Le nuove sorprendenti virtù del Mirtillo

Secondo una nuova scoperta dell’Istituto Agrario i mirtilli contengono anche i flavonoli glicosidi, composti naturali anticancerogeni e protettivi per le coronarie. Nel piccolo frutto fiino a 23 diversi flavonoli.
 
Che il mirtillo coltivato facesse bene alla salute già si sapeva, è noto infatti essere una straordinaria fonte di composti bioattivi, le antocianine. Tuttavia nei laboratori dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige si è scoperto che questi piccoli frutti contengono altre sostanze molto preziose: i flavonoli glicosidi, in particolare la quercetina, una classe di composti naturali noti per le loro proprietà antiossidanti, anticancerogene e di protezione dalle malattie coronariche.
Mirtillo coltivato “buono” come il mirtillo di bosco. Lo studio, durato quattro anni e finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, è stato pubblicato di recente sulla rivista scientifica americana “Journal of food composition and analysis”. 
L’articolo firmato da Urska Vrhovsek, Domenico Masuero, Luisa Palmieri e Fulvio Mattivi riguarda appunto l’identificazione e la quantificazione dei flavonoli glicosidi nelle differenti cultivar di mirtillo. “Abbiamo scoperto -spiega Urska Vrhovsek, ricercatrice del Dipartimento Qualità Alimentare e Nutrizione del Centro ricerca e innovazione – che il mirtillo coltivato è del tutto simile nella composizione al mirtillo di bosco. Può contenere in media circa 200 mg/kg di una complessa miscela contenente fino a 23 diversi flavonoli. Una singola porzione di mirtilli (150 grammi), fornisce quindi in media 30 milligrammi di flavonoli, ossia due-tre volte superiore a quelli che vengono giornalmente assunti nella dieta occidentale. Questo significa che il mirtillo coltivato è in assoluto una tra le fonti più concentrate di flavonoli glicosidi nella dieta umana”.
Mirtilli in cifre. La produzione attuale in Italia è di circa 1500 tonnellate a stagione (Fonte FAO 2009) ed è in forte aumento. La varietà più coltivata in Italia è la Duke (50 % della produzione totale), seguita da Brigitta Blue (30%). In Trentino, la produzione di mirtillo è iniziata nei primi anni Novanta grazie alla introduzione della varietà Brigitta e ha avuto un notevole aumento nei primi anni del Duemila per arrivare alle 680 tonnellate attuali (Fonte: Centro Trasferimento Tecnologico IASMA).

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