Dovremmo mangiare Alimenti Vivi o Cibi Morti?

Riporto un articolo che mi ha incuriosito tratto da http://www.crudismo.org/dovremmo-mangiare-alimenti-vivi-o-cibi-morti

Perché dovrebbe sorgere questa domanda?

Perché le persone di tutto il mondo soffrono gravemente di malattia diffuse a livello globale.

Recenti ricerche hanno rivelato che la qualità dei nutrienti che facciamo assumere al corpo determina la qualità della nostra vita. Siamo tutti consapevoli che i motori funzionano bene o male, a seconda della qualità del combustibile usato. Pochi di noi si rendono conto che la qualità dei prodotti alimentari determina direttamente le prestazioni delle nostre capacità mentali e fisiche.

Le persone spesso chiedono: “Va bene mangiare mais? Patate? Avena? Pane? Farinacei? Fagioli? Tofu? E molte altre sostanze che devono essere cotte per poterle mangiare.

Quando dico scherzosamente che secondo me non va bene, ricevo l’inevitabile “perché?” Allora dico a loro che siamo i custodi di tutti i nostri fratelli e che se perdi la salute questo ricade su di me e su milioni di altre persone la cui vita è direttamente e indirettamente influenzata dalla tua condizione.

Che cosa vogliono veramente sapere quando chiedono perché questi alimenti non vanno bene? Devo allora parlare a loro dei molti mali e maledizioni che derivano dal consumo di cibi che sono stati alterati dal calore squilibrato e dico a loro: “Se non ti è possibile assaporarli crudi e freschi non dovresti mangiarli assolutamente”. Per salvare me stesso da un sacco di lettere e comunicazioni, in questo articolo dirò a chiare lettere quali sono i molti motivi salienti per cui i cibi “morti” non dovrebbero mai entrare in bocca ad un umano.

La prima cosa che faccio con chi mi scrive e mi chiama è presentare i benefici enormi dell’alimentazione con cibi crudi. Per esempio potrei dire:

Quelli che mangiano cibo vivo si sentono meglio e sono spesso in uno stato di euforia.

Quelli che mangiano cibo vivo hanno più energia e resistenza.

Allora ricevo l’inevitabile “Perché?” che è un modo di dire “Dimostralo.”

Io rispondo: “Ascoltami con un po’ di pazienza.” E continuo, per aumentare la loro curiosità, con ulteriori dichiarazioni come:

Quelli che vivono nutrendosi di cibi vivi riposano meglio e dormono meglio necessitando di minor tempo.

Quelli che mangiano per lo più cibi vivi sono più attenti, pensano in modo più chiaro, più nitido e più logico.

Quelli che mangiano cibi vivi, soprattutto in combinazione con un regime di esercizi, sperimentano una drastica perdita di peso. Questo è importante per quelli che hanno bisogno di perdere peso.

Intraprendere una dieta con cibi crudi dà inizio alla purificazione del corpo che, a volte, può essere molto intensa. La disintossicazione del corpo può comportare alcuni sintomi spiacevoli.

Quelli che fanno affidamento su cibi vivi diventano più attivi e precisi nei movimenti e azioni così come nei loro pensieri. Perciò agiscono molto meglio e con più competenza.

Chi mangia cibi vivi è meno soggetto a stress e tensioni nervose di chi mangia in modo convenzionale. Inoltre, se si segue un regime di esercizio da 15 a 30 minuti al giorno si è ancor meno soggetti a stress.

Cosa più importante, chi mangia cibi vivi praticamente diventa libero dalle malattie!

Naturalmente viene spesso espressa una grande quantità di scetticismo – dopo tutto, hanno bisogno di sentirsi dispensati, come pure di motivazioni per le loro storie d’amore con la pizza, il pane, le patate e così via.

Può anche succedere che mi dicano che tutto questo è solo aneddotico, che è come le favole che i vecchi raccontano.

Allora dico a loro: “Perché non provi e sperimenti tu stesso gli splendidi risultati. Allora potrai raccontare le tue proprie esperienze aneddoticamente così come ora stai esprimendo aneddoticamente il tuo scetticismo”. Poi procedo introducendo i miei argomenti decisivi come segue:

In natura tutti gli animali mangiano cibi vivi come vengono forniti dalla natura. Solo gli umani cucinano i cibi e solo gli umani soffrono in modo diffuso di malattie e disturbi.

La morte naturale negli esseri umani è così rara che non è più nemmeno indicata come causa di morte nelle statistiche.

Allora sorge spesso la domanda: “Cosa c’è di così terribile nella cottura dei cibi? Lo fanno tutti”.

Al che io rispondo: “Quasi tutti hanno carie, problemi della vista e portano gli occhiali, raffreddori e altre malattie non è vero? Giusto”. Allora rispondo ulteriormente con alcune affermazioni e citazioni che sono ovviamente vere:

La cottura è un processo di distruzione degli alimenti che inizia dal momento in cui il calore viene applicato al cibo. Molto prima che la cottura sia completata, le qualità alimentari sono totalmente distrutte.

Se mettessi per un attimo la tua mano nell’acqua bollente o su una stufa calda, questo dovrebbe convincerti per sempre quanto sia distruttivo il calore. Il cibo è di solito sottoposto a queste temperature distruttive per mezz’ora o più. Ciò che era sostanza vivente diventa totalmente morta molto rapidamente con l’esposizione al calore!

Le proteine iniziano a coagulare e gli amminoacidi a degradarsi, come può essere visto chiaramente nel caso di uova e formaggio, quando la temperatura raggiunge solo 48 gradi. Alle temperature comunemente usate nella cottura le proteine sono completamente prive di qualità nutritive. Peggio ancora …

Le proteine cotte vengono prontamente putrefatte dai batteri presenti nel tubo digerente e danno origine ad alcuni veleni molto potenti come ptomaine, mercaptani, indoli, skatola, ammoniaca, solfuro di idrogeno, putrescina, cadaverina (cerca questi termini in un dizionario o nel web se vuoi saperne di più, altrimenti concettualizzali genericamente come “veleni”) e altri ancora. Questi sono assorbiti dal flusso sanguigno e causano di una miriade di malattie.

La cottura rende i cibi tossici! La tossicità delle sostanze alterate dalla cottura è confermata dal fatto che globuli bianchi raddoppiano e triplicano dopo aver fatto un pasto di cibi cotti. I globuli bianchi sono presenti quando il corpo umano mette in atto la prima linea di difesa e e vengono popolarmente chiamati “il sistema immunitario”.

Come confermato da centinaia di ricerche, cuocere gli alimenti genera rapidamente agenti mutageni e cancerogeni negli alimenti.

Le proteine iniziano a coagulare e gli amminoacidi a degradarsi alle temperature comunemente usate nella cottura e sono private del valore nutritivo.

Le vitamine vengono distrutte in modo piuttosto rapido dalla cottura.

I minerali perdono rapidamente le loro caratteristiche organiche e ritornano allo stato inorganico così come si trovano nel suolo, nell’acqua di mare, nelle rocce, nei metalli e così via. In tale stato sono inutilizzabili e il corpo spesso se li toglie di torno combinandoli con i grassi saturi e il colesterolo, e finendo poi nel sistema circolatorio lo intasano con quei residui collosi o muco.

Oltre il 90% degli occidentali ha placche aterosclerotiche nelle arterie! Peggio ancora, a lungo termine i minerali inorganici sono altamente tossici. Per fare un esempio sappiamo che lo iodio è un nutriente essenziale. Eppure, nel suo stato inorganico, viene contrassegnato con teschio e ossa incrociate. Prendiamo come esempio il ferro. Per quanto essenziale, sempre a lungo termine, se preso allo stato inorganico provoca epatite e emocromatosi.

I grassi riscaldati sono particolarmente dannosi in quanto si alterano formando acroleine, radicali liberi, agenti mutageni, cancerogeni e altri.

I cibi cotti non solo richiedono più tempo per venire digeriti, ma spesso si rivelano indigesti e inattaccabili, come nel caso delle proteine scaldate. I cibi cotti fermentano e vanno in putrefazione rapidamente nel tratto intestinale, mentre gli alimenti vivi sono quasi totalmente assorbiti prima di venire ossidati da lieviti e fermenti batterici al punto in cui possano andare in putrefazione.

Questo è reso evidente dal fatto che il tradizionale onnivoro medio ha quasi un chilo di batteri intestinali mentre chi si nutre di alimenti vivi ne ha solo poche decine di grammi. Circa il 20% delle feci di chi mangia cibo cotto è costituito da batteri morti mentre in quelle di chi si nutre di alimenti vivi se ne riscontra solo una piccola quantità.

Se cuoci una patata e la metti su una mensola di fianco a una patata cruda, la patata cruda durerà per settimane e forse germoglierà mentre quella cotta fermenterà in uno o due giorni. Questo ti dà un’idea di cosa accade in uno o due giorni all’aria aperta ai cibi cotti mentre nel tratto intestinale, al chiuso e a una temperatura di circa 37°, la fermentazione e la putrefazione può aver luogo in una o due ore. L’indigestione è un’indicazione che sta avvenendo fermentazione e/o putrefazione.

Prova a nutrirti di alimenti vivi crudi e vedrai in te splendidi risultati! Naturalmente è possibile che tu debba affrontare dei disagi quando il corpo, dovuto al miglior cibo, inizierà a purificarsi.

Penso che questo riassume piuttosto bene le ragioni più salienti per cui si dovrebbero evitare i cibi cotti – ovvero morti – perché, se ci tieni alla salute e alla felicità, dovresti mangiare solo cibi vivi!

One response to “Dovremmo mangiare Alimenti Vivi o Cibi Morti?

  1. articolo molto interessanti per i praticanti e i neofiti. io mangio spesso semi di avena tenuti in ammolllo per una notte .desidero sapere quali altri semi si possono mangiare e come trattarli.

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