Lo Zucchero Bianco un Dolce Veleno

Lo Zucchero bianco, un veleno dal sapore dolcissimo.

Gli zuccheri sono alimenti fondamentali della nostra dieta, poiché rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia che serve a far funzionare il nostro organismo. Ma lo zucchero bianco, che ogni giorno introduciamo nel nostro corpo direttamente così com’è o attraverso dolci, bibite, ecc., è il prodotto di una lunga trasformazione industriale che sottrae tutte le sostanze vitali presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero, che sono il punto di partenza per la produzione dello zucchero.

Per cercare di ridurre il danno, l’industria alimentare ha compiuto la mostruosità di trasformare molti di questi alimenti in “LIGHT” sostituendo lo zucchero con dolcificanti artificiali, come l’aspartame e la saccarina, non risolvendo il problema, anzi, creandone degli altri.

Molte sono le minacce che pesano sull’essere umano, che diventa sempre più “drogato” da questa dolce polvere bianca, che, ormai, è presente ovunque. Nei fast food, ad esempio, perfino i panini hanno un gusto inspiegabilmente dolce.

Ma, perche’ lo zucchero fa male?

Il nostro corpo per “digerire” i carboidrati, come la pasta o il pane bianco o carboidrati ancora più semplici come lo zucchero e i dolci, deve impiegare ingenti risorse vitaminiche del gruppo B, causando, a lungo andare, una carenza vitaminica con le relative conseguenze sulla salute.

D’altronde, se pensiamo ai nostri antenati, e all’alimentazione che assumevano a base di bacche, radici, carne o pesce, possiamo comprendere perché questa polvere bianca sia così nociva per il nostro corpo, difatti, il regime alimentare spartano di allora è rimasto codificato nel nostro patrimonio genetico e tutti i cibi che si allontanano dall’alimentazione di quel tempo, diventano di difficile digestione ed assimilazione, nonché, per taluni alimenti anche nocivi.

Inoltre, il consumo quotidiano dello zucchero, può portare l’organismo ad una specie di “overdose” da zucchero che potrebbe manifestarsi con i seguenti disturbi:

• Nervosismo ed ansia

• Depressione o stanchezza

• Confusione mentale

• Continuo desiderio di mangiare dolci

• Incapacità a tollerare l’alcool

• Pressione bassa

• Carie dentali

• Diabete

• Aumento di peso

Dunque, riduciamo, o meglio ancora, eliminiamo questo elemento nocivo per il nostro corpo abituando, a poco a poco, le papille gustative al sapore naturale dei cibi senza questo “veleno” dal sapore dolcissimo.

Perché lo zucchero bianco è una sostanza innaturale dalle caratteristiche tossiche?

Il succo zuccherino proveniente dalla prima fase della lavorazione della barbabietola o della canna da zucchero viene sottoposto a complesse trasformazioni industriali: prima viene depurato con latte di calce, che provoca la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio; poi, per eliminare la calce in eccesso, il succo viene trattato con anidride carbonica. Il prodotto quindi subisce un trattamento con acido solforoso per eliminare il colore scuro; successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione. Si arriva così allo zucchero grezzo. Da qui si passa alla seconda fase di lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare i riflessi giallognoli, viene colorato con blu oltremare o blu idantrene (proveniente dal catrame). Il prodotto finale, che viene venduto per dolcificare gran parte di ciò che mangiamo, è una bianca sostanza cristallina che non ha più nulla a che fare con il succo zuccherino di partenza, ricco di vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi, che avrebbero fornito tutto il loro benefico apporto energia e salute.

Per poter essere assimilato, lo zucchero bianco ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali, per ricostituire almeno in parte quell’armonia di elementi distrutta dalla raffinazione. Le conseguenze di tale processo sono la perdita di calcio nei denti e nelle ossa, con l’indebolimento dello scheletro e della dentatura. Ciò favorisce la comparsa di malattie ossee (artrite, artrosi, osteoporosi ecc.) e carie dentarie.

A livello intestinale, lo zucchero bianco provoca processi fermentativi, con produzione di gas e tensione addominale, e l’alterazione della flora batterica, con conseguenze quali coliti, stipsi, diarrea, formazione e assorbimento di sostanze tossiche.

Lo zucchero bianco viene assorbito rapidamente nel sangue, cosa che innalza la cosiddetta glicemia. Di fronte a tale subitanea salita, il pancreas risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico (crisi ipoglicemica), caratterizzata da uno stato di malessere, sudorazione, irritabilità, aggressività, debolezza, bisogno di mangiare per sentirsi di nuovo su. La conseguenza di questa caduta degli zuccheri è l’immissione in circolo, da parte dell’organismo, di altri ormoni atti a far risalire la glicemia, tra cui l’adrenalina che è l’ormone dell’aggressività, della difesa, della tensione. Si può ben comprendere come questi continui “stress” ormonali con i loro risvolti psicofisici determinino un esaurimento delle energie con l’indebolimento di tutto l’organismo. Ciò è stato ampiamente verificato da studi condotti negli Stati Uniti che hanno messo in relazione la violenza e l’aggressività nei bambini con l’assunzione di zuccheri raffinati. Uno dei sistemi più colpiti, a lungo andare, è il sistema immunitario, poiché l’esaurimento delle forze e delle energie si traduce in una minore capacità di risposta alle aggressioni esterne e nella tendenza ad ammalarsi. Quando mangiamo 50 grammi di zucchero bianco, la capacità fagocitaria dei globuli bianchi si riduce del 76% e questa diminuzione del sistema di difesa dura circa 7 ore.

Quasi tutti questi problemi potrebbero essere prevenuti sostituendo lo zucchero bianco con quello integrale di canna o con miele, sempre vergine integrale.

Si deve tuttavia precisare che un cucchiaino di zucchero nel caffè non fa male a nessuno; lo zucchero diventa pericoloso quando se ne assume molto. Pertanto si dovrebbe cercare innanzitutto di ridurne il consumo.

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