Daily Archives: novembre 29, 2010

Yoga Sky

Lo yoga SKY (Sudarshan Kriya Yoga) si è dimostrato un’efficace nuova cura per chi soffre di disturbi dell’umore. In una società come la nostra, in cui la depressione cresce in modo esponenziale e i disturbi da attacchi di panico si diffondono anche tra i giovani, colpendo dall’1,5 al 3,5 per cento degli italiani, questa innovativa terapia “dolce” è molto utile.

Secondo studi clinici eseguiti di recente, dopo sei mesi di sedute, lo yoga è in grado di ridurre del 60 per cento i sintomi della depressione, di aumentare l’attenzione e la concentrazione, di alleviare, nel 40 per cento casi, quell’atteggiamento mentale che dà sensi di colpa, fa sentire responsabili di tutto e fa arrovellare la mente sempre sugli stessi pensieri. In altre parole, fa iniziare a chi ha l’umore “nero” la giornata con il piede giusto.

Lo Yoga Sky si basa su un concetto chiave, precisamente quello che il respiro e la mente sono collegati tra loro: modulando in modo opportuno la propria respirazione, si tengono sotto controllo anche le proprie emozioni e si affrontano meglio le situazioni di disagio che danno stress, ansia e frustrazione.

Il nuovo metodo è stato soprannominato “Yoga del respiro”, perché utilizza tecniche respiratorie per agire su quella parte del nostro sistema nervoso, detto autonomo, che si attiva indipendentemente dalla nostra volontà e che va in “tilt” quando si è stressati, depressi, ansiosi. La tecnica attenua, infatti, il sistema nervoso simpatico, deputato ad accelerare cuore, respiro, sudorazione e contrazioni intestinali, e stimola, invece, il sistema nervoso parasimpatico o vagale che riporta l’organismo alla quiete.

Le tecniche hanno un profondo effetto sulle persone che soffrono di attacchi di panico, disturbi del sonno, ansia generalizzata o depressione minore. Sono invece controindicate per coloro che hanno una depressione bipolare, per cui alternano mania e umore nero, o un disturbo ossessivo-compulsivo.

Chi è idoneo allo yoga SKY deve sottoporsi ad una visita, poi all’RSA test (Respitatory Sinus Arithmya) che, con un elettrocardiogramma, permette di associare i battiti del cuore al respiro e stabilire come funziona la propria bilancia simpatica-vagale. Si comincia quindi con 10 giorni di yoga intensivo (3 ore alla settimana e 5 ore nei weekend) per continuare con sedute più dilazionate nel tempo (3 ore una volta a settimana per 6 mesi) e con un piccolo compito (20 minuti di yoga SKY in qualunque momento della giornata) da fare a casa.

La telomerasi: la molecola che fa ringiovanire

È possibile rimandare indietro le lancette dell’orologio e ringiovanire il corpo, o anche solo alcuni dei suoi organi o tessuti colpiti da malattie che ne determinano la degenerazione? Uno studio su topolini che invecchiano precocemente a causa di un difetto genetico dimostra che, riattivando un enzima importante per mantenere intatto il Dna, gli animali ringiovaniscono a tutti gli effetti; testicoli, milza e intestino che erano in via di degenerazione riprendono vita, così pure il cervello, e gli animali possono anche tornare fertili. L’importante risultato è del team di Ronald DePinho del Dana-Farber Cancer Institute di Boston. TELOMERASI – «Stiamo pianificando studi su topolini sani ma anziani per vedere se il nostro metodo funziona anche su di loro» spiega DePinho. Ovvero per vedere se, riaccendendo l’enzima, si può arrestare o rallentare il fisiologico processo di invecchiamento cui tutti andiamo incontro. L’enzima clou di questo processo di “ringiovanimento pilotato” è la telomerasi, riparatore delle estremità dei cromosomi (telomeri). Lo stesso metodo, di cui parla l’ultimo numero della rivista Nature, potrebbe essere usato per riparare organi malati e con degenerazione, riattivando in modo mirato l’enzima telomerasi, per esempio, solo nel fegato colpito da cirrosi. I telomeri sono dei cappucci protettivi che si trovano alle estremità di ciascun cromosoma; in ogni cellula l’enzima telomerasi si preoccupa di riparare continuamente i telomeri. Tuttavia, man mano che invecchiamo i telomeri si “sfrangiano”, come le estremità di lacci di scarpe cui si è rotto il cappuccio di plastica che li protegge. Quando ciò avviene l’informazione genetica viene via via intaccata e a ciò corrisponde un progressivo invecchiamento e malfunzionamento delle cellule. L’idea di DePinho è stata di vedere se, riattivando la telomerasi, questo naturale processo di deterioramento si può arrestare. Così gli esperti hanno creato in laboratorio topolini con un difetto nel gene della telomerasi, caratterizzati da atrofia di organi e tessuti, difficoltà di guarigione di ferite e perdita di cellule staminali. FUTURI STUDI – «Questi topi mostrano gravi segni e sintomi di invecchiamento avanzato già in età adulta e vivono meno degli altri – spiega DePinho -. A questi topolini abbiamo acceso la telomerasi e osservato una sorprendente reversione del loro stato di invecchiamento: le cellule staminali si sono risvegliate, i loro organi sono ringiovaniti, il cervello è cresciuto, sono tornati fertili e molto altro. Sebbene per ora questi risultati non ci dicano che anche il naturale processo di invecchiamento può essere rimandato indietro in questo modo, e la risposta a questa domanda sarà oggetto di futuri studi – sottolinea DePinho -, questo lavoro ci suggerisce che, se rimuoviamo la causa dell’invecchiamento, i tessuti invecchiati possono ringiovanire». Inoltre, dato che i telomeri giocano un ruolo primario nell’invecchiamento, lo studio suggerisce che strategie farmacologiche volte a riaccendere transitoriamente la telomerasi in tessuti in cui non funziona o funziona poco potrebbero funzionare per ringiovanirli. Anche se è presto per dire che simili applicazioni cliniche potrebbero essere usate per rallentare il naturale declino dell’età di un individuo, ci sono ormai prove solide che il ripristino dei telomeri in malattie degenerative causa di invecchiamento precoce come l’Ataxia Telangiectasia, o malattie di organi come la cirrosi epatica, abbia un impatto significativo. (Fonte: Ansa)

La zucca

La zucca appartiene alla grande famiglia delle Cucurbitacee, e si distingue in diverse varietè per forma e colore.

Le zucche più diffuse sono:

• Cucurbita maxima (zucca dolce): è la zucca per eccellenza, di grandi dimensioni, presenta una polpa di colore giallo-arancio farinosa e dolciastra.

• Cucurbita moschata: è la zucca di forma allungata, cilindrica e ringonfia all’estremità. Di medie dimesioni, è di colore verde scuro o arancione ed ha polpa dolce e tenera.

La polpa di zucca è ipocalorica (solo 15 calorie ogni 100 grammi!) grazie alla presenza al suo interno di un’alta concentrazione di acqua (94%) e una bassissima percentuale di zuccheri semplici. Grazie al suo sapore dolciastro è ideale anche per l’alimentazione dei bambini, soprattutto se abbinata a pasta o riso. Fornendo un basso apporto di calorie, un centrifugato arancione è perciò leggero ed è allo stesso tempo un concentrato di salute.

Tra i nutrienti che apporta alla nostra dieta ci sono aminoacidi, acido oleico, palmitico e silicico. E’ ricca di vitamine A, B e C e di betacarotene; contiene inoltre minerali come il ferro, il potassio, il fosforo, il calcio. Ha proprietà antidiabetiche e antipertensive. In più contiene un’alta quantità di fibre, preziose per la salute dell’intestino, ma è anche un alimento che migliora i sintomi dei reumatismi, ha potere diuretico, agisce positivamente sull’artrite. Il betacarotene presente nella zucca ha proprietà preventive nei confronti dell’insorgere di diverse patologie; da non sottovalutare i benefici che derivano dalla sua capacità di contrastare i radicali liberi, sostanze altamente pericolose per il nostro organismo. Ma il betacarotene ha anche altre proprietà: protegge il sistema circolatorio, è antinfiammatorio e, grazie alle sue proprietà antiossidanti, rappresenta un ottimo alleato nel rallentare l’invecchiamento delle cellule del corpo umano.

Oltre a queste proprietà, aggiungiamo i benefici che essa apporta all’organismo per quanto riguarda il rilassamento, gli effetti diuretici e quelli sedativi. Fin dai tempi più antichi alla zucca si sono attribuite proprietà calmanti, indicata per chi soffre di ansia, nervosismo ed insonnia. La zucca è indicata nella prevenzione dei tumori e per mantenere un corretto equilibrio idrico dell’organismo e delle mucose.

Rimedi a base di zucca!

La polpa di zucca, schiacciata e ridottta in poltiglia, può essere usata come lenitivo in caso di infiammazioni cutanee, mentre per attenuare il dolore di scottature superficiali si puo’ invece applicare sulla piaga la buccia ben lavata. Anche i semi sono preziosi: aiutano ad alleviare gli effetti della febbre, rafforzano il cervello, contengono preziosi minerali e acidi grassi essenziali. Hanno anche potere depurativo, specialmente sui reni. I semi sono utili per prevenire e sostenere la terapia contro le disfunzioni a livello delle vie urinarie. Sono inoltre un sicuro aiuto contro la tenia. Aggiunto al latte o al succo di frutta, l’estratto di zucca è indicato nel controllo delle nausee mattutine, dei disturbi gastrici e prostatici. La zucca aiuta a prevenire le rughe, distende la pelle, combatte i radicali liberi e, grazie alla presenza di fibre, aiuta nella regolazione delle funzioni intestinali.

La zucca intera può essere conservata a lungo in luogo fresco, buio e asciutto. La tradizione vuole che debba essere comunque consumata entro carnevale. Una volta aperta deve essere conservata in frigorifero nello scomparto della frutta e verdura, ben coperta, ed essere consumata entro 1-2 giorni. Se invece la si vuole conservare nel congelatore, si dovrà limare la buccia, tagliare la zucca a dadini e “sbollentarla” un po’, prima di congelarla.

Come si apre? Lavare la zucca in superficie con acqua fresca. Rimuovere il picciolo e tagliarla a metà. Con un cucchiaio togliere i semi interni e i filamenti. Tagliarla a spicchi, quindi togliere la buccia. A questo punto è possibile procere alla cottura.

La zucca in cosmesi

Con la polpa della zucca si può preparare un’ottima maschera di bellezza, in grado di restituire tonicità e lucentezza alla pelle del viso. Schiacciare una fettina di zucca cruda e un pugnetto di semi, mescolare il tutto con un po’ di miele, applicare l’impasto sul viso e lasciarlo in posa per qualche minuto: quasi miracolosamente tutti i tipi di pelle, specialmente quella grassa con i punti neri, risulteranno più puliti e levigati.

La zucca utilizzata come contenitore

In Africa gli abitanti del luogo sono soliti fabbricare con le zucche cave, delle pipe ad acqua, dove il fumo prodotto dal piccolo braciere viene “indirizzato” tramite un cilindro di legno, nell’acqua contenuta in una zucca dopo aver praticato un foro nella parte superiore di essa, dal quale viene aspirato il fumo filtrato. Alcune varietà di zucche appartenenti alla specie Cucurbita Lagenaria, quando raggiungono la piena maturazione, hanno una buccia durissima e anticamente erano coltivate nelle campagne con il preciso scopo di ricavarne contenitori, borracce per vino o acqua, e perfino imbuti. Per questo motivo la Zucca Lagenaria viene anche detta “Zucca da vino”, poiché dopo essere stata essiccata, al suo interno presenta una cavità che può essere utilizzata per conservare o per trasportare queste bevande o altri liquidi. Le zucche più piccole, invece, dopo essere state essiccate e spaccate a metà, vengono utilizzate come cucchiaio o mestolo.

La zucca in cucina

Con la zucca si può veramente cucinare un pasto intero, dall’antipasto (tortini di zucca), al primo piatto, (i famosi tortelli di zucca) al contorno (è molto indicata ad esempio per accompagnare la carne di maiale), fino al dolce, dove viene utilizzata per la “tipica” torta americana molto nota con il nome di “pumpkin pie”. Il modo più “classico”per gustarla è di tagliarla a fette abbastanza spesse e sbollentarla nel forno al naturale, per poi condirla con una noce di burro e un po’ di sale.

Vellutata alla zucca (per 4 persone) Ingredienti: mezzo chilo di zucca; un dado per brodo vegetale; 20 gr. di burro; 1 cucchiaio di farina 00; crostini di pane tostato; parmigiano reggiano grattugiato Preparazione: pulire la zucca, tagliarla a pezzi e metterli in un tegame ben coperti d’acqua fredda. Dopo aver raggiunto l’ebollizione aggiungere un dado e portare a cottura a fuoco dolce e a tegame coperto per circa un’ora. Fare sciogliere il burro al quale andrà aggiunto il cucchiaio di farina. Lasciar tostare pochi istanti sul fuoco mescolando continuamente. Passare al passa-verdure la zucca cotta, riportarla sul fuoco aggiungere il mix di burro e farina mescolando con una frusta per qualche minuto, fino ad addensare il composto. Regolare di sale, se necessario. Servire nelle fondine con parmigiano reggiano grattugiato e crostini di pane tostato.

Farfalle ai fiori di zucca (per 4 persone) Ingredienti: 350 gr. di pasta formato farfalle; 200 gr. di fiori di zucca; una piccola cipolla; una bustina di zafferano; un cucchiaio di basilico tritato; grana padano grattugiato; olio extravergine d’oliva; sale; pepe. Preparazione: pulire i fiori di zucca eliminando i pistilli e le corolle esterne, poi passarli velocemente sotto il getto d’acqua e farli sgocciolare. Tritare finemente la cipolla e farla appassire in 3 cucchiaiate d’olio poi unire i fiori di zucca suddivisi in falde e cuocerli a fuoco basso per cinque minuti. Diluire lo zafferano in poca acqua calda e versarlo nel tegame. Profumare con il basilico tritato, quindi salare e pepare e lasciare sul fuoco ancora pochi minuti. Nel frattempo scolare la pasta, lessata in acqua bollente salata, poi condirla col sugo preparato e condire con del grana grattugiato.

Pumpkin Pie per Halloween (ricetta classica americana) Ingredienti: 250 gr di farina 00; 1 cucchiaio di zucchero; una punta di lievito; 180 gr di burro a temperatura ambiente spezzettato; 80 ml di acqua ghiacciata; 1 bustina di vanillina. Preparazione: mettere la farina, lo zucchero ed il lievito nel robot da cucina ed azionare, aggiungere il burro e poi l’acqua con la vaniglia mentre il motore sta girando. Togliete l’impasto mettetelo nella pellicola e fatelo riposare per 30 minuti in frigorifero.