Tarassaco

Il tarassaco (Taraxacum officinale, fam. Composite o Asteracee) è una pianta erbacea particolarmente diffusa nei luoghi erbosi ed areati di tutto il territorio italiano. Noto anche come dente di leone, stella gialla e capo di frate, il tarassaco si riconosce facilmente per i suoi capolini fiorali di colore giallo intenso, che si chiudono al calar del sole e si riaprono al ritorno della luce (il tarassaco è conosciuto anche come girasole dei prati). Al capolino sussegue un globo piumoso bianco-argentato, dotato di numerosi acheni; da qui l’appellativo popolare “soffione”. E’ una pianta molto difficile da estirpare una volta che abbia messo radici in giardino. Le parti usate sono le foglie e le radici, raramente i fiori. Dalle radici si ottiene una tintura, color Magenta se unite all’albume, giallo scuro se mischiate al ferro.

Principi attivi alcoli triterpenici beta mirina, tarasserolo, tarassasterolo, beta-tarassasterolo, steroli beta-sitosterina, stigmasterina, cluitianolo, vitamine A,B,C, D, tiamina, acido nicotinico, acido palmitico, oleico, linoleico, levulosio, acido caffeico, flavonoidi, principi amari, tarassacina, triterpeni, Tetraidroridentina B, pentaciclici, steroli, stigmasterolo, caroteni, xantofille, apigenina, 7-glucoside, zucchero, fruttosio, triterpeni, fitosteroli, carboidrati (fruttosio, inulina, mucillagini), lipidi (acidi grassi insaturi), protidi e amminoacidi (asparagina e arginina), tannini, sali minerali (soprattutto potassio).

Proprietà

1. Lassative : grazie alla presenza di inulina contenuta nella radice. L’inulina è un tipo di fibra che riequilibra l’ecosistema intestinale favorendo la crescita dei batteri salutari all’organismo come i bifidobatteri e i bacteroides. Quindi regolarizza l’intestino sia in caso di stipsi che di diarrea;

2. Diuretiche : l’azione diuretica sembra sia da attribuire alle foglie. Questa azione fa sì che il tarassaco sia utilizzato contro il gonfiore anche in associazione con altre piante quali finocchio, gramigna, pilosella e asparago, che ne potenziano oltre all’attività drenante quella depurativa. Grazie alla presenza di flavonoidi può essere utilizzato nella sindrome premestruale caratterizzata da ritenzione idrica.

3. Ipocolesterolemizzanti : grazie alla presenza di inulina che è in grado di ridurre il tasso di colesterolo e di trigliceridi del sangue e di contrastare l’aumento della glicemia.

4. Antireumatiche . Viene utilizzato in cosmesi come rinfrescante, schiarente della pelle in caso di efelidi, ammorbidente e addolcente.

Alcuni studiosi ritengono sia un utile coadiuvante nelle diete ipocaloriche.

Controindicazioni E’ vietata alle donne in gravidanza e in allattamento e nei soggetti che abbiano subito asportazione della colecisti.

Forma galenica: caramelle, capsule, compresse, gocce. Si consiglia di consumare foglie e radici crude oppure cotte a vapore (non cuocere in acqua e poi gettare l’acqua di cottura: si perderebbe la maggior parte dei principi). Aldilà delle proprietà diuretiche universalmente note, il tarassaco – ed in particolare il suo rizoma e la radice – aumentano la produzione della bile ed il suo deflusso dal fegato all’intestino (proprietà rispettivamente definite colagoghe e coleretiche). I suoi estratti vengono pertanto utilizzati come purificanti, decongestionanti e disintossicanti epatici. Al tarassaco vengono attribuite anche proprietà antinfiammatorie, ipoglicemiche, stimolanti l’attività pancreatica ed ipo-colesterolemizzanti (promuove l’eliminazione biliare del colesterolo in eccesso e ne riduce l’assorbimento grazie alla ricchezza in fitosteroli e fibre solubili). Come tutte le composite, la radice di tarassaco è ricchissima di inulina, una fibra solubile con effetti prebiotici, utili per migliorare la funzionalità intestinale e selezionare una flora enterica simbionte. I blandi effetti diuretici e la ricchezza in potassio possono contribuire a regolarizzare i fluidi corporei ed abbassare la pressione arteriosa (in tal caso il tarassaco va necessariamente assunto previo consulto medico).

Modalità di assunzione: la dose giornaliera consigliata è di 3-10 grammi di droga (costituita da radici e parti aeree), da assumersi tre volte al giorno. Il decotto è consigliato per massimizzare gli effetti diuretici del tarassaco (può essere preparato portando ad ebollizione e facendo bollire per 5 minuti in 100 ml di acqua, 5-7 grammi di radici essiccate, lasciandole poi macerare per 5 minuti; filtrare prima di servire).

Effetti collaterali: il tarassaco è generalmente ben tollerato; può causare acidità gastrica per il contenuto in sostanze amare (attenzione in presenza di gastrite, reflusso gastroesofageo ed ulcera peptica) e fenomeni allergici (dovuti al contenuto in lattoni sesquiterpenici). In presenza di calcolosi od occlusione delle vie biliari l’assunzione spontanea di tarassaco è controindicata; potrà eventualmente essere intrapresa sotto stretto controllo medico.

Interazioni farmacologiche: considerata l’elevata presenza di potassio nelle radici e nelle foglie di tarassaco, la concomitante assunzione di di supplementi di potassio può determinare iperkaliemia. Tale associazione dovrebbe quindi essere evitata. Per la sua capacità di aumentare l’acidità gastrica, il tarassaco può aumentare gli effetti gastrolesivi dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei, tra i quali figurano anche l’aspirina ed il paracetamolo). Fare attenzione al latice che fuoriesce quando si tagliano le foglie o gli steli che se ingerito può essere tossico.

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