Monthly Archives: maggio 2011

Vitamina B6: in quali Cibi si trova e che Proprietà ha

Quanto siano importanti le vitamine per il funzionamento ottimale del nostro organismo lo sappiamo bene ma ce ne sono alcune che sono meno note di altre e tra queste c’è senza dubbio la vitaminaB6, che appartiene all’assai vasto gruppo B e che si chiama anche piridossina. È essenziale nella sintesi degli aminoacidi. Si trova soprattutto in carni magre o bianche come il pollo, nel pesce, nelle uova, nel pane e nei cereali integrali in generale ma anche nelle banane, nel lievito e nella soia.

Tra le sue azioni principali ci sono la protezione del sistema immunitario e del sistema nervoso e la stimolazione della produzione di globuli rossi. Di conseguenza agisce positivamente sulla prevenzione di patologie di origine nervosa, dell’anemia, di alcuni sintomi depressivi. Ma soprattutto aiuta la sintesi di carboidrati, proteine e grassi, favorendo l’assimilazione degli aminoacidi e potenziando la produzione di essenziali anticorpi.

Di contro una sua carenza può provocare dermatiti e anemie, depressione, stomatiti. La quantità giornaliera raccomandata è di circa 1,6 mg per gli adulti e di 0,5 mg per i bambini. Curare al meglio l’alimentazione variandola e rendendola salutare senza alcuna carenza di nutrienti essenziali sarà il modo migliore di garantirsi l’assunzione della propria razione quotidiana di vitamina B6. (fonte www.benessereblog.it)

Frutta e Verdura contrastano Scompensi Psichici come Ansia e Depressione

Dall’Università di Melbourne arriva un motivo in più per scegliere un’alimentazione in cui frutta e verdura siano un impegno quotidiano: frutta e verdura agiscono contro ansia, depressione e disturbi psichici che colpiscono sempre di più le donne.

Una dieta con tanta di frutta e verdura fa bene alla salute dell’intero organismo, perché ricca di vitamine e sali minerali.

Lo studio ha analizzato i casi di più di 1000 donne tra i 20 ed i 93 anni, tenute sotto osservazione per 10 anni, sottoposte a test ed analisi per mettere in relazione il regime alimentare e la salute fisica e mentale.

La ricerca, pubblicata sull’American Journal of Psychiatry evidenzia come una dieta squilibrata e ricca di grassi possa portare a maggiori scompensi a livello psichico rispetto ad una dieta sana e ricca di frutta e verdura. (fonte sanisapori.ejnews.eu)

Olio di Sesamo

L’olio di sesamo è un olio vegetale, ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi oleosi della pianta del sesamo, privo di odore e con un sapore simile a quello della nocciola tostata viene utilizzato come condimento nell’alimentazione per condire a “crudo” insalate e verdure.

Molto fluido, si conserva a lungo grazie agli antiossidanti naturali in esso contenuti quali sesamola e sesamolina è l’olio ideale per massaggi. e impiegato largamente come olio vettore per il massaggio con olii essenziali e in cosmesi naturale per la preparazione di prodotto per la cura della pelle ad azione nutriente e emolliente e protettiva.

 

Olio di sesamo: proprietà e benefici

L’olio di sesamo è un olio molto proteico, contiene infatti oltre il 25% di proteine ricche d’aminoacidi essenziali (tra questi la metionina – che raramente si trova nei vegetali). Questo prezioso lipide possiede proprietà remineralizzanti perché ricco di sali minerali di origine vegetale, altamente disponibili per il nostro organismo, e acidi grassi insaturi.

Uso alimentare: Se utilizzato a crudo per condire piatti della cucina etnica o quelli appartenenti alla dieta mediterranea, si può usufruire della sua ricchezza di principi nutritivi. I semi di sesamo, e quindi l’olio da essi ottenuto, sono fonte di zinco, che svolge un’azione immunostimolante; di selenio dalle proprietà antiossidanti, di fosforo, potassio e magnesio molto utili per la crescita e per chi svolge attività sportiva o lavori intellettuali. Inoltre, l’elevato contenuto di omega 6 (acido linoleico) e omega 3 (acido linolenico), esercita un’azione preventiva dalle malattie cardiocircolatorie.

Corpo: l’olio di sesamo presenta ottime proprietà emollienti, antiossidanti e seborestitutive e viene assorbito facilmente da tutte le pelli anche da quelle più grasse. Inoltre è un eccipiente di largo uso in cosmetica e in farmacia, trova impiego soprattutto come componente lipidico per gli oleoliti (come quello di calendula o di iperico), le emulsioni o unguenti. L’olio di sesamo è inoltre particolarmente indicato per la formulazione di prodotti solari (fattore di protezione 4) perché protegge dal sole filtrando il 30% dei raggi UV.

 

Olio di sesamo: descrizione pianta

Sesamum indicum – Pedaliaceae

Pianta erbacea annuale che raggiunge i 50 (massimo 100) cm di altezza. Ha foglie lanceolate anche molto lunghe. I fiori sono bianchi e tubolari lunghi dai 3 ai 5 cm. I semi sono piccoli e bianchi. La zona d’origine della pianta è sconosciuta, ma numerose specie selvatiche nascono in Africa, altre in India. I semi utilizzati nell’alimentazione umana, vengono conservati, essiccati o tostati; a seconda del trattamento i semini appariranno bianchi o neri. (fonte www.cure-naturali.it)

Ancora sui Semi di CHIA

Arrivati e subito provati i famosi semi di CHIA di cui più volte ho parlato per via dei loro benefici nutrizionali:

I semi di Chia sono la migliore fonte Vegetale di Omega-3 attualmente conosciuta, e a differenza di altre fonti di questi importanti acidi grassi, essi sono altamente stabili, grazie alla loro fortissima natura antiossidante!
 
8 volte più Omega 3 rispetto al Salmone
7 volte più Vitamina C rispetto alle Arance
6 volte più Fibra rispetto alla Crusca
5 volte più Calcio rispetto al Latte
4 volte più Antiossidanti (ORAC)  rispetto al Mirtillo
3 volte più Ferro rispetto agli Spinaci
2 volte più Potassio rispetto alle Banane
15 volte più Magnesio rispetto ai Broccoli
18 Aminoacidi
Vitamine A e B12
Proteine 23%
 
Li ho provati nel latte di avena e solo dopo pochi minuti si è creato un dolcissimo e gustosissimo gel di Chia!! Li ho provati anche nell’insalata e presto li proverò nel pane e nel gelato.
 
Che dire se non consigliare  anche a voi di provarli e per il loro buon sapore e per la magia delle loro proprietà nutrizionali! Per ora si trovano solo online, io ho provato i bioChia, un mix di semi di Chia Bianchi e Neri 100% biologici , combinati per massimizzare i benefici nutrizionali apportati da ognuno dei due tipi!
 
Mi sono arrivati da http://shopfair.eu/ 

http://www.facebook.com/pages/Chia-Seed-Europe-LAO-FAIR-TRADING/207242045961329

Le Amarene

Le amarene sono frutti con notevoli proprietà curative per la ricchezza di pricipi attivi come polifenoli, antociani e tannini

Alle amarene, varietà di ciliegie amare, che maturano nel periodo giugno-luglio sono attribuite tante proprietà medicamentose:

– antiossidanti infatti combattono i radicali liberi riducendo il livello di colesterolo e di glucosio nel sangue.

– facilitano la peristalsi intestinale e quindi il consumarle nei diversi modi significa combattere la stipsi.

– per l’elevata concentrazione di tannini e principi nutrivi come che magnesio, calcio, ferro e fosforo e la presenza di vitamine A, B1,C, le amarene sono considerate ottimi coadiuvanti nelle diete dimagranti

Riguardo ai principi nutrivi, segnaliamo le vitamine A, B1, C, fosforo, magnesio, potassio, calcio, ferro.

Le Proprietà della Maggiorana

La maggiorana è un parente dell’origano, viene usata sia allo stato fresco che essiccata, essa è una spezia che ha diverse qualità, innanzitutto è antispasmodica, digestiva e anche calmante, difatti viene usata in caso di nervosismo, ansia, insonnia, sbalzi d’umore, mal di testa e cefalea.

Contiene buone dosi di vitamina C e tannini, quindi è indicata per rinforzare il sistema immunitario e per le malattie da raffreddamento come febbre, raffreddore, tosse (per le sue proprietà espettoranti e carminative), asma, laringiti e faringiti, regolarizza l’intestino nella diarrea e nella stitichezza, è un epatoprotettore in quanto alleggerisce il carico di lavoro al fegato e decongestiona le vie biliari, disinfetta e igienizza la bocca e il cavo orale e se frizionata sulla pelle è anche antireumatica. (fonte www.oltresalute.com)

Linea e Salute in salvo coi Cereali Integrali

I cereali integrali sono i migliori; solo consumandoli integrali, fruttiamo tutti i principi nutritivi dei cereali, a vantaggio della forma

I cereali servono e fanno bene (anche alla linea)

Quando vogliamo dimagrire, una delle prime cose che ci viene in mente di togliere dalla tavola sono pane, pasta e riso. Non è una buona scelta: i cereali stanno alla base della piramide alimentare, simbolo di un’alimentazione equilibrata. E “squilibrare” una dieta significa privarsi di elementi fondamentali, avere fame e dimagrire in maniera inappropriata e provvisoria. Finché i cereali sono stati il nostro sostentamento principale, il soprappeso, le malattie cardiocircolatorie, il diabete e molti disturbi intestinali, non erano così diffusi. Non ci resta che tornare a consumarli, in tutte le varietà disponibili: in primis cereali integrali e di preferenza biologici.

Tutti i benefici dei cereali integrali

I cereali integrali conservano tutte le proprietà nutritive che la natura ha dato loro e quando sono biologici non hanno residui chimici. I cereali integrali è molto saziante per un complesso di motivi: prima di tutto per il suo equilibrio nutrizionale (quando ci siamo garantiti tutti gli elementi di cui abbiamo bisogno, non cerchiamo altro), poi perché richiede tempi più lunghi di masticazione e digestione. Le fibre contenute nei cereali integrali sono un alleato indispensabile per il mantenimento del peso forma: una buona parte di loro resiste alla digestione e all’assorbimento da parte dell’intestino. Favoriscono il transito intestinale e contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo e di trigliceridi. I cereali integrali dunque ideali per chi vuole mantenere la linea e si possono usare in chicchi, farina, fiocchi, ideali per la colazione.

Non buttiamo il meglio

I cereali integrali non hanno subito raffinazione, contengono sostanze preziose che scompaiono in quelli lavorati. Infatti, è proprio nella parte che viene eliminata che si trovano i minerali, le vitamine, gli acidi grassi, detti essenziali, e tutte le fibre. Il colmo? Sono proprio le parti eliminate a essere vendute nei negozi specializzati, sotto forma di integratori alimentari. Per evitare di fare due acquisti, scegliamo i cereali integrali!

La maggior parte dei cereali integrali contiene vitamine PP, B1, B2, B6, alcune proteine, fosforo, magnesio, rame, cromo, manganese, selenio e zinco. Questi elementi sono fondamentali per il sistema di difesa del nostro organismo. Soltanto quanto il nostro fisico è in forma, possiamo occuparci in modo sereno della nostra linea!

L’abbinamento ideale coi cereali integrali? I legumi

Cereali integrali e legumi sono un abbinamento perfetto: pasta e fagioli, pasta e ceci, riso e lenticchie, farro e fagiolini, orzo e legumi forniscono proteine di buon valore biologico, valida alternativa alle proteine di origine animale. L’assunzione contemporanea dei due alimenti, accompagnati da un’abbondante porzione di verdura e di frutta forniscono un pasto completo. La dose equilibrata di cereali integrali è di 80 g a persona. (fonte www.riza.it/)

Olio di Germe di Grano: la Vitamina allo Stato Naturale

Vero e proprio concentrato di vitamina E, l’antiossidante dei tessuti, l’olio di germe di grano nutre in profondità, contrastando l’invecchiamento cellulare.

L’olio di germe di grano è un olio vegetale ottenuto dalla spremitura a freddo e senza solventi dell’embrione della cariosside (parte nobile del chicco) del grano tenero o frumento. Il frumento è una pianta è coltivata dall’uomo fin dall’antichità per scopi alimentari. É uno degli ingredienti base della dieta mediterranea, ma anche uno dei principali responsabile della celiachia. Oggi è impiegato nella panificazione e nella produzione di paste alimentari fresche e cereali ed è utilizzata in cosmesi naturale per l’altissima concentrazione di vitamina E, l’antiossidante per eccellenza, che protegge i lipidi delle membrane cellulari (LDL o lipoproteine a bassa densità), principali bersagli dei radicali liberi.

Quest’olio vegetale appare come un liquido denso, di colore giallo tendente all’ocra e di gusto gradevole, è usato sia come integratore naturale, come condimento nell’alimentazione quotidiana, magari miscelato all’olio d’oliva, e per uso cosmetico. Da una tonnellata di grano si riesce ad ottenere, attraverso un procedimento di estrazione per pressione a freddo, un chilo di olio. Questo metodo consente di preservare tutti i suoi principi attivi, garantendone il massimo contenuto di Vitamina E, una vitamina liposolubile e termosensibile, che, con solventi chimici e alte temperature, potrebbe andare distrutta.

Olio di germe di grano: proprietà e benefici

Uso interno: l’assunzione di olio di germe di grano sotto forma di perle o come condimento a crudo, apporta, oltre la vitamina E (di cui è la maggior fonte naturale), calcio, rame, manganese, magnesio, vitamine del gruppo B e fosforo.
 La sinergia di questi nutrienti rende l’olio di germe di grano efficace nella riduzione dello stress ossidativo cellulare e nel controllo di alcuni parametri lipidici, oltre a promuovere una buona produzione energetica e metabolica. Infatti grazie all’azione antiossidante, quest’olio pregiato promuove la resistenza alla fatica e riduce il debito di ossigeno durante l’attività fisica.

Secondo recenti studi, i radicali liberi sono implicati in un gran numero di patologie degenerative che accompagnano e causano l’invecchiamento. Infine la presenza di acidi grassi essenziali, rappresentati per il 55-60% da acido linoleico (omega 3), conferisce a quest’olio proprietà ipocolesterolemizzante, efficace nel controllo di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Viso: Si consiglia di applicarlo sulla pelle pulita del viso in strato sottile ogni sera e come siero, soprattutto nella zona del contorno occhi e contorno labbra. In strato più generoso una volta alla settimana, come impacco ad azione antirughe, che si toglierà con una salvietta dopo circa 15-20 minuti, in caso di pelle secca e opaca e spenta. Oppure si può aggiungere qualche goccia nelle creme da notte abituali, per potenziarne l’azione nutriente.

Corpo: L’alta concentrazione di Vitamina E, rende l’olio di germe di grano particolarmente adatto per nutrire le pelli secche, proteggere quelle inaridite da agenti esterni come vento, sole, freddo; e come elisir di giovinezza per le pelli mature. L’olio di germe di grano nutre e ristruttura i tessuti, perché rinforza il film idrolipidico insufficiente, la cui mancanza provoca screpolature, desquamazioni e irritazioni. Se miscelato insieme all’olio di mandorle dolci, in modo da renderlo più assorbibile, e massaggiato sulla pelle ancora umida, esercita un’azione emolliente e restituiva, soprattutto dopo l’esposizione solare o in caso di pelle molto secca, che si squama o che “tira”. Ideale per prevenire le smagliature, in gravidanza e allattamento; durante e dopo cure dimagranti per rassodare e ridare tono e vigore alle pelli avvizzite e stanche.

Capelli: ottimo come impacco da effettuare prima dello shampoo, in caso di capelli inariditi, decolorati, sfibrati e fragili. Dona beneficio sin dal primo trattamento al cuoio capelluto arido e secco.

Olio di germe di grano: descrizione pianta

Triticum aestivum – Graminaceae

Erbacea perenne annuale è originaria dell’ampia pianura fertile dell’Asia sud-occidentale, conosciuta ai più con il nome di “Mezzaluna”. Questa zona è caratterizzata dalla vicinanza dei fiumi Eufrate e Tigri. A oggi la coltivazione del frumento comprende tutti i continenti, comprese le terre nordiche grazie alla sua resistenza al clima freddo.

Presenta un apparato radicale fascicolato, dal quale parte un fusto eretto, modestamente ricoperto da foglie lanceolate. 
L’infiorescenza è costituita da una pannocchia chiamata anche spiga. La pannocchia presenta dei fiori sessili ed è formata da un rachide con internodi, ognuno dei quali porta sul dente una spighetta. 
Il frutto è un chicco di forma ovoidale che contiene enzimi, vitamine e sostanze grasse. 
Il ciclo riproduttivo del frumento si distingue nella germinazione, accrescimento, fioritura e maturazione. (fonte www.cure-naturali.it)

Vista e Memoria migliori: basta Mangiare un po’ Meno

Memoria migliore e vista più acuta? Basta mangiare un po’ di meno, senza esagerare. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Cnr e della Scuola normale superiore di Pisa ha scoperto una relazione tra la quantità di cibo ingerita giornalmente e la plasticità del cervello, ovvero la sua capacità di modificarsi nel tempo reagendo agli stimoli esterni.

RICERCA – Lo studio pisano, appena pubblicato sulla rivista Nature Communications, è durato tre anni: «Si tratta di un progetto di ricerca di base effettuato su un campione di ratti adulti – conferma Maria Spolidoro, prima autrice del lavoro – La metodologia è semplice: abbiamo alimentato le cavie un giorno sì e uno no». In particolare l’attenzione dell’equipe italiana, guidata dal professor Lamberto Maffei, si è concentrata sui circuiti visivi e sull’ippocampo, una parte del cervello alla base dei processi della memoria spaziale. «La plasticità è una caratteristica tipica dei cervelli giovani, nelle prime fasi di sviluppo – prosegue la Spolidoro – e si riduce durante l’età adulta. Attraverso test specifici abbiamo notato, al contrario, che seguendo questo particolare regime alimentare, la plasticità cerebrale aumentava». D’altronde la ricerca del cibo e la fame sono i due più potenti strumenti di sopravvivenza di cui ci ha dotato madre natura: il primo spinge ad esplorare l’ambiente che ci circonda, mentre il secondo è esso stesso un fenomeno adattativo. L’importante, come sempre, è non esagerare: «La mancanza di cibo eccessiva o prolungata può avere effetti diametralmente opposti, causando un grave stress, e quindi danni enormi, al nostro organismo».

La ricerca, effettuata in collaborazione con l’Accademia dei Lincei, guarda anche alle possibili applicazioni: «L’alimentazione rientra in un ambito molto delicato – spiega ancora Maria Spolidoro – ma trovare un metodo per aumentare la plasticità del cervello è importante: penso ad esempio al campo della riabilitazione dei pazienti affetti da ictus o ischemie». Una caratteristica importante della plasticità, oltre all’apprendimento e alla memorizzazione, è proprio il recupero da danni cerebrali di vario genere: «In un futuro potrebbe essere che per i pazienti ospedalizzati e sottoposti a trattamenti di riabilitazione sia previsto anche uno specifico regime alimentare».  (fonte www.corriere.it)

Per prevenire l’Osteoporosi aumentare il Calcio nella Dieta non serve

Prevenire l’osteoporosi  è importantissimo per noi donne, soprattutto durante il delicato periodo della menopausa, quando la densità ossea tende naturalmente a diminuire. Il modo migliore per evitare che le nostre ossa diventino fragili e spugnose a causa della perdita di calcio, e quindi ad altissimo rischio di fratture, è agire su più fronti, di cui, il principale, è l’alimentazione. Una dieta con il giusto apporto di calcio e costante attività fisica, che può essere semplicemente una bella passeggiata ogni giorno, sono i comportamenti virtuosi che gli specialisti consigliano per migliorare il nostro stato di salute, o mantenerlo a livelli ottimali.
Tuttavia, a proposito di alimenti e di calcio, ultimamente si sta facendo un po’ di controinformazione. Spot televisivi, campagne per vendere prodotti e integratori, e mettiamoci un po’ di gossip sanitario selvaggio, ci stanno portando a credere che la prevenzione dell’osteoporosi, passi attraverso un incremento del consumo di latte, latticini o omologhi. 

 
Sappiamo bene che questi alimenti, preziosi, completi, contengono alte percentuali di calcio, ma anche di colesterolo e di grassi. E allora? Allora, non vi preoccupate, un recente studio svedese, ci avvisa che il fabbisogno di calcio giornaliero (necessario per garantirci la salute delle ossa) è pari a 750 mg, e che aumentare questa dose non contribuisce affatto a ridurre ulteriormente i rischi di indebolimento osseo.
 
I ricercatori dell’Università di Uppsala hanno analizzato le cartelle cliniche di 61mila donne che, dal 1987 ad oggi, avevano effettuato uno screening mammografico, di cui il 20% aveva in seguito sviluppato osteoporosi e il 15% subito fratture. Incrociando i dati del campione con osteoporosi con notizie sulla loro alimentazione (relativo all’apporto di calcio) desunto da questionari compilati dalle pazienti stesse, gli studiosi sono giunti alla conclusione che la giusta quantità (per evitare problemi) è, appunto, di 750 mg.
 
Un apporto inferiore a questa soglia aumenta di molto il pericolo di osteoporosi, quindi attenzione a non scendere al di sotto, ma superarla non è un aiuto. Hanno concluso. Quindi, vanno bene il latte e il formaggio con moderazione, ma anche altri cibi sono ricchi di calcio e hanno meno grassi, come le verdure a foglia verde, molti “odori” (il basilico e il prezzemolo, ad esempio), il polpo, la frutta secca, i cavoli, le uova… insomma, variate e, soprattutto, non dimenticate l’esercizio fisico. (fonte salute.pourfemme.it)