Ancora sulle etichette…

Da ormai una trentina d’anni i produttori alimentari hanno l’obbligo per legge di indicare sulla confezione del prodotto le sue caratteristiche organolettiche, gli ingredienti utilizzati e tutta una serie di altre informazioni.

Il più importante dato da prendere in considerazione sono gli ingredienti, ossia ciò che effettivamente è stato utilizzato per produrre l’alimento.

Questi ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità, che significa che il primo ad essere indicato è quello più presente nell’alimento. Ecco che possiamo scoprire come in una confezione di biscotti, lo zucchero – e non la farina – è il primo ingrediente. Anche in molte cioccolate, marmellate e dolci vari si verifica la stessa cosa. Noi paghiamo per dei biscotti ma compriamo soprattutto zucchero.

Ora guardiamo invece in fondo alla lista degli ingredienti; cosa troviamo? Aromi (anche quelli chiamati ‘naturali’ sono in realtà chimici), additivi alimentari (con la sigla E…) come conservanti, addensanti, anti acidificanti, coloranti, edulcoranti ecc – la lista può essere molto lunga.

Questi componenti sono in piccole dosi, ma per essere nocivi ne bastano minime quantità.

E  in mezzo all’elenco cosa troviamo? Tante sostanze dal nome strano, come zucchero invertito, burro anidro, grassi idrogenati, amidi invertiti… tutte sostanze manipolate chimicamente.

E gli ingredienti ‘naturali’? Uova e latte in polvere!

Quindi: attenzione a non farvi ingannare dalla confezione invitante, dagli slogan salutistici del tipo: “Biscotti al malto” per poi scoprire che di malto c’è l’1% e il resto è tutto zucchero!
A

rriviamo così ad un altro punto controverso: il nome del prodotto. Sebbene la legge proibisca chiaramente nomi di fantasia che possono trarre in inganno il consumatore, molto spesso il nome dell’alimento è fuorviante rispetto a quanto effettivamente si va ad acquistare. Ecco un esempio: “Rigoli  – frollini con latte e miele” dove il latte (in polvere) è solo il 2,6% e il miele 1%, mentre lo zucchero è al secondo posto dopo la farina, e c’è anche dello sciroppo di glucosio, grassi vegetali e aromi vari.

Le caramelle sono forse il prodotto peggiore da questo punto di vista; spesso nella confezione riportano immagini di freschezza e di naturalità, come quelle di erbe spontanee di bosco, oppure di agrumi, quando poi il tutto si riduce a coloranti, edulcoranti e aromi chimici.

Ecco un’etichetta: zucchero, malto destrine, acidificante (acido tartarico), addensante (gomma arabica), aromi, amido di riso, esaltatore di sapidità (xilitolo), antiossidante (acido ascorbico).

Anche le bevande non scherzano! Le comuni aranciate contengono pochissimo succo d’arancia! Come fanno ad essere così gustose e colorate di arancione o rosso? Acqua, succo d’arancia (12%), sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero, anidride carbonica, acidificante: acido citrico, aromi, conservante: potassio sorbato, antiossidante: acido l-ascorbico, coloranti: E110, E122. Questi sono gli ingredienti!
E la pasticceria ‘fatta in casa come una volta’? Ecco l’etichetta di un croissant all’albicocca: farina di frumento, farcitura di albicocca 26% (edulcorante sciroppo di maltitolo, purea di albicocca 35%, stabilizzante sciroppo di sorbitolo, addensante pectine, acidificante acido citrico, aromi), oli e grassi vegetali, edulcoranti: maltitolo, sciroppo di maltitolo, lievito, uova, tuorlo d’uovo, farina di cereali maltati, emulsionante: mono e di gliceridi degli acidi grassi, lecitina di soia, burro, umidificante: sciroppo di sorbitolo, glutine, aromi, sale, alfa amilasi, agente di trattamento delle farine: acido ascorbico.
Gnocchi di patate? Purea di patate (80%), farina di grano tenero, farina di riso, sale, aromi, conservanti: E200, E223, antiossidante: E320, correttore di acidità: E330, emulsionante: E471, stabilizzante: E450, aromi. Ma una volta non bastavano solo le patate e la farina?

Conclusioni: leggete bene le etichette e non comprate dove vedere che la lista è lunga e che ci sono molti nomi strani e sconosciuti. Evitate il più possibile gli additivi alimentari E…, gli aromi e tutto ciò che è chimico.
La vostra salute vi ringrazierà a lungo!  (fonte ricerche di vita)

 

One Response to Ancora sulle etichette…

  1. Giusto, comunque ci sono prodotti veramente “senza speranza”, tra cui appunto le caramelle (ormai non ne compriamo da mesi), e contesti a rischio non sempre controllabili dal consumatore – le pasticcerie, ad esempio. Comunque assolutamente prima di tutto la consapevolezza. Bel post, bel blog.

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