La cronoterapia

La cronoterapia studia l’efficacia dei medicinali in base all’orario di assunzione. Tutti dovremmo prestare maggiore attenzione all’orario in cui si assumono i farmaci per aumentarne l’efficacia e diminuirne la tossicità. Anche la fitoterapia prevede una prescrizione in funzione dell’orario: dobbiamo scegliere se assumere tisane, infusi, decotti e tinture, in base alla loro funzione, al risveglio, lontano dai pasti, prima o dopo i pasti, prima di coricarci. Ma vediamo insieme quali sono i criteri da seguire in una terapia fitoterapica per ricavarne maggiori benefici.

-Il mattino appena svegli: rimedi antinfiammatori, diuretici, lassativi e depurativi.

-Lontano dai pasti: rimedi espettoranti e sedativi della tosse, cardiotonici, neurotonici, protettori del fegato (es: cardo mariano), contro i disturbi mestruali.

-Prima dei pasti: rimedi per stimolare la digestione, antiacidi e rimineralizzanti.

-Dopo i pasti: rimedi antifermentativi (es:finocchio), digestivi e spasmolitici.

-Prima del riposo notturno: sedativi, antireumatici e rimedi per favorire la circolazione (es: centella asiatica), statine e antiasmatici.

Ad esempio con la cronoterapia è stato scoperto come usare al meglio il cortisone: ovvero somministrando il farmaco in tempi precisi, che rispettino i ritmi dell’organismo. Il concetto è semplice, in fondo. Nessuno si sognerebbe di dare l’insulina a un diabetico in un momento qualsiasi della giornata: lo stesso dovrebbe essere per il cortisone a chi soffre di una malattia reumatica, perché le cure devono «adattarsi» alle variazioni di attività del nostro organismo, quei ritmi circadiani che danno il passo alle nostre 24 ore. I cortisonici di fatto servono a compensare il deficit di cortisolo tipico delle patologie reumatiche e di tutte le malattie in cui c’è un coinvolgimento infiammatorio o del sistema immunitario. La risposta immune e infiammatoria dell’organismo è attiva di notte: è alle tre di notte, ad esempio, che c’è la fase di secrezione del Tnf e del cortisolo. Per cui, se vogliamo avere il massimo effetto alla minima dose, il cortisone deve arrivare in circolo attorno a quell’ora. «Gli “orologi interni” del nostro organismo influenzano costantemente i cambiamenti biologici che avvengono nel corpo umano, tra cui la secrezione degli ormoni – spiega Cutolo –. Così, le carenze a ciclo giornaliero del metabolismo degli ormoni glucocorticoidi possono contribuire alla comparsa dei sintomi infiammatori caratteristici al momento del risveglio». Per svegliarsi un po’ meno indolenziti e rischiare di meno gli effetti collaterali, quindi, è bene dare il cortisone al momento giusto, quando realmente deve “tappare” un buco perché il metabolismo è in una fase in cui non produce abbastanza cortisolo. Per riuscirci oggi esistono formulazioni di cortisonici che si prendono alle dieci di sera e liberano il farmaco intorno alle tre di notte: andandolo a fornire all’organismo quando ce n’è bisogno non si rischia il sovradosaggio (anzi, si possono usare dosi inferiori) e si diminuisce la probabilità di effetti collaterali. «I sistemi a rilascio modificato riducono l’indolenzimento delle articolazioni al mattino, oltre a dare gli stessi benefici terapeutici delle formulazioni classiche – spiega Cutolo –. Numerosi studi hanno confermato l’efficacia dei cortisonici nell’artrite reumatoide, sia in monoterapia che soprattutto in associazione con altri farmaci. La cronoterapia ci insegna che è possibile migliorare ulteriormente il trattamento dei pazienti con i cortisonici semplicemente rispettando i ritmi biologici della produzione di ormoni da parte dell’organismo. Perché non dovremmo mai dimenticare che anche il cortisone è un ormone». Gli effetti collaterali derivano proprio dalla «sovrapposizione» indebita del farmaco dato dall’esterno con il metabolismo normale degli steroidi, che come tutti i processi organici ha un suo ritmo circadiano. Intervenire al momento sbagliato aumenta la probabilità di far più male che bene, facendo sballare il sistema: è per questo che anche l’ora del cortisone ha la sua grossa importanza.

I ritmi dell’organismo sono legati alla luce solare: le popolazioni dei Paesi del nord che vivono sei mesi al buio, o con una quantità ridotta di raggi solari, hanno variazioni degli ormoni che inducono disturbi come depressione e scomparsa delle mestruazioni.

Anche i livelli nel sangue degli ormoni, dello zucchero e del colesterolo, variano nel corso della giornata e a seconda delle stagioni.

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