Quando la dieta vegana è un rischio per cuore e arterie e arteriosclerosi

(Adnkronos Salute) ma leggi anche questo articolo che corregge quanto riportato sotto.
“Rinunciare del tutto alla carne e ai prodotti di origine animale potrebbe nuocere alla salute.
La dieta fra le più in voga del momento, quella vegana, può infatti aumentare il rischio di trombi e di ateriosclerosi, e dunque di infarto e di ictus nelle persone che la adottano, poiché contribuisce a rendere i vasi sanguigni più duri.
E’ la conclusione a cui è giunta un’analisi di una dozzina di articoli pubblicati sul tema negli ultimi 30 anni, e che appare sulla rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry.
Duo Li della Zhejiang University-China e il suo team non negano certo che i forti consumatori di carne siano quelli a maggior rischio vascolare. Ma anche i vegani, secondo i loro studi, potrebbero non essere immuni da questo pericolo. La loro alimentazione tende infatti a essere carente di alcuni nutrienti-chiave come il ferro, lo zinco, la vitamina B12, gli acidi grassi Omega3 e i grassi in generale. Come risultato i vegani tendono ad avere elevati livelli di omocisteina e bassi livelli di colesterolo buono Hdl nel sangue, entrambe situazioni che espongono al rischio di malattie cardiache.
Ma una soluzione mirata esiste, assicurano gli esperti. Basta aumentare l’apporto di vitamina B12 e di acidi grassi Omega3. E per chi non accetta di mettere in tavola questi alimenti, anche gli integratori possono servire”.

Quanto agli omega 3 ricordiamo che l’alimento vegetale con il più alto tenore di acidi grassi omega 3 si chiama CHIA ed è anche ricco di minerali, proteine e dotato di una catena di amino acidi perfetta. Si possono acquistare dei semi di chia 100% biologici on line sul sito http://shopfair.eu/.

3 responses to “Quando la dieta vegana è un rischio per cuore e arterie e arteriosclerosi

  1. Peccato che le conclusoni dei ricercatori della Zhejiang University siano totalmente diverse da quelle riportate nell’articolo…

    J Agric Food Chem. 2011 Feb 9;59(3):777-84. Epub 2011 Jan 4.
    Chemistry behind Vegetarianism.
    Duo Li
    Department of Food Science and Nutrition, Zhejiang University, 268 Kaixuan Road, Hangzhou, China 310029.

    Abstract
    This review summarizes the effect of a habitual vegetarian diet on clinical complications in relation to chemistry and biochemistry. Omnivores have a significantly higher cluster of cardiovascular risk factors compared with vegetarians, including increased body mass index, waist to hip ratio, blood pressure, plasma total cholesterol (TC), triacylglycerol and LDL-C levels, serum lipoprotein(a) concentration, plasma factor VII activity, ratios of TC/HDL-C, LDL-C/HDL-C and TAG/HDL-C, and serum ferritin levels. Compared with omnivores, vegetarians, especially vegans, have lower serum vitamin B(12) concentration and n-3 polyunsaturated fatty acid (PUFA) levels in the tissue membrane phospholipids, which are associated with increased collagen and ADP stimulated ex vivo whole blood platelet aggregation, plasma 11-dehydrothromboxane B(2), and homocysteine levels and decreased plasma HDL-C. This may be associated with an increased thrombotic and atherosclerotic risk. It is suggested that vegetarians, especially vegans, should increase their dietary n-3 PUFA and vitamin B(12) intakes.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21204526

  2. Comunicato di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV)
    20/02/2011 – VEGANI = CUORE PIÙ SANO
    Rischio di trombosi e malattie cardiovascolari molto minore nei vegani e vegetariani.
    http://www.scienzavegetariana.it/news_dett.php?id=1098

  3. Grazie per la precisazione Davide! Ora posto anche questo tuo link!!!

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