Daily Archives: giugno 15, 2011

I danni del Cibo Cotto ?

Nel 1930 è stata condotta una ricerca per dimostrare gli effetti del cibo cotto e raffinato sul nostro sistema immunitario. Lo studio è stato fatto all’istituto di chimica clinica di Losanna in Svizzera, sotto la direzione del Dr. Paul Kouchakof e riguardava la produzione dei leucociti (globuli bianchi). Si è scoperto che dopo l’ingerimento di un cibo cotto il sangue risponde immediatamente aumentando il numero di queste cellule. L’aumento del numero di leucociti dopo mangiato è un fenomeno ormai noto che prende il nome di “leucocitosi digestiva”.

Questo fenomeno è sempre stato osservato dopo un pasto cotto e visto che è sempre stato presente è considerato anche dalla medicina moderna come una risposta fisiologica del tutto normale. In passato nessuno sapeva perché aumentassero i globuli bianchi, sembrava essere una risposta allo stress, come se il corpo stesse reagendo a qualcosa di nocivo esattamente allo stesso modo che avviene quando ci esponiamo a delle sostanze tossiche, a un’infezione o ad una ferita cutanea.

Mentre Kouchakof e il suo team studiavano l’influenza del cibo sulla salute umana hanno fatto una scoperta notevole. Hanno visto che mangiare cibi crudi o cibi riscaldati a basse temperature non provocava nessuna reazione nel sangue. Inoltre se un cibo veniva scaldato oltre una certa temperatura (unica per ogni alimento), o se il cibo era raffinato e (trasformato industrialmente o con aggiunta di sostanze chimiche) questo causava sempre un aumento del numero di globuli bianchi nel sangue. I ricercatori hanno ribattezzato questa reazione in “leucocitosi patologica” visto che avveniva solo dopo l’ingerimento di alimenti alterati chimicamente dalla temperatura o da altre sostanze. Gli alimenti crudi e al naturale vengono quindi visti dal corpo come “amici”, ma se gli stessi alimenti li riscaldiamo sopra ad una certa temperatura essi causano una reazione negativa nel sangue, una reazione che è presente solo quando il corpo è invaso da un agente patogeno o da brutte esperienze traumatiche. Inoltre è stato dimostrato che i peggiori in assoluto, quelli che aumentano notevolmente la leucocitosi sono i cibi raffinati come la farina bianca, il riso bianco o i cibi omogeneizzati o pastorizzati. La pastorizzazione infatti nata per uccidere i batteri per favorire una lunga conservazione è un processo che espone il cibo ad altissima temperatura rendendolo così un cibo morto e difficilmente riconoscibile dall’organismo come appunto “cibo”. Altre ricerche hanno dimostrato che mangiare cibi cotti dopo un pasto crudo diminuisce il fenomeno della leucocitosi del 50%. Anche la masticazione ha un ruolo fondamentale. Masticando a lungo un cibo raffinato ne riduciamo ulteriormente la dannosità, abbassando ancora la leucocitosi che si forma dopo l’ingerimento. L’ideale certo sarebbe non limitare i danni e trovare un modo per rendere i cibi raffinati meno nocivi, ma bensì sostituirli totalmente con alimenti crudi, nel loro stato naturale come ci offre il nostro meraviglioso pianeta. (fonte www.rawfoods.it)

Col Pomodoro addio al Colesterolo

L’ortaggio principe dell’estate è un toccasana per cuore e arterie: secondo una ricerca australiana il pomodoro una barriera contro il colesterolo cattivo

Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Maturitas, frutto di anni di ricerca di un team internazionale coordinato dall’Università di Adelaide, il pomodoro sarebbe in grado di ridurre la quantità di colesterolo LDL, ovvero quello cattivo, e di proteggere il cuore abbassando la pressione arteriosa. Lo studio è stato condotto analizzando le pubblicazioni scientifiche che hanno avuto come protagonista il pomodoro. In totale si tratta di 14 studi pubblicati negli ultimi 50 anni di ricerca. Dai dati analizzati è emerso sorprendentemente che il consumo regolare di pomodori è in grado di ridurre di circa il 10% i livelli del colesterolo cattivo.

Licopene, “l’arma segreta” del pomodoro

Il merito di tutto ciò è dovuto ad un prezioso antiossidante contenuto nel pomodoro, il licopene. Dalle analisi si è potuto constatare che ne bastano circa 25 milligrammi per avere l’effetto desiderato. Questa molecola è in grado di neutralizzare i radicali liberi e quindi di proteggere le cellula dai danni del colesterolo e quindi dell’invecchiamento. Come dichiara Karin Ried, una delle autrici dello studio, “l’effetto riscontrabile con l’assunzione dei pomodori è paragonabile agli effetti offerti da basse dosi di farmaci comunemente prescritti per le persone con colesterolo elevato. Tutto ciò senza effetti collaterali”. Il consiglio è quello di assumere sia pomodori freschi sia succo concentrato. In quest’ultimo infatti la quantità di licopene è maggiore. La quantità ottimale è di circa 50 grammi di pomodoro concentrato o mezzo litro di succo. (fonte www.riza.it)