Alimentazione: ecco la dieta per invecchiare bene

Alimentazione e salute: un binomio inscindibile soprattutto se gli anni scorrono veloci. Ed ecco allora che l’Unione Europea ha deciso di finanziare un interessante progetto al riguardo, coordinato dall’Università di Bologna. Si chiama “Nu-Age”, ed ha come obiettivo l’invecchiamento in salute grazie ad una alimentazione sana e corretta. Sono 1.250 i volontari, tra i 65 ed i 79 anni, non solo italiani, ma anche selezionati dalla Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Polonia, pronti a sottoporsi per 12 mesi ad una dieta speciale, stilata per l’occasione da una equipe di scienziati, nutrizionisti, statistici ed addirittura esperti di marketing!
E quale sarà il percorso nutrizionale? Ovvero, cosa mangeranno questi nostri nonni? Ovviamente si partirà dalla dieta mediterranea, fondamentale per prevenire le malattie cardiocircolatorie e non solo. Ma a questa verranno applicati piccoli “aggiustamenti”. Sarà stabilita una quantità minima di acqua da bere (gli anziani tendono ad assumerne poca), tanta frutta e verdura, ricca di antiossidanti, vitamine e fibre, integrate da cereali, ma anche latticini con integrazioni di vitamina D e B12, oltre che legumi al posto della carne (2 volte a settimana). I carboidrati? Sì a pane, pasta e riso, ma solo integrali. Ovviamente il tutto bilanciato a seconda delle abitudini alimentari del paese di provenienza. Spiga il prof. Claudio Franceschi, immunologo e coordinatore del progetto: “‘Nu-Age’ punta al ruolo dell’alimentazione nel processo di invecchiamento e parte da due profonde eccellenze della ricerca scientifica dell’Università di Bologna: quella nel campo della longevità e quella nel campo dell’agroalimentare e della nutrizione. Si potranno analizzare gli effetti di un’intera dieta e non, come più spesso accade, di un singolo nutriente, sull’organismo di un campione vasto e geograficamente differenziato.
 
Questo permetterà anche di puntare l’attenzione anche su aspetti particolari, ancora misconosciuti come la flora intestinale e il suo mantenimento in salute, il rapporto tra il sistema immunitario generale e quello intestinale o ancora l’effetto dell’alimentazione sul funzionamento del Dna individuale. I risultati della ricerca serviranno anche ai tanti partner dell’agroalimentare (che doneranno gratuitamente ai volontari i loro prodotti) per sviluppare cibi dedicati alle esigenze nutrizionali specifiche degli anziani”. (fonte salute.pourfemme.it)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *