Le Spezie, Gusto Speciale a Zero Calorie

Gli esperti ce lo ricordano tutti i giorni: i grassi animali sono da bandire dalla tavola, se vogliamo mantenerci in salute e non ingrassare. Meglio quelli di origine vegetale, primo tra tutti l’olio di oliva. Certo, però, se dobbiamo dimagrire, anche il consumo di olio andrà limitato. A scapito del sapore. Come regolarsi, allora? I nutrizionisti non hanno dubbi: via libera alle spezie.
I motivi per usarle sui nostri piatti sono tre, tutti ugualmente importanti:

  1. le spezie sono di origine naturale, capaci di esaltare il sapore, ma totalmente prive di calorie. Non c’è insomma il rischio di aumentare l’apporto energetico in cucina;
  2. non solo contengono zero calorie, ma sanno rendere sfiziosi anche cibi non particolarmente gustosi di per sé: le verdure lessate o cotte al vapore, per esempio, non avranno bisogno di altri condimenti;
  3. chi soffre di digestione lenta potrà avere un vantaggio dall’aggiunta di spezie nel piatto, perché alcune di queste favoriscono la secrezione gastrica e di conseguenza facilitano la digestione.

Peperoncino, il principe è lui
Anestetico, antidolorifico, disinfettante, stimolante, ricco di vitamine antiossidanti. Il peperoncino è stato demonizzato per anni, oggi le sue molteplici virtù sono finalmente note a tutti. O quantomeno, dovrebbero esserlo. Vale la pena ricordare quelle principali, con qualche precisazione utile.
Anzitutto, è da preferire il peperoncino crudo a quello cotto, perché in questo modo conserva intatte tutte le sue qualità, che si perdono, invece, a una temperatura superiore ai 70°. Secondo punto importante: occhio a non eccedere: un uso smodato di peperoncino cancella il sapore dei cibi. Lo ha dimostrato uno studio dell’università della California: “spennellata” metà della lingua di alcuni stoici volontari con la capsaicina (la sostanza che rende piccante il peperoncino), una volta ripulita e bagnata con soluzioni corrispondenti ai cinque gusti base (salato, dolce, acido, amaro e “glutammato monosodico”), si è scoperto che solo il salato e l’acido riescono a “sopravvivere” alla prova peperoncino. Gli altri gusti scompaiono. L’effetto sui recettori di dolce, amaro e glutammato potrebbe suggerire a qualche cuoco astuto di utilizzare i peperoncini per correggere” il senso di amaro di certi ingredienti.

Cannella, coriandolo e ginepro… Ogni piatto vuole quella giusta
Le spezie sono tante, anzi tantissime. E sono il segreto di molti piatti orientali. Quel sapore insolito e a volte unico è dato proprio da un pizzico di… cannella, cardamomo, ginepro, solo per fare alcuni esempi. Impariamo ad averne una scorta in cucina scegliendone tra le innumerevoli specie in commercio e vediamo su quali piatti poterle utilizzare.

  • LA CANNELLA – è tra le più conosciute. Si ottiene essiccando la corteccia interna di un albero originario dello Sri Lanka. Arrotolata e venduta in stecche o macinata, la cannella è ottima aggiunta ad alcuni dolci. Le sue proprietà? Facilita la digestione e combatte l’aerofagia.
  • IL CORDIANDOLO – è perfetto per dare sapore al pesce bollito o alla griglia. Ha un leggero, ma deciso sapore di limone e per il suo delicato aroma è una delle spezie più usate nella cucina orientale. Lo conoscono bene gli indiani perché i suoi semi sono tra gli elementi principali del curry. I greci e i romani lo utilizzavano per favorire la digestione e, in caso di dolori causati da coliti o diarree, per le sue proprietà sedative.
  • IL GINEPRO – qualche bacca è ottima per un piatto di cacciagione. Di questa pianta (la cui qualità più pregiata proviene dalla Toscana) oggi sono note soprattutto le proprietà digestive, ma un tempo veniva utilizzata per combattere addirittura la peste e i morsi velenosi di serpente. Della pianta vengono utilizzate le sue bacche nero-blu, che possono essere aggiunte alla preparazione di liquori come grappe o gin che ne rendono l’aroma decisamente speciale.
  • CHIODI DI GAROFANO – Sono un’alternativa naturale ai conservanti chimici e un formidabile alleato antietà contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento. Il re delle spezie, sotto questo aspetto, è il chiodo di garofano: per virtù antiossidanti non ha eguali, grazie a un contenuto record di polifenoli. (fonte staibene.libero.it)

 

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