Daily Archives: luglio 5, 2011

La Verdura come Primo Piatto riduce le Calorie e la Glicemia

Esiste un pasto ideale? È ovvio che sì. È davvero molto importante che la dieta quotidiana sia ben bilanciata. Dai ricercatori dell’Università di Osaka (Giappone) arriva il consiglio di usare un trucchetto: mangiare una buona dose di verdura prima di cominciare: invece, del solito primo o dell’antipasto, una bella insalatona. In tanti ristoranti già si fa.

Questa strategia serve per saziare, diminuire di conseguenza le calorie che verranno poi ingerite durante il pasto e controllare la glicemia nei casi di diabete di tipo 2. Non è poi un sacrificio così grande. Molte persone consumano l’insalata o le verdure come contorno o alla fine del pasto, basta solo spostare l’ordine delle portate. Si è giunti a questa tesi dopo aver monitorato un gruppo di pazienti diabetici.
I medici si sono accorti che queste persone avevano livelli di glicemia più bassi quando la verdura veniva mangiata all’inizio del pranzo o della cena. Così si è deciso di fare uno studio un po’ più approfondito. I medici hanno raccolto due gruppi di volontari diabetici: al primo è stato fatto seguire il metodo «verdura prima, carboidrati poi», al secondo invece la tecnica più complicata chiamata «razioni di scambio».

Quali sono stati i risultati? Dopo un anno bisogna dire che entrambe le diete hanno abbastanza funzionato. Sicuramente quella che ha portato livelli di benefici maggiori è stata la prima che ha mostrato una riduzione dell’emoglobina glicata, ma anche della pressione e dei livelli dei lipidi plasmatici. Gabriele Riccardi, presidente Società italiana di diabetologia ha commentato:

Iniziare il pasto con delle verdure, molto voluminose ma poco caloriche comporta una dilatazione dello stomaco e, quindi, un importante stimolo alla sazietà che, a sua volta, induce a ridurre la successiva assunzione di cibi più ricchi di energie e causa dell’innalzamento della glicemia soprattutto nelle persone con diabete. Attenzione, però: perché questo segnale arrivi al cervello occorrono almeno 15 minuti quindi è bene “prendere tempo” tra una portata e l’altra e masticare a lungo ogni boccone. (fonte swww.dietaland.com)

Il Menù dell’Estate

Quali sono gli alimenti da preferire durante l’estate? SI a frutta e verdura, e divieto assoluto per salumi ricchi di conservanti, e bibite gassate.

A sostenerlo, è il dottor Filippo Ongaro, specialista di medicina rigenerativa ed anti-aging, che ha passato in rassegna alcuni cibi e abbinamenti classici della bella stagione, come il gelato, la mozzarella e il prosciutto crudo, e l’immancabile insalata di riso.

Il gelato, secondo il dottore Ongaro, è un alimento rinfrescante, ottimo per abbassare la temperatura interna in caso di forte stress termico, ma da consumare con moderazione, poiché genera sbalzi della glicemia, mettendo l’organismo sotto sforzo nella fase di digestione. Per sfruttarlo al 100%, allora è fondamentale un ragionamento calorico non sul singolo gelato, ma sul fatto di farlo diventare il cardine della dieta giornaliera.

Sull’accoppiamento mozzarella-prosciutto crudo, invece, il dottor Ongaro invita alla prudenza. Bisognerebbe, infatti, preferire un salume senza conservanti e prestare attenzione anche alla mozzarella, che può causare allergie e intolleranze alimentari. Per quanto riguarda l’insalata di riso, particolarmente apprezzata durante l’estate, si conferma un piatto eccezionale, privo di glutine, in grado di stabilizzare la glicemia e se si tratta di riso integrale, è ancora più salutare.

Il dottore, inoltre, consiglia di evitare di fare colazione la mattina e rimandare l’appuntamento alla tarda mattinata scegliendo un mix di verdure o frutta fresca, che possano dare la giusta carica per arrivare almeno fino a metà giornata. L’esperto, infine, invita a stare alla larga dalle bibite gassate e zuccherato. Piuttosto, consiglia di bere la birra, che unisce all’effetto dissetante, buone dosi di vitamina B, preziosa alleata del sistema nervoso gastrointestinale e per il corretto funzionamento dei processi di crescita dei capelli. (fonte www.dietaland.com)

I Cibi che aiutano ad Abbassare il Rischio di Degenerazione Maculare legata all’etè e prevenire così le Patologie dell’Occhio

Una dieta a base di verdure a foglia, noccioline e pesce in cui ci sia poco spazio per i carboidrati ricchi di amido può abbassare il rischio della degenerazione maculare legata all’età. E’ quanto emerso da un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Ophthalmologyche per primo ha calcolato l’effetto combinato di alcuni cibi e alcune abitudini alimentari nelle persone che – in base all’età – sono più esposte al rischio della degenerazione maculare.

I dati dello studio sono stati raccolti da 4mila pazienti presso la Tufts University. I nutrienti collegati ad un minor rischio di degenerazione maculare sono le vitamine C ed E, lo zinco, la luteina, la zeaxantina e gli acidi grassi Omega-3 conosciuti come DHA ed EPA. Vi faccio notare che un classico nutriente da sempre collegato alla buona salute degli occhi come il betacarotene non è, invece, risultato apportare alcuna diminuzione del rischio.

Lo studio ha dimostrato che i risultati migliori sono stati ottenuti dai pazienti che hanno mangiato regolarmente cibi contenenti i nutrienti protettivi come parte integrante di una dieta a basso indice glicemico. Si tratta di frutta, verdure a foglia verde, noccioline e pesci di acqua dolce. Gli agrumi, per esempio, sono un’ottima fonte di vitamina C, mentre si può trovare la vitamina E nelle verdure a foglie verdi, nei fagioli e negli olii vegetali. La luteina e la zeaxatina si trovano, invece, nelle uova, negli spinaci, nel cavolo verde, nei broccoli, nelle zucchine e nei piselli. Per gli acidi grassi Omega-3, invece, bisogna puntare sul salmone (e aggiungiamo noi sui semi di CHIA).

Gli scienziati non hanno ancora definito le cause precise che determinano la degenerazione maculare ma tra i fattori di rischio c’è l’età, il fumo, la storia familiare e l’obesità. (fonte sanisapori.ejnews.eu)

Il Sole rafforza le Ossa e previene l’Osteoporosi

Esporsi al sole è un toccasana per il nostro organismo sotto diversi aspetti. In particolare, i raggi solari rappresentano una buona terapia naturale per coloro che hanno problemi di fragilità ossea e che corrono il rischio di andare incontro a fratture, come le persone anziane.

L’invito a prendere il sole per rafforzare le ossa giunge dai medici britannici della National Osteoporosis Society, i quali suggeriscono un’esposizione giornaliera al sole per un tempo variabile tra i 10 e i 20 minuti come attività ideale per prevenire l’osteoporosi.
Difatti, come sottolineano gli esperti d’oltremanica, i raggi solari favoriscono la sintesi della vitamina D da parte del nostro organismo. E la vitamina D rappresenta una sostanza indispensabile per l’assorbimento del calcio a livello intestinale e per il successivo deposito del prezioso sale minerale nel tessuto osseo.
La carenza di vitamina D, invece, comporta bassi livelli di calcio, che non può essere correttamente assorbito, col rischio di malattie ossee quali il rachitismo (nei bambini) e l’osteomalacia (negli adulti).

L’esposizione al sole, inoltre, giova anche nei casi di malattie dermatologiche (psoriasi, eczemi, vitiligine), rende più efficiente il sistema immunitario e fornisce un valido supporto anche sul piano psicologico, tanto da essere suggerita nei casi di depressione e disturbi dell’umore, in quanto i raggi ultravioletti stimolano il rilascio della serotonina, il cosiddetto “ormone del buonumore”.

C’è un aspetto saliente del suggerimento dei membri della National Osteoporosis Society che merita di essere analizzato con maggiore attenzione. Difatti, i medici britannici raccomandano di esporsi al sole per 10/20 minuti al giorno senza applicare creme solari protettive, che limitano gli effetti benefici dei raggi solari sulla produzione di vitamina D.
Un consiglio che potrebbe lasciare abbastanza perplessi, in quanto è ben noto che prendere il sole senza adeguata protezione espone al rischio di scottature, arrossamenti, eritemi, ustioni e, nei casi più gravi, anche alla possibile comparsa di melanomi.

Quindi, anche se gli esperti britannici non lo specificano, noi vi raccomandiamo di non restare mai esposti al sole senza creme solari protettive nelle ore più calde della giornata, cioè dalle 11 alle 16. Se volete stimolare la produzione di vitamina D e, dunque, fare a meno della crema solare, le ore ideali per prendere il sole sono quelle della prima parte della mattina.

Inoltre, non è necessario restare immobili sotto il sole. Anzi, potete fare in modo da coniugare i benefici forniti dai raggi solari con quelli assicurati da una moderata attività fisica: camminate all’aria aperta per mezz’ora al giorno (sempre evitando di uscire nelle ore più calde), percorrendo brevi tratti di strada al sole (10/15 minuti) e poi passeggiando sotto gli alberi oppure riposando su una panchina all’ombra.
In questo modo, stimolerete l’intero metabolismo, ivi compreso quello del tessuto osseo, senza rischiare danni alla vostra pelle. (fonte www.megliosapere.info)

Il peperone alleato di Dieta e Salute

Quello verde è depurativo e diuretico, rosso è anti fame, giallo combatte i radicali liberi; tante virtù in un unico ortaggio: impara a sfruttarle al meglio

Il peperone, un regalo delle americhe

I suoi colori sono un inno alla gioia e un invito all’assaggio: che sia verde, giallo o rosso, il peperone dà ai piatti quel tocco di vivacità in più che lo rende l’ortaggio principe dell’estate. E forse è proprio per questa sua bella presenza che quando nel XVI secolo sbarcò in Europa i botanici del tempo lo battezzarono Capsicum annum, prendendo spunto dalla parole greca kapto, che tradotto letteralmente suona come “mangio avidamente”. C’è anche un’altra versione: “capsicum” deriverebbe dal latino capsa, ovvero scatola, nome che si addice alla forma dell’ortaggio e al fatto che all’interno ha molti semi.

Crudo o cotto, il peperone è un ortaggio super rassodante

Nonostante ciò, il peperone è un ortaggio che divide (c’è chi lo adora e chi invece lo ritiene indigesto), pur essendo una miniera di virtù preziose per conservare il peso forma. Il peperone, infatti ha pochissime calorie (23 ogni 100 grammi) perché è costituito in larga parte da acqua (più del 90%), contiene una buona dose di provitamina A (rassodante) ed è soprattutto un’ottima fonte di vitamina C (antiossidante e rassodante), presente in quantità maggiore rispetto anche agli agrumi.

Si sa però che le vitamine sono fragili, e quindi per poterne fare tesoro, sarebbe meglio consumare il peperone a crudo, contribuendo così anche a risparmiare le calorie delle carie salse e condimenti. Ma il peperone crudo per molti è indigesto.

Peperone, devi sapere che…

–   La capsicina (che è la sostanza difficile da digerire) è presente in quantità maggiori nella buccia: quindi basta toglierla per rendere il peperone quasi “innocuo”. È anche ammesso arrostire le falde di peperone velocemente sulla griglia e spelarle, conservando solo la polpa.

–   Ovviamente, vanno tolti anche i semi interni che sono piccanti e pungenti.

–   Si può anche provare a consumarne poco, ma con costanza: in questo modo, lo stomaco si irrita meno.

Verde, rosso o giallo? Scopri il peperone che fa per te

Sono diverse le varietà di peperone al mondo e sul mercato: una distinzione molto utile, oltre a quella fondamentale tra dolci o piccanti, tiene in considerazione il colore.

–   Verde ti depura: Il peperone a questa tinta quando viene raccolto in anticipo e ha un gusto pungente. Ideale nella peperonata o nell’insalata. Verdi sono anche i “friarelli”: sono coltivati in Campania e, nonostante l’aspetto simile al peperoncino, sono dolcissimi.

–   Rosso, il più saziante: Ha una polpa croccante, spessa e zuccherina: ideale per i pinzimoni e cotto alla brace, sazia in fretta ed è il più ricco di principi nutritivi.

–   Giallo è antiossidante: È il più tenero e succoso. Ottimo crudo, si usa col pomodoro per rendere corposi i sughi.

Tre ricette facili e bruciagrassi

Ripieno di ricotta è un piatto unico

Togli i semi, lava bene e “scava” un peperone giallo medio: mescola 80 g di ricotta con un cucchiaino d’olio d’oliva, sale, pepe e un battuto di menta e prezzemolo e farcisci i peperone: sazia come un minipasto.

Aggiungilo agli spiedini: così mangi meno carne e ti depuri

Vuoi ridurre le calorie degli spiedini? Preparali con pollo a tocchetti e fettine di peperone: mangi meno grassi e ti dreni.

Grigliato col pesce vince la fame di dolci

Il peperone rosso grigliato, condito con un filo d’olio, è ideale per accompagnare il pesce al posto delle solite patate: toglie la fame, anche quella di dolci! (fonte /www.riza.it)