Daily Archives: marzo 3, 2011

CURRY: POTENTI EFFETTI SULLA SALUTE

Il curry avrebbe proprietà benefiche sulla salute degli individui che ne fanno uso, contribuendo a prevenire diverse malattie.

Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Clinical Investigation ha reso noto che il curcumino possiede effetti benefici sulla salute del cuore, nella prevenzione di infarti e scompensi cardiaci grazie alla sua azione antiossidante ed anti-infiammatoria. Ma gli effetti sono molteplici.

Il curcumino (o curcumina) è un polifenolo responsabile del colore giallo di questa spezia così amata dalla cucina dell’Asia e costituirebbe un alleato prezioso per una lunga vita.

La ricerca effettuata presso l’University of Pennsylvania ha confermato che cucinare con il curry apporterebbe notevoli benefici non solo al cuore, ma anche nella lotta contro il cancro, proprio come era stato già scoperto per l’ aglio, il peperoncino, lo zafferano e lo zenzero.

Il curcumino riuscirebbe infatti a rigenerare i tessuti, contribuendo a favorire l’elasticità epidermica. Inoltre, nella lunga lista delle proprietà benefiche, sono annoverati anche effetti sulle reumatiti, sulla fibrosi cistica, psoriasi,pancreatite, sulle infiammazioni e sulle malattie degenerative, come Alzheimer e Parkinson, poiché riuscirebbe a prevenire l’ accumulo e la diffusione delle placche di proteine amiloidi, tra i motivi dell’ insorgenza della malattia.

Quanto sarebbe meglio mangiarne?

Secondo il professor Murali Doraiswamy della Duke University in North Carolina (Usa) dovremmo mangiare piatti a base di curry circa 1-2 volte la settimana. Ma non tutti concordano con questi quantitativi. Rebecca Wood dell’Alzheimer’s Research Trust britannico ha dichiarato che bisognerebbe mangiare molto curry, oltre 100 grammi di curcuma, per assumere una dose clinicamente significativa.

Il dibattito è aperto e si richiede una certa cautela nel trasporre i risultati ottenuti sugli animali all’uomo. Di certo vi sono le ricerche che riportano come le popolazioni indiane mostrano un’incidenza particolarmente bassa della malattia diAlzheimer.

Oggi il curry è tra le spezie tra le più utilizzate nella cucina asiatica, ma sta sempre più prendendo piede anche sulle nostre tavole.

Ciò consentirà di unire ai profumi dei piatti tradizionali italiani una nota in più…al sapore della salute.

FONTE: /blog.iwatson.com

Occhi: un aiuto dagli acidi omega 3

Si legge su salute.pourfemme:

Gli omega 3 sono un toccasana per i nostri occhi. A sostenerlo, è una ricerca del Children’s Hospital di Boston, pubblicata sulla rivista “Science Translational Medicine”. Oggi, si sente parlare spesso di acidi grassi omega 3, essenziali per il benessere del nostro corpo, ma efficaci anche contro depressione e disturbi dell’umore. Gli omega 3 sono definiti acidi grassi essenziali, ciò vuol dire che, il nostro organismo non è capace di sintetizzarli ed è quindi necessaria la loro introduzione attraverso l’alimentazione.

Gli omega 3 aiutano a prevenire il tumore al seno, riducono eventuali coaguli di sangue, tengono sotto controllo la pressione arteriosa e il livello dei lipidi, ma non solo.
 
Secondo i ricercatori di Boston, infatti, gli acidi grassi omega 3 fanno bene anche alla vista, aiutando a regolare la crescita dei vasi sanguigni nei nostri occhi. In questo modo, gli omega 3 sono un prezioso alleato contro le malattie dell’occhio come la retinopatia e la degenerazione maculare senile, due patologie caratterizzate da una crescita anormale dei vasi sanguigni e che a lungo andare portano alla cecità.
 
Gli acidi grassi, inoltre, sono in grado di attivare delle proteine che migliorano la sensibilità all’insulina, con un effetto positivo anche su chi è affetto da diabete.
 
Come ha spiegato il dottor Lois Smith del Children’s Hospital di Boston:
 

Sebbene maggiori studi clinici debbano essere fatti, sembra possibile che, come i topi, i pazienti hanno migliorato la sensibilità all’insulina con gli acidi grassi Omega-3, senza alcun aumento del rischio di malattie cardiache.

Per ottenere gli stessi benefici riscontrati sulle cavie utilizzate per lo studio, l’uomo dovrebbe consumare 2 grammi al giorno di acidi grassi omega 3, sia sotto forma di integratori che attraverso l’alimentazione. I cibi ricchi di omega 3 sono i cereali, le noci, i legumi, lo sgombro, il merluzzo, il tonno, e la trota.  

L’alimento vegetale con il più alto tenore di acidi grassi omega 3 si chiama CHIA ed è anche ricco di minerali, proteine e dotato di una catena di amino acidi perfetta. Si possono acquistare dei semi di chia 100% biologici on line sul sito http://shopfair.eu/.

Coriandoli di carnevale

coriandoli-dolci

Facili da preparare perché non occorre cottura e particolarmente adatti per le feste di carnevale dei bambini, possono essere preparati però anche per i più grandi basta aggiungere qualche goccia di liquore nell’impasto realizzato anche in questo caso senza l’uso di ingredienti di origine animale.

Ingredienti (versione vegan)

  • 50g di cacao amaro
  • 50 di burro vegetale (o margarina vegetale) fuso
  • 1 pacco di biscotti secchi sbriciolati
  • 100g zucchero a velo
  • 1 tazza di latte di soia
  • 1 bicchierino di vermouth o sherry

Per decorare

  • codette colorate (fate attenzione che non siano con coloranti artificiali o che contengano grassi animali)
  • farina di cocco
  • granella di nocciole (anche qui fate attenzione che non contenga grassi animali)

Preparazione

Mettete i biscotti sbriciolati in una ciotola, aggiungete il cacao, lo zucchero, il burro vegetale (o margarina) fuso e il liquore (se volete farne anche per i bambini dividete a metà le porzioni e preparate due impasti diversi in uno dei quali non metterete il liquore).

Amalgamate il tutto, aggiungendo poco alla volta il latte freddo fino ad avere un impasto compatto.

Formate delle palline con le mani e passatele alcune nelle codette colorate, altre nella farina di cocco e le rimanenti nella granella di nocciole. Sistematele su un vassoio alternando i colori e ovviamente attenzione a non confondere quelle per i bambini da quelle per gli adulti.

Lasciate in frigorifero per almeno due ore (fonte greenme.it)

Hamburger di lenticchie

Ingredienti

lenticchie

patate lesse e/o pane raffermo e/o pangrattato e/o farina (di qualsiasi tipo)

uovo prezzemolo sale e pepe aglio e parmigiano grattato (facoltativo)

Schiacciate le lenticchie con le patate o con il pane.

Formare delle palline rotonde e schiacciarle con il cucchiaio.

Se il composto risulta ancora troppo morbido aggiungete eventuale pangrattato o farina di qualsiasi tipo.

Cuocete in forno caldo a 180° per circa 20 minuti, fino a doratura.

Il Timo

Il timo è una pianta aromatica che ha molti effetti benefici sul nostro organismo, innanzitutto è uno stimolante generale, anche sotto l’aspetto afrodisiaco, stimola l’appetito, facilita la digestione, è un buon espettorante e nelle donne regolarizza il ciclo mestruale.

Questa pianta ha anche notevoli proprietà battericide, antisettiche e parassiticide, quindi va bene in tutti i casi di infezione alle vie respiratorie, all’intestino e alle vie urinarie, difatti spesso viene usato in lozioni, creme, dentrifici, saponi e altri unguenti e prodotti per la cosmesi. Il timo è molto indicato in caso di tosse, raffreddore, asma e bronchite, in quanto facilita l’espulsione delle secrezioni bronchiali, per contrastare le fermentazioni intestinali, i borbottii, la flatulenza e i ristagni; ottimo per le pelli grasse e impure, per i piedi maleodoranti; devono stare attenti solo le donne in gravidanza, chi soffre di ipertensione e le persone ansiose.

Tra le proprietà più comuni che si possono ricordare vi sono quelle antipiretiche, espettoranti, disinfettanti, antiossidanti, spasmolitiche, antibatteriche, antivirali. Molto diffusa è l’utilizzazione, a scopo terapeutico, dell’olio essenziale estratto dal timo; però non bisogna sottovalutare il fatto che questo olio è anche tossico per via dei suoi componenti principali, il timolo ed il carvacrolo; il suo uso deve essere quindi calibrato, destinato solo all’uso esterno e dopo opportuna diluizione, magari anche dopo una consultazione con il farmacista, questo per evitare fastidiose irritazioni cutanee ed infiammazioni. La tintura madre ed i decotti di timo possono essere utilizzati per la cura della tosse, mentre l’infuso può curare tonsilliti e laringiti con gargarismi o sciacqui. (fonte www.mybestlife.com)

 

 

La malva

La malva (Malva silvestris) è conosciuta per i suoi deliziosi fiori color viola, utilizzati spesso per infusi e tisane. Quest’ erba ha proprietà benefiche per curare gli ascessi, le emorroidi, la faringite, l’ intestino pigro, il nervosismo, la tosse catarrale e il raffreddore. Ecco come usarla… RIMEDIO NATURALE ASCESSI AI DENTI Per affrettare la maturazione e lo svuotamento degli ascessi ai denti, scaldate in un padellino 2-3 pezzetti di radice e 5-6 foglie fresche di malva, pestatele, avvolgetele in una garza e applicatele tenendo in posizione per 2-3 ore e rinnovando poi la preparazione. RIMEDIO NATURALE EMORROIDI Preparate il decotto di malva facendo bollire 30 grammi di foglie e fiori di malva in un litro d’ acqua per 3 minuti, lasciate riposare coperto per 10 minuti e bevetene 2 tazze al giorno.

RIMEDIO NATURALE FARINGITE Preparate l’ infuso di malva lasciando 40 grammi di fiori di malva , freschi o secchi, in un litro d’ acqua per 10 minuti e usatelo caldo per sciacqui e gargarismi 4 volte al giorno.

RIMEDI NATURALi INTESTINO PIGRO Due soluzioni naturali: – Mangiate a cena malva lessata e condita con olio extravergine di oliva e sale. – Preparate il decotto di malva facendo bollire per 5 minuti 5-6 foglie di malva in una tazza d’ acqua e bevete dopo i pasti.

RIMEDIO NATURALE NERVOSISMO Preparate l’ infuso di malva lasciando 40 grammi di fiori e foglie di malva, freschi o secchi, in un litro d’ acqua bollente per 20 minuti e bevetene 2 tazze al giorno.

RIMEDI NATURALi TOSSE CATARRALE E RAFFREDDORE Tre soluzioni naturali: – Fate bollire per 3 minuti 5-6 foglioline fresche oppure 2 pizzichi di foglie essiccate di malva in una tazza di latte, filtrate, dolcificate con miele e bevete caldo. – Preparate l’ infuso di malva lasciando 30 grammi di fiori e foglie di malva , freschi o essiccati, in un litro di acqua bollente per 10 minuti e bevetene una tazza, a piccoli sorsi, 2-3 volte al giorno. – Preparate il decotto di malva facendo bollire 15 grammi di fiori di malva, freschi o secchi, in un litro d’ acqua per 10 minuti e bevetene 2 tazze al giorno lontano dai pasti. (fonte /www.mondobenessereblog.com)

Pianta delicata, indicata per chiunque, dagli adulti ai bambini, essa contiene mucillagini utili contro gli stati infiammatori delle mucose, contro la stitichezza e per assorbire le tossine; contiene i complessi vitaminici B1, B2 e C, carotene, potassio, tannini, flavonoidi la cui combinazione combatte virus e batteri sia intestinali che polmonari. Inoltre, grazie alla malvina ed alla malvidina, essa ha dimostrato effetti antispasmodici, diuretici e la capacità di ridurre la fragilità dei capillari.
La malva si può utilizzare in infusi e decotti indicati in caso di stitichezza, intestino iperattivo, laringiti, tosse, oppure in impacchi e bagni in caso di infiammazioni oculari, couperose, piedi stanchi. Il suo impiego è diffuso anche nell’ambito della cosmesi soprattutto grazie alle sue proprietà emollienti: la si può infatti trovare in dentifrici, colluttori, colliri, creme, lavande, saponette, bagnoschiuma. In omeopatia si usa per vincere le sensazioni di solitudine e sbloccare le rigidità affettive; utilizzata per preparare Mallow, uno dei fiori californiani, aiuta ad aprire il chakra del cuore ed a comprendere e condividere i sentimenti (fonte www.mybestlife.com)

Il rabarbaro

Il 93% circa del rabarbaro è composto da acqua, fibre alimentari nella percentuale di 1,7%, zuccheri, proteine e carboidrati; nel rabarbaro troviamo anche una discreta presenza di minerali, tra cui il calcio, potassio, magnesio, ferro, fosforo, manganese e selenio quelli degni di nota. Vastissima la gamma di vitamine: quasi tutte quelle appartenenti al gruppo A e B, presenti la vitamina C, D, K e J. Il rabarbaro contiene inoltre acido gallico, tannico e cinnamico.
Grazie alla presenza di sostanze benevole per la nostra salute il rabarbaro viene utilizzato in campo industriale per la preparazione di diversi farmaci; la parte della pianta che viene utilizzata a tale scopo è quella che sta sottoterra, chiamata rizoma, dall’aspetto biancastro all’esterno e sfumato di giallo internamente. Il sapore, purtroppo, essendo amarognolo ed acidulo, non è dei migliori.
Gli antichi romani e i greci usavano in modo massiccio il rabarbaro grazie alle sue proprietà terapeutiche; il suo utilizzo principale è quello lassativo, ma, se assunto sottoforma di tisana prima dei pasti, può portare alcuni benefici al fegato ed alla digestione. Da secoli è conosciuta la sua attività infiammatoria e, per uso esterno, viene impiegato, soprattutto in Cina, per curare scottature e ferite.
E’ recente la notizia che riporta gli effetti antitumorali di un tipo di rabarbaro coltivato in Inghilterra; pare che la sua cottura prolungata per 20 minuti sia in grado di aumentare i livelli di polifenoli che sappiamo essere agenti chimici in grado di uccidere le cellule tumorali. Il rabarbaro viene impiegato in fitoterapia per combattere le infezioni dell’intestino; infatti, grazie alle sue proprietà, riequilibra la situazione della mucosa intestinale.

Il rabarbaro si può assumere anche sottoforma di gocce e compresse ma sempre dietro controllo medico, in quanto dosaggi sbagliati possono provocare spiacevoli conseguenze.

Attenzione: le foglie del rabarbaro non vanno consumate poiché sono tossiche e la loro ingestione provoca un forte bruciore alla gola con nausea e vomito (fonte /www.mr-loto.it)

 

La genziana

La genziana è una pianta dotata di una bellezza particolare, dai colori vivi e splendenti. Chi l’ha potuta ammirare, si è senz’altro reso conto di come questa pianta possieda delle caratteristiche singolari e di come produca meravigliosi fiori con tonalità che vanno dal giallo al violetto fino al blu intenso. Soltanto nel contemplarli, la mente già si rilassa. La genziana, che ha una crescita lenta, ha la fortuna di far parte delle specie protette. Cresce perennemente nelle montagne dell’Europa centro-meridionale e nei massicci dell’Asia minore e la sua azione medicamentosa ha realmente del portentoso. Fiorisce in estate, si trova in terreni erbosi fino ai 2.500 metri di altitudine e può raggiungere oltre un metro d’altezza. Il termine «genziana» deriva da Gentius, re dell’Illiria che regnò nel II secolo A.C.. Infatti, fu proprio lui, secondo la leggenda, a scoprire per primo che dalla sua radice profumata si potevano ricavare degli effetti benefici. Nel ‘500 la genziana venne utilizzata per fronteggiare la peste e successivamente impiegata per la preparazione di amari e digestivi. Quella di colore blu, indubbiamente la più incantevole, cresce in zone montuose dell’Italia, come gli Appennini e le Alpi e, resistendo a temperature rigide e alle intemperie, le viene da sempre affiancato il significato di “determinazione”. Le sue proprietà medicamentose sono state sfruttate fin dall’antichità. Una volta lavata, va lasciata asciugare in un sacchetto di tela e utilizzata solo quando è secca. La radice contiene delle sostanze amare. La sua azione stimola la digestione, dona beneficio in caso di stati influenzali, stanchezza fisica e mentale, per convalescenza e anemia. Se si ha mal di denti, si può succhiare la radice perché funge da calmante per il dolore. Con la genziana è possibile preparare delle tisane consigliate per eliminare i vermi intestinali. In cosmesi, è adatta per la pulizia del viso, per detergere la pelle grassa e schiarire le lentiggini. L’infuso è usato per stimolare l’appetito. Ma anche il fiore viene utilizzato per preparare degli impacchi sulle ferite e usato come decongestionante. E’ indicato anche per chi si rosicchia le unghie. Non utilizzate mai la radice della genziana fresca:è velenosa. (fonte www.agoranews.it)

Il cardo mariano

Le sostanze attive nel cardo mariano sono i tannini, l’olio essenziale, e altre sostanze in minor quantità, è diuretico, flavonolignani, aperitivo, deidrosilibina, antiemorragico, silidianina, silicristina, antiossidante, depurativo, antispasmodico, emolliente, isosilibina, febbrifugo ed epatoprotettore, va bene quindi in tutti i casi in cui si hanno le transaminasi alte, è un vero toccasana per il fegato in quanto ne migliora la funzionalità, lo protegge dai danni cellulari e accellera la rigenerazione cellulare in caso vi siano dei danni; regola la produzione ormonale, stimola la produzione di latte nelle donne, stimola l’appetito, regolarizza il ciclo mestruale e ne attenua i dolori, contrasta le emorragie, attenua la febbre, purifica e depura tutto l’organismo, stimola la diuresi e contrasta i radicali liberi che sono responsabili dei danni a livello cellulare e quindi dell’invecchiamento e delle malattie anche gravi come i tumori.

L’ortica

Una delle principali proprietà dell’ortica è quella antianemica, infatti l’abbondanza di ferro e di clorofilla stimolano l’organismo a produrre globuli rossi rendendo così l’ortica un alimento ideale per chi presenta problemi di anemia; è depurativa, diuretica, tonificante e ricostituente. La creatina, contenuta in piccole dosi nell’ortica, ha come proprietà quella di facilitare le digestione e l’assimilazione dei cibi, in quanto facilita la secrezione del succo pancreatico. Molto utile in presenza di diarrea o dissenteria, l’ortica ha anche proprietà antinfiammatorie sull’intestino; non solo è usata anche contro la caduta dei capelli e l’eliminazione della forfora in forma di decotto da frizionare ripetutamente sul cuoio capelluto. Le sue proprietà diuretiche e depurative aiutano l’organismo ad eliminare acidi, cloruri e colesterolo e proprio grazie a queste caratteristiche, l’ortica viene impiegata in caso di patologie come la gotta i reumatismi e l’artrite