Daily Archives: giugno 14, 2011

Olio di Carota per la Pelle baciata dal Sole

Ricchissimo di beta-carotene, l’olio di carota aiuta a proteggere la pelle durante l’esposizione solare, regalandoci un’abbronzatura più sicura e persistente.
A pieno titolo, l’olio di carota è l’olio per la pelle per antonomasia! È ottenuto dalla macerazione di carote essiccate e macinate in un olio vegetale (oleolito), che rilasciano, durante il tempo di macerazione, tutti i loro principi liposolubili all’olio, che poi viene filtrato. I suoi effetti sull’abbronzatura sono dovuti alla presenza di beta-carotene sostanza che, una volta giunta nell’intestino, viene trasformata dal nostro organismo in vitamina A, fondamentale per la salute della pelle e degli occhi. Un buon olio di carota deve contenere almeno 0,35% di beta-carotene. 

I carotenoidi sono i pigmenti responsabili del colore arancione di molti vegetali. Ne sono particolarmente ricchi frutti come le albicocche, i cachi, i meloni, le pesche, le arance e verdure come le carote, i pomodori, la zucca gialla, i peperoni rossi ma anche verdure a foglia verde come gli spinaci, i broccoli, le rape e la cicoria. Per questa ragione l’olio di carota viene utilizzato in fitoterapia per uso alimentare che cosmetico

Olio di carota: proprietà e benefici 

Nel tentativo di raggiungere l’abbronzatura ideale, molti finiscono per mettere a rischio la bellezza della propria pelle: le raccomandazioni di una giusta protezione solare non sono mai troppe. Chi vuole nutrire e proteggere la pelle e insieme ricevere i benefici del sole, può ricorrere all’olio di carota, particolarmente indicato in vista delle esposizioni solari. 

 

Uso interno: come integratore naturale, l’olio di carota viene assunto in perle di gelatina, per preparare la pelle all’esposizione dei raggi solari e favorire una sana abbronzatura, perché ha la funzione di conservare al meglio i tessuti, grazie alla sua proprietà antiossidante e protettiva, data dai carotenoidi in esso contenuti. Attraverso la sua assunzione, quindi, possiamo contrastare l’ossidazione dei grassi sottocutanei e il conseguente logorio del tessuto epiteliale. Inoltre, l’olio di carota rafforza il sistema immunitario, proteggendo dalle infezioni, soprattutto dai funghi. 

Tuttavia la ragione di tanta celebrità attribuita all’olio di carota è data dal fatto che è un olio per la pelle con specifiche proprietà positive rispetto all’attività vitale di tutti i tessuti, in particolare la cute, le mucose, i tessuti dell’occhio e quello corneale. In pratica, una corretta quantità di vitamina A (nella nostra alimentazione abbiamo il 200% di copertura dei fabbisogni di vitamina A) favorisce la funzionalità visiva e la visione notturna, in quanto costituente della rodopsina, il pigmento visivo; e perché stimola la produzione della porpora retinica

Uso cosmetico: in cosmesi naturale ha un’azione protettiva e rivitalizzante della pelle, ideale per preservarla da eventuali danni causati dai raggi solari e contrastare il processo di invecchiamento cellulare. È adatto alle pelli secche o esposte al freddo e vento e soprattutto a chi vive molto tempo all’aria aperta. L’olio di carota aiuta la crescita e la riparazione dei tessuti del corpo, mantiene la pelle morbida, consente di mantenerla giovane ed elastica, evitando che si secchi e che s’irriti più del dovuto. Per questo motivo è impiegato nella preparazione di prodotti solari e doposole.

 

Olio di carota: descrizione pianta

Daucus carota – Umbrellifereae

Pianta erbacea biennale, è diffusa in Europa, in Asia e nel Nord Africa e coltivata in tutte le aree temperate del globo. Alta fino a 100 cm, che nel secondo anno sviluppa un fusto eretto e ramificato con foglie profondamente divise e pelose. Ha grandi ombrelle di forma globulare, formate da fiori piccoli bianchi a cinque petali; il fiore centrale è rosso scuro. 

L’infiorescenza presenta grandi brattee giallastre simili alle foglie. Nei fiori sono presenti delle piccole ghiandole profumate che attirano gli insetti. Fiorisce in primavera da maggio fino a dicembre inoltrato. I frutti sono dei diacheni irti di aculei che aiutano la disseminazione da parte degli animali. La radice è lunga a fittone di colore giallastro, a forma cilindrica, lunga 18-20 cm con diametro intorno ai 2 cm. (fonte www.cure-naturali.it/)

No alla Cataratta con Frutta e Verdura

Con qualche bistecca in meno e un piatto d’insalata in più si potrebbe evitare a una certa età di doversi fare operare di cataratta. Sembra infatti, secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, che chi adotta un regime alimentare prevalentemente vegetariano abbia fino al 40 per cento di probabilità in meno, rispetto ai carnivori più incalliti, di soffrire di questo disturbo visivo.

LO STUDIO – La ricerca viene dall’Università di Oxford, dove sono stati analizzati i dati sul comportamento alimentare e le cartelle cliniche di più di 27.600 pazienti ultraquarantenni già arruolati in Inghilterra per lo studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), un vasto progetto europeo che mette in relazione dieta e stile di vita con l’insorgenza di tumori e altre malattie croniche. Dalle statistiche fatte dai ricercatori, è emersa una relazione tra il rischio di cataratta e il tipo di dieta seguita dal paziente. In chi mangiava carne in quantità superiore ai 100 grammi al giorno questo rischio era più alto e decresceva man mano che il consumo di questo alimento diminuiva. Scendeva del 15 per cento se il cibo preferito era il pesce e del 30 e 40 per cento se il paziente era vegetariano o vegano, ovvero che non si nutre di nessun alimento di origine animale. «In realtà il nostro studio si limita a mostrare solo una relazione tra un certo tipo di dieta e la cataratta» puntualizza Naomi Allen, ricercatrice all’Università di Oxford e autrice dell’indagine, « non pretende di fornire prove sulla responsabilità del consumo di carne nello sviluppo di questa patologia».

DIETA E CATARATTA – A dire il vero non è la prima volta che le abitudini alimentari vengono associate alla cataratta. Sono stati pubblicati in passato diversi studi, anche discordanti, che di volta in volta hanno considerato prima i carboidrati poi le vitamine e gli antiossidanti presenti nei cibi mettendoli in relazione a un più alto o più basso rischio di questa patologia. «A ben guardare tutti questi studi» sostiene Paolo Arpa, primario di oculistica all’ospedale San Gerardo di Monza, «sono più che altro di tipo osservazionale, si limitano cioè a rilevare una correlazione statistica, che di per sé non prova in maniera scientifica e rigorosa l’esistenza di una relazione di causa ed effetto tra un tipo di dieta e il rischio di cataratta. Per avere maggiori certezze servirebbero altre ricerche con più gruppi di controllo come paragone e che tengano conto dei numerosi fattori che possono influenzare lo stato di salute». Ciò che sembra però plausibile è che chi adotta un regime alimentare più ricco in frutta e verdura e meno in grassi animali, adotta probabilmente uno stile di vita più salutare in genere e questo ha certamente effetti positivi sulla salute e l’invecchiamento.

CURE E PREVENZIONE – Se per il momento cambiare le abitudini a tavola non può bastare a evitare la cataratta, patologia legata all’indurimento e all’opacizzazione del cristallino che colpisce in maniera più o meno estesa oltre la metà degli over 70, è altrettanto vero che si tratta di un disturbo risolvibile. I circa 400.000 interventi chirurgici di cataratta, secondo dati della Società Italiana di Oftalmologia, fatti ogni anno in Italia, hanno una percentuale di riuscita del 95 per cento. L’operazione, che consiste nel frantumare con ultrasuoni e poi asportare il cristallino ormai diventato opaco per poi sostituirlo con una lente artificiale trasparente, è a oggi il trattamento più efficace per liberare il paziente da una visione offuscata. Per quanto riguarda i fattori di rischio, malattie rare e genetiche a parte, età, diabete e fumo sono i più accreditati. Una precauzione che può essere presa però, specialmente da chi svolge attività e trascorre molto tempo all’aria aperta, è proteggere gli occhi dai raggi UV con lenti adeguate per evitare che questa patologia senile venga con troppo anticipo a bussare alla porta.  (fonte www.veganitalia.com)