L’importanza di depurare il fegato

Se il fegato potesse parlare, direbbe: “Io ti depuro se tu mi tieni depurato”. La depurazione del fegato è un’atto essenziale per l’organismo, un’atto di amore verso se stessi non da poco. 

Parole d’ordine: drenare, riattivare. La depurazione del fegato è indispensabile per smaltire grassi e tossine e tenere alla larga i disturbi che possono attaccare questo prezioso organo. Le malattie del fegato più frequenti hanno natura e origine diversa: possono essere causate da infezioni (soprattutto virali), da cause tossiche (compresi farmaci e alcol) e da reazioni autoimmunitarie. Se questi disturbi non vengono curati diventano cronici e possono evolvere verso la cirrosi epatica, degenerazione per cui le cellule infiammate generano fibrosi (cicatrici) e noduli di rigenerazione di cellule epatiche malfunzionanti. 

Acidità, gastrite, crampi addominali sono campanelli d’allarme inconfodnibili, segnali che il fegato non sta bene. Stesso discorso vale se ci si alza al mattino con alito cattivo e lingua ingrossata, se, dopo mangiato, la pancia si gonfia troppo, se spuntano brufoli di troppo e l’adipe si concentra tra addome e fianchi.

La depurazione del fegato parte dalla dieta. Nel momento in cui si decide di disintossicare questo organo così importante, è bene tenere alla larga tutta il più possibile cibi in scatola e cibi industriali elaborati (che sono cibi energeticamente morti). Alcuni cibi industriali infatti possono contenere coloranti e conservanti, ormoni steroidei e antibiotici. Il fegato si intossica anche a causa di un eccesso di carboidrati come pasta, farina, dolci e bevande zuccherate. Bando ai grassi provenienti da salse e intingoli (mostarda, maionese, ketchup), fritture, salumi e formaggi stagionati, dolci, creme, biscotti al burro. . .

Oltre alle tossine che introduciamo con l’alimentazione, un altro agente inquinante del fegato è il sentimento controproducente per antonomasia, la rabbia. Occorre trasformare questa emozione e servirsene, anziché diventare suoi schiavi, cosa che può accadere sia se la si reprime, sia se la si manifesta senza soluzione di continuità. Le variazioni della dieta dovrebbero quindi andare di pari passo con i cambiamenti nella vita. .

Evitare di utilizzare farmaci senza che vi sia un reale bisogno

Evitare di associare tra loro più medicinali senza aver consultato il proprio medico; attenzione anche ai rimedi naturali ed erboristici, tanto per citare un esempio la spremuta di pompelmo può aumentare di molto l’assorbimento di farmaci e la loro biodisponibilità, anche di 5-9 volte

Evitare l’automedicazione

Limitare il consumo di alcolici limitandosi ad un bicchiere di vino o birra durante i pasti principali

Non assumere medicinali in associazione con bevande alcoliche

Non inalare direttamente spray di uso comune come gli insetticidi per piccoli insetti

Adottare uno stile di vita sano caratterizzato da alimentazione equilibrata e regolare attività fisica

Moderare il consumo di fritture e di grassi in particolar modo di quelli saturi, contenuti soprattutto nei latticini, nella margarina e nelle carni grasse. Il consumo di tali alimenti va ridotto anche per tenere sotto controllo i valori di colesterolo nel sangue

Moderare il consumo di cibi affumicati, grigliati o bruciacchiati

Limitare il consumo di sale, sostituendolo eventualmente con delle spezie

Incrementare il consumo di alimenti ricchi di fibre come frutta e verdura

Mantenere il proprio peso corporeo nella norma

Evitare diete dell’ultimo minuto

Assicurarsi di assumere le giuste quantità di vitamine e minerali anche se si sta seguendo una dieta dimagrante

Tra gli alimenti più indicati per depurare il fegato e stimolarne la funzionalità ricordiamo:

spremuta di limone: ricca di acido ascorbico (vitamina C), depura efficacemente il fegato, ma può causare qualche problema a chi soffre di gastrite

carciofo

cardo mariano

mela

mirtillo

cavolo

rosmarino

tarassaco

lievito

polline

acerola

olio extravergine di oliva crudo, ovviamente senza esagerare con le dosi

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