Il sedano rapa

Il sedano è un ortaggio di stagione poco conosciuto, ma dalle proprietà nutrizionali interessanti. In natura sono presenti diverse specie e varietà di sedano (Apium graveolens): le due più conosciute sono il cosiddetto “sedano in foglie” (varietà dulce), la più diffusa in assoluto, e il sedano rapa (varietà rapaceum), entrambi della famiglia delle Ombrellifere.

Il sedano rapa ha foglie di un verde scuro di dimensioni trascurabili, in quanto a svilupparsi è la radice che ha la forma di una grossa rapa che può raggiungere circa 15 cm di diametro. Ed è proprio l’apparato radicale ad essere consumato. È una pianta a ciclo di vegetazione molto lungo, per questo la sua coltivazione non è così diffusa. Si presenta esternamente di colore marrone chiaro, mentre l’interno è bianco e piuttosto duro. Se lo trovate un po’ troppo coriaceo o stopposo, è possibile che non sia molto fresco. Il gusto ricorda molto il sedano dulce e le sostanze che lo compongono sono abbastanza simili: contiene infatti numerosi minerali quali potassio, sodio, fosforo, calcio, zolfo, ecc…, la vitamina C e diversi tipi di vitamina B. In più il sedano rapa presenta un potenziale energetico curativo maggiore, grazie alla presenza di vitamina E e di lecitina, utile per la metabolizzazione dei grassi.

La presenza di tutti questi elementi favorisce il drenaggio polmonare epatico, funge da equilibratore dell’apparato genitale procreativo, normalizza le funzioni della tiroide, partecipa al drenaggio delle ghiandole linfatiche e conferisce anche qualità anticancerogene. Dobbiamo inoltre aggiungere che le calorie presenti sono irrisorie e lo stesso si può dire dei grassi e delle proteine. Possiamo quindi affermare con tranquillità che il sedano rapa, assunto crudo oppure in succo, svolge un’azione depurativa e rimineralizzante. Sono inoltre al vaglio nuovi studi che gli riconoscerebbero anche la proprietà di ridurre la pressione arteriosa e il colesterolo. Con la cottura in acqua, gran parte dei principi nutritivi evaporano o si perdono in essa, meglio quindi il vapore che riduce al minimo le perdite dei nutrienti. (fonte www.aamterranuova.it)

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