I Calli

I calli del piede: un ispessimento della pelle, il più delle volte doloroso, che sebbene asportato dal podologo periodicamente e con cura, si rigenera nello stesso punto in poche settimane. A nulla servono callifughi, protezioni, emollienti e scrub per rimovere ipercheratosi, duroni e occhi di pernice. Del resto la cute compie correttamente il suo dovere di rivestimento e protezione. Un meccanismo finalistico che diventa doloroso quando la pelle si fa così spessa e dura da diventare essa stessa motivo di irritazione degli strati inferiori. Si spiegano così i calli che si sviluppano sulle dita a martello, sulla sporgenza dell’alluce valgo e sotto la pianta del piede. A volte basta ricorrere a calzature più comode o a solette interne anatomiche, ma spesso è necessario consultare un ortopedico.

Alluce valgo – Quando il primo dito devia e diventa valgo, la sporgenza dell’alluce diventa rossa, la cute diventa lucida e sottile e tende nei casi più gravi ad ulcerarsi, ma a volte si ispessisce dando alla sporgenza l’aspetto di una noce rugosa e coriacea. Conseguenza diretta dell’alluce valgo una seconda zona di callosità viene presto a svilupparsi sotto la pianta del piede, centrata sulla testa del secondo e terzo metatarso. Lì si viene a sviluppare un esteso piastrone di callo spesso e giallo, molto dolente durante il passo e alla prolungata stazione eretta. All’ortopedico spetta il compito di operare per correggere l’asse dell’alluce.

Dita a martello – Se lepiccole dita del piede, anziché essere dritte e ben distese, si curvano come un artiglio con la punta rivolta verso il basso, non entrano più bene nelle calzature e urtano contro la tomaia. Di qui la formazione di piccoli, ma dolorosissimi calletti che si formano dove la gobba del dito risulta essere più accentuata o sulla punta dove il polpastrello preme contro la suola. Piccole ortesi in silicone per proteggere le dita possono essere di qualche aiuto nei primi tempi. Ma con il tempo i calli sono destinati a diventare più severi e invalidanti, fino ad arrivare ad una degenerazione artrosica. Se l’ortopedico viene consultato per tempo le dita si possono correggere per via percutanea, senza tagli e cicatrici chirurgiche. In anestesia locale attraverso una incisione cutanea millimetrica si penetra sottocute con una punta di bisturi e si allentano i tendini estensori e/o flessori del dito a martello. Non sono necessari punti di sutura, fisioterapia o immobilità, il dito si distende immediatamente e in pochi giorni si annullano dolori e callosità. Più invasivo l’intervento in caso di fissità artrosica.

Piede cavo e piatto – Se il piede è troppo curvo o troppo piatto l’appoggio plantare non risulta corretto e si sviluppano delle spesse callosità nelle aree sottoposte a iperappoggio. Più risulta cavo più l’area di appoggio si riduce all’avampiede e al tallone. Problemi sotto il tallone e sotto la pianta in corrispondenza delle teste dei metatarsi. L’avampiede, più vulnerabile in caso di sovraccarico, sviluppa una metatarsalgia. Sotto la pelle indurita, le articolazioni dei metatarsi soffrono e diventano estremamente dolenti, le dita si rattrappiscono ad artiglio e camminare diventa penoso.

Di segno opposto il piede piatto: l’arco plantare si appiattisce e la pianta appoggia con una superficie maggiore arrivando nei casi più gravi ad appoggiare anche con ossa del piede, come l’astragalo e lo scafoide (la forma più severa di piede piatto). Plantari e calzature ortopediche non risolvono il problema del piede semmai è il contrario: è il piede piatto a deformare ortesi e scarpe correttive. Un piccolo intervento con una vite che viene avvitata nel seno del tarso (uno spazio articolare che si trova sotto il malleolo laterale) risolve generalmente il problema, ma tra i 10 e i 12 anni. Nell’adulto l’intervento si fa più complesso.  

Deformità di Haglund -Una callosità dolorosa del tallone proprio dove batte il bordo posteriore della tomaia è il segno della deformità di Haglund. Una prominenza posteriore e superiore del calcagno più accentuata della norma. Le calzature comode e morbide che non urtano contro il calcagno sono di aiuto i primi tempi. L’ortopedico può intervenire a cielo aperto per asportare e regolarizzare la sporgenza o, come si preferisce più di recente, per via endoscopica fresando il calcagno fino ad annullare il conflitto osseo.

Al contrario delle verruche o dei funghi, i calli però non sono originati da infezioni virali.

Gli specialisti da consultare in base ai diversi problemi sono: il podologo, il chirurgo ortopedico del piede, il chiropratico che studia le posture e l’osteopata l’esperto dei problemi all’apparato scheletrico.

Consigli utili per contrastare l’insorgere dei calli

  • Attenzione alla calzature estive, che se pur molto belle, spesso hanno suole eccesivamente rigide o morbide, che non permettono alla pianta del piede di poggiare correttamente;
  • Cercate di alternare le scarpe che solitamente indossate;
  • Non indossate scarpe scomode o strette perché, come già detto, possono creare forti attriti nelle stesso punto;
  • Massaggiate quotidianamente i vostri piedi per facilitare la circolazione;
  • Per le tecniche fai da te utilizzate solo rimedi a base naturale come ad asempio un infuso di fiocchi d’avena;
  • Non usate “callifunghi” liquidi e in cerotto, perché essendo a base di acidi possono ledere le parti sane circostante il callo;
  • Al bando pietra pomice, spugne abrasive, forbicine, lamette e altri strumenti appuntiti per eliminare eventuali callosità.
  • Mangiate alimenti ricchi di elementi nutritivi come la vitamina E, e vitamina A e gli acidi grassi essenziali.

Altri rimedi:

1) Applicare un gel di aloe vera, oppure sfregare la zona interessata con succo di limone fresco o con olio di ricino la sera prima di andare a letto e dopo un pediluvio.

2) Le callosità possono essere risolte anche con un infuso fatto con acqua e fiocchi di avena con cui si può fare un pediluvio appena l’acqua diventa tiepida;

3) Preparare un impacco con due fette di pane bianco, due fettine di cipolla e 250 ml di aceto. Dopo aver fatto riposare il composto per 24 ore va applicato prima di coricarsi e lasciato in posa tutta la notte;

4) Una volta alla settimana  fare uno scrub con olio di mandorle dolci e zucchero;  

 Quali sono i rischi? Di solito, calli e occhi di pernice sono del tutto innocui. Tuttavia, se avete il diabete mellito e avete di scarsa sensibilità ai piedi a causa di questa malattia, possono formarsi sotto i calli profonde ulcerazioni. Più seri sono i calli ossei, la cui gravità dipende dalla posizione e dalle dimensioni; nei casi più seri si deve ricorrere anche al trattamento chirurgico.

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