Daily Archives: marzo 9, 2011

Il Sole: un alimento e una medicina gratuita?

Il Sole è l’alimento e la medicina gratuita più potente a nostra disposizione…

La Luce solare è la medicina più potente a cui l’essere umano possa accedere gratuitamente, ma questa possibilità non è conosciuta né utilizzata su larga scala. La luce è un vero e proprio nutrimento per il nostro corpo e per il nostro essere, tanto che una cattiva illuminazione causa gli stessi effetti di una cattiva alimentazione: l’uomo diviene pallido, apatico, tende alla depressione e riduce la sua energia vitale, l’efficienza del sistema immunitario cala e si tende a ingrassare.

Una scarsa esposizione alla luce solare può creare una serie infinita di problematiche che si possono manifestare sul piano fisico, su quello emozionale, sulla qualità dei nostri pensieri e in generale sullo stile di vita che conduciamo. Rigorosi studi scientifici ne dimostrano l’enorme potere riequilibrante, evidenziando come la vitalità e lo stato di salute dell’uomo siano enormemente influenzati dalla quantità di luce a cui ci si espone quotidianamente. Naturalmente è molto importante sapersi esporre ad essa nei tempi e nei modi corretti.

Per intuire meglio l’enorme potenziale riequilibrante della luce basta considerare che anche semplicemente visualizzandola si producono effetti benefici sul nostro corpo, sulle nostre emozioni e sui nostri pensieri. L’essere umano è nato per vivere in un ambiente illuminato dal sole, e quindi può sfruttare al meglio il suo potenziale quando conduce uno “stile di vita solare”, ovvero con una presenza quotidiana sufficiente di luce del sole.

Molti degli squilibri di cui l’uomo moderno soffre sembrano dipendere da uno stile di vita “poco luminoso”.  Esiste dunque un circolo vizioso nel quale molte persone si trovano: la luce solare è un alimento fondamentale e gratuito per una qualità di vita sana ed equilibrata, ma lo stile di vita che propone la nostra società non permette nella maggior parte dei casi una corretta e adeguata esposizione alla luce e questo fatto determina una qualità di vita in cui aumentano notevolmente la percentuale di malattie e disagi fisici e mentali. Tali squilibri vengono spesso curati abusando delle medicine chimiche, molte delle quali hanno effetti collaterali che provocano ulteriori squilibri. Quindi molte volte al posto di cambiare o modificare le proprie abitudini si preferisce utilizzare il potere della chimica per perpetuare uno stile di vita malsano.

Ciò che succede comunemente è che l’essere umano conduce uno stile di vita non salutare, pretendendo che il farmaco risolva i problemi che il corpo segnala, con il fine di poter continuare indisturbato a condurre quello stesso stile di vita alterato. La chimica ha un potere immenso, ma non deve essere utilizzata squilibratamente, ad esempio per non sentire le necessità del nostro corpo e continuare a vivere in condizioni innaturali. Il genere umano ha la tendenza ad utilizzare la medicina e le cure farmacologiche per non sentire i campanelli d’allarme del proprio corpo e i disagi delle proprie emozioni e pensieri.
Se fossi in viaggio con la tua macchina e a un certo punto si accendesse la spia rossa dei freni, cosa faresti? Toglieresti la lampadina rossa per non vedere il segnale, o cambieresti i freni per non schiantarti? Le malattie del corpo umano sono segnali che ci invitano a cambiare, a guardarci, a conoscerci. Ignorarle o sedarle mediante farmaci non risolve il problema, poiché l’origine in un modo o nell’altro si ripresenterà. È necessario iniziare ad ascoltarsi e a comprendere questi messaggi. Questo non vuol dire smettere di assumere medicine chimiche, ma semplicemente non abbandonarsi ad un uso smodato di esse e migliorare il proprio stile di vita.

Negli Stati Uniti ci sono circa 50 milioni di persone che soffrono di ipertensione e utilizzano farmaci chimici per curarsi. Prova a immaginare quanti milioni di dollari gravitano intorno a questo sistema. Tuttavia poco o niente è stato speso per sensibilizzare sul fatto che uno stile di vita “luminoso” e una corretta esposizione alla luce solare è in grado di regolare la pressione del nostro corpo, arrivando a risolvere questo tipo di problemi. Uno stile di vita “solare”, basato su un utilizzo consapevole della luce potrebbe non solo migliorare le condizioni di salute generali, ma anche diminuire e prevenire molti squilibri.

Negli ultimi anni una massiccia campagna di informazione ha messo in evidenza i pericoli dell’esposizione alla luce solare, sopratutto relazionati con il cancro alla pelle. Molto clamore per i possibili effetti nocivi del sole, ma nessuna informazione per gli studi effettuati su alcune delle proprietà straordinarie dei raggi UV: è vero che la luce solare può provocare il cancro alla pelle, ma esistono anche numerose prove che documentano come una corretta illuminazione potrebbe aiutare a curare malattie come l’osteoporosi, la sclerosi multipla, alcuni tipi di cancro (colon, ovaie, prostata, seno), diabete e malattie cardiovascolari.

Sono molte di più le malattie che la luce solare potrebbe curare che non quelle che potrebbe causare una sua dose eccessiva. In relazione a questa considerazione viene naturale sviluppare uno stile di vita adeguato a una corretta esposizione del corpo al sole. La vita sedentaria davanti alla televisione o al computer che la maggior parte della gente adotta non è salutare e non permette al sole di poter svolgere l’azione preventiva e curativa di cui è capace: questo significa un sistema immunitario più debole e più malattie.

La corretta esposizione al sole, equilibrata e graduale durante tutto l’anno, è una fonte straordinaria di prevenzione e di salute. Che il vero problema sia nel nostro stile di vita e non nella luce solare?

Il vero pericolo dell’esposizione estiva ai raggi del sole consiste nel fatto che durante tutti i mesi invernali il corpo non ha ricevuto una sufficiente quantità di alimento luce. Questa mancanza di gradualità, costanza ed equilibrioprovoca una incapacità sempre maggiore di adattamento, con tutti i problemi che ne conseguono. Sarebbe più corretto esporsi più frequentemente e costantemente alla luce solare durante il corso di tutto l’anno. 

Molte persone per tutto l’inverno restano chiuse in ambienti illuminati artificialmente, esponendosi alla luce solare solo per pochissimi istanti al giorno, e poi nei mesi estivi sottopongono il proprio corpo a “bagni di sole” che superano le sei ore al giorno. In questa maniera il corpo passa da un periodo di esposizione molto intenso a una quasi totale assenza di luce solare. È come se mangiassimo per due mesi tre chili di pasta al giorno per poi quasi digiunare per i successivi dieci mesi. Come ogni alimento e ogni medicina, anche la luce solare va saputa dosare. 

Un mito da sfatare è che la luce solare è sempre dannosa contro la pelle. Questa affermazione è vera in parte, perché è vero anche che la luce solare può guarire la pelle, come nell’esempio di psoriasi, infezioni batteriche e fungine, una forma particolare di cancro alla pelle conosciuto come Mycosis fungoides. Come si vede il sole può danneggiare la pelle ma anche guarirla, tutto dipende dalla modalità e dai tempi in cui ci si espone. 

Una corretta esposizione alla luce solare può prevenire e incidere sulla cura di malattie come l’osteoporosi, l’osteomalacia, la sclerosi multipla, alcuni tipi di cancro, diabete e malattie cardiovascolari, cura della psoriasi, nella prevenzione del raffreddore, delle malattie autoimmuni e di quelle respiratorie più gravi come l’asma; salvaguarda il cuore e le malattie cardiovascolari, regola il buon funzionamento di fegato e intestino, riduce il rischio del Parkinson, aiuta a non ingrassare, è implicata nel corretto sviluppo muscolare durante l’adolescenza, regola il colesterolo e migliora l’attenzione e la creatività. 

Per comprendere come accedere al potenziale energetico del sole esiste un programma di energizzazione diretta con la luce solare chiamato Heliosis. Nel programma è spiegato come nutrirsi correttamente attraverso la luce solare ed ottenere uno stato ottimale di salute fisica, emozionale e mentale attraverso il corretto utilizzo del sole.  In Heliosis tuttavia si apprende molto di più: attraverso la pratica con la luce diviene sempre più chiaro come sia possibile trasformare la luce solare in un’emozione, in un pensiero o in uno stato di equilibrio interiore. La luce, correttamente utilizzata, è capace di purificare il corpo, le emozioni, la mente e creare un nuovo equilibrio interiore, nel quale si ha una comprensione più profonda delle cose.  (fonte www.sunconscience.com)

Gli antiossidanti ….

Gli uomini sono promossi in materia di antiossidanti. La loro dieta, a sorpresa, è migliore di quella delle donne: maschi introducono in media più acido ascorbico, carotenoidi, licopene, retinolo, tocoferolo e zinco. Le signore pensano sempre di essere più attente all’alimentazione, sia a tavola sia durante il giorno eppure i compagni maschi, secondo uno studio firmato dall’Osservatorio nutrizionale Grana Padano sono più preparati. La notizia vera è che, nonostante abbiano una dieta più selezionata alla lotta contro i radicali liberi, quasi un terzo del ’sesso forte’ non arriva ai livelli di antiossidanti.

L’Osservatorio ha scoperto anche che i fumatori, che producono una quantità maggiore di radicali liberi, e avrebbero quindi bisogno di potenziare il proprio sistema s’introducono invece quantità più basse di sostanze antiossidanti rispetto ai non fumatori. E poi proteggono la pelle dall’invecchiamento.
 
Quali sono queste sostanze? Tutte quelle che contengono: vitamine E e C, polifenoli, antocianine. In soldoni: sono fondamentali i cereali integrali, come il grano ricco di vitamina E, vitamine del complesso B, carotenoidi, zinco, rame, selenio e altri oligominerali; Non devono mancare i legumi, almeno 2-3 volte la settimana, e la verdura.
 
I prodotti di colore verde, quelli piccanti e quello che danno sul rosso/giallo sono gli ortaggi che contengono più antiossidanti. Sono importanti gli oli vegetali, il pesce. Un’altra regola è di carattere pratico: attenzione alla cottura dei cibi. Non fateli bruciacchiare, evitate le fritture e cuocete gli alimenti poco, affinché non disperdano le proprietà nutritive. (fonte dieta.pourfemme.it)

Mettersi in forma con la vitamina B9

Con l’avvento della primavera, i più scrupolosi iniziano un allenamento matto e disperato per prepararsi alla prova costume. Avendo a disposizione 3 mesi, la dieta da effettuare non deve essere necessariamente drastica ma sicuramente dovrà essere accompagnata da esercizi fisici. Ecco come renderli meno pesanti.

In seguito ad un periodo di riposo, i muscoli sono fuori allenamento, e dopo i primi 10 addominali e 15 minuti di corsa ci sentiamo stanchi, quasi devastati. L’indolenzimento è causato, in gran parte, da una scarsa ossigenazione del nostro tessuto muscolare.

Dopo un paio di settimane di allenamento costante il corpo si è quasi ripreso, ma c’è un modo per evitare o almeno attenuare quel indolenzimento che accompagna i movimenti del nostro allenamento quotidiano. Si tratta di ingerire una buona dose di acido folico, meglio conosciuto come Vitamina B9.

Questa ha un ruolo fondamentale nello sviluppo dei globuli rossi che sono, per eccellenza, i mezzi di trasporto dell’ossigeno nel nostro corpo. Più Vitamina B9, di conseguenza, più globuli rossi e più ossigenazione per i nostri tessuti, questo ridurrà indubbiamente il senso di affaticamento e ci conferirà una migliore resa per i nostri esercizi.

Vi sono molti prodotti in commercio arricchiti di acido folico, ne sono un esempio i classici corn flackes della colazione mattutina. La Vitamina B9 al naturale è contenuta dalla verdure a foglia larga, in particolare da spinaci, asparagi, carciofi e alcuni agrumi.

Basterebbe ingerire almeno 0,4 ml di questa fondamentale vitamina per avere una migliore performance fisica, senza considerare che le carenze di B9 potrebbero portare ad una seria anemia o peggio a gravi complicazioni in caso di gravidanza. (fonte oknotizie.virgilio.it)

Tumori: 27 alimenti per la prevenzione del cancro

Come affermato anche nei giorni scorsi da Umberto Veronesi, uno dei modi migliori in assoluto, per prevenire il cancro è quello di avere una dieta sana ed equilibrata. Sembrerebbe, infatti, che un terzo delle persone ammalate di tumore abbiano contratto la malattia per non aver osservato un regime alimentare completamente salutare. La Cancer Cure Foundation, una delle più note organizzazione per la lotta contro il cancro al mondo, ha deciso di stilare una lista di alimenti che aiutano la prevenzione. I cibi elencati sono 27 e spaziano dai più diversi prodotti, come a significare che per tenere lontano questo male uno dei segreti sia variare il più possibile quello che si mette sotto i denti.

Broccoli, cavoli e cavolfiori Hanno una componente chimica chiamata indolo-3-carbinolo in grado di combattere il cancro al seno. I broccoli, inoltre, hanno anche il sulforano fitocomico, un perfetto alleato per la prevenzione del cancro al colon o al retto. Capitolo a parte merito la glucorafanina. Questa sostanza aiuta ad inibire la crescita di tumori. Il Dipartimento di Agricolutra Americano ha, addirittura, studiato 71 tipi di piante di broccoli e ha dedotto che più sia amaro il suo sapore e più glucorafanina sia presente nell’alimento.

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Carote

Aiutano a prevenire una vasta gamma di tumori, tra cui: polmoni, bocca, gola, stomaco, intestino, vescica, prostata e mammella. C’è da dire, però, come alcune ricerche abbiano indicato proprio nel beta-carotone (sostanza presente nella carota) una causa del cancro, ma queste non hanno dimostrato per nulla la relazione tra la sostanza e il fatto di mangiare carote. Per trovare un nesso si dovrebbe arrivare ad ingerire una quantità pari di 2/3 chili di carote al giorno e sembrerebbe decisamente impossibile. L’istituto Danese di Scienze Agrarie (DIAS) ha trovato un ulteriore sostanza presente capace di prevenirlo: il falcarinolo. Questa ricerca ha studiato le cellule tumorali isolate a contatto con essa. Il risultato è quello di constatare come la loro crescita avvenga, in questa maniera, molto più lentamente. In termini culinari, però, dovete sempre evitare di cuocere le carote, se volete che sia presente questa reazione.

Funghi

Sembrerebbero aiutare l’organismo a combattere il cancro e a costruire un sistema immunitario. Contengono, infatti, un polissacrido chiamato lentinano che riesce ad attaccare le cellule cancerose impedendogli di moltiplicarsi.

Alghe

Contengono proteine, vitamina B12, fibre, clorofilla, nonché importanti acidi grassi che possono aiutare nella lotta al cancro al seno. Hanno, inoltre, un’alta concentrazione di minerali come potassio, calcio, magnesio, ferro e iodio.

Patate dolci

Contengono proprietà  antitumorali che proteggono il DNA da sostanze chimiche cancerogene al di fuori della membrana nucleare.

Avocadi

Sono ricchi di glutatione, un potente antiossidante che attacca i radicali liberi nel corpo bloccando l’assorbimento intestinali dei grassi. Sono, inoltre, più carichi di potassio delle banane e hanno anche un’alta percentuale di beta-carotene. Diversi scienziati ritengono che questo frutto possa essere utile nel trattamento di epatite virale (una causa del cancro al fegato).

Peperoncini Jalapeños

Questo peperoncino, originario del Messico, ma diffuso anche in Europa, contiene una sostanza chimica – la capsaicina – in grado di neutralizzare alcune sostanze che causano il cancro.

Fichi

Uno studio dei ricercatori dell’Istituto di Fisica e Chimica dell’Università di Tokyo ha eletto questo frutto come uno dei più efficaci nel ridurre il rischio di tumori. Negli Stati Uniti d’America, invece, il Dipartimento dell’Agricoltura ha dichiarato che contenendo vitamine A e C, calcio, magnesio e potassio, possa far ridurre l’appetito e migliorare gli sforzi per perdere peso.

Pompelmi

Come un po’  tutti gli agrumi, contengono monoterpeni: sostanza che aiuta a prevenire il cancro spazzando agenti cancerogeni fuori dal corpo. Alcuni studi hanno dimostrato che il pompelmo può inibire a proliferazione delle cellule del cancro al seno. Contiene, inoltre, vitamina C, beta-carotene e acido folico.

Uve

Sono forti fonti di resveratrolo un fenolo che inibisce gli enzimi a stimolare la crescita delle cellule tumorali. Contengono anche l’acido ellagico, un composto che blocca gli enzimi necessari per le cellule tumorali, rallentandole.

Arance e Limoni

Contengono il limonene, stimolante che abbatte le sostanze che causano il cancro.

Papaia

Ricca di vitamina C. Questo frutto tropicale contiene anche la folacina, sostanza che ha dimostrato di ridurre al minimo la displasia cervicale e alcuni tumori.

Lamponi

Contengono molte vitamine, composti vegetali e antiossidanti conosciuti come gli antociani che possono eludere la formazione del cancro. Secondo una recente ricerca, riportata dal Cancer Research, si è affermato che i lamponi neri possono contrastare il cancro al colon e all’esofago.

Pomodori

Contenendo il licopene, un antiossidante che attacca le molecole di ossigeno o radicali liberi, è un ortaggio ottimo per la prevenzione del cancro. Sembrerebbe, inoltre, che più viene coltivato in un clima caldo e più  la percentuale del licopene presente aumenti. Ricchi anche di vitamina C.

Lino

Contiene lignano, sostanza antiossidante capace di bloccare e reprimere i cambiamenti cancerosi dell’organismo. Ricco anche di Omega 3 e acidi grassi che aiutano a prevenire il cancro al colon e malattie cardiache

Noci

Sopprimono la crescita dei tumori per merito dell’alta presenta di quercetina. Una sua qualità, chiamata volgarmente Noce del Brasile, contenendo selenio, è ottima per la prevenzione del cancro alla prostata.

Aglio

Aumenta l’attività  delle cellule immunitarie e contribuisce a rompere le sostanze che potrebbero causare il cancro. Uno studio fatto dall’Università della North Carolina, ha riportato che persone consumatrici abituali di aglio hanno una percentuale nettamente inferiore riguardante il rischio di cancro allo stomaco. Si ritiene, infatti, che abbia effetti antibatterici nei confronti di un batterio chiamato Helicobacter Pylori: un parassita dello stomaco, causa principale del cancro nell’organo.

Rosmarino

Contribuisce ad aumentare l’attività degli enzimi di disintossicazione. Un estratto di rosmarino, chiamato carnosol, inibisce lo sviluppo di tumori alla mammella e alla pelle.

Tapioca

Questo amido, derivato dal tubero, è una pianta che se assunta da tenera età può  aiutare la non formazione di melanomi. Il suo utilizzo alimentare è prevalentemente sotto forma di farina.

Curcuma

Fa parte della famiglia dello zenzero, e come per esso, si crede abbia proprietà medicinali, inibendo la produzione dell’infiammazione correlata all’enzima ciclo – ossigenasi 2 (COX-2), i cui livelli sono normalmente elevati in alcuni malattie infiammatorie e tumori.

Vino Rosso

Contenendo polifenoli aiuta a proteggere all’infezione di diversi tipi di cancro. I polifenoli sono potenti antiossidanti che aiutano a neutralizzare patogeni radicali liberi. Essendo, però, per molti l’alcool un agente cancerogeno, molti studi consigliano l’utilizzo di vini non alcolici.

I Prodotti della Soia

Il latte di soia o il tofu contengono diversi tipi di fitoestrogeni. Gli estrogeni, in generale, prevengono la malattia sia al seno sia alla prostata, bloccando e sopprimendo i cambiamenti cancerosi.

Tè  Verde e Tè Nero

Contiene antiossidanti, alcuni noti come polifenoli (catechine), che sembrano impedire alle cellule tumorali di dividersi. Il tè verde è il migliore. Secondo un rapporto nel numero di luglio 2001 del Journal of Cellular Biochemistry, i polifenoli che sono abbondanti nel tè verde, possono proteggere contro diversi tipi di cancro: allo stomaco, al polmone, al colon, al retto, al fegato e al pancreas. (fonte greenme.it)

I benefici della vitamina E

La vitamina E, è un prezioso antiossidante naturale, ed è composta da un gruppo di sostanze chiamate tocoferoli. Le vitamine sono fondamentali per la salute del nostro organismo, in particolare, la vitamina E, è una delle sostanze più attive contro i radicali liberi, protegge dal rischio di malattie cardiovascolari, rafforza il sistema immunitario, ed è indispensabile per il corretto funzionamento dei muscoli. La vitamina E si trova in diverse fonti alimentari, nella frutta secca, in alcuni cereali, ma soprattutto negli oli vegetali spremuti a freddo, come soia, mais, olive e arachidi.

La vitamina E, aiuta a prevenire l’arteriosclerosi ed ha un alto valore biologico e nutritivo. Come accennavamo all’inizio, il tocoferolo è un prezioso alleato contro i radicali liberi derivanti dall’ossigeno, perciò è in grado di contrastare efficacemente anche i processi d’invecchiamento. Non è un caso che venga usato anche per formulare creme cosmetiche antirughe.
 
Il fabbisogno di vitamina E è legato all’apporto di altri nutrienti, in particolare degli acidi grassi polinsaturi, che aumentano il tasso di ossidazione. I consumi medi di grassi insaturi nella popolazione italiana sono intorno a 20 grammi al giorno, il LARN, infatti, suggerisce un livello di vitamina E intorno agli 8 milligrammi al giorno. Ad ogni modo, il fabbisogno giornaliero non deve mai scendere al di sotto dei 3 mg/giorno per le donne e 4 mg/giorno per gli uomini. Ricordiamo che, qualsiasi tipo di frittura, distrugge la vitamina E. E’ consigliabile, invece, associare alla vitamina E, la vitamina C, che ne migliora l’assorbimento.
 
La dieta mediterranea, in questo senso, aiuta a raggiungere un buon livello di vitamina E, tuttavia, in caso di carenza, si rischia di compromettere il sistema centrale e periferico, la retina e i muscoli. Ma anche un alto dosaggio (oltre 2000 mg/giorno) può diventare tossico per l’organismo. (fonte salute.pourfemme.it)

Se una primula fa Primavera

Se una primula fa primavera

Prescritta dall’erborista Ildegarda, immortalata dai versi di Shakespeare, la primula è un prezioso dono portato dalla primavera per alleviare dolori articolari e reumatici.

La Primula Veris o officinalis il cui nome significa fior di primavera, la si vede far capolino con fiori di un bel colore giallo nei boschi, vicino a ruscelli, su terreni calcarei, alla fine dell’inverno subito dopo la scomparsa della neve, quando nei prati comincia a comparire l’erba verde. La primula è fissata al suolo per mezzo di un rizoma che forma molte radichette, le cui foglie sono ovali e allungate. Fiori di colore giallo intenso che formano infiorescenze a ombrella, il frutto è una capsula chiusa nel calice. La primula nella storia Ildegarda di Bingen (Badessa Hildegard von Bingen, diventata santa e vissuta in Germania dal 1098 al 1179, studiosa di medicina) la consigliava come rimedio contro la malinconia: se la si portava sul cuore a contatto con la pelle avrebbe raccolto il vigore del sole di mezzogiorno. Sembra che il Regno Unito abbia una considerazione molto speciale di questo fiore: nella regione inglese del Sommerset è chiamata bunch of keys che significa “mazzo di chiavi”, nome legato a un’antica leggenda che narra di quando San Pietro gettò dal cielo le chiavi del Paradiso e queste nel luogo dove caddero, fecero nascere le prime primule. Anche il grandissimo Shakespeare le immortala in “Racconto d’inverno” chiamandole “pallide primule che muoiono nubili” riferendosi al fatto che, fiorendo quasi in inverno, gli insetti sono ancora molto pochi per poterle impollinare. Nel 1884, Lord Randolph Churchill, membro della Camera dei Comuni inglese, adottò questa pianta come simbolo del Partito conservatore, che venne chiamato appunto Primrose league e questo simbolo permane ancora oggi. Anche la regina Vittoria, quando ricevette in omaggio dal primo ministro Disraeli la corona delle Indie finalmente conquistate, per ricambiare gli donò un mazzolino di primule in segno di buona fortuna.

Come accade spesso con i rimedi fitoterapici assumendo la primula avremo differenti attività a secondo della parte (droga) utilizzata. La primula contiene numerosi elementi quali oli essenziali, pigmenti flavonoidi, glucosidi, enzimi, vitamina C, saponine, sali minerali. La pianta contiene anche due eterosidi fenolici derivati dall’acido salicilico, la primaverina e la primulaverina, che si trasformano per idrolisi in derivati dell’acido salicilico, le cui proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche sono ben note: infatti si tratta delle stesse virtù che caratterizzano l’aspirina.

Le radici sotto forma di decotto trovano utilizzo nella cura della tosse, il raffreddore, bronchite e asma bronchiale, calmano i dolori reumatici, alleviano il mal di schiena estremità e fanno regredire gli ematomi.

L’infuso delle foglie e dei fiori sono efficaci rimedi nel trattamento dell’insonnia, il mal di testa.

Ricetta: sciroppo di primula 4 cucchiai di radice di primula, 1l d’acqua, 300 g di zucchero Mettere la radice nell’acqua fredda e portare tutto a ebollizione. Far bollire per 5 min, trascorso questo periodo, spegnere il fuoco e lasciare 10 min in infusione, quindi filtrare. Prendere l’acqua, appena filtrata, aggiungere lo zucchero e portare nuovamente a ebollizione finché il liquido non si sarà addensato, quindi lasciare freddare e imbottigliare. Lo sciroppo cura la tosse, raffreddore e asma bronchiale. (fonte www.cure-naturali.it)