Daily Archives: luglio 1, 2011

Contro l’Infiammazione è importante Variare le Verdure

Contro l’infiammazione è importante variare le verdure. È questa sostanzialmente la conclusione a cui è arrivato uno studio portato avanti negli Stati Uniti, che ha messo in evidenza come è essenziale puntare sull’abbondanza, ma soprattutto sulla varietà delle verdure e della frutta consumate, per poter contare su un livello meno elevato di proteina C reattiva.

Quest’ultima può essere considerata a tutti gli effetti un vero e proprio indicatore della presenza di un’infiammazione nell’organismo e quindi di un associato rischio cardiovascolare. In tema di alimentazione sono piuttosto noti i benefici della frutta di stagione. In effetti la frutta e la verdura presentano diversi componenti nutritivi, i quali sono capaci di svolgere una funzione antinfiammatoria piuttosto rilevante.
 
D’altronde l’infiammazione non può essere considerata sempre una risposta protettiva dell’organismo che è limitata nel tempo, perché a volte si può incorrere in uno stato di infiammazione cronica che è associato a varie malattie, come l’obesità, il diabete , i problemi neurodegenerativi, l’invecchiamento e le patologie a carico del sistema cardiovascolare.
 
Nel rapporto fra dieta e salute frutta e verdura si dimostrano veri salva-vita, soprattutto grazie all’azione svolta dai polifenoli. Frutta e verdura sono indispensabili per sentirci bene. Se variamo la scelta degli ortaggi, aumentiamo le potenzialità delle sostanze protettive.
 
In particolare, un modo per variare al meglio consiste nel tenere conto dei differenti colori dei prodotti ortofrutticoli. Non dobbiamo dimenticare che ai vari colori corrispondono sostanze diverse. (fonte www.tantasalute.it)

Le Spezie, Gusto Speciale a Zero Calorie

Gli esperti ce lo ricordano tutti i giorni: i grassi animali sono da bandire dalla tavola, se vogliamo mantenerci in salute e non ingrassare. Meglio quelli di origine vegetale, primo tra tutti l’olio di oliva. Certo, però, se dobbiamo dimagrire, anche il consumo di olio andrà limitato. A scapito del sapore. Come regolarsi, allora? I nutrizionisti non hanno dubbi: via libera alle spezie.
I motivi per usarle sui nostri piatti sono tre, tutti ugualmente importanti:

  1. le spezie sono di origine naturale, capaci di esaltare il sapore, ma totalmente prive di calorie. Non c’è insomma il rischio di aumentare l’apporto energetico in cucina;
  2. non solo contengono zero calorie, ma sanno rendere sfiziosi anche cibi non particolarmente gustosi di per sé: le verdure lessate o cotte al vapore, per esempio, non avranno bisogno di altri condimenti;
  3. chi soffre di digestione lenta potrà avere un vantaggio dall’aggiunta di spezie nel piatto, perché alcune di queste favoriscono la secrezione gastrica e di conseguenza facilitano la digestione.

Peperoncino, il principe è lui
Anestetico, antidolorifico, disinfettante, stimolante, ricco di vitamine antiossidanti. Il peperoncino è stato demonizzato per anni, oggi le sue molteplici virtù sono finalmente note a tutti. O quantomeno, dovrebbero esserlo. Vale la pena ricordare quelle principali, con qualche precisazione utile.
Anzitutto, è da preferire il peperoncino crudo a quello cotto, perché in questo modo conserva intatte tutte le sue qualità, che si perdono, invece, a una temperatura superiore ai 70°. Secondo punto importante: occhio a non eccedere: un uso smodato di peperoncino cancella il sapore dei cibi. Lo ha dimostrato uno studio dell’università della California: “spennellata” metà della lingua di alcuni stoici volontari con la capsaicina (la sostanza che rende piccante il peperoncino), una volta ripulita e bagnata con soluzioni corrispondenti ai cinque gusti base (salato, dolce, acido, amaro e “glutammato monosodico”), si è scoperto che solo il salato e l’acido riescono a “sopravvivere” alla prova peperoncino. Gli altri gusti scompaiono. L’effetto sui recettori di dolce, amaro e glutammato potrebbe suggerire a qualche cuoco astuto di utilizzare i peperoncini per correggere” il senso di amaro di certi ingredienti.

Cannella, coriandolo e ginepro… Ogni piatto vuole quella giusta
Le spezie sono tante, anzi tantissime. E sono il segreto di molti piatti orientali. Quel sapore insolito e a volte unico è dato proprio da un pizzico di… cannella, cardamomo, ginepro, solo per fare alcuni esempi. Impariamo ad averne una scorta in cucina scegliendone tra le innumerevoli specie in commercio e vediamo su quali piatti poterle utilizzare.

  • LA CANNELLA – è tra le più conosciute. Si ottiene essiccando la corteccia interna di un albero originario dello Sri Lanka. Arrotolata e venduta in stecche o macinata, la cannella è ottima aggiunta ad alcuni dolci. Le sue proprietà? Facilita la digestione e combatte l’aerofagia.
  • IL CORDIANDOLO – è perfetto per dare sapore al pesce bollito o alla griglia. Ha un leggero, ma deciso sapore di limone e per il suo delicato aroma è una delle spezie più usate nella cucina orientale. Lo conoscono bene gli indiani perché i suoi semi sono tra gli elementi principali del curry. I greci e i romani lo utilizzavano per favorire la digestione e, in caso di dolori causati da coliti o diarree, per le sue proprietà sedative.
  • IL GINEPRO – qualche bacca è ottima per un piatto di cacciagione. Di questa pianta (la cui qualità più pregiata proviene dalla Toscana) oggi sono note soprattutto le proprietà digestive, ma un tempo veniva utilizzata per combattere addirittura la peste e i morsi velenosi di serpente. Della pianta vengono utilizzate le sue bacche nero-blu, che possono essere aggiunte alla preparazione di liquori come grappe o gin che ne rendono l’aroma decisamente speciale.
  • CHIODI DI GAROFANO – Sono un’alternativa naturale ai conservanti chimici e un formidabile alleato antietà contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento. Il re delle spezie, sotto questo aspetto, è il chiodo di garofano: per virtù antiossidanti non ha eguali, grazie a un contenuto record di polifenoli. (fonte staibene.libero.it)

 

Latte Vegetale, l’alternativa Naturale al Latte Vaccino

Dopo aver parlato diffusamente delle contraddizioni presenti nell’uso del latte vaccino, oggi parliamo della valida alternativa rappresentata dalle bevande vegetali. Alternativa gustosa e completa dal punto di vista nutrizionale, il latte vegetale, in particolare quello estratto da cereali, è l’ideale a colazione o nelle preparazioni in cucina che prevedano l’utilizzo di latte vaccino.

Ma è proprio necessario sostituire il latte vaccino? La risposta è no: il latte vaccino non contiene nutrienti essenziali. Le alternative vegetali in compenso sono alimenti completi e non presentano le controindicazioni del latte di origine animale essendo infatti privi di: colesterolo, lattosio, caseina, proteine e grassi animali. Sono quindi utili in tutti i casi di intolleranze (quella al latte vaccino è di gran lunga la più diffusa), allergie, coliti, acne, infezioni respiratorie e arteriosclerosi. Dal punto di vista nutrizionale sono ricchi di vitamine, proteine, zuccheri semplici, fibre e minerali.
In generale è bene diffidare del latte vegetale ‘rinforzato’ con vitamine, calcio e quant’altro, dal momento che questi supplementi da un lato non dovrebbero essere necessari, dall’altro sono spesso non assimilati dal nostro organismo. Allo stesso modo diffidate di qualsiasi preparazione vegetale cui sia stato necessario aggiungere aromi e/o dolcificanti.

Passiamo ora in rassegna le principali alternative al latte vaccino.

Latte di soia

Dal punto di vista proteico è il più simile al latte vaccino. Moderato dal punto di vista calorico,elemento che lo rende adatto a diete ipocaloriche. Il contenuto in grassi è modesto e vi si trovano prevalentemente grassi poliinsaturi (incluso omega-3). Contiene vitamina B1 e ferro in quantità significative, il doppio rispetto al latte vaccino.

Rispetto ai latti vegetali estratti da cereali il latte di soia ha un gusto meno ‘attraente’, il che rende spesso necessario dolcificarlo. Non a caso lo si trova in commercio aromatizzato al cacao, alla vaniglia o alla frutta.

Ci sono due controindicazioni al consumo intenso di latte di soia.
La prima controindicazione è la provenienza: la soia presente in commercio è OGM ad eccezione della soia di provenienza biologica. Pertanto è importantissimo, se non ci si vuole alimentare in modo transgenico, non acquistare latte di soia che non sia di origine biologica.
La seconda controindicazione è la presenza di fitoestrogeni, che se assunti costantemente possono portare a: tumore al seno nella donna, riduzione del desiderio sessuale e della fertilità nell’uomo. Contiene inoltre nichel (allegenico) e acido fitico (inibitore dell’assimilazione di minerali).

Per queste ragioni è bene non utilizzare il latte di soia, e in generale tutti i prodotti a base di soia, in modo continuativo.

Il latte vegetale di soia non contiene glutine per cui è indicato in presenza di celiachia.
Lo si può utilizzare per preparare dolci e in cucina in sostituzione del latte vaccino.

Latte di riso per gli amanti del dolce

Particolarmente ricco di zuccheri semplici, prontamente disponibili. Rispetto al latte di soia presenta un contenuto inferiore di proteine. E’ il latte vegetale meno grasso, contiene buone quantità di grassi poliinsaturi, fibre e vitamine A,B, D, minerali.

Molto gradevole in estate, quando lo si può bere fresco. Il gusto è particolarmente dolce, aspetto elemento questo non sempre gradito al palato specialmente a chi è portato a seguire un’alimentazione naturale equilibrata. Alimentazione in cui il ‘dolcificare’ viene ridotto a favore di una completezza nutrizionale che integra la parte dolce attraverso tutti gli alimenti presenti in natura.

Al latte di riso, come in altri latti vegetali, viene spesso aggiunto olio di girasole. Anche in questo caso è importantissimo che si tratti di materie prime di origine biologica con spremitura a freddo.

Lo si può utilizzare per preparare dolci e in cucina in sostituzione del latte vaccino.

Il latte vegetale di riso non contiene glutine per cui è indicato in presenza di celiachia.

Latte di avena leggero e delicato

Si tratta di un latte vegetale nutriente ed energetico, poco grasso e dal modesto contenuto calorico. Contiene proteine, fibre, vitamina E, acido folico, potassio.

Ideale per chi soffre di arteriosclerosi e per abbassare il rischio di malattie coronariche. L’avena infatti, grazie alla presenza di betaglucano costituisce un’antagonista naturale al colesterolo ‘cattivo’ LDL. Agisce inoltre favorevolmente sui livelli di glucosio e sulla risposta insulinica, elemento questo che la rende indicata in caso di diabete. E’ inoltre diuretica, tonica e rinfrescante.

Come gli altri latti vegetali a base di cereali è naturalmente ricco di zuccheri semplici, in grado di portare energia disponibile senza sovraccaricare il metabolismo.

Ha un gusto delicato, morbido e naturalmente dolce, senza raggiungere il livello per taluni eccessivo del latte vegetale a base di riso. In cucina sostituisce molto bene il latte vaccino.

Anche per il latte vegetale a base di avena valgono le raccomandazioni sulla provenienza biologica. Ma questo non dovrebbe essere un problema dal momento che sul mercato al momento si trova solo in questa forma.

Latte di mandorle energia pura

Si tratta di un latte vegetale caratterizzato da una significativa presenza di grassi poliinsaturi, fibre, vitamina E e calcio. Agisce favorevolmente sul sistema cardiovascolare. Il latte di mandorla inoltre una bevanda ipercalorica e altamente energetica la cui assunzione è assimilabile a quella della frutta secca. Non andrebbe pertanto ‘abusato’ ma per questo viene incontro il prezzo, mediamente molto più elevato rispetto alle altre preparazioni di latte vegetale.

Il gusto del latte di mandorle è molto intenso, particolarmente gradevole se bevuto fresco in estate. Qualora risultasse troppo marcato è possibile miscelarlo con latte di riso o avena per ottenere una bevanda altamente dissetante ed equilibrata sotto tutti i punti di vista.

Menzione particolare in cucina, dove il latte di mandorle può essere utilizzato per la preparazione di un ottimo gelato.

Latte di farro ricostituente completo

Dal farro si ottiene un latte vegetale caratterizzato dalla presenza di proteine e ricco di vitamine (A, B, C, E) e minerali (calcio, potassio, magnesio e fosforo). Come gli altri cereali anche il latte di farro contiene grassi poliinsaturi e fibre insolubili. Il latte di farro è il più naturalmente ricco di calcio, il che lo rende un valido alleato nella prevenzione dell’osteoporosi. Per l’equilibrio energetico e la completezza nutrizionale è indicato agli sportivi, a chi pratica attività intense e alle persone debilitate.

Il gusto del latte di farro è naturalmente dolce e denso, può essere bevuto freddo o utilizzato caldo per preparare un cremosissimo cappuccino d’orzo.

Il latte di farro per la sua densità si presta particolarmente all’utilizzo in cucina. (fonte /www.ilsentiero.net)

Alimentazione per Diminuire il Colesterolo

Per diminuire il colesterolo basta una alimentazione ricca in omega 3, ricca in pesce, ricca in frutta e verdura povera in carne rossa, zuccheri e grassi.

Zuccheri e dolci: Limitare il consumo di zuccheri nel dolci preferire quelli preparati a casa la classica torta con lo yogurt va bene, dolci con pochi grassi.
Grassi: limitare ma sopratutto selezionare la qualità, eliminare sopratutto la materia grassa di origine animale e prediligere tra i grassi quelli vegetali come olio di oliva alternare magari anche con altri olii a piacere, evitando quelli olii ricchi di grassi saturi come palma, copra, arachide.
La carne: carni bianche, ogni tanto delle carni di vitello o manzo ma le parti più magre, evitare i salumi, Uovo non più di uno a settimana.
Il pesce: 3 volte a settimana, pesce bianco magro anche il pesce grasso come il pesce azzurro, aringhe, salmone per il loro contenuto di omega3, limitare invece i frutti di mare, ostriche, aragoste.

Tabella alimenti più ricchi di colesterolo

Il formaggio, prediligere quelli meno grassi , yogurt naturale o anche meglio da latte parzialmente scremato, dei formaggi stagionati meglio 25/50 g una volta alla settimana.
Legumi e frutta: almeno 5 porzioni al giorno sono ricche di fibre che riducono assorbimento dei grassi, un abbondante porzione di frutta e verdura riducono gli altri apporti alimentari.
Pane, cereali, patate, legumi a secchi, a seconda del vostro necessita, il pane meglio quello integrale, evitare quei prodotti e cucinarli con troppi grassi con il burro, panna e lardo, evitare di aggiungere sulla pasta il formaggio grattugiato o sulle patate. Una pasta al pomodoro è basilico è l’ideale ancora meglio se è una pasta integrale ma non necessariamente.
Queste informazioni potrebbero essere banali è vero, le troverete dappertutto lo so ma repetita juvant, quello che invece non troverete sono i consigli su cosa scegliere andando al supermercato, perché oggi la maggior parte delle persone acquista prodotti già pronti e quindi le indicazioni di sopra possono diventare inutili non tutti amano farsi le cose da se, allora un piccolo vademecum per scegliere al supermercato prodotti che ci aiutano a fare scendere il colesterolo, “imparo a scegliere oggi per tutta la vita”.


Cosa scegliere al supermercato quando bisogna ridurre il colesterolo


Piatti pronti
Guardare il contenuto leggere le etichette in particolare:
dei grassi non più di 5/6 g per 100g di prodotto
dei grassi saturi: 1g con al massimo 2-4 g a porzione
poco sale al massimo 0,5 di sodio che vuole dire 1,2 di sale
Salse e condimenti:
Una bella vinagrette è già un bel insaporitore olio e aceto o olio e limone, potete ogni tanto sostiuire gli olio di oliva con altri olii vegetali come colza, soia, noci evitare di ricorrere a salse a base di maionese, uova.
Non versare mai la salsa o l’olio senza stimare la quantità uno o due cucchiai sono più che sufficienti.
Salse per condire la pasta:
Imparate a scegliere ci sono molte salse per condire la pasta con pochi grassi per esempio la salsa al pomodoro dell’ Esselunga 0,5 g di grassi saturi, evitare quelle salse che hanno più di 3 g di grassi per 100g.
Fecole:
Importanti perché apportano una grande quantità di fibre cercare quei prodotti con pochi grassi e ricchi di fibre. ho visto nei supermecati che ci sono molti insalate di orzo gia pronte beretta viva la mamma con pochi grassi (4g. di grassi, non aggiungere olio di oliva), anche della pasta gia pronta al pomodoro, taboulè della Bonduelle e boughur di Pierre Martinet che ho visto all’Esselunga.
 

Legumi e Verdure

Se le vostra scelta sono i prodotti già pronti, quelli cotti con poca materia grassa max 2 g di lipidi o grassi, con olio di oliva. ho visto al super diverse zuppe miste di legumi e verdure con basso tenero di lipidi come le zuppe già pronte Coop, carote grattugiate Auchan, Beretta Viva la mamma zuppa classica orzo e farro (1g di grassi), Dimmi di si Minestrone di verdure (2,2g di grassi), Gazpacho gia pronti anche delle verdure grigliate surgelate.
Salumi
da evitare come abbiamo detto, magari di magro ho visto il prosciutto cotto magro.
Pasticceria:
Scegliere quei dolci o biscotti con non più di 300-400 kcal, senza la presenza di uova se possibile, es Biscotti di Novara (386 kcal di cui 2,4 g di grassi ma hanno le uova, quindi non esagerare) vedere quali biscotti per il mio bambino
Demonizzare il colesterolo
Non bisogna perdere però di vista il colesterolo perchè ha una sua utilità, è indispensabile per l’organismo serve alla costruzione delle membrane cellulari e al loro  funzionamento. svolge un importante funzione nella riproduzione umana in quanto per mette la costituzione degli ormoni sessuali ( testosterone nell’uomo e progesterone e estrogeni nelle donne) e costituisce la materia prima per la costituzione della Vitamina D, che ci protegge dai raggi ultraviolenti.
Dal colesterolo all’aterosclerosi
Il colesterolo in eccesso si deposita sulle pareti delle arterie formando delle placche in questo modo si rallenta la circolazione nel sangue il vero pericolo sta quando queste si ostruiscono allora parliamo di ateroslerosi.


L’attività fisica
Non è meno importante dell’alimentazione, come valutarla?
Procuratevi un contapassi e misurati i vostri passi al giorno
Inattivita:  meno di 3000 passi al giorno che corrisponde a 15 minuti di attività fisica
Attività debole: tra i 3000 e 6000 passi al giorno che corrisponde tra i 15-30 minuti di attività fisica
Raccomandabile attività fisica: più di 10.000 passi, che corrisponde a + di 30 minuti di attività fisica
se siete nei primi due livelli dovete aumentare la vostra attività fisica giornaliera, se invece siete nel terzo caso avete dei valori alti di colesterolo e indice di rischio alto, dovete lavorare di più sull’ alimentazione. (FONTE papillevagabonde.blogspot.com)
 

Tre Frutti per una Silhouette al Top

Papaia, mango e frutto della passione contengono enzimi impareggiabili per attivare il metabolismo e hanno un potente effetto depurativo e idratante

La frutta tropicale, riserva di enzimi…

Siamo abituati a pensare che mangiando in prevalenza proteine, il nostro peso calerà in modo veloce e sano. C’è del vero, perché tutto ciò che influenza il nostro peso e la nostra salute avviene grazie al metabolismo delle proteine. Ma è indispensabile una precisazione: l’utilizzo delle proteine non è sufficiente senza gli enzimi necessari allo loro scomposizione. E questi li troviamo negli alimenti crudi, in particolare nella frutta tropicale che ha un ineguagliabile contenuto di elementi vitali, indispensabili al corpo umano perché proprio su questo alimento, il primo dell’umanità, si è costruita la nostra biologia.

…e presidio di salute

Senza il “motore” enzimatico, che dà l’avviso ai processi metabolici e digestivi, ogni bistecca è… vana. Gli enzimi sono delicati e si consumano rapidamente: stress, scarsa attività fisica, diete inadeguate, eccesso di grassi animali, dolci e menu poveri di frutta e verdura fanno scendere le scorte. Anche l’età influisce, dopo i 35 anni il pancreas non produce più, così rapidamente, gli enzimi necessari a metabolizzare le proteine. Per questo i frutti tropicali, prima tra tutti la papaia, diventano un toccasana per la linea e la salute. Al punto che, se questa frutta diventa un appuntamento fisso del nostro menu, il peso è salvo.

Ecco i tre frutti che abbiamo scelto, perché contengono, nelle massime dosi, tutto quello di cui abbiamo bisogno per dimagrire.

Papaia

Ci sono molti motivi per dare alla papaia un posto di primo piano nella nostra dieta: contiene molti minerali, in particolare potassio, magnesio e calcio, in forma naturale e biologica. Questi minerali, presidi importanti per raggiungere e mantenere il peso adeguato, sono nella formula più disponibile per l’organismo. Inoltre, tra tutta la frutta tropicale, è quella che contiene più carotenoidi: 3,44 mg per 100 g di frutto. È anche la più “sana”: per coltivarla vengono impiegati meno fertilizzanti chimici e pesticidi rispetto ad altri tipi di frutta. La papaia ricca di zuccheri e vitamine e, diversamente dagli altri frutti, è indicata ai pasti, qualunque sia il menu. Ma il suo vero punto di forza sono gli enzimi, presenti anche se il frutto è acerbo.

Allevia il lavoro del fegato e riduce la produzione di metaboliti, sostanze non del tutto digerite che rallentano il transito intestinale.

– Riempie lo stomaco consentendo una naturale auto-limitazione della quantità delle altre portate, grazie al contenuto di fibre.

Dà energia perché contiene carboidrati di facile assorbimento, sali e vitamine del gruppo B.

– Riduce lo stress ossidativi, grazie all’elevato contenuto in carotenoidi, abbinati ad altri elementi in una sinergia particolarmente efficace. È uno scudo contro l’azione dei radicali liberi.

– Aiuta a digerire la carne in quanto contiene la papaina, un enzima che ha spiccate caratteristiche proteolitiche.

L’uso ideale della papaia sarebbe a inizio pasto così si introducono gli enzimi coadiuvanti la digestione, in modo che siano già presenti durante il pasto. I semi sono commestibili e possono, dopo essiccamento, essere usati come spezia al posto del pepe nero, per dare un gusto piccante e speziato ai piatti, rinunciando al sale.

Mango

Considerato in oriente, sua terra d’origine, un frutto sacro e cibo degli dei, il mango ha sapore gradevolissimo e si trova sul mercato tutto l’anno, poiché la pianta fruttifica più volte. È pronto per la tavola quando è morbido al tocco e la buccia non ha deformazioni. Allora è arrivato alla giusta maturazione e possiamo beneficiare della sua ricchezza in carotenoidi, vitamina A, C, E, ferro e fosforo. Il suo sapore particolare lo rende adatto a essere consumato anche nelle insalate a abbinato a pesce o pollo.

Per reidratarsi e rinfrescarsi d’estate, un mango tenuto alcuni minuti in frigorifero unisce i vantaggi per la linea a un piacevole sollievo al caldo.

Il frutto della passione

Il frutto della passione è una bacca ovale o tonda che a maturazione si presenta in due colorazioni, gialla e porpora, a seconda della specie. I due tipi hanno notevoli differenze di forma. Quello giallo (Golden Passionfruit) può arrivare alle dimensioni di un pompelmo e ha una buccia morbida e lucida. Quello porpora è più piccolo di un limone. La parte commestibile è l’interno, morbido, succoso e ricco di semi, mentre bisogna evitare di mangiare la buccia, velenosa.

È molto saziante perché il suo gusto, particolare e marcato, tende a saturare il palato.

Il trucco dietetico è quello di aggiungerlo ad altri succhi di frutta o di verdura, per arricchirli di potere saziante e di aroma.

L’uso medicinale del frutto della passione è antichissimo. Oltre ai contenuti vitaminici e minerali, ha doti rilassanti, favorisce il sonno e abbassa la pressione sanguigna. Le diverse culture culinarie lo propongono poi come succo per guarnire dolci, come mousse, come bevanda. (fonte /www.riza.it)

Perchè mangiare Verdure di Stagione

Mangiare verdure di stagione vuol dire rispettare l’armonia tra uomo e ambiente. 

In base alle leggi della natura, gli animali si nutrono in maniera diversa a seconda delle stagioni e questo è importante per la conservazione della specie. L’uomo, grazie alla tecnologia, può potenzialmente mangiare sempre ciò che vuole, anche senza rispettare la stagionalità dei cibi che porta in tavola; pure la specie umana, però, possiede ritmi biologici e seguirli aiuta a mantenersi sani. Rispettare i ritmi biologici vuol dire anche rispettare la stagionalità dei cibi che si scelgono e dunque mangiare frutta e verdure di stagione. C’è poi anche una questione più ampia da non sottovalutare: mangiare verdure di stagione aiuta l’ambiente e l’economia, e questo, ancora una volta, si traduce in un vantaggio per l’uomo. 

Le verdure di stagione, soprattutto se si scelgono prodotti italiani o addirittura locali, impiegano molto poco ad arrivare sulle nostre tavole e mantengono, quindi, un contenuto più elevato di vitamine rispetto alle verdure che, fuori stagione, devono fare molta strada prima di raggiungerci. Il contenuto di vitamine, infatti, non rimane sempre invariato e si riduce con il tempo; quindi più lontani siamo dalla raccolta, meno vitamine conterranno la verdure.

Se, poi, acquistiamo prodotti fuori stagione coltivati in serra avremo probabilmente portato a casa anche un certo quantitativo di pesticidi; in genere, infatti, poiché per far crescere le verdure nelle serre le temperature elevate non bastano, si fa spesso ricorso a un massiccio quantitativo di pesticidi e di altre sostanze chimiche. Una buona abitudine è comunque sempre quella di scegliere verdure da agricoltura biologica, oltre che di stagione.

Uno dei principi più importanti di una dieta sana ed equilibrata è la varietà. Consumare verdure di stagione ci aiuta a rispettare questo principio. Se, infatti, ci nutrissimo sempre di ciò che la natura ci offre in una determinata stagione, seguiremmo un’alimentazione più sana e più varia; non mangeremmo le stesse verdure tutto l’anno e impareremmo a cambiare e a seguire quei ritmi naturali e biologici di cui si parlava poc’anzi. Mangiare verdure di stagione, infine, fa bene anche al palato: è infatti uno stimolo a provare sempre sapori e ricette diversi. (fonte www.cure-naturali.it)