Daily Archives: luglio 12, 2011

Anche la Carne fa Male?

Leggo su oknotizie.virgilio.it e riporto.

Cosa? Non è possibile che la carne fa male alla salute. In fondo la mangiano tutti e il medico mi ha detto che fornisce ferro e proteine! Questa è la tipica risposta che chi non ha ancora indagato su cosa si cela dietro il consumo di carne. Ti hanno fatto credere che il tuo corpo ha bisogno di carne per stare bene che hai bisongo di tante proteine, di tanto ferro, di tanto calcio… Ti hanno raccontato la favola del latte che fa crescere le ossa. Ti hanno detto che se vuoi prevenire l’osteoporosi devi bere latte e mangiare formaggio. Tutte queste favole sono state ben raccontate e noi ci abbiamo creduto. Abbiamo permesso tutto questo, abbiamo messo nel nostro corpo la benzina sbagliata. Ma qualcuno ha scoperto che c’era una nota stonata, ma non è stato sempre possibile sapere di quale nota si trattasse. La ricerca…Nel 2000 un gruppo di ricercatori dell’università di Cambridge, dopo anni di ricerche, hanno emesso il loro verdetto finale, hanno sentenziato che l’unica alimentazione che consente all’uomo di stare bene e prevenire il cancro è questa: 5 pasti, sazianti, di frutta al giorno. Nulla di più. 5 pasti. Basta. Ma tu hai mai sentito o letto da qualche parte questo risultato dei ricercatori americani? È stato oscurato. In fondo se tutti cominciassimo da ora a seguire un’alimentazione fruttariana o comunque crudista porremmo fine a tutto lo sfruttamento, all’inquinamento e allo spreco che circola nell’allevamento e per la produzione di carne. L’uomo non è carnivoro.

C’è di più. Molto di più. Per esempio un gruppo di antropologi, dopo attenta analisi di resti umani trovati, ha stabilito con assoluta certezza che l’uomo non è stato da sempre un cacciatore come hai letto nel libro di scienze della prima media. Sono informazioni completamente errate che continuano a essere propinate ai tuoi figli. L’uomo non mangiava carne. Si cibava saltuariamente di carne, ma non era carne, erano carcasse di animali uccisi dai carnivori. Sai perché? Fai questa prova adesso. Vai in un allevamento di cavalli, tira fuori gli artigli, salta su un cavallo (se lo raggiungi), con la tua potentissima mascella e i tuoi denti lunghi e affilati, azzannalo al collo, buttalo per terra, stringi il collo fino a quando non smette di respirare. Ora azzanna la pancia, aprila e incomincia a mangiare la carne ancora calda, senti il sapore del sangue del cavallo appena abbattuto, continua a strapparne la carne solo con la tua potente mascella e dentizione, mastica e manda giù… Come è andata? Ora sai perché l’uomo non è carnivoro. Non lo è anatomicamente, non ha artigli, non mastica verticalmente come i carnivori ma mastica lateralmente, non ha denti per uccidere una gazzella ma neanche un cane, non ha l’intestino corto come il leone ma possiede un apparato intestinale lunghissimo come gli erbivori…potrei continuare per molto ma mi fermo qui. Ecco, lo sapevo, immagino che già sei entrato in reazione, che mi stai giudicando. Va bene, è normale. In fondo per una vita ti hanno detto che carne e latte sono il cibo dell’uomo e adesso leggi un post di un ragazzino che insinua che la carne non è cibo per gli umani. Va bene anche questo. Fa niente. Non è importante. Questi argomenti suscitano sempre ira, contraddizione, stupore… Ma cosa ci possiamo fare? Solo accettare e prendere atto che l’alimentazione crudista, in particolare la frutta e la verdura, sono gli alimenti più adatti all’uomo. È solo un’illusione pensare che l’uomo sia onnivoro. Cosa succede al tuo sistema immunitario.

Basta sapere che il sistema immunitario, ogni volta che mangi carne, è costretto a fare gli straordinari a causa di tutti i veleni che gli arrivano come l’acido urico, l’adrenalina animale, la cadaverina ecc.. Ecco i risultati effettuati su tre gruppi di persone: il primo gruppo consumava di tutto, il secondo seguiva una dieta vegetariana consumando anche uova e latte, il terzo seguiva solo una dieta crudista. Bene, dalle analisi del sangue effettuate dopo ogni pasto dei tre gruppi è venuto fuori che

•nel sangue del gruppo che mangiava tutto i leucociti aumentavano di circa sei volte rispetto alla media

•nel gruppo vegetariano aumentavano di 2 volte

•e nel gruppo crudista? Non aumentavano, il sangue rimaneva uguale, quindi il sistema immunitario non era sollecitato a fare gli straordinari perché nel sangue non arrivavano tossine

Conclusioni

Gli alimenti animali ti appesantiscono non solo fisicamente ma anche energeticamente, perché la digestione è il processo che consuma più energia del corpo. Se sei pesante non puoi volare. Non puoi essere libero. Non sei leggero.

Frutta e verdura contro il caldo. Ma attenti agli sprechi. Ecco come conservarla

Ormai è ufficiale: la bolla di calore che si è diffusa nel nostro Paese in questi ultimi giorni ha ormai toccato tutte le regioni d’Italia e sopravvivere alla calura – specie nelle grandi città – è diventata una vera e propria impresa. E allora, come idratare e proteggere il nostro corpo dall’eccessivo caldo? Con frutta e verdura fresche! 

A confermarlo è la Coldiretti, che incoraggia gli italiani al consumo costante e abbondante di frutta e vegetali, fonti di vitamine, sali minerali e liquidi preziosi, fondamentali per mantenere l’organismo in efficienza e combattere il rischio di colpi di calore.

Secondo l’associazione degli agricoltori, gli italiani che si difendono dal caldo mangiando frutta fresca sia a pranzo che a cena sono ormai 20 milioni (circa uno su tre), mentre appena un milione quelli che non la mangiano mai, nonostante l’aumento progressivo delle temperature.

Il miglior modo per combattere il caldo e l’eccessiva sudorazione è quello – ha detto la Coldiretti in una nota – di mangiare cibi rinfrescanti, ricchi di vitamine e sali minerali indispensabili per non affaticare troppo l’organismo come la frutta e verdura di stagione che aiuta a sconfiggere l’afa di questi giorni e assicura un pieno di salute. A favorire gli acquisti è anche l’apertura straordinaria dei mercati degli agricoltori per consentire l’acquisto di frutta e verdura di stagione di qualità al giusto prezzo per aiutare a fronteggiare il rischio di colpi di calore soprattutto per gli anziani”.

DECALOGO ANTISPRECO: COME CONSERVARE FRUTTA E VERDURA

Il problema però è che proprio a causa delle alte temperature frutta e verdura rischiano di marcire molto prima di essere consumate.  
Secondo le stime della Coldiretti, a causa del caldo che accelera enormemente il processo di maturazione, il 25% di quello che viene raccolto nei campi e sugli alberi finisce nella spazzatura ancora prima di arrivare sulle tavole degli italiani. Ecco quindi alcuni semplici e pratici consigli della Coldiretti per evitare che la frutta e la verdure che acquistiamo vadano sprecati.

1) Optare per acquisti ridotti e ripetuti nel tempo;  
2) Acquistare i frutti con il giusto grado di maturazione, non appassiti, con aspetto turgido; 
3) Leggere le etichette e accertarsi che le produzioni siano locali; meglio ancora se si riesce a comprare direttamente dai produttori o nei mercati degli agricoltori di campagna amica, in questo modo si è certi che la frutta e la verdura non abbiano fatto lunghi viaggi;   
4) Preferire frutta e verdura di stagione, che hanno tempi di maturazione naturali;  
5) Prediligere frutti interi, come melone e cocomero, che si conservano più a lungo.  
6) È bene fare la spesa poco prima di tornare a casa ed evitare così di lasciare troppo a lungo la frutta e verdura in macchina e al sole; 
7) Riporre i cibi nel sedile posteriore dell’auto invece che nel bagagliaio; 
8) Conservare frutta e verdure in sacchetti di carta e separare le confezioni delle diverse varietà di frutta e verdura acquistate; 
9) Mantenere separata la frutta e verdura che si intende consumare a breve da quella che si intende conservare più a lungo; 
10) Riporre stesa la frutta e la verdura per evitare ammaccature. 

Seguendo questi semplici consigli potrete combattere l’afa restando in salute, senza sprecare i preziosi frutti della terra, ma se proprio non riuscite a consumare tutto quello che avete comprato, ecco come conservare a lungo frutta e verdura!

(fonte greenme.it)

Vitamina K e i tempi di Protrombina

La malattie cardiovascolari sono le patologie più frequenti nel nostro paese e per questo motivo sono molte le attenzioni rivolte in questo ambito per attuare una efficace azione preventiva, oltre che terapeutica. L’analisi che si effettua in questo contesto riguarda i valori di INR, ovvero il calcolo dei tempi d’azione della protrombina (proteina coinvolta nella coagulazione del sangue).

Nello specifico un tempo di protrombina eccessivamente basso indica una alta tendenza del sangue a coagularsi, con il conseguente rischio di trombosi o altre patologie ostruttive dei vasi. In questi casi viene sempre somministrato un farmaco anticoagulante in grado di conferire al sangue la giusta consistenza.

Nei pazienti che praticano terapia anticoagulante è importante regolare l’apporto di alcuni alimenti che, contenendo vitamina K, sono in grado di favorire la coagulazione e alterare l’effetto del farmaco prescritto.

Gli alimenti che contengono vitamina K sono per lo più vegetali e tra questi possiamo citare: quelli a foglie verdi (verza, spinaci, broccoli, cavolo, cavolini di Bruxelles, cime di rapa, ecc…), nonchè altri alimenti quali la soia, i piselli, i ceci, il the verde. Anche alcuni alimenti di origine animale contengono questa vitamina (uova, fegato di maiale e manzo). C’è da dire che la vitamina K partecipa anche alla fissazione del calcio nelle ossa, per cui una sua carenza può, alla lunga, provocare osteoporosi.

Il paziente quindi deve certamente rispettare scrupolosamente la terapia farmacologica,seguendo però, in collaborazione con il proprio medico, una dieta in grado di mantenere gli effetti metabolici dei farmaci, non alterandoli. Certamente non è richiesta una completa eliminazione dei suddetti alimenti, ma di regolarne l’introito. (fonte www.alimentazione-salute.it)

Nel Latte: Farmaci e almeno 20 sostanze Chimiche Differenti

Quando beviamo un bicchiere di latteabbiamo sempre la sensazione di nutrirci con qualcosa di sano; forse perché è un alimento primario e ci accompagna fin dai primi mesi di vita, ma in realtà bere oggi un bicchiere di latte significa assumere anche tante sostanze chimiche estranee al prodotto naturale delle mucche.

È quanto emerge da uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Jaen (Spagna), coordinata da Evaristo Ballesteros e pubblicata sul “Journal of Food Chemistry” secondo cui in un bicchiere di latte ci sarebbero tracce di 20 sostanze diverse, tra farmaci ed altri elementi chimici, come antibiotici, antidolorifici, acido niflumico, acido mefenamico e ketoprofene, ma anche una forma di estrogeni come l’ormone 17 beta-estradiolo.

Prima di arrivare a queste inquietanti conclusioni, il gruppo di studiosi ha raccolto i campioni di 20 varietà di latte, provenienti da mucche allevate in Spagna e Marocco, da capre e anche latte materno, hanno poi analizzato i liquidi e riscontrato tante sostanze estranee in tutti i tipi di latte.

Tra tutte le sostanze estranee riscontrate però, a prevalere sono soprattutto gli antidolorifici (acido niflumico, mefenamico e chetoprofene) gli antinfiammatori, gli ormoni sessuali ed estrogeni, e quello più contaminato è proprio il latte di mucca.

Ma c’è di più: secondo i ricercatori, ormai, le sostanze chimiche estranee sono presenti in tutta la catena alimentare e quindi, purtroppo, anche nel latte materno, considerato normalmente l’alimento più sano per eccellenza.

Ma perché tutte queste sostanze chimiche nel latte? 
Secondo il Ballesteros e i suoi colleghi, queste alterazioni sono dovute al processo a cui i bovini sono sottoposti, come ad esempio l’iniezione di ormoni impiegati per stimolare la produzione di latte.

 (fonte greenme.it)

Tra i Fiori di BACH, il RESCUE REMEDY, il Rimedio Universale di Pronto Soccorso

Ci sono dei momenti nella vita che richiedono un intervento immediato: sostenere situazioni che ci turbano, mantenere il controllo di fronte a cattive notizie, affrontare persone che ci stressano.

Ecco a cosa serve il Rescue Remedy.

 Il 39esimo rimedio tra i fiori di Bach è il Rescue Remedy, messo a punto da Edward Bach stesso, come pronto soccorso universale, per fronteggiare tutte le situazioni di emergenza.

Immaginate lo stato di shock dopo un incidente d’auto o motorino, oppure la paura di perdere il controllo in un momento di forte rabbia o rancore, o ancora il terrore di prendere l’ascensore o l’aereo o affrontare un esame, un colloquio di lavoro. La possibilità di svenire in seguito a brutte notizie: abbandoni, separazioni, lutti, etc.

Si tratta di situazioni che richiedono un intervento immediato, dove non è possibile scegliere con calma i propri rimedi personali.
 Il Rescue Remedy può essere usato con un effetto calmante istantaneo in ogni situazione di stress, o quando si ha bisogno di aiuto se sopraffatti da una varietà di emozioni o ansia.

Rescue Remedy e i 5 fiori di Bach

Il Rescue Remedy include più fiori di Bach, ovvero si tratta di una miscela composta da 5 rimedi floreali, che Bach scelse secondo la segnatura della pianta, in quanto si accorse che in natura i fiori hanno un atteggiamento simile a quello di un essere umano. Vediamo ora come si comportano questi fiori nell’ambiente in cui vivono, per capire il motivo della scelta che fece il padre della floriterapia per creare il rimedio universale di pronto soccorso.

Rock Rose: le sue caratteristiche spine fanno sì che, se una persona entra in contatto con la pianta, rimane come paralizzata dal dolore, specialmente se si ferisce alle gambe, fatto che le impedisce di camminare. Allo stesso modo il fiore serve per gli attacchi di panico paralizzanti, per il tremore esterno e interno, sudorazione, tachicardia e blocco della capacità di reazione in una situazione d’emergenza. Il fiore aiuta chi si lascia travolgere dalle proprie emozioni, quando la paura si trasforma in panico estremo e si resta bloccati, con il fiato corto e il cuore in gola, incapaci di reagire. Nel Rescue Remedy è utilizzato per l’angoscia massima, per fronteggiare uno stato forte e acuto di terrore o la paura scatenata da un evento traumatico (incidente o malattia improvvisa).

Impatiens: è una pianta che assorbe con avidità l’acqua del terreno fino a trasudare dalle foglie quella in eccesso. Come indice della sua costante attività, per tutto il periodo estivo essa porta germogli, fiori e semi nello stesso tempo, senza seguire i tempi delle altre piante. La sua azione nel Rescue Remedy serve a moderare l’impazienza, l’ansia da anticipazione, l’eccessivo impeto, agitazione, frustrazione o irritabilità nei confronti di una situazione, che impone un tempo di attesa.

Clematis: questa pianta rampicante non riesce a radicarsi al suolo perché possiede una radice, molto piccola. Le sue guide pendono e le danno un aspetto galleggiante Allo stesso modo serve alle persone che non riescono a stare con i piedi per terra, la cui mente scivola via dal presente per fantasticare sul futuro o su delle versioni alternative del presente. Nel Rescue Remedy aiuta soprattutto per scongiurare lo svenimento e per alleviare quello stato di confusione e di stordimento che può comparire nelle situazioni di emergenza, quando si vorrebbe fuggire dalla realtà.

Cherry Plum: apparentemente calma, la pianta interiormente sta processando i fiori che nasceranno anzitempo e in maniera compulsiva. Il fiore serve a chi ha paura di impazzire, di agire irrazionalmente, di compiere gesti estremi e inconsulti, anche autolesionisti, dando sfogo a impulsi pericolosi. Non riesce ad arrestare il senso di rumore stridulo dei mille terribili pensieri che gli si affollano in testa in un vero iperlavoro mentale. Ha l’impulso a compiere atti violenti di cui prova orrore. Nel Rescue Remedy aiuta a ritrovare la calma, l’autocontrollo e la capacità di gestire la rabbia e tutti gli stati emotivi che possono condurre alla violenza.

Star of Bethlehem: come l’acido che contiene il suo fiore, se toccato, fa piangere, così il rimedio aiuta a liberare un’emozione repressa o un qualsiasi tipo di trauma. Aiuta chi prova dolore per una pena che arriva all’improvviso (cattiva notizia, perdita di lavoro, malattia, lutto, incidente); per la perdita inconsolabile di persone amate.

Questi traumi possono manifestarsi anche a distanza di tempo sottoforma di apatia, indifferenza, depressione, intorpidimento mentale e spirituale, paralisi dell’anima, blocco mentale ed energetico nel crescere e fare esperienza. Nel Rescue Remedy serve a dare forza interiore nonostante uno shock; il rimedio conferisce pace, tranquillità, in quanto provvede alla risoluzione dei blocchi psicologici conseguenti a traumi.

Il Rescue Remedy e la sua assunzione

Il Rescue Remedy può essere usato da tutti in qualsiasi momento, senza alcuna controindicazione. Il rimedio è valido anche per le piante (quando si rinvasano, si spostano o si trapiantano, oppure anche quando la pianta ha sofferto uno stress termico o di scarsità di acqua); per gli animali (quando hanno subito un trauma, sono impauriti, terrorizzati o prima di un intervento chirurgico).

Questo fiore di Bach per i bambini che hanno paura è molto indicato; stesso discorso vale per bambini che hanno avuto un incubo o abbiano subito qualsiasi cosa abbia alterato il loro stato emotivo, come una caduta, ad esempio.

Come si procede? Si mettono 4 gocce del fiore di Bach Rescue Remedy in un dito d’acqua e lo si sorseggia lentamente. Se non si ha disposizione l’acqua o il bicchiere, si possono assumere 4 gocce del rimedio puro.

Esiste anche una versione in crema che viene normalmente utilizzata per tutti quei problemi di pelle che richiedono un intervento immediato: punture di insetti, contusioni, piccole ferite, sbucciature, piccole scottature, cicatrici. Si applica un leggero strato di crema sulla parte interessata anche più volte al giorno secondo la necessità. (fonte /www.cure-naturali.it/)