Daily Archives: novembre 24, 2010

Dormire aiuta la memoria

Uno studio recente suggerisce che il sonno migliora la memoria. Lo studio, che è stato condotto presso la Northwestern University, si è sviluppato nel modo seguente:

Sono state mostrate 50 immagini sparse in uno schermo del computer ai partecipanti alla ricerca.

Ad ogni immagine era stato abbinato un suono.

Ai partecipanti veniva chiesto di cercare di memorizzare la posizione di ogni immagine e poi di fare un sonnellino.

Durante il sono ai partecipanti venivano presentati 25 dei suoni che avevano udito durante il precedente apprendimento spaziale.

Al risveglio, prove di memoria hanno dimostrato che i suoni erano penetrati nel cervello addormentato. Ciascuno dei partecipanti, in media, ricordava leggermente meglio le posizioni delle immagini per le quali aveva ricevuto segnali audio durante il sonno.

Le emozioni influenzano le proprie cellule anche a distanza

Da una ricerca è stato dimostrato che le emozioni esercitano un’influenza diretta sul funzionamento delle cellule del corpo umano anche quando quelle cellule non fanno più parte dell’organismo umano. Quindi anche quando vengono prelevati campioni di tessuto le emozioni, di segno positivo o negativo, influiscono ancora su di essi.

I ricercatori hanno iniziato effettuando un tampone sui tessuti all’interno della bocca di un volontario. Il campione è stato isolato e portato un un’altra stanza dello stesso edificio.

In una cavità appositamente predisposta, sono state effettuate sul DNA delle misurazioni elettriche per verificare se rispondeva alle emozioni della persona da cui proveniva, cioè il donatore che si trovava in un’altra stanza, distante parecchie decine di metri.

Al soggetto, sistemato nella sua stanza, è stata mostrata una serie di filmati videoregistrati. Le immagini erano concepite per creare stati emotivi istintivi nel suo organismo. Mentre le provava, in un’altra stanza veniva misurato il tipo di risposta che dava il suo DNA.

Quando le emozioni del soggetto toccavano alti o bassi “picchi” emotivi, le sue cellule e il suo DNA producevano nello stesso momento una forte risposta elettrica. Sebbene il soggetto e i suoi campioni fossero stati collocati a varie decine di metri di distanza fra loro, il DNA si comportava come se si fosse trovato ancora fisicamente in contatto col corpo del soggetto.

Quando la Chimica si Mangia

L’alimentazione in chiave naturale presenta molti aspetti positivi, tra cui un maggior senso di vitalità (mentale e fisica), un senso di sazietà maggiore e di conseguenza un controllo del peso meno difficoltoso. Per alimentazione naturale si intende quella in cui vi è un consumo di cibo poco sofisticato, frutta, verdura in quantità abbondanti, cereali integrali, legumi e semi oleosi. Si può definire cibo sofisticato quello raffinato ma soprattutto quello che contiene sostanze chimiche di dubbia salubrità e aggiunte per motivi commerciali e non per un effettivo valore aggiunto. Di oltre 70000 sostanze chimiche utilizzate, appena il 10% è stato testato sul corpo umano mentre la maggior parte di esse è sta testata su animali ! Tra le sostanze che vanno senz’altro evitate c’è sodio nitrito (E250) e il potassio nitrato (E252) che trasformandosi nel tratto digerente in nitrosammine, diventano cancerogeni. Essi però, impiegati nei salumi, hanno la funzione di impedire lo sviluppo del botulino che è molto tossico. Pertanto, in questo caso, non è una scelta consapevole quella di consumare salumi senza conservanti: piuttosto è molto meglio evitarli del tutto. (Leggi l’articolo completo su http://fysis.it/1176/curarsi-con-il-cibo/la-chimica-nel-piatto)

C’è luce nel sangue

Si legge su spaziomed: “Diversi anni fa il sovietico Vladimir Leonidovich Voeikov ha dimostrato l’esistenza di campi biofotonici all’interno del sangue. In pratica, avvalendosi di strumenti particolari in grado di rilevare la presenza di luce non visibile all’occhio umano, Voeikov ha osservato come il “tipo” di luce emesso dal sangue umano possieda delle caratteristiche tali da permettere una specifica diagnosi sullo stato di salute della persona esaminata. Proprio come Fritz Albert Popp ha mostrato sulle piante, Voeikov ha evidenziato che, esaminando un campione di sangue di una persona sana e uno di una persona malata, è possibile osservare che nel caso della prima la luce emessa dal sangue è intensa e continua, mentre nel caso della seconda sembra affievolirsi e presentare delle intermittenze e anomalie. Alcune di queste incredibili assunzioni si trovano nell’articolo “Biophoton research in blood reveals its holistic properties” dell’Indian Journal of Experimental Biology, del lontano 2003, nel quale Voeikov spiega che il monitoraggio dell’emissione di fotoni spontanea da sangue umano in condizioni di riposo ha rivelato che esso sia una fonte continua di biofotoni in uno stato elettronicamente eccitato. Lo stato eccitato del sangue è uno stato oscillatorio, vibrazionale, estremamente sensibile alle fluttuazioni di campi fotonici esterni, resistente però alle variazioni di temperatura. Questi dati suggeriscono che il sangue abbia dunque le medesime proprietà di un sistema cooperativo non-lineare in stati di non-equilibrio, le cui cui componenti interagiscono incessantemente nel tempo e nello spazio. Parte di questa proprietà del sangue sarebbe fornita dalla sua capacità di immagazzinare l’energia di eccitazione elettrica che viene prodotta nel corso della propria normale vita metabolica, caratteristica che, da un punto di vista analitico pratico, potrebbe diventare una base per un nuovo approccio alle procedure diagnostiche. Non solo. Ad un’analisi accurata si è potuto constatare che tra i due campioni di sangue posti vicini veniva messa in atto una “migrazione” dei campi luminosi del campione sano verso quello malato, infettato da microbi. Tale scoperta ci ricorda molto lo studio sui campi morfogenetici di Rupert Sheldrake, così come il concetto di L-field, ovvero campo vitale, proposto da Harold Saxton Burr a Yale fin dagli anni ’30. C’è luce, dunque, nel nostro sangue, così come c’è salute quanto più questa luce è coerente e viva. Tale informazione può essere trasmessa all’esterno grazie alla sola vicinanza tra i sistemi emettitori, producendo a sua volta un aggiustamento dello stato vibrazionale incontrato nell’ambiente circostante. Incredibile ma, a quanto pare, vero.”

Il coenzima Q10 e l’emicrania

Il coenzima Q10 (CoQ10) migliora il metabolismo energetico ed è efficace nella prevenzione dell’emicrania. Un’equipe di ricercatori svizzeri dell’Headache and Pain Unit dell’University Hospital Zurich ha verificato l’azione del coenzima Q10 (alla dose di mg 100 x 3 v/die) durante uno studio (*) in doppio cieco, randomizzato contro placebo, in 42 soggetti sofferenti di emicrania. Il trattamento con il coenzima Q10 è risultato efficace e ben tollerato: nel corso dei tre mesi di integrazione, il coenzima Q10 è risultato superiore al placebo riguardo alla frequenza degli attacchi, al numero di giorni con emicrania e a quelli con nausea. (fonte http://guide.supereva.it)

Acquisti alla spina

In questo momento economico di crisi in cui i consumi rallentano, Federconsumatori evidenzia un comportamento interessante da parte di alcune categorie di consumatori, ora alla ricerca di nuove modalità di risparmio, partendo proprio dalla spesa quotidiana. Secondo quanto sostiene Federconsumatori, con gli acquisti ‘alla spina’ abbinati il consumo di acqua del rubinetto, una famiglia riesce a risparmiare fino ad 800 euro all’anno.

Un bel risparmio che va ad impattare positivamente anche sull’ambiente in quanto riduce notevolmente l’inquinamento poichè con i prodotti sfusi vengono ridotti gli imballaggi.

Un sistema di acquisto consapevole lo propone a Pesaro il nuovo negozio Pesonetto.

Vantaggi per i consumatori:

-MENO RIFIUTI (e relativi disagi e costi di smaltimento) -MENO COSTI DI IMBALLAGGIO (fattore di costo ormai consistente per le aziende) -MENO COSTO DEL PRODOTTO (all’azienda costerebbe meno farlo e distribuirlo) -PIU’ PRATICITA’ (confezioni personalizzabili e riutilizzabili) -PIU’ SPAZIO (confezioni ottimizzabili in volume e forma per gli spazi disponibili)

Vantaggi per i venditori:

-MENO RIFIUTI -MENO COSTO -PIU’ PRATICITA’ -PIU’ SPAZIO

La distribuzione ‘alla spina’ è generalmente dedicata a caffè, cereali, pasta, riso, legumi, frutta secca, cioccolata, caramelle, olio, vino, birra, formaggi, carne ma anche per i prodotti per la cura della persona e la pulizia della casa e anche mangimi per animali e giochi vendibili in forma “sfusa”.

Il latte alla spina della ‘Coldiretti’ è già una realtà consolidata.