Daily Archives: febbraio 2, 2011

Il calendario dei 7 cereali

Conoscete il ‘Calendario dei cereali’?

7 cereali in 7 giorni sincronizzati col ritmo dei pianeti.

Lunedí – il RISO
Martedí – l’ORZO
Mercoledí – il MIGLIO
Giovedí – la SEGALE
Venerdí – l’AVENA
Sabato – il MAIS
Domenica – il FRUMENTO

Vi rimando qui per i dettagli http://www.rudolfsteiner.it/alimentazione/cereali.html

La stanchezza cronica

Capita, soprattutto in alcuni periodi, di sentirsi particolarmente affaticati e debilitati, pur non avendo in apparenza alcun problema di salute. I motivi possono essere diversi, il più delle volte si tratta di un fenomeno passeggero, e allora è sufficiente concedersi un bel riposo, ma quando il disturbo si protrae per diversi mesi, allora si può parlare di stanchezza cronica, una patologia che colpisce circa 300 mila italiani e per lo più giovani.

In alcuni casi, la spossatezza può essere la spia di un’infezione in corso alle vie urinarie. In questo senso, è utile verificare se, quando urinate, avvertite un dolore accompagnato da una sensazione di bruciore. In questo caso, basta sottoporsi ad un esame delle urine per chiarire la situazione.

Ma i motivi per cui ci si sente con le pile scariche possono essere molti, anche l’alimentazione può giocare un ruolo decisivo, per quanto si tenda a sottovalutare la sua importanza. Quando si mangia troppo poco, infatti, o si sta seguendo una dieta particolarmente restrittiva, si rischia di sovraffaticare l’organismo.

Anche le intolleranze alimentari possono provocare astenia. In questo è meglio rivolgersi al proprio medico di famiglia, che potrebbe consigliarvi di correggere la vostra alimentazione o sottoporvi ad analisi ad hoc.

Attenzione a non esagerare col caffè, che è un ottimo antiossidante naturale, ma un’overdose di caffeina aumenta la sensazione di debolezza e di astenia.

La spossatezza, però, può essere anche uno dei campanelli di allarme dell’ipotiroidismo, ovvero quando la tiroide lavoro poco. Non si tratta di una cosa preoccupante, l’importante è diagnosticarla con precisione, in modo tale da trattarla in modo adeguato.

Anche il russamento notturno può essere una delle cause per cui ci sentiamo sempre assonnate, e non facciamo altro che sbadigliare. Un problema serio non solo per chi russa, ma anche per chi dorme insieme e non riesce a riposare adeguatamente.

Aveva ragione Braccio di Ferro: Mangiare gli spinaci rinforza i muscoli

In un cartone Braccio di Ferro spiega ai bambini che a dare energia alle fibre muscolari è il ferro contenuto negli spinaci. Non è proprio così. E’ la quantità di nitrato inorganico in essi contenuti. A scoprirlo è uno studio pubblicato su Cell Metabolism dai ricercatori del Karolinska Institutet in Svezia guidati da Eddie Weitzberg. Due o tre barbabietole rosse o un piatto di spinaci bastano per aumentare l’efficienza dei muscoli. I ricercatori hanno registrato, nei volontari alle prese con una cyclette che hanno consumato circa 300 grammi di una delle due verdure al giorno per tre giorni, una maggiore efficienza muscolare con minor dispendio di ossigeno. Sembra che la maggiore efficienza dei mitocondri, ovvero le “centrali energetiche” delle cellule, che a sua volta porta a una maggiore efficienza muscolare, sia dovuta alla presenza di bassi livelli di alcune proteine che normalmente ne indeboliscono il funzionamento, e che questo meccanismo venga favorito dalla presenza dei nitrati e degli ossidi nitrici. Fugati anche i dubbi sulla tossicità del nitrato, sollevata da precedenti studi: Weitzberg e colleghi hanno infatti dimostrato che, grazie all’azione combinata con alcuni batteri presenti in bocca, il nitrato si inserisce in un percorso che produce ossido nitrico, sostanza già conosciuta in quanto in grado di dilatare i vasi sanguigni e, di conseguenza, di ridurre la pressione sanguigna. I risultati dello studio mostrano che l’aumento dei nitrati nella dieta può avere un effetto piuttosto immediato, in soli tre giorni. I ricercatori però avvertono: non è ancora chiaro cosa potrebbe accadere nel caso in cui si consumino alti livelli di nitrati inorganici per lunghi periodi di tempo (fonte takecareblog.it)

Alimenti integrali

Gli alimenti integrali sono i prodotti da forno a base di farina integrale. La farina come tutti sappiamo deriva dalla macinazione del grano. Esiste un tasso di abburattamento che definisce quanta fibra è contenuta nella farina. Maggiore è questo tasso, più integrale sarà la farina.
Queste farine sono ben distinguibili da quelle comuni per il colore più scuro, dato dalla maggiore presenza di fibra.
Un tempo le farine integrali erano considerate quelle dei poveri, perché più grezze, più naturali visto che non hanno seguito il processo di raffinazione. Recenti studi invece hanno affermato che i prodotti integrali sono migliori rispetto ai loro simili, ricavati da farine comuni, per i benefici sulla salute del nostro organismo.

Ma quali sono le differenze tra queste farine e quelle comuni?
Per quanto riguarda l’apporto energetico, contrariamente a quello che si dice in giro, non risulta essere di molto inferiore alle corrispettive farine di tipo “0″ o “00″. Quello che cambia invece è la quantità di fibre, minerali e vitamine del gruppo B.
Calcio, ferro e zinco sono presenti in quantità maggiori ma sono meno disponibili per l’organismo in quanto si legano all’acido fitico contenuto nella fibra e quindi non assimilabili da parte dell’intestino. Inoltre la farina integrale ha più lipidi rispetto a quella comune perché c’è bisogno di più grasso per amalgamarla.
I prodotti integrali sono consigliati nella dieta mediterranea perché protettivi per alcuni tumori al colon retto, aumentano il senso di sazietà, migliorano il funzionamento dell’intestino e prevengono le patologie correlate come stipsi e diverticolosi. Questi prodotti insieme a due porzioni di verdura e due porzioni di frutta al giorno apportano un totale di 25-30g di fibra, livello ottimale per favorire il buon funzionamento del nostro organismo.
Infine accenniamo un falso mito, quello cioè dei prodotti integrali che fanno dimagrire. Non è vero, in quanto come abbiamo detto all’inizio le loro calorie sono poco di meno di quei prodotti da forno ottenuti con le farine comuni.

I benefici della risata

Il sorriso è contagioso. Il suono di una risata rumorosa è molto più contagioso di qualsiasi colpo di tosse , raffreddore o starnuto. Quando la risata è condivisa, essa lega insieme le persone ed incrementa l’ allegria e l’ intimità. In aggiunta all’ effetto domino della gioia e del divertimento, la risata causa anche cambiamenti nella salute fisica e mentale. L’ umorismo e la risata fortificano il sistema immunitario, stimolano la tua energia, riducono il dolore e ti proteggono dagli effetti dannosi dello stress. In più, questa impagabile medicina è divertente, libera e facile da usare. La risata è un potente antidoto contro lo stress, il dolore e il conflitto. Nessuna delle occupazioni più rapide o sicure restituisce alla tua mente e al tuo corpo l’ equilibrio quanto la risata. L’ umorismo alleggerisce dai carichi, infonde speranze, ti lega agli altri e ti porta coi piedi a terra, concentrato e vigile. Con più forza per guarire e rigenerarti, la capacità di ridere facilmente e frequentemente è una formidabile risorsa per sormontare i problemi, incrementare le tue relazioni sociali e supportare la tua salute fisica ed emozionale.

Quali sono i benefici della risata sulla salute fisica e mentale?

Stimola e rafforza il sistema immunitario. La risata riduce gli ormoni dello stress e intensifica le cellule immunitarie e gli anticorpi che combattono l’ infezione, così da migliorare la tua resistenza alla malattia.

Riduce l’ansia e la paura

Rilassa i tuoi muscoli. Una buona salutare risata allevia la tensione fisica e lo stress, lasciando i tuoi muscoli rilassati per più di 45 minuti.

Previene i disturbi cardiaci. La risata migliora la funzionalità dei vasi sanguigni ed incrementa il flusso sanguigno, il che può aiutar a proteggerti dagli attacchi cardiaci e gli altri problemi cardiovascolari.

Riduce il dolore. La risata provoca un rilascio di endorfine, i prodotti chimici naturali del corpo che fanno sentire bene. Le endorfine accrescono senso completo di star bene e possono temporalmente alleviare il dolore.

Migliora l’umore

La Livewell diet

Torniamo a parlare di alimentazione e salute, in riferimento alla dieta messa a punto di recente dagli esperti del WWF, ma in primis dai nutrizionisti del Rowett Institute of Nutrition and Health della University of Aberdeen, che si ispira a princìpi semplici da seguire che coniugano la tutela del benessere del nostro organismo al basso impatto sulla Terra. Ne aveva già parlato il Barilla Center for Food & Nutrition, sintetizzando, nella doppia piramide alimentare, che i cibi che fanno bene sono anche quelli per i quali vengono sprecate meno risorse, e dunque con un’impronta minore sul Pianeta. Nella Livewell diet troviamo infatti molta frutta e verdura (locale e di stagione) che, con l’alto apporto di antiossidanti e vitamine, potenziano il nostro sistema immunitario, riducono il rischio di tumori e ci restituiscono un aspetto più sano, tenendoci alla larga, dettaglio non da poco, dalla dilagante epidemia di obesità. Ed è proprio per frenare il crescente tasso di popolazione sovrappeso che il World Wildlife Fund International ha cercato in Gran Bretagna la collaborazione con il Governo per estendere questo modello di dieta sana, che costa pochissimo, appena 35 euro a settimana a persona, alle mense di scuole e uffici pubblici. Introdurre la frutta nelle scuole, a merenda ad esempio, è una misura utile, oltre che per promuovere una corretta educazione alimentare tra i giovanissimi, a contrastare il consumo di cibi spazzatura e snack ipercalorici che, è dimostrato, inducano dipendenza. Progetti pilota sono partiti anche nelle scuole italiane.

Tornando al menu sano che salva anche il pianeta, oltre a verdura e frutta, troviamo molte spezie, utilizzate al posto dei condimenti ipercalorici, e poca pochissima carne e, quella poca, bianca. Il consumo eccessivo di carne rossa, infatti, è deleterio per il benessere dell’organismo, poiché aumenta il rischio d’insorgenza di tumori e apporta grassi saturi nocivi per la salute del cuore.

Infine, nella Livewell diet incontriamo molte fibre, latte parzialmente scremato, pane nero e fette biscottate integrali, legumi e pesce.

Ballare fa bene al corpo e alla mente

Ballare è l’attività preferita di molte persone. Oltre ad essere divertente è una attività che può fornire benefici per il corpo. Alcuni tipi di danza come il tango, salsa, danza del ventre non sono solo utili per bruciare calorie ma anche per combattere le malattie.

1. La salsa per combattere la depressione Studi dell’Università di Derby nel 2006 hanno dimostrato che una persona che impara la salsa combatte meglio i sintomi della depressione. La danza può innescare il rilascio di ormoni che rendono felici e contribuire a migliorare la concentrazione e l’autostima.

2. Le danze scozzesi possono aiutare a rinforzare le ossa Studi condotti presso la Caledonian University di Glasgow hanno dimostrato che la danza scozzese aumenta la densità ossea. Lo stile di questa danza può dare forza alla stabilità della caviglia, e all’equilibrio.

3. Tango per migliorare l’equilibro del corpo I ricercatori della Washington University hanno scoperto che questa danza può aiutare a migliorare l’equilibrio e la mobilità dei pazienti con il Parkinson.

4. Il Foxtrot per i problemi di memoria I ricercatori del Albert Einstein College of Medicine di New York ha scoperto che gli anziani che ballavano il Foxtrot avevano una riduzione del rischio di malattia di Alzheimer.

5. La danza del ventre può aumentare la resistenza sessuale La danza del ventre può aiutare a rafforzare i muscoli della parete addominale e pelvica delle donne. Questo può aiutare a migliorare la sensibilità e l’orgasmo durante un rapporto sessuale. Rende lo stomaco piatto, rafforza le braccia e i muscoli della schiena in maniera efficace. (fonte http://www.takecareblog.it)

Bambini Stanchi – alcuni Ricostituenti Naturali

I ricostituenti naturali per i bambini che mangiano poco, che sono spesso affaticati e che si ammalano con facilità Ricostituenti naturali per il bambino stanco «Dottore, mio figlio è sempre stanco, mi dà qualcosa per tirarlo un po’ su?». Un tempo li chiamavamo “ricostituenti” e il medico li prescriveva come dei veri e propri farmaci, magari nella convalescenza dopo una malattia oppure per stimolare l’accrescimento in bambini un po’ esili. Oggi parliamo di “integratori” e il loro utilizzo può avvenire in modo del tutto libero, trattandosi di prodotti acquistabili direttamente al supermercato. Ma sono veramente necessari? Servono davvero a “tirare su” i nostri figli? Una cosa è certa: l’organismo del bambino non fa mai niente per caso. In genere uno stato di affaticamento è una condizione del tutto naturale durante la crescita e passa da sola con un adeguato riposo. Per evitare che la stanchezza si trasformi in un “problema”, possiamo aiutare i nostri bambini con i rimedi naturali, che non alterano artificialmente la chimica dell’organismo. Se la stanchezza persiste per mesi e il pediatra ha escluso una malattia in atto, bisognerà rivedere l’alimentazione (spesso sregolata e ipercalorica) del ragazzo e considerare i “carichi di lavoro” cui è sottoposto (attività sportive e ludiche incluse).

I ricostruenti: quando servono? Ecco i segnali cui fare attenzione

Quando è opportuno ricorrere ai ricostituenti per bambini e ragazzi?

Ci sono alcuni segnali che possiamo imparare a riconoscere per intervenire nel modo giusto.

Stanchezza (“astenia” nel gergo medico): è una sensazione soggettiva, riferita dal ragazzo, di riduzione o mancanza di forza, di energia o di vitalità. Raramente in età infantile può comparire una “sindrome da stanchezza cronica”, caratterizzata da fatica cronica persistente per almeno 6 mesi e non alleviata dal riposo.

Scarso appetito (inappetenza): se non dovuto a malattia acuta, solitamente è in relazione a un’errata percezione degli adulti di quanta fame dovrebbe avere il bambino.

Debolezza e affaticamento: è uno stato di spossatezza fisica, difficoltà a compiere attività fisica, facile spossatezza dopo uno sforzo fisico, talora anche dolori muscolari.

Diminuzione della concentrazione. A scuola presenta inusuali difficoltà di apprendimento scolastico, disattenzione, riduzione improvvisa della memoria.

Infezioni ricorrenti: in particolare tonsilliti, bronchiti, cistiti ecc. Prova i ricostituenti omeopatici

Molti rimedi omeopatici possono essere somministrati nei bambini a scopo “ricostituente”. L’unico accorgimento è di assumere i rimedi lontano dai pasti (caramelle incluse) e dall’uso del dentifricio: gli aromi forti (per esempio, la menta) possono annullarne gli effetti.

Se mangia poco e ha mal di testa. Nel bambino o nel ragazzo che mangia poco ai pasti o li salta completamente e magari riferisce nausea, mal di testa o disturbi alla pancia, il ricostituente omeopatico da preferire è a base di Arsenicum album 6 DH, Belladonna 6 DH, Croton tiglium 6 DH, Okoubaka 4 D, Veratrum album 12 DH. Posologia. 5 globuli 3 volte al giorno sciolti in bocca o in poca acqua lontano dai pasti per 7 giorni. I suoi effetti. Stimola l’appetito specialmente in seguito a disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea, infezioni virali e batteriche o in caso di alimentazione sbagliata (indigestione da troppo cibo, cibi troppo freddi, cibi deteriorati ecc.). Utile anche in caso di febbre e stanchezza conseguenti a una vaccinazione.

Se si ammala spesso a bronchi, naso e gola. In caso di infezioni ricorrenti (tonsilliti, otiti, laringiti, faringiti, bronchiti ecc.) è utile la seguente miscela: Echinacea 1 DH, Tuja 2 DH, Propolis 3 DH, Eleuterococcus 1 DH, Uncaria tomentosa 9 DH. Posologia. 5 globuli 3 volte al giorno sciolti in bocca o in poca acqua. Per aumentare le difese nei casi di recidive, effettuare cicli di trattamento della durata di un mese 2 o 3 volte nel corso dell’anno. I suoi effetti. È un ricostituente delle difese immunitarie, potenzia la risposta immunitaria e aumenta il numero dei leucociti. Favorisce la naturale ripresa dell’organismo durante la convalescenza. Trova particolare indicazione anche nei postumi di interventi chirurgici e negli stati i debilitazione conseguenti a prolungate terapie antibiotiche o cortisoniche.

Se è esile e si affatica. Nei bambini esili, fragili, con debolezza fisica, facile affaticamento muscolare, decalcificazione delle unghie, carie dei denti si consiglia la miscela dei seguenti rimedi omeopatici: Calcium carbonicum hahnemanni 6 D, Calcium fluoratum 6 D, Calcium phosphoricum 6 D, Sulfur jodatum 12 D, Symphytum 4 D .Posologia. 1-2 compresse 3 volte al giorno sciolte in poca acqua o in bocca, lontano dai pasti, per 2 mesi. I suoi effetti. Stimola l’assimilazione e la fissazione del calcio a livello di ossa e denti. Influenza favorevolmente lo sviluppo dello scheletro, la crescita ossea e la dentizione. Rinforza le difese immunitarie nei bambini esili e fragili. Sostiene l’organismo nei periodi di convalescenza e nelle stanchezze dovute al cambio di stagione.

Bambini più Sani e Forti con i Rimedi Naturali

Se vuoi che i tuoi figli si ammalino di meno e superino senza problemi le infezioni e le malattie da freddo, il segreto è la prevenzione coi rimedi naturali.

Eccoci nel cuore dell’inverno, nel momento clou della diffusione dei virus, complice anche l’abbassamento delle temperature. I bambini in età scolare sono più esposti alle malattie di stagione: la vita di gruppo tipica di questa età favorisce il contagio. Anche i tanti impegni che scandiscono la giornata rischiano di sovraccaricare il loro organismo e di stancarli, rendendoli indifesi di fronte alle malattie stagionali.

Cosa possiamo fare per evitare il più possibile che passino da una malattia all’altra? Per alzare lo scudo contro mal di gola & Co. occorre agire su due fronti. Innanzitutto potenziare la risposta immunitaria con rimedi naturali dall’azione rinforzante e riequilibrante: omeopatia, erbe e integratori. E poi assicurare ai nostri bambini, con semplici mosse, un ambiente attorno a loro il più possibile sereno. Perché i bambini sono più esposti ai virus La scienza conferma la relazione tra mente e corpo. I fattori psicologici influenzano il sistema di difesa aprendo la strada alle malattie. Un organismo stanco e stressato è più fragile e quindi più predisposto all’attacco di virus, microbi e batteri.

I bambini piccoli sono i più vulnerabili alle malattie perché i loro meccanismi immunitari sono in formazione e le loro difese psichiche ancora immature. Inoltre talvolta l’ambiente in cui i nostri bambini sono immersi è loro ostile: genitori stressati, tanti impegni che riempiono la loro giornata, oltre all’asilo o alla scuola. Boom di epidemie e classi vuote: i bambini piccoli sono i più colpiti In questi mesi invernali, complice anche il grande freddo, si registra il boom delle sindromi influenzali. Per chi va all’asilo o a scuola le probabilità di ammalarsi sono doppie rispetto ai loro coetanei che stanno a casa. Chiaramente il contatto quotidiano con altri bambini favorisce la trasmissione della malattie.

I rimedi naturali che attivano le difese immunitarie dei bambini dai 3 ai 5 anni No al nasino che cola:

– Ribes nero: è utile per rafforzare il sistema immunitario dei bambini. Somministrane 20 gocce al giorno in poca acqua, se il tuo bambino ha 2-3 anni, altrimenti 30.

– Fiori di sambuco: indicati per contrastare la formazione di catarro, da prendere in infuso (un cucchiaino per una tazza di acqua calda, in infusione per 10 minuti). Dallo ai bambini la sera, prima di andare a dormire. È anche rilassante.

Contro i bruciori di gola:

– Rosa canina: calma i bruciori di gola e la tosse ed è particolarmente adatta per i bambini più piccoli. Puoi scegliere un estratto analcolico a base di fruttosio, buono ed efficace, ne bastano 20 gocce al giorno, che puoi diluire anche in un succo di frutta.

– Rame: antinfettivo e antinfiammatorio, si somministra una fialetta dell’oligoelemento 3 volte a settimana. Lo trovi in farmacia e in erboristeria.

Prevenire la febbre:

– Oscillococcinum: è un vaccino antinfluenzale tutto naturale. Somministra una monodose di Oscillococcinum a settimana per tutto il mese.

– Bifidobacterium infantis: protegge l’intestino prevenendo le influenze intestinali accompagnate da diarrea e coliche lievi. Adatto anche per i bambini piccoli, ne basta un flaconcino al giorno.

Via la stanchezza:

– Pappa reale: dà energia, migliora lo stato generale e nutre anche il cervello; somministrane un flaconcino al giorno, la mattina prima di colazione.

– Germe di grano: per la sua ricchezza di vitamina E e di minerali aiuta i bambini a crescere, migliora lo stato generale e stimola l’energia vitale. Basta aggiungere 2-4 cucchiaini di germe di grano in polvere al latte della colazione. I rimedi naturali che attivano le difese immunitarie dei bambini dai 6 ai 14 anni

Basta starnuti e raffreddore:

– Echinacea: particolarmente adatta in questa fascia di età, stimola il sistema immunitario e va somministrata preferibilmente come estratto analcolico, 20-30 gocce 2-3 volte al dì, o in tavolette, 1-2 al giorno.

– Pino: da usare come olio essenziale, 1-2 gocce in 2 cucchiaini di olio di mandorle dolci, da massaggiare sulla pianta del piede, prevengono la formazione di muco.

No alla gola in fiamme:

– Viburnum lantana: è utile per proteggere la gola dei bambini da faringiti e laringiti. Somministrane 30-40 gocce al dì in poca acqua.

– Timo: da usare come olio essenziale, 1-2 gocce in 2 cucchiaini di olio di mandorle dolci, da massaggiare sulla pianta del piede, prevengono la tosse e le infiammazioni della gola.

Tenere lontana la febbre:

– Uncaria: è particolarmente efficace per prevenire l’influenza e tutti i suoi sintomi; scegli un estratto liquido analcolico e somministrane 20 gocce 3 volte al giorno.

– Acidophilus: protegge l’intestino prevenendo le influenze intestinali accompagnate da dolori addominali, nausea, diarrea. Somministrane un flaconcino al giorno. Lo trovi anche in bustine o compresse.

Più tono ed energia:

– Polline: toglie la stanchezza, migliora il rendimento a scuola e aiuta a crescere. Ne basta un misurino (lo trovi nella confezione) la mattina a digiuno.

– Lievito di birra: ricco di vitamine del gruppo B e minerali aiuta i bambini a crescere, dà energia e favorisce la concentrazione. Unisci un cucchiaio di lievito di birra al minestrone, al risotto o alla pasta e mescola bene. Da prendere un volta al dì.

Il paracetamolo può nuocere

Il paracetamolo è una molecola ampiamente utilizzata sia come antipiretico per la febbre sopra i 38 gradi, sia come antidolorifico. E’ alla base di moltissimi farmaci (circa 120), generici o ben noti come marchi commerciali. Lo contengono ad esempio prodotti come Tachipirina, Efferalgan, Zerinol, Tachifudec, Vicks medinait sciroppo, Neocibalgina, Buscopan e Actigrip, solo per citare i più conosciuti. Secondo una ricerca neozelandese pubblicata su Clinical and Experimental Allergy, l’utilizzo precoce, prima dei 15 mesi, di farmaci a base di paracetamolo triplica le probabilità di diventare sensibili agli allergeni e raddoppia le possibilità di sviluppare sintomi dell’asma intorno ai sei anni. L’equipe coordinata da Julian Crane ha preso in esame quasi 1.500 bambini, seguendoli dal periodo fetale fino all’età di 6 anni. Per farlo hanno reclutato, tra il 1997 e il 2001, 1.105 donne in gravidanza in due centri della Nuova Zelanda, Christchurch e Wellington. Una volta nati, i piccoli sono stati controllati a 3 e 15 mesi tramite questionari alle mamme ed a sei anni di età con test cutanei per valutare la loro sensibilità ad alcuni dei principali allergeni locali: erba di segale, latte di vacca, peli di gatto e cane e crine di cavallo. Sono stati infine raccolti dei campioni di sangue e analizzata la presenza degli anticorpi IgE, quelli che aumentano in presenza di allergia. «La scoperta principale – dice Julian Crane, autore dello studio – è che i bambini a cui è stato somministrato il paracetamolo prima di aver compiuto 15 mesi hanno il triplo di probabilità in più di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di probabilità in più di sviluppare a sei anni sintomi come asma e respiro sibilante». «Il problema – aggiunge il ricercatore – è che questo principio attivo è presente in molti farmaci per la cura del raffreddore e della tosse, e viene somministrato molto liberamente ai bambini piccoli». Non è la prima volta che studi clinici puntano il dito contro la somministrazione del paracetamolo nei bambini piccoli. Già nel 2008, su Lancet si consigliava di moderarne l’uso durante i primi anni di vita, proprio perché aumentava il rischio di asma, ma anche di rinocongiuntiviti e di eczema. (fonte protonutrizione.blogosfere.it)

Si legge invece su www.aamterranuova.it

A lanciare l’allerta è stato l’ente americano per il controllo sui farmaci, la Food and drug Administration (Fda): il paracetamolo è pericoloso per il fegato e ne va limitata l’assunzione.

L’ente ha invitato le aziende farmaceutiche a limitare il dosaggio del paracetamolo, antinfiammatorio di uso comune, a seguito di segnalazioni di
danni al fegato. E la vicenda è ora all’esame anche della Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che esaminerà la questione il 2 e 3 febbraio. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha infatti reso noto in un comunicato che “la problematica è stata inserita per la valutazione nell’ordine del giorno della prossima riunione della Commissione Tecnico Scientifica dell’Aifa programmata per il 2 e 3 febbraio”.  La decisione della Fda di sollecitare le aziende farmaceutiche a ridurre i dosaggi di paracetamolo a non più di 325 mg per compressa in quei farmaci da prescrizione in cui il comune principio attivo fosse associato ad altre sostanze, aveva fatto seguito alle numerose segnalazioni di effetti collaterali a danno del fegato. La riduzione del dosaggio non riguarda però i farmaci da banco vendibili senza ricetta medica (Otc). “I possibili danni collaterali legati a dosi eccessive di paracetamolo, principalmente a carico del fegato, sono noti: tali effetti – ha sottolineato Garattini – sono rari ma vanno presi in considerazione”. La Fda non ha però incluso i farmaci Otc, un aspetto criticato da Garattini: “A maggior ragione – ha detto – il dosaggio di paracetamolo andrebbe ridotto nei farmaci Otc, che non sono sotto il controllo della prescrizione medica”.