Daily Archives: febbraio 8, 2011

La medicina olistica

La Medicina Olistica è parte dell’antica filosofia Orientale e considera l’individuo come un unico, meraviglioso, Essere composto da Corpo, Emozioni, Mente e Anima. Questi aspetti dell’Essere umano sono strettamente collegati e si influenzano reciprocamente. Secondo l’approccio Olistico malattie e disturbi sono una manifestazione sul piano fisico che qualcosa, in altri livelli di coscienza, necessita di ritrovare armonia e salute. Portando luce ed equilibrio nel piano interessato dalla disarmonia, automaticamente tutto l’essere ne trae beneficio e guarigione. Le tecniche utilizzate nei trattamenti olistici sono di diversa natura, tutte però si basano sullo stesso approccio e filosofia. Molte intervengono principalmente sul piano energetico, altre su quello spirituale e altre ancora direttamente sul piano fisico o psicologico. La qualità del trattamento, più ancora che nella tecnica utilizzata, sta nella sensibilità del terapeuta di individuare con precisione l’origine del disturbo e il modo più appropriato e rispettoso di armonizzarlo, ristabilendo così uno stato di salute e benessere anche interiore.

I trattamenti Olistici, se svolti correttamente e con un autentico sentimento di disponibilità verso il prossimo, non comportano rischi per il ricevente. Sono pertanto indicati a persone di tutte le età e condizioni di salute sia a scopo preventivo che terapeutico. Offrono inoltre un valido supporto a chi sta già seguendo una cura con medicine allopatiche o psicofarmaci.

Indipendentemente dalla tecnica utilizzata, i benefici di un trattamento di questo tipo coinvolge sempre tutti i piani dell’essere, da quello spirituale a quello fisico. Al termine di una seduta in generale si prova un profondo stato di benessere e unità . Rilassatezza e pace interiore vi accompagneranno per un lungo tempo dopo la seduta. Per un risultato più intenso ed efficace, soprattutto in fase iniziale è consigliabile seguire un ciclo di alcune sedute.

In genere le sedute si tengono in luoghi naturali e tranquilli a scelta tra deserto, mare o la riservatezza di uno studio appositamente dedicato.

Dai 45 ai 60 minuti in funzione del trattamento scelto.

La camomilla

La camomilla è una della piante più utilizzate con scopi curativi; in particolar modo vengono impiegati i suoi fiori, che, una volta fatti seccare al sole, vengono messi in infusione in acqua calda. La camomilla è universalmente nota per le sue proprietà sedative e per questo motivo viene consigliata a chi ha problemi di insonnia. Questa proprietà è dovuta alla presenza di flavonoidi, e proprio recentemente è stato dimostrato che essi si comportano allo stesso modo di alcuni farmaci ad effetto sedativo. Un’altra proprietà della camomilla è rappresentata dalla sua azione protettiva nei confronti dello stomaco, in particolare ha effetti antinfiammatori a livello della mucosa dello stomaco. Oltre a queste proprietà e benefici, la camomilla viene utilizzata per curare i disturbi gastrici, i dolori mestruali e i problemi digestivi. Uno studio recente, svoltosi a Londra e pubblicato sul “Journal of Agricultural and Food Chemistry” ha confermato come la normale assunzione di camomilla sia utile ad alleviare infiammazioni e spasmi muscolari.

Spesso viene aggiunta a shampi e balsami per le sue note proprietà nutritive nei confronti dei capelli, contrasta anche i crampi addominali, gli spasmi muscolari e i reumatismi. Stabilizza anche l’intestino in caso di diarrea, previene e attenua le coliche epatiche, è utile in caso di infezioni e irritazioni alle vie urinarie e ci rende anche più distesi in quanto rilassa la psiche e quindi il sistema nervoso, per uso esterno è indicata contro eruzioni cutanee ed eczemi e per lenire il rossore degli occhi. Da come abbiamo visto è una pianta universale che sicuramente non potrà che farci bene, il consiglio è solo quello di non rimarerla per troppo tempo in infusione altrimenti si rilasciano sostanze che le danno un sapore un po’ astringente

Per contrastare in modo efficace gli stati di debolezza che ogni tanto ci possono “assalire” si può procedere con la preparazione di questa semplice tisana a base camomilla. Questi gli ingredienti:

Procuratevi 60 grammi di fiori di camomilla, 20 grammi di radici di genziana e 120 grammi di radici di valeriana; mischiate per bene questi ingredienti, poi prendetene un cucchiaio e mettetelo in infusione in una tazza di acqua bollente per otto minuti. Si consiglia di berne metà al mattino e metà alla sera

La vaniglia

La vaniglia è composta per il 52% da acqua, carboidrati, zuccheri, ceneri e, in piccolissima percentuale, proteine e ceneri; tra i minerali presenti citiamo calcio, sodio, fosforo, potassio, magnesio, zinco, rame, manganese e ferro. Poche le vitamine presenti, tutte appartenenti al gruppo B e precisamente: B1, B2, B3, B5 e B6.

L’olio essenziale di vaniglia può essere utilizzato per calmare i neonati semplicemente mettendone qualche goccia nel diffusore di essenze; in alternativa è possibile procedere a dei massaggi da effettuarsi su tutto il corpo del neonato con 4 gocce di olio essenziale di vaniglia diluite in olio di mandorle. L’olio essenziale è composto principalmente da vanillina e da altre sostanze con proprietà rilassanti grazie le quali aiuta anche a stimolare la circolazione sanguigna della muscolatura nel basso addome.I baccelli di vaniglia vengono raccolti quando la loro maturazione non è ancora giunta al termine ed immersi per alcuni minuti in acqua calda, dopodiché vengono chiusi in una cassa di legno ad una temperatura di 50° gradi per un paio di giorni; questa tecnica conferisce loro la classica colorazione scura della vaniglia che troviamo in commercio e permette ai baccelli di liberare la vanillina che come abbiamo detto conferisce alla vaniglia il caratteristico aroma. L’ultima fase consiste nell’essiccazione dei baccelli che di norma dura alcune settimane prima che il prodotto sia idoneo alla commercializzazione.

La vaniglia ha proprietà stimolanti ed antisettiche ma è anche molto nota per le sue proprietà afrodisiache; infatti agli inizi del Novecento i dottori dell’epoca consigliavano il consumo di vaniglia per superare i problemi legati alla sfera sessuale. Uno studio condotto sui lavoratori di vaniglia rivelò l’esistenza di una malattia professionale chiamata “vanillismo” che annoverava tra i suoi sintomi un incessante eccitazione sessuale. Alcuni studi recenti hanno dimostrato che la vaniglia è anche in possesso di proprietà antidepressive, questo grazie alla presenza di sostanze in grado di apportare benefici al sistema nervoso centrale. La molecola aromatica principale della vaniglia, responsabile della sua caratteristica fragranza, è la vanillina; la vanillina è un polifenolo con proprietà antiossidanti e secondo recenti studi ha dimostrato di essere in possesso di proprietà antitumorali. L’olio essenziale di vaniglia rallenta l’ossidazione delle cellule ed è altresì in grado di apportare benefici all’organismo nel contrastare i radicali liberi, infezioni e altre malattie. Anche nei confronti dello stress, disturbo tipico di questo secolo, la vaniglia, o meglio il suo aroma, sembrerebbe in grado di svolgere un’attività rilassante e calmante nei confronti del sistema nervoso. Anche chi soffre d’insonnia pare possa trarre benefici dalla vaniglia e dal suo utilizzo; un bicchiere di latte di soia aromatizzato con la vaniglia può aiutare

Il pisolino pomeridiano

Una ricerca americana ha dimostrato che il classico pisolino pomeridiano è proprio quello che ci vuole dopo pranzo per tornare freschi e attivi come al mattino, al punto che moltissime aziende stanno considerando la possibilità di costruire zone di riposo. Sembra un’idea folle eppure a quanto pare funziona! Ci sono persone che necessitano di un riposo a metà giornata altrimenti si ritrovano stanche ancora prima del termine dell’orario di lavoro. Come fare dunque per proseguire nel migliore dei modi la serata? Per 9 su 10 la risposta è un sonno pomeridiano di 30-60 minuti. Tuttavia in alcuni casi è l’idea di prendere sonno che proprio non attira. Risulta infatti difficile prendere sonno in zone diverse dal proprio letto e in molti casi la difficoltà è proprio quella di addormentarsi. Ma gli esperti rassicurano: è solo un fatto di abitudine. Più si seguono certi ritmi, più sarà facile adattarsi. Il pisolino permette di eliminare molte tossine che altrimenti non andrebbero smaltite. Al risveglio ci si sente dunque molto più freschi e leggeri ed anche il rendimento al lavoro migliora. É la soluzione ideale perfino per gli studenti in quanto il sonno aiuta ad elaborare i dati raccolti durante il giorno organizzando al meglio la memoria. In questo modo al risveglio sarà favorita l’attenzione e la concentrazione. Anche d’estate, durante le vacanze, il pisolino da i suoi risultati, infatti contribuisce ad abbassare la temperatura corporea aiutando a sopportare meglio il caldo. Ma anche un rimedio così semplice e naturale ha le sue controindicazioni. Infatti gli esperti raccomandano di non dormire più di 60 minuti, altrimenti si rischia di svegliarsi peggio di prima. Prima di dormire è necessario mangiare leggero e senza alcol in quanto questi due fattori ritardano il sonno e acuiscono l’intorpidimento post-risveglio. Inoltre la temperatura deve essere tra i 17 ed i 21 gradi e ci deve essere buio totale. Niente abiti attillati che inducono segnali di veglia al cervello. Nulla deve quindi disturbare il sonno ed è importante assumere la posizione più comoda possibile. Quando dopo 30-60 minuti uscirete dal mondo dei sogni, bevete un buon caffè ma muovetevi con calma: servono infatti pochi minuti per rimettersi in sesto in modo da muoversi con leggerezza nel mondo reale!

Facebook e disordini alimentari

Gli hanno affibiato praticamente ogni sventura: liti matrimoniali, insonnia, amicizie pericolose, sesso tra adolescenti e persino l’asma. Ora al social network più famoso del mondo viene scaricata un’altra responsabilità, quella dei disordini alimentari. Più tempo le adolescenti trascorrono davanti a Facebook, più aumentano le possibilità di sviluppare una immagine negativa del corpo che può sfociare in vari disturbi alimentari come anoressia, bulimia e dieta esagerata. A dimostrarlo è un nuovo studio dell’Università di Haifa, in Israele. I disturbi alimentari includono un ampio spettro di anomalie mentali e del comportamento riferite al peso del corpo e al rapporto con gli alimenti. Questo studio, condotto dai professori Yael Latzer, Ruth Katz e Zohar Spivak della Facoltà di Social Welfare and Health Sciences presso l’Università di Haifa, si proponeva di esaminare gli effetti di due fattori dello sviluppo di disordini alimentari nelle ragazze giovani: l’esposizione a i mezzi di comunicazione e l’autostima. Un gruppo di 248 ragazze di età compresa tra 12 e 19 anni ha partecipato al sondaggio. Queste ragazze sono state invitate a fornire informazioni sulle loro abitudini di utilizzo di internet e televisione. Per quanto riguarda quest’ultimo, è stato chiesto di indicare il numero di programmi seguiti che potevano riguardare l’immagine fisica. Le ragazze hanno anche compilato questionari sul rapporto con il dimagrimento, la bulimia, la soddisfazione o l’insoddisfazione fisica, le loro prospettive generali sul mangiare, e il loro senso di autostima. I risultati hanno mostrato che le ragazze che trascorrono più tempo su Facebook hanno sofferto di più le condizioni di bulimia, anoressia, insoddisfazione fisica, immagine negativa di sé, approccio negativo col cibo e voglia di iniziare una dieta dimagrante, rispetto a quelle che passavano pochi minuti al giorno sul social network. Una lunga esposizione a contenuti di moda e musica hanno mostrato tendenze simili, ma si manifestano in un minor numero di tipi di disturbi alimentari.

Anche la cioccolata è un antiossidante naturale

Finalmente una buona notizia per i golosi di cioccolato! Demonizzato fino a pochi mesi fa, il cacao ha in realtà una lunga serie di proprietà benefiche per l’organismo. Oltre a ridurre lo stress o a fungere da dolce surrogato del sesso, infatti, il cacao, anche nella forma di cioccolato fondente, sarebbe un elisir di lunga vita, grazie alla presenza nei suoi semi di antiossidanti, l’arma più efficace contro l’invecchiamento dell’organismo.

A confermare i benefici per la nostra salute del cioccolato, superiori sul fronte dell’invecchiamento, addirittura a quelli apportati da frutta e verdura, arriva uno studio americano svolto dal Centro Hershey per la Salute e la Nutrizione, secondo cui gli effetti positivi del cacao sul nostro organismo sarebbero davvero tanti: migliora la pressione sanguigna, regola i livelli di colesterolo, garantisce il buon umore, ma soprattutto – grazie alla concentrazione di polifenoli e flavanoli – offre una percentuale di antiossidanti superiore a quella che si trova all’interno della normale frutta di stagione; per questo è stato definito il “superfrutto”!

In particolare, queste sostanze permettono di limitare il processo di coagulazione del sangue, sono antiossidanti naturali, agiscono contro i radicali liberi (responsabili dell’invecchiamento) ed esercitano la loro azione anche contro l’insorgere dei tumori.

E allora, quando addentiamo una barretta di cioccolata non sentiamoci così in colpa! Anche se, come tutte le cose, meglio non esagerare e optare per un cioccolato che contenga davvero cacao.

I mirtilli

Il Mirtillo (Vaccinium myrtillus) è un piccolo arbusto che appartiene alla famiglia delle Ericacee. Molto diffuso nelle zone boschive, preferisce i terreni ricchi di humus e fiorisce in primavera, mentre le bacche si raccolgono durante la stagione estiva. Le due principali varietà sono il mirtillo nero e quello rosso.
Questa pianta è nota sin dall’antichità non soltanto per il suo gusto ma anche per le sue proprietà terapeutiche, tanto che, per secoli, i mirtilli sono stati consigliati per le loro virtù toniche, astringenti e depurative.

Il mirtillo ha un apporto calorico piuttosto contenuto, solo 57 calorie per ogni etto. Contiene molti zuccheri, buone dosi di sali minerali (soprattutto potassio e calcio), vitamina A, vitamina C e diversi acidi, come l’acido ossalico, che conferisce al frutto il suo tipico sapore asprigno, l’acido idrocinnamico, capace di neutralizzare le nitrosammine cancerogene prodotte dall’apparato digerente, e l’acido gamma-linoleico, in grado di prevenire la nefropatia diabetica.

Il mirtillo nero deve il suo colore alla ricchezza di antocianine (o antociani), che fanno parte della classe dei flavonoidi e che sono dotate di una potente azione antiossidante. Grazie all’azione di tali sostanze, il mirtillo può vantare effetti positivi sull’organismo sotto molti punti di vista.

A livello oculare, le antocianine inibiscono l’attività di quegli enzimi che distruggono il collagene, proteggendo i capillari della retina. Pertanto, il mirtillo è particolarmente indicato per i pazienti affetti da retinopatia ipertensiva o diabetica.

Gli antociani sono preziosissimi anche per la salute cardiovascolare. Come confermato da alcune ricerche, l’estratto secco di mirtillo può ridurre in modo significativo l’ossidazione delle particelle di colesterolo LDL, fenomeno che rappresenta la causa principale della formazione di placche aterosclerotiche sulle pareti delle arterie.
Gli antociani si sono dimostrati notevolmente efficaci anche come anti-ipertensivi. Uno studio condotto da ricercatori inglesi e americani ha stabilito che il consumo regolare di mirtilli aiutava i pazienti a prevenire il rischio di danni all’endotelio dei vasi sanguigni, contribuendo a prevenire la pressione alta.

Inoltre, le antocianine sono capaci di inibire l’adesione dei colibacilli alle pareti di vescica e intestino, caratteristica, quest’ultima, che fa del mirtillo un rimedio molto utile per i problemi di diarrea e per le infezioni urinarie.

Infine, il mirtillo è un valido alleato anche per le mente, visto che la sua assunzione è correlata al miglioramento dell’apprendimento e all’incremento della memoria. Diverse ricerche condotte su pazienti anziani con problemi mnemonici hanno dimostrato che il consumo regolare di succo di mirtillo può essere utile nel prevenire o nell’attenuare i processi neurodegenerativi, proprio grazie alla presenza di antociani e flavanoli, che sembrano capaci di migliorare la comunicazione cellulare e le connessioni neuronali esistenti e di favorire la rigenerazione neuronale.

I mirtilli sono frutti soggetti a rapido deperimento, quindi vanno conservati in frigorifero, nello scomparto frutta e verdura, per non più di 2-3 giorni.
I pazienti che soffrono di calcolosi renale devono consumare questo frutto con estrema cautela, dal momento che l’estratto di mirtillo può favorire l’insorgenza di calcoli renali da fosfati di calcio e da ossalati.
Inoltre, a causa dell’elevato contenuto di salicilati naturali, i mirtilli possono provocare, in alcuni individui particolarmente sensibili, delle reazioni allergiche quali orticaria e gonfiore di labbra e palpebre.

Il miso

Ai più assidui frequentatori di ristoranti giapponesi, così in voga in questi anni, non sarà sfuggita la costante presenza nei menu proposti della zuppa di miso: un brodino con alghe, tofu ed erba cipollina spesso usato come vero e proprio ‘aperitivo’ del pasto.

Il miso è un condimento fermentato a base di soia gialla + un cereale (riso/orzo) + sale marino, attivati da un fungo, l’aspergillus orizae. Il miso si presta particolarmente per il condimento di minestre e primi piatti.

Si tratta di un alimento eccezionale al punto da essere considerato, in Oriente, uno degli alimenti che allungano la vita. La caratteristica principale del miso è la sua ricchezza in enzimi utili a rinforzare l’intestino e proteggere quindi la flora intestinale simbionte, migliorando l’intero processo digestivo e potenziando il sistema immunitario.

Ulteriore elemento di straordinaria rilevanza è la contemporanea presenza di tutte le proteine nobili in buona quantità: nel miso infatti ritroviamo in un rapporto estremamente equilibrato, tutti gli aminoacidi indispensabili per il nostro organismo. Diversamente da quanto accade a molte proteine di origine animale, le proteine nobili del miso sono facilmente assimilabili e interamente disponibili per il nostro organismo grazie all’attiva’ degli enzimi che intervengono durante il processo di fermentazione, svolgendo una sorta di azione di “predigestione”. Il miso previene malattie come la tubercolosi, le malattie cardiovascolari, l’asma, le allergie, la carie e le malattie della pelle in quanto alcalinizza il sangue (che in caso di infezioni è acido). Inoltre la grande quantità di sali minerali contenuti nel miso aiuta a ristabilire l’equilibrio del metabolismo, abbassa il tasso di colesterolo e di acidi grassi.  Può quindi trovare favorevole impiego nella dieta dei cardiopatici o nella prevenzione di ictus e trombosi, mentre la ricchezza in sodio lo rende inadatto per gli ipertesi.

Infine, come tutti gli alimenti derivati dalla soia, contiene in buona quantità le vitamine del gruppo B, protettrici del tessuto epidermico e nervoso. Si consiglia di non acquistare il miso pastorizzato (che viene macinato finemente e pastorizzato ad alte temperature per fermarne la fermentazione), ma preferire sempre il miso non pastorizzato (lo si riconosce perchè si notano i chicchi interi, e il sapore è più dolce).

Furono i monaci buddhisti a sperimentare le prime fermentazioni dei fagioli di soia e furono proprio loro a portare questa tecnica di fermentazione in Giappone dove venne perfezionata e adattata fino all’aggiunta dei cereali intorno al 600 d.C. Ma solo intorno al 1200 d.C. il miso ebbe la sua maggiore diffusione, grazie al buddhismo Zen e al suo senso di eleganza e armonia esteso all’alimentazione, non solo all’arte.

Il miso si può utilizzare per preparare minestre e tazze di brodo caldo, ma anche per insaporire risotti e verdure cotte. In ogni caso si raccomanda di non bollirlo per non fargli perdere gli importanti fermenti vivi che lo compongono. Se ne consiglia un cucchiaino al giorno (anche mezzo in estate) sciolto nella celebre zuppa di miso. Viene anche utilizzato come ingrediente di alcune salse (il miso migliore in questi casi è la qualità che ha fermentato meno, quindi è più dolce e meno saporita). Si fa sciogliere insieme a un po’ di brodo o acqua calda, senza fargli mai raggiungere l’ebollizione. Nell’immagine lo vedete disciolto in una zuppa di pesce.

Attenzione ai Mucolitici per Bambini Piccoli

Mentre prosegue la campagna di sensibilizzazione sull’abuso di antibiotici, che potete leggere nell’articolo sulla resistenza agli antibiotici, l’ufficio di farmacovigilanza dell’AIFA punta i propri riflettori sui farmaci mucolitici. Si tratta di farmaci da banco (senza obbligo di ricetta) molto diffusi e utilizzati in caso di tosse e bronchiti per fluidificare e sciogliere il catarro.

L’Agenzia Italiana del Farmaco in una nota ha dichiarato i mucolitici controindicati nei bambini al di sotto dei 2 anni di età.
La decisione è stata presa a seguito di numerosi casi occorsi a seguito dell’uso di mucolitici quali: peggioramento grave dell’ostruzione bronchiale nei bambini piccoli, associato ad aumento della tosse, dispnea, difficoltà respiratoria e vomito viscoso.

La raccomandazione è rivolta tanto ai consumatori quanto a medici e farmacisti.

I principi attivi presenti nei farmaci mucolitici coinvolti dal provvedimento sono: acetilcisteina, carbocisteina, ambroxolo, bromexina, sobrerolo, neltenexina, erdosteina e telmesteina.

Sopra i 2 anni di età, sempre secondo l’AIFA, l’uso dei mucolitici è possibile a patto che il trattamento non sia prolungato o si riscontri un peggioramento dei sintomi.
Ora, noi si parte un po’ prevenuti non c’è dubbio, ma se un farmaco è controindicato per un bambino sotto ai 2 anni provocando ogni sorta di reazione…perchè mai lo si dovrebbe prendere in considerazione in qualsiasi altra fascia di età? E con tutte le possibilità naturali che abbiamo a disposizione!

RIMEDI NATURALI PER TOSSE E CATARRO 

La tosse, spesso associata all’infezione delle vie respiratorie, è un riflesso meccanico naturale e necessario del nostro sistema immunitario. A tutti gli effetti un ‘segno’ del processo di autoguarigione dell’organismo. Eccetto che in casi di estrema gravità è possibile accompagnare questa manifestazione in modo del tutto naturale.
Di seguito un elenco di alcuni rimedi naturali efficaci e alla portata di tutti.
L’acqua è l’elemento che non deve assolutamente mancare.
La prima e più efficace indicazione è il lavaggio del naso con soluzione fisiologica o marina isotonica, utilissimo all’occorrenza nei casi di ostruzione e tosse ma anche come forma di prevenzione da effettuare tutte le sere prima di coricarsi.
In caso di tosse e catarro è importantissimo reidratare l’organismo bevendo frequentemente acqua, tisane (camomilla, decotto di radice di liquirizia, frutta).
Nell’ambiente domestico bisognerebbe evitare temperature elevate e assicurarsi di umidificare correttamente l’aria: ad esempio mettendo un contenitore d’acqua e olii essenziali (singolarmente: eucalipto, tea tree, timo, rosmarino, lavanda, solo per citarne alcuni) su ogni termosifone.
Un’altro mucolitico naturale e alla portata di tutti è il suffumigio, l’inalazione di vapore. Il vapore, di per se utile, diventa ancor più efficace diluendo nell’acqua poche gocce di olio essenziale di melaleuca o tea tree oil. Qualora i suffumigi non fossero graditi è possibile veicolare lo stesso tea tree oil in olio vegetale e spalmarlo sul petto.
L’aria dev’essere cambiata spesso e per nessuna ragione è indicato esporre un soggetto in difficoltà respiratoria al fumo passivo.
A tavola infine, in caso di catarro e tosse (ma anche in generale…), è opportuno limitare o evitare del tutto:
latte e derivati;
prodotti confezionati (contenenti grassi idrogenati);
dolci;
nervini eccitanti (caffè, thè, cioccolata);
bevande gassate;
– zuccheri raffinati o di sintesi (aspartame).

L’Oreal, pubblicità ingannevole. Tre prodotti sotto accusa

L’OREAL CONDANNATA DALL’ANTITRUST

Mentre si va diffondendo sempre di più l’attenzione verso prodotti di cosmesi naturale, con la consapevolezza che il benessere della pelle è un riflesso dello stato di salute dell’intero organismo, l’Oreal, nota multinazionale del cosmetico da laboratorio, è stata condannata dall’antitrust per pubblicità ingannevole. Dovrà pagare una multa di 270.000 mila euro. Tre i prodotti incriminati, largamente utilizzati per combattere rughe e cellulite. Vediamoli nel dettaglio:

LIFT ACTIV RETINOL  HA VICHY, reclamizzato su testate giornalistiche e televisive come “il trattamento – intervento globale per correggere tutti i tipi di rughe, permanenti, reversibili, embrionali” con “risultati visibili in 4 giorni” inganno avvalorato nel messaggio pubblicitario da un “Test di autovalutazione effettuato su 109 donne su distensione e qualità della pelle”. L’Antitrust ha stabilito, e non poteva essere altrimenti, che il cosmetico, nessuna crema cosmetica può consentire una scomparsa delle rughe nè la formazione di nuove.
CELLU-METRIC VICHY, presunto “anticellulite che leviga i rilievi, delocalizza i grassi e fa perdere centimetri, con risultati clinicamente provati in 2 settimane” secondo un non meglio identificato “test cosmeto-clinico su 50 soggetti” che porta al riscontro circa la riduzione del “-20% degli inestetismi visibili della cellulite” e pari a “-1 cm del giro coscia alto e medio”.
In questo caso l’Antitrust non si è nemmeno dovuta impegnare troppo, lo studio cosmetoclinico  non ha alcuna delle caratteristiche che sono richieste per poter definirsi…studio!
ULTRALIFT GARNIER, di cui invece si dice: “distende la pelle in 1 ora, riduce le rughe anche marcate in 15 giorni”, “in 1ora distende la pelle 83%” – “in 15 giorni riduce le rughe 78%”. 
Nel sito si legge che “Il trattamento giorno Ultralift combatte le rughe, anche marcate, rassodando la pelle. Già dalla prima applicazione la pelle è più liscia. Dopo un mese, le rughe anche quelle più marcate sono come distese e la pelle ritorna più soda.”
Anche in questo caso l’Antitrust ha smontato lo studio e i risultati promessi dal momento che si generalizza un effetto locale (pare che il prodotto possa avere una certa efficacia ma limitatamente alla zona perioculare e della fronte).

La cosmetica chimica è uno dei processi di avvelenamento più estesi e subdoli che esista. Sin da bambini, nei prodotti per l’infanzia, si assumono regolarmente sostanze allergeniche, cancerogene, mutagene. Man mano che si cresce aumentano le superfici esposte e le sostanze tossiche a contatto con la pelle, sostanze che attraverso i tessuti raggiungono direttamente il sangue senza alcuna mediazione digestiva…La miglior cura della pelle è la salute dell’intero organismo, nessuna sostanza aggiusterà mai uno strato esterno se all’interno continueranno a permanere le cause del problema.
Certo non ci voleva l’Antitrust per ricordarci che l’invecchiamento della pelle e le sue patologie dipendono esclusivamente da fattori ambientali, genetici, dalle abitudini alimentari e dallo stile di vita.