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I fichi secchi

Il fico secco è il frutto raccolto in piena maturazione e fatto essiccare al sole tramite varie fasi di lavorazione (raccolta, sbiancatura, esposizione al sole, durante la quale i fichi vengono quotidianamente rivoltati, disinfestazione con acqua di mare o bromuro di metilene). Per un essicamento ottimale la perdita d’acqua deve raggiungere il 30-35%. Con la perdita d’acqua il fico secco si arricchisce di Zuccheri (glucosio, saccarosio e fruttosio) e Vitamina C.

I fichi secchi sono particolarmente ricchi di sali minerali: potassio e magnesio e contengono una certa quantità di ferro, calcio, fosforo e vitamine A, B1, B2, C e PP. 100 gr di prodotto secco forniscono 249 Kcal, sono molto energetici (visto il loro buon contenuto in zuccheri semplici), in quanto le sostante nutritive sono concentrate.

Lassativo naturale – Il moderato effetto lassativo dei fichi è dovuto alla mucina, che ha un’azione lenitiva ed emolliente.

Emorroidi – Per le sua qualità lassative, il fico è un ottimo rimedio per le emorroidi. Per questo scopo, s’immergono 2-3 fichi secchi in acqua tiepida per tutta la notte e poi si consumano la mattina seguente. Altri fichi così preparati andrebbero consumati la sera, dopo averli lasciati a bagno per tutto il giorno. L’effetto di pulizia dell’intestino migliora le emorroidi. La cura andrebbe fatta per 3-4 settimane.

Carenza di ferro – Quelli secchi hanno un buon contenuto di ferro. Le persone che ne sono carenti, i bambini in fase di crescita le gravide e le donne che hanno flussi mestruali particolarmente abbondanti dovrebbero farne un uso regolare. Comunque, per bambini e ragazzi, qualche fico secco rappresenta un ottimo spuntino, decisamente più salutare e naturale delle abituali merendine industriali.

Osteoporosi – Sono una valida fonte di calcio, sebbene il problema dell’osteoporosi non sia banalmente solo una questione di carenza di calcio. E’ meglio consumare soprattutto quelli secchi o semi-secchi: ne bastano 3 per coprire il 21% del fabbisogno giornaliero di una donna.

Debolezza sessuale – Come il dattero, la banana ed altri frutti, aiuta ad aumentare l’energia sessuale.

Aiutano ad eliminare i calcoli renali e biliari.

Convalescenza, dimagrimento, debolezza – La sua straordinaria carica energetica aiuta in tutte le condizioni di indebolimento fisico e mentale. E’ un eccellente tonico per le persone di costituzione fragile, stanca, “asciutta”.

Asma – Sono considerati benefici soprattutto nel caso di asma che si accompagna alla produzione di molto catarro. Tradizionalmente, si impiega la un decotto. L’effetto è dovuto al contenuto di mucillagini, che hanno un’azione fludificante nei confronti del muco che si accumula a livello bronchiale. La tisana va anche bene nelle tossi catarrali e nel catarro dei fumatori.

Decotto a base di fichi secchi, ricchi di vitamine A e B, proteine, zuccheri e con proprietà espettoranti.

Ingredienti:

3 fichi secchi buccia di 1 arancia non trattata foglie di alloro, chiodi di garofano, cannella, 1 pezzetto di mela ½ litro di acqua.

Prepariamo un decotto mettendo a bollire in una pentola ½ litro di acqua, i fichi, la scorza d’arancia, l’alloro, i chiodi di garofano, la cannella e la mela. Filtriamo accuratamente e consumiamo caldo. Nella preparazione di questa bevanda utilizziamo anche l’alloro che, oltre ad avere proprietà aromatiche, ha una leggera azione antipiretica.

Ritmi e Cicli Circadiani

L’energia vitale scorre ininterrottamente nel nostro corpo nell’arco delle 24 ore, compiendo tre cicli, il cui ripetersi prende il nome di ciclo circadiano, correlato alla rotazione del pianeta Terra.Tutti gli esseri viventi sembrerebbero regolati sul ritmo primario di luce e buio, nell’arco delle 24 ore, che implica l’alternanza di sonno e veglia. Questo ritmo è nella natura e nell’istinto e, quindi, tende a persistere anche in assenza dello stimolo esterno dell’alternanza di giorno e notte.

Ciascun organo del corpo umano raggiunge, in un determinato periodo nelle ventiquattro ore della giornata, il massimo della sua espressione energetica, mentre, esattamente dodici ore dopo, perviene al minimo di energia potenziale.
Proprio come gli orologi classici richiedono un articolato sistema di molle, ghiere e rotismi per segnare con precisione il tempo, anche le cellule hanno bisogno di una complessa rete di proteine e di geni interagenti per regolare il loro orologio interno necessario per controllare il metabolismo, la divisione cellulare, la produzione di ormoni e, ovviamente, il ciclo sonno-veglia.

L’alterazione di questo ciclo, infatti, comporta una serie di disturbi a lungo andare : In particolare, una scarsa illuminazione influisce sul tasso di produzione di melatonina, ormone secreto dall’epifisi secondo un ritmo giornaliero scandito dall’alternanza luce-buio: la luce, colpendo i fotorecettori della retina, ne inibisce la sintesi (quindi di notte se ne produce di più e di giorno di meno). “Questo ormone, utile per correggere le alterazioni, temporanee o prolungate, del ritmo sonno-veglia, è considerato un naturale antidoto per l’insonnia e un valido aiuto per affrontare la sindrome del jetlag, ossia lo sfasamento provocato nell’organismo da un cambio improvviso del fuso orario.

Al mattino si registra un miglioramento della capacità intellettiva, mentre la sera delle prestazioni sportive.

Il cortisolo è soggetto ad una secrezione basale pressoché costante nelle 24 ore, con picco massimo (acrofase) registrato intorno alle primissime ore del mattino (3-4) e picco minimo che coincide con le prime ore di riposo notturno (22-24).

Il testosterone ha il suo apice intorno alle 2-3 del mattino, mentre il picco minimo si registra intorno alle 18.

Il TSH, il principale ormone che regola le funzioni tiroidee,  ha un andamento del tutto simile a quello del testosterone.

L’escrezione di adrenalina e noradrenalina con le urine ha il suo massimo (acrofase) verso mezzogiorno, quella del potassio intorno alle 14. Nel sangue, la proteinemia ha il suo livello massimo alle 15, l’insulina tra le 15 e le 16, l’azotemia e la potassiemia alle 21.

Gli esempi più evidenti di questo “orologio” sono il battito cardiaco, il ciclo mestruale femminile, la variazione della temperatura corporea durante il giorno, l’apertura e la chiusura di certi fiori rispettivamente all’alba e al tramonto, le migrazioni periodiche di alcune specie animali, ecc.

Negli esseri umani la temperatura corporea s’alza e s’abbassa di un grado o due con ciclo giornaliero, ed altrettanto fanno la pressione del sangue, l’attività ormonale e quella degli enzimi, e molti altri fattori.
 

Dunque una corretta alimentazione non è solo costituita da ciò che mangiamo, ma anche da quando mangiamo (ed anche quando beviamo: perfino l’ebbrezza ha variazioni circadiane).
Il nostro organismo ed in particolare il fegato, seguendo un determinato ritmo metabolico, nelle ore serali favorisce la glicogenesi (cioè fabbrica carboidrati), mentre al mattino favorisce la glicolisi (cioè; brucia tali zuccheri). Pertanto, un pasto glicidico di 2000 calorie assunto al mattino favorisce la perdita di peso, mentre lo stesso pasto di sera favorisce l’aumento di peso.

Comunque, l’orologio biologico può essere “regolato”: chi inizia un lavoro notturno, e deve essere sveglio e attento per tutta la notte, dormendo di giorno, all’inizio ha difficoltà ad abituarsi; tuttavia, continuando per un certo tempo, il suo ritmo consueto si altera: la sua temperatura si alza ed i suoi ormoni entrano nella corrente sanguigna quando nelle altre persone la temperatura scende e la secrezione ormonale diminuisce.

Gli alimenti che aiutano il sonno

Che cosa mangiare la sera per favorire, o almeno non ostacolare, il sonno? È una domanda che si fa chi di notte spesso passa il tempo a girarsi e rigirarsi senza poter chiudere gli occhi. Risponde, Andrea Ghiselli, nutrizionista e ricercatore dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) nonché responsabile del forum Nutrizione di Corriere.it. Alcune regole sono ovvie: se si ha difficoltà ad addormentarsi meglio evitare caffè, Coca Cola, cioccolato e tutto ciò che – per vari motivi – “sveglia” l’organismo. FRUTTA E VERDURA – In generale, come intuibile, la sera è bene consumare un pasto leggero. La digestione infatti dà torpore ma se è troppo lunga impegna l’organismo causando delle difficoltà. «È bene fare pasti ricchi di frutta e verdura, che servono a diminuire la densità calorica della dieta» spiega Ghiselli. E gli alcolici? «Danno sonnolenza nel’immediato, ma poi l’alcol viene metabolizzato e a quel punto prevalgono gli effetti negativi sullo stomaco – dice il nutrizionista -. Dunque possono essere ammessi in piccola quantità, ma non bisognerebbe andare oltre i due bicchieri». Non ci sono grandi vantaggi con le bevande “zero alcol”, in quanto contengono comunque una notevole quantità di calorie. Ma ci sono altri elementi da tenere in considerazione. Per esempio il sovrappeso: chi ne soffre ha difficoltà respiratorie che possono rendere molto faticoso il sonno.  (fonte il corriere)

Come scrive poi l’igienista Valdo Vaccaro nel suo blog “Per dormire meglio è utile rispettare i cicli metabolici circadiani, mangiando possibilmente fruttariano dalle 4 di mattino alle 12 (ciclo eliminativo), mangiando vegano tendenzialmente crudista dalle 12 alle 8 di sera (ciclo appropriativo o alimentativo), e non mangiando dalle 8 di sera alle 4 di mattina (ciclo assimilativo). Basilare infine una eliminazione radicale delle bevande nervine e di ogni tipo di farmaco.
Dormire sempre con una finestra socchiusa per il ricambio notturno dell’aria.
Dormire possibilmente con la testa rivolta al Nord magnetico.”