La bardana

La bardana è una pianta dalle varie proprietà terapeutiche curative, la bardana è una pianta annoverata tra le piante che aiutano a drenare, soprattutto a livello cutaneo, in virtù della sua attività globale sull’organismo ma anche elettiva su un tessuto, quale quello cutaneo, il cui funzionamento difettoso ostacola l’eliminazione delle tossine prodotte dall’organismo.

Attività principali della bardana:

  • depurativa,
  • antisettica,
  • ipoglìcemizzante,
  • coleretica,
  • antireumatica

Impiego terapeutico della bardana:

  • dermatosi (acne, eczema, crosta lattea ecc.),
  • esantemi (morbillo, rosolia),
  • iperglicemia e diabete tipo II (tp. sostegno), forme reumatiche

La pelle è un vero e proprio organo che, data la sua estensione, riveste una importanza notevole nell’economia dell’organismo.

Le malattie che la colpiscono non sono sempre dipendenti da cause locali.

Spesso dipendono da cause generali, come disturbi del ricambio, del sistema nervoso ecc., ma anche quando le cause sono locali, e agiscono esternamente determinando ferite, ulcerazioni ecc., non sono da trascurarsi, in quanto la cute con la sua ricchezza di vasi, terminazioni nervose e ghiandole fa sì che si possano avere ripercussioni assai lontane dalla sede di lesione.

Per combattere i disordini biologici e metabolici che accompagnano certe affezioni cutanee, esistono alcune piante, fra le quali appunto la Bardana, le quali possiedono proprietà diuretiche, diaforetiche e colagoghe tali da giustificare in pieno la loro fama di piante depurative atte al drenaggio (particolare metodo di depurazione dell’organismo attuato tramite la somministrazione di piante opportunamente scelte dal medico).

La tecnica del drenaggio permette, infatti, l’eliminazione delle tossine da parte dell’organismo, attraverso quelli che possono essere considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle, il risultato di un buon drenaggio consiste in un blando potenziamento dell’attività epatica, della secrezione biliare, della diuresi, del transito intestinale e in una accresciuta attività della secrezione delle ghiandole sudoripare e nella regolazione della secrezione sebacea.

Da sempre conosciuta come potente depurativo, deve le sue proprietà al fatto di essere un buon diuretico, ed un valido stimolatore della funzionalità biliare ed epatica, attività alle quali affianca un’interessante azione ipoglicemizzante, ipocolesterolemizzante ed antibiotica.

La radice fresca della pianta contiene infatti alcuni principi dotati di attività antibiotica. Grazie quindi all’insieme di queste attività risulta essere particolarmente valida nel trattamento delle forme cutanee quale acne, eczema, seborrea ecc.

Trattamenti orali con preparazioni ottenute da pianta fresca, come la Tintura Madre, risultano essere particolarmente efficaci nella cura di acne e foruncolosi: alla terapia interna può essere affiancato un trattamento esterno mediante lavaggi, impacchi, creme e lozioni.

L’impiego cosmetico è destinato a pelli grasse, asfittiche, con punti neri e predisposte all’acne o alla seborrea.

Decotti di Bardana possono essere utilizzati per prevenire foruncoli e pustole di acne su pelli grasse, mentre può essere utilizzato il succo delle foglie fresche per frizioni al cuoio capelluto grasso, o l’olio (estratto in olio di oliva o semi di arachidi) contro la forfora.

Fra le applicazioni terapeutiche particolari, attribuite da sempre alla Bardana, si annovera, infatti, l’uso delle radici per favorire la crescita dei capelli.

L’abate Kneipp, che ne fu strenuo sostenitore, annotò, in base alle molte esperienze personali accumulate, che se il bulbo non era morto grazie all’uso del decotto di radice, con il quale si dovevano eseguire frizioni a livello del cuoio capelluto per tre-cinque volte alla settimana, si poteva ottenere l’accrescimento dei capelli.

La Bardana ha proprietà antiseborroico nei casi di forte secrezione sebacea del cuoio capelluto, il che ne giustifica la presenza in molti cosmetici per capelli.

Tossicità controindicazioni ed effetti secondari della bardana

La letteratura non segnala effetti secondari e tossici alle dosi terapeutiche, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale.

Occorre verificare che non vi sia allergia alle Asteraceae.

Forme farmaceutiche e posologia della bardana

Decotto: 5 grammi di radice per tazza d’acqua. Tre tazze al dì. Viene segnalata anche la seguente modalità di preparazione: porre 2,5 g di droga finemente tagliata o grossolanamente polverizzata in acqua fredda (lasciando eventualmente macerare per alcune ore), e far quindi bollire per non più di un’ora. Infine filtrare. Un cucchiaino da tè corrisponde a circa 2 g.

Estratto fluido: un cucchiaino due-tre volte al dì (1 g = 31 gocce)

Estratto secco: 100-200 mg per capsula

Arctium lappa T.M.: 50 gocce tre volte al dì.

Curiosità sulla bardana

  • Nel 1929 C. Gibelli, medico genovese, intraprese «indipendentemente ed ignaro delle ricerche di Fleming», il padre della penicillina, una serie di ricerche che avevano lo scopo di indagare se le piante potessero produrre sostanze antitossiche. A spingerlo verso tale ricerca era stata l’osservazione che il regno animale, uomo compreso, può alimentarsi con notevoli quantità di vegetali, rimanendo immune dall’azione nociva di tutte quelle sostanze tossiche che si possono ritrovare nel terreno in cui le piante crescono e traggono il loro nutrimento. Non limitò la sua indagine alle sole muffe, ma le estese, ad esempio, ai semi di lupino, grano, miglio ecc., che mise a germogliare in semplice acqua, e constatò che anche questo liquido assumeva proprietà antitossiche e batteriostatiche paragonabili a quelle trovate nei terreni di coltura delle muffe. Appurò così che l’uso popolare della Bardana nella foruncolosi ed in varie dermatosi non era privo di fondamento.
  • Nella Rivista medica per il clero (1935) si trova questa ricetta: «Con la sua radice, polverizzata ed unita a burro, acqua e sale, si possono preparare ottimi biscotti secchi, il cui uso nei diabetici comuni produce la riduzione dello zucchero nel sangue (glicemia) e spesso il ritorno alle condizioni normali, con scomparsa di zucchero nelle urine. La quantità di biscotti varia secondo la tolleranza del malato, ma non c’è pericolo alcuno in caso si usino dosi forti. Invece del sale, si può mettere saccarina nei biscotti, rendendoli dolci» (Antonelli).
  • Cazin, medico francese, osservò che i contadini curavano le affezioni catarrali dell’apparato respiratorio provocando la traspirazione ai piedi avvolti in larghe foglie di Bardana. È questa una metodica che richiama antiche conoscenze perdute: proprio sulla pianta del piede, infatti, si trova un punto che viene stimolato dagli agopuntori per calmare la tosse.
  • La radice, ricca in fibre, è tradizionalmente consumata in Giappone sotto il nome di gobo.
  • Le foglie fresche contuse e applicate sulle punture di zanzare, vespe, api e calabroni calmano rapidamente il dolore e diminuiscono il gonfiore. (fonte /www.inerboristeria.com)

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