Come alleviare naturalmente i Dolori da Artrite

Le malattie reumatiche costituiscono un problema di forte impatto sociale, tanto per l’elevata incidenza, quanto per la brusca riduzione della qualità della vita: si tratta infatti di patologie spesso invalidanti che comportano spiccate disabilità.

I portatori di tali malattie, di natura infiammatoria e spesso di origine autoimmune e tendente alla cronicizzazione sono costretti a convivere con la disabilità ed a necessitare per tempi lunghi, e per lo più indeterminati, di cure e controlli.

La causa di tutte è per lo più ignota, ma sembrerebbe essere riconducibile ad una predisposizione genetica del sistema immunitario che, a causa di stimoli ambientali esterni, può innescare una anomala risposta infiammatoria contro l’organismo stesso. Ovviamente, colpendo se stesso si innesca nell’organismo un meccanismo di cronicizzazione dell’infiammazione che perpetua se stesso: i motori di tale reazione sono le cellule del sistema immunitario (i globuli bianchi) e gli autoanticorpi che circolando nel sangue possono andare a colpire qualsiasi organo o apparato, da cui la diversa manifestazione che da luogo a patologie diverse, che derivano comunque da una causa comune.
In prevalenza viene coinvolto il sistema articolare, scatenando quelle che definiamo “artriti” che si manifestano con una alterazione distruttiva della struttura articolare, da cui consegue la disabilità.

Vediamo ora come alleviare naturalmente l’artrite con l’incenso.
Si tratta di una pianta originaria dell’India e della Cina, che produce una caratteristica resina oleosa giallo-bruno, ricca in numerose sostanze con notevoli proprietà terapeutiche, primi tra tutte gli acidi boswellici. A questi si deve l’azione antireumatica ed antinfiammatoria che rende questa pianta utile nel trattamento di numerosi disturbi quali l’artrite reumatoide, l’osteoartrite, la spondilite cervicale, oltre che altre affezioni di natura infiammatoria e a carattere cronico quali la colite ulcerosa, le affezioni del tratto urogenitale, la gotta, l’asma bronchiale e l’enfisema polmonare.
L’azione di questi acidi è simile a quella dei farmaci antinfiammatori non steroidei, i Fans. E come tali sono utili non solo nel caso delle affezioni reumatiche ma anche nella fibrosi cistica polmonare, nelle bronchiti croniche e nelle sindromi respiratorie in generale.
I processi infiammatori sono mediati dalla formazione di “leucotrieni”, mediatori chimici che determinano il richiamo di cellule immunitarie sul luogo dell’infiammazione, producono una contrazione della muscolatura liscia ed un aumento della permeabilità dei vasi, con conseguente formazione di edemi: gli acidi boswellici agiscono appunto bloccando questi processi, innanzitutto interferendo con la chemiotassi (il richiamo di cellule immunitarie sul luogo dell’infiammazione) e la conseguente produzione di enzimi che determinano la distruzione del collagene e dei tessuti coinvolti nel processo infiammatorio. In poche parole gli acidi boswellici inibiscono il processo infiammatorio, come avviene per i Fans, ma al contempo interferiscono nel processo di distruzione del tessuto connettivo, limitando i danni del processo stesso.

boswellia_artriteIn genere, tanto i farmaci antinfiammatori non steroidei quanto i cortisonici tendono ad avere azione lesiva sulla mucosa gastrica, agendo sulla sintesi delle prostaglandine, molecole che esercitano una azione protettiva della mucosa gastrica.
Gli acidi boswellici, hanno l’interessante caratteristica di essere in un certo senso selettivi. Nel senso che agiscono sulla sintesi dei leucotrieni, responsabili del processo antinfiammatorio, ma non su quella delle prostaglandine, anch’esse coinvolte nel processo, ma appunto protettrici della mucosa gastrica. In questo senso la Boswellia serrata si presenta come alternativa appetibile all’uso degli antinfiammatori classici proprio perché, non interessando la sintesi delle prostaglandine, non comporta sensibilizzazione e danno alla mucosa gastrica. Questo particolare, rende la Boswellia serrata interessante alternativa anche ai salicilati, responsabili anch’essi di danni alle mucose gastriche.
Ad oggi non risultano effetti collaterali derivanti da trattamenti anche prolungati con Boswellia serrata, il che fa della Boswellia un buon alleato in tutte quelle patologie infiammatorie croniche che impongono trattamenti protratti nel tempo.

L’incenso, lo ricordiamo, non è soltanto quella resina che si usa bruciare per profumare la casa o durante certi riti religiosi. Ma è anche una resina che si utilizza per scopi terapeutici. Certo, non con il fai da te, ma sotto la guida di un esperto medico/fitoterapeuta.

Proprietà dell’incenso:

Antisettico
Antiossidante
Dermopurificante dermoprotettivo (uso esterno)
Cicatrizzante
Spasmolitico fibre muscolari liscie
Spasmolitico vie respiratorie

Indicazioni:

Nevralgie
Rinite – raffreddore o còrizza
Sinusite e rinosinusite
Tosse
Artrite
Diatesi artritica
Infezioni e infiammazioni Allergie
Artrite reumatoide o reumatismo cronico primario
Asma allergica
Colite ulcerosa
Infezioni (osteo-articolari)
Infezioni (vie respiratorie)
Tendinite e fibrosite
Asma bronchiale e broncospasmo
Crohn (morbo)
Dermatosi
Lesioni cutanee – piaghe ferite abrasioni e screpolature (uso topico)
Mialgie

Utilizzi più comuni della Boswellia

Usi erboristici: come antinfiammatorio nei disturbi del sistema osteomuscolare quali reumatismi, artrosi, etc., come coadiuvante nelle malattie infiammatorie intestinali ed in alcuni disturbi dell’apparato respiratorio.
Usi tradizionali: leggero espettorante, stimolante, diaforetico ed astringente.
Uso cosmetico: utilizzata sia nel trattamento della seborrea e pelle impura che per pelli sensibili e facilmente arrossabili.

  (fonte /www.naturaemente.com)

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