Il sambuco

Principali componenti Flavonoidi, Triterpeni, Glicosidi, Zuccheri, Viamine A B C, Tannini

Il Sambuco ha proprietà diuretiche (aumenta la quantità di urina eliminata nella giornata), sudorifere (aumenta la secrezione di sudore), lassative (facilita l’evacuazione delle feci), antireumatiche (contro i reumatismi), antinevralgiche (mitiga le nevralgie), emollienti (attenua lo stato di infiammazione).

Con i fiori del Sambuco, usati anche come componenti aromatici in liquoreria, si fa una gradevole tisana che serve come rimedio sintomatico popolare per il raffreddore, l’influenza, la tosse, l’asma, i reumatismi; ai fiori vengono anche riconosciute proprietà lassative e antiemorroidarie.

I frutti del Sambuco devono essere raccolti ben maturi; essi vengono usati soprattutto come lassativi e trovano un’interessante applicazione contro le nevralgie del trigemino.

I fiori hanno proprietà lassative, diuretiche, antiipertensive, sudorifere ed antireumatiche, quindi trovano largo impiego in caso di disturbi da raffreddamento, con febbre, negli stati influenzali, sinusiti e raffreddori da fieno anche dei bambini. Facilitano inoltre l´eliminazione degli acidi urici nei casi di uricemia, reumatismi artrite e gotta. I fiori di sambuco grazie alla presenza di flavoni agiscono, come medicamenti, beneficamente sulle vene ed il loro impiego è salutare nei disturbi della circolazione periferica e cerebrale (insieme al Ginkgo biloba, ecc.).

I frutti oltre ad essere lassativi e blandamente diuretici hanno effetto antinefralgico su sciatalgie e nevralgie del trigemino.

Controindicazioni Tutta la pianta ma soprattutto i frutti se consumata in dosi elevate può causare nausa vomito e dolori addominali. I fiori e le foglie freschi, applicati sulla cute causano forte irritazione con eritema e fittene. Attenzione a non confondere le bacche di sambuco con quelle di altre specie velenose soprattutto il sambuco ebulus molto diffuso ma facilmente distinguibile dalla altezza inferiore massimo 1,5 m.

Il sambuco trova una qualche applicazione in cosmesi. Per esempio si può preparare una lozione per il viso tonica e schiarente.

In cucina Si possono preparare, marmellate con i frutti, fritture con i fiori e aceto aromatizzato.

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Uno studio scientifico tedesco ha dimostrato che l’estratto delle bacche di sambuco nero sarebbe in grado di ridurre del 70% la capacità di crescita dei batteri

Antibiotici addio grazie al sambuco?

Forse non sarà proprio così ma alcuni microrganismi patogeni potrebbero essere combattuti efficacemente con il sambuco e, in particolare, attraverso l’estratto proveniente dalle sue bacche. Ad affermarlo sono i ricercatori della Justus Liebig University di Giessen (Germania) in uno studio pubblicato dalla rivista BMC Complementary and Alternative Medicine.

Una pianta dalle grandi proprietà curative

Il sambuco è una pianta molto diffusa soprattutto nelle zone incolte del nostro paese. Da tempo sono note le sue proprietà curative dovute alla presenza di numerose sostanze come i flavonoidi, gli antociani, i tannini e varie vitamine. In particolare le bacche di sambuco vengono utilizzate per combattere il raffreddore, lo stress ossidativo e l’infiammazione.

Dalle sue bacche un antibiotico naturale

Nello studio tedesco è stato dimostrato che il liquido estratto dalle bacche di sambuco è in grado di ridurre la capacità di crescita dei batteri del 70%. Ciò è stato dimostrato utilizzando un estratto di sambuco nero al 10%. Nello specifico i microrganismi che si sono dimostrati sensibili all’azione del preparato sono stati lo Streptococcus pyogenes e la Catarrhalis Branhamella, batteri che causano alcune tra le più comuni infezioni alle vie aeree.

Se non siamo esperti non raccogliamolo da soli

Come dichiara Torsten Hain, uno dei principali autori dello studio, “Lo straordinario risultato ci deve suggerire che anche la natura può fornirci dei metodi alternativi per combattere le infezioni. L’estratto di sambuco potrebbe essere uno di questi”. Piccola ma importantissima raccomandazione: i frutti immaturi o le bacche possono determinare fenomeni di intossicazione. Per questa ragione bisogna evitare il “fai da te” nella raccolta di questi frutti.

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