Il nostro organismo produce ozono

Il nostro sistema immunitario nella frazione degli anticorpi e dei globuli bianchi neutrofili è in grado di produrre ozono. Tale sostanza può proteggere il nostro organismo da batteri e da miceti. Purtroppo l’ozono non è privo di controindicazioni, essendo anche coinvolto nei processi di aterosclerosi. Alcuni ricercatori dello Scripps ( The Scripps Research Institute, sito in La Jolla in California ) hanno determinato, con una serie di esperimenti precisi, che il corpo umano è in grado di produrre ozono e compie tale operazione allo scopo di proteggersi da miceti e batteri. La produzione umana dell’ozono deriva sia da quei particolari globuli bianchi denominati neutrofili, sia dagli anticorpi del nostro sistema immunitario. Secondo gli scienziati del T.S.R.I (Istituto Scripps), si tratta di un meccanismo chimico e biologico assai efficiente. L’ozono prodotto nel nostro organismo può legarsi a diverse patologie infiammatorie, e quindi questo nuovo studio potrebbe fornirci delle innovative implicazioni atte a mettere a punto delle adeguate cure. Tali esperimenti messi a punto dai suddetti ricercatori hanno rinvenuto la presenza, nel ciclo biologico del nostro organismo, del gas ozono che noi ben conosciamo per l’odore pungente e non spiacevole che impregna l’aria dopo un temporale. Questo gas svolge una funzione molto importante in natura, infatti esso si trova nella nostra atmosfera con lo scopo di assorbire le radiazioni ultraviolette provenienti dalla stratosfera. Si tratta di una funzione di grande rilievo, atta ad evitare che le radiazioni ultraviolette possano nuocere sia all’uomo che agli animali. I ricercatori in questione, anni addietro avevano già dimostrato la capacità degli anticorpi umani di produrre ozono ed altri ossidanti chimici. Gli anticorpi erano stati posti in una specifica soluzione reattiva di ossigeno. Sappiamo tutti, per il grande parlare che se ne è fatto nei Congressi e su riviste di settore, che i radicali liberi sono nient’altro che metaboliti dannosi derivanti dall’ossigeno. E nel caso in questione, di questa soluzione reattiva di ossigeno che è stata impiegata negli esperimenti del T.S.R.I., venivano prodotti molti radicali liberi. Ed in tale circostanza gli scienziati hanno potuto constatare ed accertare la capacità degli anticorpi umani di produrre ozono, ed anche altri ossidanti chimici. Come è noto, lo scopo di questi ossidanti chimici è quello di sopprimere alcune specie batteriche. La medesima equipe scientifica, di cui sopra, dimostrò nel 2009 che gli ossidanti in questione riescono ad eliminare numerose specie batteriche determinando dei solchi nelle loro pareti cellulari. Quanto detto finora si riferisce ad alcuni lati positivi dell’ozono, come ad esempio il ruolo positivo esplicato nei confronti di specie batteriche e fungine. Tuttavia, gli stessi scienziati del T.S.R.I. hanno potuto constatare che, disgraziatamente, l’ozono prodotto nel nostro corpo è collegato ai processi di aterosclerosi. Mentre l’arteriosclerosi è un processo di indurimento con perdita di elasticità, subìto da tutti e tre gli strati dell’arteria ( intima, ovvero a contatto del sangue, media, ossia in posizione intermedia, ed infine avventizia che è lo strato più esterno dell’arteria ), l’aterosclerosi è un deragliamento metabolico che invece riguarda soprattutto l’intima. In tale strato dell’arteria si formano degli accumuli di colesterolo, che alcuni anni addietro sono stati chiamati dalla comunità scientifica ateromi. Se tali piccole masse crescono troppo in volume sono addirittura in grado di ostruire l’arteria. I ricercatori in questione sono anche arrivati a mettere in luce che la fascia di ozono che si trova nello strato alto dell’atmosfera protegge la vita di tutti sulla terra contro i fasci di radiazioni potenzialmente nocive, proprio grazie alla funzione assorbente dell’ozono. Mentre d’altra parte l’ozono prodotto dai nostri corpi potrebbe essere anche rischioso per la nostra salute. Infatti le malattie cardiache costituiscono la più comune causa di morte nell’intero Occidente e soprattutto negli USA, dove nel 2000 si riscontravano ben 878.471 morti dovuti a tale tipo di patologie. Due scienziati del T.S.R.I, Lerner e Wentworth, hanno esposto sull’argomento una teoria scientifica piuttosto seria, secondo cui l’ozono di natura endogena è in grado di peggiorare i processi collegati all’aterosclerosi, creando dei composti nocivi da cui si può ingenerare un rischio maggiore di ictus. I due scienziati, nella loro ipotesi scientifica, asseriscono infatti che la molecola dell’ozono sarebbe in grado di frantumare la molecola del colesterolo situata negli ateromi per produrre una serie di composti tossici che si riversa nel sangue. A tali composti tossici e distruttivi, rinvenuti nelle placche ateromatose rimosse chirurgicamente dai pazienti sofferenti di aterosclerosi, Lerner e Wentworth hanno dato il nome di “atheronals”. Tali “atheronals“ sarebbero un gruppo di composti tossici potenzialmente in grado di contribuire anche ad un discreto numero di altre malattie. Infatti i due ricercatori ipotizzano che i predetti composti tossici siano implicati anche nella genesi del lupus, della sclerosi multipla e dell’artrite reumatoide.

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