Monthly Archives: agosto 2011

Quel curry che fa “campare cent’anni” previene l’Alzheimer e il Parkinson

“Toglie il medico di torno”, “fa campare cent’anni”. Tutti i modi di dire più scontati (per quanto sacrosanti) sulla salute possono essere applicati al curry, la spezia così popolare nella cucina asiatica e ormai altrettanto nota anche da noi. Avete letto bene: mangiare curry fa bene, e tanto, alla salute. Il merito è di una sostanza al suo interno, chiamata curcumino (o curcumina), che ha talmente tante proprietà benefiche per l’organismo da poter essere a buon titolo definita uno scudo a 360° per la nostra salute. Contiene il curcumino, che aiuta a combattere il tumore, a prevenire l’Alzheimer e il Parkinson, a cicatrizzare le ferite e tanto altro.

Aiuta a combattere il tumore

I ricercatori britannici del centro di ricerca sul cancro di Cork hanno dimostrato che il curcumino aiuterebbe tra l’altro a distruggere le cellule cancerogene che provocano il tumore all’esofago, già entro le prime 24 ore dall’assunzione. Una scoperta suffragata da un altro studio, questa volta statunitense, della Johns Hopkins University di New York, secondo cui la combinazione di curcumino e quercetina (un antiossidante contenuto nelle cipolle) riduce le dimensioni e il numero dei polipi colorettali, lesioni precancerose nell´intestino umano. Previene le malattie cardiache In una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Clinical Investigation”, i ricercatori del Toronto General Hospital (Canada) hanno dimostrato come il curcumino abbia effetti benefici sulla salute del cuore, essendo in grado di “spegnere” i geni che potrebbero essere la causa dell’insorgenza di scompensi cardiaci.

Difende il cervello da Alzheimer e Parkinson

Il curcumino contribuisce a proteggere il cervello dalle demenze come l’Alzheimer e il Parkinson. La chiave sarebbe nella sua capacità di prevenire la diffusione delle placche di proteine amiloidi che, insieme ai grovigli di fibre nervose, sono la causa, stando alle conoscenze attuali, della demenza. Secondo il professor Murali Doraiswamy, della Duke University in North Carolina (Usa), mangiare piatti a base di curry 1-2 volte la settimana abbassa il rischio di demenza. Ma la comunità scientifica non è del tutto d’accordo con Doraiswamy. Rebecca Wood, dell’Alzheimer’s Research Trust britannico, fa notare che “occorrerebbe mangiare molto curry, oltre 100 grammi di curcuma, per assumere una dose clinicamente rilevante di curcumina”. Tuttavia la dottoressa Susanne Sorensen, dell’Alzheimer´s Society britannica, ammette: “Le popolazioni indiane, che mangiano la curcuma regolarmente, hanno un’incidenza particolarmente bassa di Alzheimer e il motivo non ci è ancora noto. Siamo perciò interessati a esplorare i potenziali benefici della curcumina e stiamo conducendo anche noi ricerche in questa direzione”.

La ricerca scientifica, insomma, procede. La capacità di prevenire le malattie neurodegenerative sono state provate anche da uno studio italo-americano, condotto dagli scienziati dell’Istituto di Scienze neurologiche del Cnr di Catania in collaborazione con il Rockfeller Neuroscience Institute di Washington.

All’ultimo congresso dell’American Stroke Association, poi, si è parlato di una nuova scoperta del dottor Paul Lapchak del Cedars-Sinai di Los Angeles: una sostanza derivata dalla curcuma – chiamata NBC-001 – capace di proteggere le cellule cerebrali, contribuendo a rigenerare i tessuti danneggiati dopo un ictus. Il suo punto forte sta nel fatto che, mentre la curcuma non è ben assorbita dal corpo, si diluisce troppo in fretta e viene fermata da una barriera naturale che impedisce a sostanze considerate “estranee” di arrivare al cervello, la NBC-001 non presenta nessuno di questi problemi.

Fa cicatrizzare prima le ferite
Una caratteristica del curcumino è anche il grande contenuto di antiossidanti. Questo significa che può favorire la cicatrizzazione delle ferite, come spiega il dottor Toan-Thang Phan del General Hospital di Singapore, “rigenerando le cellule epiteliali sottoposte allo stress di una radiazione da radioterapia, per esempio, bloccando quindi la propagazione dei danni alla pelle circostante. (FONTE www.mondobenessereblog.com)

Le Resine delle Scatolette dei Pomodori, contengono un estrogeno sintetico, il BPA, responsabile di problemi Cardiaci, Diabete e Obesità

Un endocrinologo non consiglierebbe mai i pomodori in scatola, ovvero pelati e pomodori a cubetti conservati in lattine d’alluminio, come quelli che la maggior parte di noi acquista e consuma ogni giorno per cucinare la pasta o preparare il sugo.

Secondo Fredrick Vom Saal, ricercatore dell’Università del Missouri, le resine delle scatolette contengono un estrogeno sintetico, il BPA, responsabile di alcuni problemi al cuore, del diabete e dell’obesità.

A causa dell’acidità del pomodoro, la sostanza finisce nel vostro piatto, e danneggia l’organismo, soprattutto dei più giovani.

In molte ricerca il livello di BPA nel sangue è stato trovato in livelli maggiori del normale, ed è per questo che tra i cibi che non dovremmo mai mangiare ci sono i pomodori nelle scatolette.

Meglio scegliere la salsa in bottiglia o i pelati nel Tetrapak. (fonte sanisapori.ejnews.eu)

Diabete: più Muscoli, meno Rischi

Mantenersi in forma, farsi i muscoli, regalandosi una linea invidiabile, dimenticando il “fardello” dei chili di troppo, e al tempo stesso tenere alla larga il diabete? Una missione davvero possibile e consigliabile, anche e soprattutto per tutelare la salute dell’organismo, tenendo sotto controllo il rischio diabete: più muscoli, meno pericolo di comparsa del diabete, secondo un recente studio.

Tutta questione, o quasi, di muscoli, secondo una recente sperimentazione statunitense, che ha evidenziato come per ridurre il rischio di diabete, dimagrire non sia davvero sufficiente, per centrare l’obiettivo, è indispensabile anche aumentare la massa muscolare.
 
Dallo studio, condotto da un team di esperti dell’Università della California e pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, è emersa una relazione positiva tra muscoli e rischio diabete: avere più muscoli migliora la sensibilità all’insulina. (fonte www.tantasalute.it)

I Grassi Idrogenati

Sempre più frequentemente viene analizzato dai media il tema dei grassi idrogenati: ma cosa sono in realtà e quali sono le conseguenze di un loro consumo intensivo?

L’idrogenazione è un processo chimico con il quale vengono aggiunte molecole di idrogeno a catene di acidi grassi di oli altrimenti inutilizzabili a livello alimentare (come ad esempio l’olio di pesce o l’olio di cotone). Con questa metodica si riescono ad ottenere prodotti (di cui il più famoso è certamente la margarina) di differente consistenza (si passa da grassi liquidi a grassi solidi), di maggiore stabilità e conservazione, minor costo risparmio economico e, certamente, di migliore palatabilità.

Passiamo alle noti dolenti. In caso di consumo eccessivo di grassi idrogenati c’è un incrementato rischio cardiovascolare, dovuto al fatto che il tipo di acidi grassi presenti in essi favoriscono l’innalzamento dei livelli di colesterolo cattivo (LDL) e la diminuzione del colesterolo buono (HDL).

Ma quali sono gli alimenti contenenti acidi grassi idrogenati? Ecco un elenco di quelli più comuni: margarina, merendine, biscotti, dessert, gelati, salatini, snack vari, budini, torte, pasta sfoglie.

Sono presenti molti studi in letteratura scientifica che dimostrano una sensibile riduzione dell’incidenza di malattie cardiovascolari in popolazioni che hanno ridotto, se non addirittura eliminato, l’uso di grassi idrogenati.

A contrario della maggior parte dei nutrienti, l’assunzione raccomandata giornaliera di acidi grassi idrogenati è zero, in quanto non sono utili in nessun modo al nostro organismo.

Si consiglia, pertanto, di porre attenzione a ciò che si mangia, e preferire sempre l’olio extravergine di oliva che rimane il miglior grasso da condimento disponibile, nonchè il simbolo della tanto elogiata dieta mediterranea. (fonte www.alimentazione-salute.it)

Fumo Passivo e danni all’Udito

Il fumo passivo può causare diversi danni, oltre ai noti problemi associati a polmoni e cuore il fumo passivo può danneggiare anche l’udito. Già in passato altri studi avevano messo in relazione l’udito con il fumo, una nuova ricerca sembrerebbe confermare quest’ulteriore effetto collaterale delle sigarette. Presso la NYU School of Medicine (USA) si è scoperto che gli adolescenti più esposti al fumo passivo presentano un rischio maggiore di sviluppare problemi alla coclea. Lo studio è stato pubblicato sugli Archives of Otolaryngol – Head and Neck Surgery (Secondhand Smoke and Sensorineural Hearing Loss in Adolescents, Luglio 2011).

Anil K. Lalwani, coordinatore del team che ha condotto la ricerca, spiega che circa la metà dei bambini americani sono esposti al fumo passivo. Partendo da questo dato si è deciso di concentrare l’indagine su un campione di circa 1.500 ragazzi con un’età compresa tra i 12 e i 19 anni.

Per prima cosa i ricercatori hanno misurato il tasso di cotinina nel sangue, un metabolita della nicotina prodotto dall’organismo attraverso il fegato utilizzato per quantificare l’esposizione al fumo passivo (si utilizza anche per quantificare l’esposizione al fumo attivo). Successivamente sono stati condotti dei test per valutare l’udito dei pazienti. Incrociando i due dati si è scoperto che i soggetti che risultavano essere maggiormente esposti al fumo passivo ottenevano anche i punteggi peggiori nei test per l’udito, in particolar modo quelli relativi alle frequenze medio-alte importanti per il riconoscimento del linguaggio. In alcuni casi, nei ragazzi con i livelli di cotinina più alti, si è anche evidenziata una maggiore predisposizione alla perdita dell’udito unilaterale nelle basse frequenze; disturbi uditivi che solitamente si manifestano nelel eprsone anziane e nei bambini nati con sordità congenita.

Secondo Anil K. Lalwani, per diagnosticare una perdita dell’udito lieve non è sufficiente chiedere a qualcuno se pensa di soffrirne. Secondo l’esperto potrebbe essere opportuno effettuare uno screening dell’udito durante l’adolescenza in quanto anche un lieve deficit potrebbe causare delle difficoltà uditive tali da compromettere l’attenzione in aula. Questi comportamenti, in alcuni casi, potrebbero essere inoltre mal interpretati ed erroneamente identificati come sintomi di ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività).

Secondo quanto osservato dai ricercatori, gli adolescenti esposti al fumo passivo hanno il doppio delle probabilità di subire dei danni all’udito, un ulteriore incentivo per evitare il fumo e smettere di fumare. (fonte www.universonline.it/)

Dall’erboristeria arriva un Rimedio Naturale contro il morbo di Parkinson

Le proprietà curative delle piante sono davvero infinite: contro il Parkinson potrebbe rivelarsi efficace un rimedio naturale proveniente dalla Medicina Tradizionale Cinese e dai suoi ritrovati erboristici. Si chiama Gouteng, infatti, la pianta le cui virtù terapeutiche potrebbero essere utilizzate proprio nella lotta contro questa malattia degenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale. Questo rimedio fitoterapico in Cina viene da secoli utilizzato contro la pressione alta, ma i ricercatori della Hong Kong Baptist University sono riusciti a scoprire che le proprietà dell’estratto di Gouteng sono buone anche contro la ben più temibile malattia di Parkinson.

Somministrata ai pazienti parkinsoniani, questa erba ha dimostrato di essere efficace nel ridurre molti sintomi morbosi, come l’insonnia e la depressione, ma anche di aiutarli a migliorare la propria capacità di comunicare ed esprimersi. Il preparato erboristico è stato associato alla terapia farmacologica tradizionale, proprio per testare l’efficacia nel ridurre gli effetti collaterali di questi medicinali, che possono andare dalle allucinazioni alla nausea.
 
Alla fine della sperimentazione, i ricercatori hanno potuto sorprendentemente valutare un miglioramento complessivo dello stato di salute dei malati, poiché non solo si erano significativamente ridotti gli effetti nocivi del farmaco tradizionale, ma soprattutto si notava il miglioramento dei sintomi.
 
Il dott. Li Ming, il coordinatore dello studio, ha perciò spiegato come sia auspicabile poter, in futuro, inserire anche l’erba di Gouteng all’interno di una terapia combinata contro il Parkinson, il che dimostra anche come si debba considerare la Medicina Tradizionale Cinese alla pari con quelle Occidentale tradizionale per quanto riguarda l’efficacia nel combattere le malattie anche gravi. L’importanza di questo studio è tale che si provvederà ad effettuare ulteriori esperimenti negli USA, a partire dal 2013, dopo che alcune aziende farmaceutiche hanno chiesto di poter brevettare il ritrovato erboristico. (fonte salute.pourfemme.it)

Il Peperoncino utile contro Herpes e Tumori

Gli studi dimostrano che la capsicina, contenuta nel peperoncino, aiuta nell’herpes e nel tumore alla prostata.

La scoperta delle proprietà nutrizionali del peperoncino, che è un serbatoio naturale di vitamine, valse un Premio Nobel, nel 1937, allo scienziato ungherese Albert Szent Gyorgyi che, proprio attraverso questa pianta appartenente alle famiglie delle Solanacee, contribuì a debellare lo scorbuto tra i naviganti. Ancora oggi, si esplorano le proprietà salutistiche del peperoncino, e in particolare del suo principio attivo: la capsicina o capsaicina. Che è stata protagonista del convegno promosso, oggi pomeriggio a Rieti,alla prima Fiera campionaria mondiale del peperoncino ‘Rieti cuore piccante’. Salute, bellezza, e cura della fertilità, sono stati i temi del confronto medico-scientifico odierno su questo prodotto ortofrutticolo presentato dagli esperti come panacea, peraltro senza significative controindicazioni se si evita il consumo in caso di allergia, e da parte delle donne in gravidanza o che allattano, nonchè dei bambini under 12. “Studi sperimentali recenti in vitro, e in vivo sui ratti, hanno dimostrato che la capsicina – ha detto Bruno Amantea, direttore della scuola di specializzazione in Anestesia e Rianimazione dell’Università Magna Grecia di Catanzaro – riesce a determinare la morte programmata delle cellule deviate nei casi di tumori della prostata. Per di più con un dosaggio molto basso: 300 milligrammi per tre volte la settimana. Anche a tavola, il peperoncino abbatte l’uso del sale i grassi cattivi, migliorando quelli del cuore. Aiuta a proteggere il cuore e previene l’arteriosclerosi. Tutte le sperimentazioni auspicano ulteriori studi per far diventare il peperoncino un farmaco,strumento di cura attraverso la medicina ufficiale. Già oggi esistono pomate per la cura del dolore, le terapie post-herpetiche, e i disturbi della prostata. Ma la Fiera di Rieti ha evidenziato il potenziale contributo del peperoncino, un prodotto povero che può dare ricchezza alla filiera medica”. Questa multiforme pianta, di cui esistono ben 1200 varietà in Italia e 4500 nel mondo, è anche amica della bellezza. “Sulla pelle – ha sottolineato il responsabile del servizio Dermatologia presso il Sandro Pertini di Roma, Walter Marmo – il peperoncino, ricco di vitamina E, ha poteri nutrizionali e aiuta a superare lo stress ossidativo. Viene utilizzato per curare l’herpes zoster e la nevralgia herpetica e fastidiose patologie come il cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio, mentre recenti studi hanno riconosciuto l’azione antitumorale. Il peperoncino infine trova spazio anche in cosmesi per mantenere il trofismo cutaneo e, stimolando la crescita della papilla del pelo, nei prodotti anti-calvizie. Non ultimo, gli studi effettuati su tori e maiali, hanno dimostrato che il peperoncino stimola la mobilità degli spermatozoi, e quindi favorisce la fecondazione”. Fonte: Ansa

Come prevenire le Macchie scure sulle Mani

Vi piace crogiolarvi al sole, ma, in termini di protezione nei confronti dei raggi solari, la vostra massima attenzione viene prestata solo al viso e al corpo, al massimo ai capelli … E alle mani, chi ci pensa? E’ difficile ricordarsi di proteggere in maniera corretta le nostre amiche mani.

Poi però ce le ritroviamo macchiate ed arrossate e allora avranno bisogno di molte più cure per tornare belle e morbide. Perciò, non ci stancheremo mai di ripetervelo, anche in questo caso la prevenzione è la cura migliore.

Scegliete una crema per le mani con lo schermo solare, minimo 15 spf, e applicatela spesso nella giornata. Una volta alla settimana, di sera, fate uno scrub leggero, studiato apposta per le mani. Per schiarire macchie già esistenti, invece, ricorrete ad un vecchio rimedio: succo di limone e mela grattugiata, in impacco per circa 30 minuti. (fonte www.benessereblog.it/)

Alimentazione Salutare e Riposo Pomeridiano per aumentare la Longevità

Ikariaè un’isola greca situata nel Mar Egeo il cui nome deriva da Icaro, il celebre personaggio mitologico che precipitò in mare nel tentativo di fuggire in volo dal labirinto di Cnosso.

Mitologia a parte, Ikaria ha almeno un altro elemento di interesse: l’1,1% della sua popolazione ha più di 90 anni.
Un dato che potrebbe lasciare indifferenti se non si aggiunge che, nel resto dell’Europa, solo lo 0.1% della popolazione supera i 90 anni di età. Quindi, gli abitanti di quest’isola hanno possibilità dieci volte maggiori di varcare e superare la soglia dei 90 anni rispetto ad un europeo medio.

Ecco perché la scienza ha voluto indagare sul segreto della longevità della popolazione dell’isola di Ikaria.
E la spiegazione, stando agli esiti di uno studio condotto dai ricercatori della Facoltà di Medicina dell’Università di Atene e diretto dal professor Christos Pitsavos e dalla dottoressa Christina Chrysohoou, sarebbe da ricercarsi in due aspetti specifici della vita degli isolani: la loro alimentazione tipica e il riposino pomeridiano che essi si concedono.

I ricercatori hanno analizzato per 5 mesi oltre 1400 dei circa 8000 abitanti dell’isola. Il 13% dei soggetti coinvolti aveva più di 80 anni.
I fattori presi in considerazione per essere valutati sono stati lo stile di vita, le abitudini alimentari e le condizioni di salute generale dei partecipanti.

Dall’analisi dei dati raccolti, è emerso che gli abitanti dell’isola mangiano regolarmente pesce, frutta, verdura e legumi, cibi che gli autori della ricerca definiscono dei veri e propri “scudi per il sistema cardiovascolare”. Inoltre, il loro consumo di olio di oliva è quotidiano, il che contribuisce a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e a contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi, responsabili dell’insorgenza di alcune delle principali patologie legate all’invecchiamento.
Infine, coloro che vivono sull’isola bevono poco caffè, preferendo invece il tè, bevanda ricca di antiossidanti, e sono soliti concedersi una rigenerante “siesta” pomeridiana, abitudine che sembra favorire il relax e ridurre lo stress.

Ulteriori aspetti di rilievo evidenziati dalla ricerca riguardano il fatto che la fascia più anziana della popolazione tende a mettere in atto comportamenti più virtuosi rispetto ai giovani, adottando un regime dietetico e uno stile di vita più salutare, e che condizioni patologiche quali il diabete, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia si manifestano in età più avanzata tra gli abitanti dell’isola rispetto al resto dei greci.

Secondo il professor Christos Pitsavos, oltre all’alimentazione sana e allo stile di vita corretto, la non comune longevità degli abitanti dell’isola di Ikaria potrebbe essere spiegata anche da fattori genetici.

In definitiva, abbiamo l’ennesima conferma dei grandi benefici per la nostra salute assicurati da una dieta sana ed equilibrata. E, in qualche modo, dovremmo cercare di prendere esempio dagli abitanti di Ikaria anche per quanto concerne il rallentamento dei ritmi di vita e la necessità di provare a rilassarci più spesso di quanto non facciamo di solito. (fonte www.megliosapere.info)

Frutta e Verdura di Stagione: la spesa di Agosto

Fresca, ricca d’acqua e sali minerali la frutta e la verdura di questo mese ci aiuta a tirarci su, a rinfrescarci, a dissetarci e soprattutto ad evitare una pericolosa disidratazione del nostro organismo, molto spesso causata dalle giornate di forte afa.

Tanto attese queste vacanze estive sono finalmente arrivate, e che c’è di più piacevole se non gustare una bella fetta di anguria dopo la siesta pomeridiana o assaporare un buonissimo e salutare piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino per cena al ritorno da una faticosa e rovente giornata al mare?

E allora vediamo cosa possiamo trovare sui banchi del mercato in questo caldo e ozioso mese di Agosto

VERDURA

Peperoni

Una particolarità  del Peperone è che risulta essere molto ricco di Vitamina C, e molto poco calorico. Difficile da digerire ( soprattutto se non spellato) ha però proprietà antiossidanti con effetti benefici sulla salute, essendo un ottima prevenzione contro  l’invecchiamento precoce, contro tumori e malattie cardiovascolari. Dalle diverse varietà, una tra le più particolari è certamente il peperoncino, dal sapore piccante, e dalle molteplici proprietà disinfettanti, antibatteriche e soprattutto afrodisiache.

Ravanelli

Croccanti e dal sapore piccante, i rossi Ravanelli aggiungono quel gusto in più ad insalate e piatti freddi. Fantastici da bere, in un cocktail analcolico insieme a pomodori e lattuga, i ravanelli contengono un buon livello di Vitamina C. Dalle proprietà calmanti era usato dagli antichi romani come rimedio per l’insonnia. Ideale da coltivare negli orti domestici, questo ortaggio ha inoltre proprietà diuretiche e depurative ed è un ottimo alleato per la nostra pelle, se frullati e stesi come maschera sul nostro viso, i ravanelli, ci aiutano infatti ad eliminare le fastidiose macchie che possono formarsi dopo la tintarella estiva.

E ancora nel vostro cesto delle verdure per questo mese potreste mettere:

FRUTTA

Anguria

Fresca e dissetante, l’Anguria è la regina del nostro cesto di frutta del mese di Agosto. Sotto forma di sorbetto ma anche semplicemente tagliata a fette, l’anguria (o cocomero) è ottima per concludere una leggera cenetta estiva. Questo frutto, dalla polpa rossa e carnosa arricchita da semini neri o bianchi, contiene per il per il 90% acqua, con pochissime calorie è dunque consigliata nelle diete ipocaloriche, ovviamente senza esagerare. Paragonabile ad un elisir di lunga vita, per le sue proprietà antiossidanti, l’anguria è veramente uno dei piaceri di questa calda e colorata estate.

Fichi

Come spuntino di metà  mattina, magari dentro una bella fetta di pizza bianca, i Fichi grazie alla loro consistenza e al dolcissimo sapore ci danno la carica giusta per affrontare le lunghe giornate di Agosto. Tecnicamente frutto unico in realtà, il fico, contiene 1.000 piccoli frutti considerati generalmente i semi. Dalle moltissime varietà, i fichi più comuni sono però quelli a buccia verde e nera. Molto ricco di sali minerali, questo frutto è però uno dei più dolci con il suo elevato contenuto calorico (74 kcal per 100 g). Dall’effetto lassativo, se consumati in abbondanza, il fico è una buona fonte di potassio, di ferro oltre che di A, B e C e di fibre.

More

Da Agosto ad inizio Settembre, le More così dolci e succose ci fanno leccare letteralmente i baffi se mangiate come dessert, spolverate con un po’ di zucchero di canna o ancor meglio ricoperte di morbida crema. Ricchissime di antiossidanti, di vitamina C, sono un’ottima prevenzione contro i tumori. Dall’elevato contenuto di fibre, grazie alla elevata quantità di semini, le more hanno anche proprietà depurative, diuretiche, antireumatiche e ci aiutano a combattere le malattie cardiovascolari mantenendo pulite ed elastiche le arterie, poiché contribuiscono ad eliminare il colesterolo “cattivo” dal sangue. La raccolta di more selvatiche, per buonissime marmellate fatte in case, potrebbe essere una buona scusa per armarsi di secchiello, e prepararsi ad una bella escursione campagnola.

Per tutto il mese di Agosto possiamo ancora trovare