raffreddare bene prima di usarli per sciogliere la soda) oppure, con un procedimento un po’ complesso, il latte intero (ma per evitare che gli zuccheri presenti nel latte brucino al contatto con la soda caustica si deve seguire una procedura speciale).

Per fare il sapone in casa non servono attrezzature strane. Basta guardarsi attorno in cucina per trovare già buona parte di quanto è richiesto. Le caratteristiche richieste ad attrezzature e stampi del sapone sono due:

– resistenza al materiale caustico

– tolleranza alle alte temperature.

ATTREZZATURE DI SICUREZZA

– Guanti di gomma da cucina

– Maschera professionale o occhialini da piscina

– Sciarpa pesante o mascherina per evitare l’inalazione dei vapori della soda

Le attrezzature di sicurezza vanno indossate ogni volta che si pesa la soda, si prepara la soluzione di liquido e soda, si versa la soda nei grassi e si mescola il sapone, si versa il sapone nello stampo. I guanti vanno indossati per maneggiare il sapone fresco di pochi giorni.

UTENSILI PER IL METODO A FREDDO

– Una bilancia elettronica per essere precisi al grammo nei dosaggi

– Un termometro che misuri da -10 a +110 per misure le temperature della soluzione caustica e dei grassi

– Una pentola di acciaio inox per scaldare i grassi e fare il sapone

– Una caraffa in vetro o ceramica resistenti alle alte temperature per dissolvere la soda nel liquido

– Cucchiai di acciaio inox per dosare

– Cucchiai di legno da sostituire con una certa frequenza

– Un frullatore a immersione

– Vecchie coperte per avvolgere gli stampi e tenerli caldi. Se volete sperimentare i metodi a caldo oltre a queste attrezzature, che sono comunque necessarie, dovrete procurarvi quanto vi serve per il tipo di cottura che volete applicare.

STAMPI

Gli stampi per saponi prodotti coi metodi a freddo o a caldo devono avere alcune caratteristiche fondamentali:

– Flessibilità per piegarsi senza rompersi quando è necessario “maltrattarli” per far uscire il sapone.

– Resistenza alle alte temperature, specie se si scelgono i metodi a caldo

– Buona capacità di isolamento specie per i saponi a freddo

– Resistenza all’aggressione del materiale caustico o degli oli essenziali

FACCIAMO INSIEME UN SAPONE

Ingredienti fondamentali:- 1 chilo di olio di oliva- 128 grammi di soda caustica (NaOH)- 300 grammi di acqua

Ingredienti facoltativi:- 10 ml di olio essenziale di lavanda – 1 cucchiaio di farina di riso – 1 cucchiaio di fiori secchi di lavanda tritati

La preparazione di una ricetta di sapone si svolge, in genere, in 8 tappe successive:

Fase 1: preparare l’area di lavoro

Il posto ideale per fare il sapone è la cucina perché c’è a portata di mano tutto quello che serve. Sgombrate il piano di lavoro, copritelo con vecchi giornali o con strofinacci. Indossate i guanti e tenete a portata di mano la mascherina e gli occhialini.

Fase 2: preparare la soluzione caustica

Indossate guanti, mascherina e occhialini; in una tazza larga pesate con assoluta precisione la soda caustica. Nella caraffa di pirex pesate l’acqua. Mettete la caraffa sul fondo del lavello. Versate poco a poco la soda nell’acqua, mescolando in modo che si sciolga bene. Attenzione perché la temperatura della soluzione caustica salirà rapidamente sino ad 70/80 gradi. Riponete il contenitore coperto in un luogo sicuro a raffreddare

Fase 3: preparare i grassi

Mettete la pentola di acciaio sulla bilancia e, con assoluta precisione, pesate l’olio. Mettete la pentola sul fornello. Fate scaldare a fuoco bassissimo, mescolando di tanto in tanto. L’olio non deve scaldarsi troppo.

Fase 4: preparare gli ingredienti facoltativi

Mentre la soluzione caustica raffredda e il grasso si riscalda, misurare l’olio essenziale di lavanda. In una tazzina mescolare l’olio essenziale con la farina di riso. Tritare finemente i fiori secchi di lavanda.

Fase 5: versare la soluzione caustica nei grassi

Indossate guanti, mascherina e occhialini, con il termometro controllate la temperatura del grasso e della soluzione caustica. Quando entrambe sono a 45 gradi, versate dolcemente la soluzione caustica nel grasso, mescolando bene col cucchiaio di legno. Ora è il momento di passare al frullatore a immersione.

Fase 6: il nastro

Questo è un punto cruciale per tutti i saponai! Mentre frullate, il sapone cambierà colore e consistenza, diventando sempre più cremoso. Ad un tratto, togliendo il frullatore e facendo colare un po’ di miscela nella pentola, vedrete che resterà in superficie per qualche secondo prima di affondare. Questa “traccia” è il nastro. Adesso potete aggiungere tutti gli ingredienti facoltativi che avete previsto: posate il frullatore, prendete il cucchiaio e mescolate piano mentre versate l’olio essenziale nel sapone e poi aggiungete i fiori tritati.

Fase 7: il gel

Dopo aver aggiunto velocemente gli ingredienti facoltativi, versate il sapone fresco nello stampo. Isolate bene con coperte perchè stia caldo.

Fase 8: stagionatura

Lasciate il sapone coperto nello stampo per 48 ore. Dopo sformatelo e lasciatelo maturare all’aria in un ambiente asciutto e fresco. La saponificazione si completa nel giro di un paio di settimane ma la stagionatura ottimale di un sapone di olio di oliva è di 6-8 settimane

Il sapone infine è un grande trasformista. Basta una grattugia e una pentola per modificare all’infinito le vostre ricette. Rilavorare un sapone già fatto può essere un’alternativa per chi non se la sente di maneggiare la soda caustica, ma anche un buon sistema per recuperare gli scarti di sapone o per dare nuova vita a un esperimento non riuscito.

Primavera … cura delle piante di appartamento

Con l’arrivo della primavera le nostre piante di appartamento hanno bisogno di molte cure.

Iniziamo con il tenere le finestre aperte per alcune ore ogni giorno. Così le piante si abituano poco per volta all’aria fresca e volendo si possono lentamente portare all’aperto, in un luogo riparato.

Ogni anno o due va cambiato il vaso delle piante d’appartamento con un nuovo vaso poco più grande di quello vecchio. Si mette un po’ di ghiaietta sul fondo del nuovo vaso e sopra la ghiaietta un po’ di terriccio fresco. Togliamo la pianta dal vaso usando un coltello per staccare lentamente la terra dalle pareti del vaso. Facciamo attenzione a non sciupare le radici, a non rompere il fusto e i rami della pianta. Possiamo appoggiare una mano sulla terra del vaso e trattenere tra le dita il fusto della pianta, si può eventualmente rompere il vaso con un martello. Appoggiamo la pianta sopra il terriccio che abbiamo messo nel vaso nuovo. Usiamo altro terriccio fresco per riempire tutto il vaso. Infine, annaffiamo la pianta.

In primavera dobbiamo anche concimare le piante. Smuoviamo la terra dei vasi per far penetrare bene il concime. Possiamo usare concimi liquidi o in polvere. Leggiamo attentamente le istruzioni che sono scritte sulla confezione dei concimi. Così eviteremo di danneggiare le piante.