Tre Frutti per una Silhouette al Top

Papaia, mango e frutto della passione contengono enzimi impareggiabili per attivare il metabolismo e hanno un potente effetto depurativo e idratante

La frutta tropicale, riserva di enzimi…

Siamo abituati a pensare che mangiando in prevalenza proteine, il nostro peso calerà in modo veloce e sano. C’è del vero, perché tutto ciò che influenza il nostro peso e la nostra salute avviene grazie al metabolismo delle proteine. Ma è indispensabile una precisazione: l’utilizzo delle proteine non è sufficiente senza gli enzimi necessari allo loro scomposizione. E questi li troviamo negli alimenti crudi, in particolare nella frutta tropicale che ha un ineguagliabile contenuto di elementi vitali, indispensabili al corpo umano perché proprio su questo alimento, il primo dell’umanità, si è costruita la nostra biologia.

…e presidio di salute

Senza il “motore” enzimatico, che dà l’avviso ai processi metabolici e digestivi, ogni bistecca è… vana. Gli enzimi sono delicati e si consumano rapidamente: stress, scarsa attività fisica, diete inadeguate, eccesso di grassi animali, dolci e menu poveri di frutta e verdura fanno scendere le scorte. Anche l’età influisce, dopo i 35 anni il pancreas non produce più, così rapidamente, gli enzimi necessari a metabolizzare le proteine. Per questo i frutti tropicali, prima tra tutti la papaia, diventano un toccasana per la linea e la salute. Al punto che, se questa frutta diventa un appuntamento fisso del nostro menu, il peso è salvo.

Ecco i tre frutti che abbiamo scelto, perché contengono, nelle massime dosi, tutto quello di cui abbiamo bisogno per dimagrire.

Papaia

Ci sono molti motivi per dare alla papaia un posto di primo piano nella nostra dieta: contiene molti minerali, in particolare potassio, magnesio e calcio, in forma naturale e biologica. Questi minerali, presidi importanti per raggiungere e mantenere il peso adeguato, sono nella formula più disponibile per l’organismo. Inoltre, tra tutta la frutta tropicale, è quella che contiene più carotenoidi: 3,44 mg per 100 g di frutto. È anche la più “sana”: per coltivarla vengono impiegati meno fertilizzanti chimici e pesticidi rispetto ad altri tipi di frutta. La papaia ricca di zuccheri e vitamine e, diversamente dagli altri frutti, è indicata ai pasti, qualunque sia il menu. Ma il suo vero punto di forza sono gli enzimi, presenti anche se il frutto è acerbo.

Allevia il lavoro del fegato e riduce la produzione di metaboliti, sostanze non del tutto digerite che rallentano il transito intestinale.

– Riempie lo stomaco consentendo una naturale auto-limitazione della quantità delle altre portate, grazie al contenuto di fibre.

Dà energia perché contiene carboidrati di facile assorbimento, sali e vitamine del gruppo B.

– Riduce lo stress ossidativi, grazie all’elevato contenuto in carotenoidi, abbinati ad altri elementi in una sinergia particolarmente efficace. È uno scudo contro l’azione dei radicali liberi.

– Aiuta a digerire la carne in quanto contiene la papaina, un enzima che ha spiccate caratteristiche proteolitiche.

L’uso ideale della papaia sarebbe a inizio pasto così si introducono gli enzimi coadiuvanti la digestione, in modo che siano già presenti durante il pasto. I semi sono commestibili e possono, dopo essiccamento, essere usati come spezia al posto del pepe nero, per dare un gusto piccante e speziato ai piatti, rinunciando al sale.

Mango

Considerato in oriente, sua terra d’origine, un frutto sacro e cibo degli dei, il mango ha sapore gradevolissimo e si trova sul mercato tutto l’anno, poiché la pianta fruttifica più volte. È pronto per la tavola quando è morbido al tocco e la buccia non ha deformazioni. Allora è arrivato alla giusta maturazione e possiamo beneficiare della sua ricchezza in carotenoidi, vitamina A, C, E, ferro e fosforo. Il suo sapore particolare lo rende adatto a essere consumato anche nelle insalate a abbinato a pesce o pollo.

Per reidratarsi e rinfrescarsi d’estate, un mango tenuto alcuni minuti in frigorifero unisce i vantaggi per la linea a un piacevole sollievo al caldo.

Il frutto della passione

Il frutto della passione è una bacca ovale o tonda che a maturazione si presenta in due colorazioni, gialla e porpora, a seconda della specie. I due tipi hanno notevoli differenze di forma. Quello giallo (Golden Passionfruit) può arrivare alle dimensioni di un pompelmo e ha una buccia morbida e lucida. Quello porpora è più piccolo di un limone. La parte commestibile è l’interno, morbido, succoso e ricco di semi, mentre bisogna evitare di mangiare la buccia, velenosa.

È molto saziante perché il suo gusto, particolare e marcato, tende a saturare il palato.

Il trucco dietetico è quello di aggiungerlo ad altri succhi di frutta o di verdura, per arricchirli di potere saziante e di aroma.

L’uso medicinale del frutto della passione è antichissimo. Oltre ai contenuti vitaminici e minerali, ha doti rilassanti, favorisce il sonno e abbassa la pressione sanguigna. Le diverse culture culinarie lo propongono poi come succo per guarnire dolci, come mousse, come bevanda. (fonte /www.riza.it)

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