L’Acetosa

In passato l’Acetosa (Rumex acetosa L.) veniva impiegata nella cura dello scorbuto che colpiva le persone con una alimentazione carente di vitamina C. Tuttavia questa pianta può causare avvelenamento se consumata in dosi eccessive ed in particolar modo se viene bevuto il succo fresco.

La pianta è ricca di ossalato di calcio che è appunto la sostanza che le dà quel sapore acidulo. Contiene inoltre una grande quantità di vitamina C.

Le foglie alleviano le punture dell’ortica, mentre il succo toglie le macchie di ruggine, di muffa, di inchiostro da lenzuola, mobili di vimini e argento; esercitano, inoltre un’azione digestiva e rinfrescante.

Le radici, invece, estratte in autunno dal terreno, poste in infusione o decotto, producono effetti lassativi e diuretici.

Per il loro alto contenuto di calcio e sali minerali, l’acetosa è sconsigliata a chi soffre di calcoli renali, gotta, reumatismi e iperacidità gastrica.

E’ una pianta depurativa, diuretica, con forte potere mineralizzante. È utile nella cura di molte patologie del fegato, dell’acne e della stipsi.

Le foglie dell’acetosa possono venire mangiate come fossero spinaci, cioè dopo averle lessate, oppure possono venire aggiunte alle minestre. Un accorgimento per rendere questa verdura più gradita consiste nel cambiare l’acqua, una volta, durante la cottura, in modo da ridurre il tipico sapore acidulo. Le foglie tenere possono anche venir mangiate crude in insalata.

Un impacco di foglie fresche, sminuzzate e stese sulla pelle del viso, chiude i pori dilatati e fa scomparire i cosiddetti “punti neri”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *