I Flavonoidi per la prevenzione del Morbo di Parkinson

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I Flavonoidi, composti chimici naturali noti per le loro proprietà salutari, possono ridurre in modo significativo il rischio di insorgenza del Morbo di Parkinson. Lo stabilisce una ricerca, condotta presso la Harvard School of Public Health di Boston e coordinata dal dottor Xiang Gao, che verrà presentata al congresso annuale dell’American Academy of Neurology previsto per la prima metà del prossimo Aprile.

I flavonoidi, chiamati anche “bioflavonoidi”, sono dei potenti antiossidanti che contribuiscono al corretto funzionamento del fegato e del sistema immunitario. Inoltre, essi aiutano a prevenire un vasto numero di patologie, come quelle infiammatorie, quelle cardiovascolari e alcune forme di cancro. Queste sostanze, infatti, hanno la capacità di opporsi all’azione nociva dei radicali liberi, considerati responsabili dell’invecchiamento cellulare e, quindi,dell’insorgenza di numerose malattie croniche degenerative.

I flavonoidi sono molto diffusi in natura. Sono presenti, ad esempio, nel tè, nel cioccolato, nelle mele, nelle albicocche, nei cavoli, negli spinaci, nei broccoli e nei finocchi.

La ricerca

Il dottor Gao e il suo team hanno potuto analizzare dati relativi a circa 150 mila persone (di cui 49.281 uomini e 80.336 donne), seguite per oltre 20 anni. Durante questa lunga fase di osservazione, nella quale i partecipanti sono stati chiamati a compilare periodicamente questionari riguardanti la loro alimentazione abituale, 805 di essi sono stati colpiti dal morbo di Parkinson.
Analizzando i questionari, i ricercatori sono giunti alla conclusione che gli uomini che consumavano le quantità maggiori di alimenti ricchi di flavonoidi vedevano ridurre il rischio di insorgenza della patologia del 40% rispetto agli uomini la cui dieta apportava dosi di flavonoidi limitate.

Mentre per i partecipanti di sesso maschile si è constatata una relazione tra il maggior consumo di cibi contenenti flavonoidi e la diminuzione del rischio di sviluppare il Parkinson, tale correlazione non è emersa immediatamente nelle donne.
Tuttavia, in seguito ad analisi più approfondite, è stato possibile constatare che, per le volontarie di sesso femminile, la diminuzione del rischio di insorgenza di questa patologia era connessa al consumo di antocianine, una sottoclasse di flavonoidi. Tali sostanze sono risultate efficaci nella prevenzione del morbo di Parkinson tanto per le donne quanto per gli uomini.

Le antocianine (nei frutti rossi e blu)sono pigmenti che danno colore ai mirtilli, ai lamponi, alle more, ai ribes, alle melanzane, alle fragole, alle ciliegie e ai pompelmi rossi, e che hanno già mostrato, nel corso di diverse sperimentazioni, notevoli proprietà benefiche. Difatti, esse sono capaci di inibire la proliferazione delle cellule tumorali, di favorire la circolazione del sangue nelle vene e nei vasi capillari e di contrastare la formazione di placche aterosclerotiche.

Il dottor Gao si è dichiarato molto soddisfatto degli esiti dello studio, sottolineando che si è trattato della prima indagine sul rapporto tra consumo di flavonoidi e rischio di insorgenza del morbo di Parkinson.
Gao ha aggiunto che, se ci saranno conferme dei risultati della sua ricerca, si potrà concludere che il Parkinson può essere prevenuto efficacemente attraverso rimedi naturali molto preziosi.

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