Daily Archives: dicembre 7, 2011

Il Carciofo aiuta la Digestione e brucia i Grassi

Tra gli ortaggi autunnali, il carciofo, come tutte le verdure e gli ortaggi amari, è un vegetale che ha ottime qualità disintossicanti ma, a sorpresa, anche snellenti. A tutti è noto il potere purificante sul fegato, ma meno scontate sono le sue virtù di riequilibrante intestinale: grazie a fibra e inulina, una sostanza che ha effetto prebiotico, il carciofo facilita infatti la produzione di batteri buoni ed efficaci per la salute del tratto intestinale e per contrastare il gonfiore dal punto vita.

Inoltre il carciofo esercita anche una funzione disintossicante sul sangue, che ha riflessi benefici sui livelli di colesterolo, sulla circolazione e sul drenaggio di liquidi e tossine: il merito è della cinarina, (un principio attivo contenuto nell’ortaggio), che stimola la digesione dei grassi, la produzione e il flusso della bile. Infine, il carciofo depura anche i reni, facilitando l’eliminazione delle tossine attraverso la diuresi. In ultima analisi, dunque, depurando fegato e reni e sgrassando i vasi sanguigni, il carcioforegala una ferzata al nostro metabolismo, e ci fa sentire più leggeri e attivi.

Per queste straordinare proprietà, tenendo conto che contiene appena 60 kcal per 100 grammi, il carciofo è un alimento essenziale per chi vuole perdere peso, facilmente e senza rinunciare al piacere e al gusto. Ma per beneficiare al meglio di queste proprietà, è bene che il carciofo sia fresco, biologico e venga consumato crudo, in insalata o in pinzimonio, ancora meglio se come antipasto.

Se invece si preferisce in cottura, quella migliore è al vapore oppure la bollitura in pochissima acqua. Bisogna però ricordare che il carciofo cotto perde parte del suo principio aaro e riduce di molto le sue proprietà sgonfianti e diuretiche.

L’acqua di cottura dei carciofo non è mai da buttare via perchè contiene tutti i principi attivi del vegetale interno. Per prima cosa, il liquido di cottura si può usare come base per preparare una minestra di verdure, che in questo modo diventa più ricca di fibre. Un bicchiere dell’acqua di cottura assunta a digiuno è un elisir depurativo per fegato, reni e linfa.

Se hai intenzione di bere l’acqua di cottura, è bene cuocere non solo il cuore del carciofo, ma anche le bratee esterne, le foglie e soprattutto il gambo; contiene gli stessi principi attivi delcuore, basta solo privarlo della parte esterna con un pelapatate. (fonte www.mondobenessereblog.com)

Le Donne possono proteggersi dall’Ictus con Frutta e Verdura

Frutta e verdura fanno bene alle donne non solo in linea generale, ma anche offrendo loro protezione dal rischio di ictus, indipendentemente dal fatto che si abbia una familiarità con malattie cardiocircolatorie. E’ quanto afferma un nuovo studio svedese, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of the American Heart Association.

Il merito dello “scudo-anti-ictus” è degli antiossidanti contenuti nei vegetali, che combattono lo stress ossidativo, un processo che origina dallo squilibrio tra la produzione di radicali liberi che danneggiano le cellule e la capacità del corpo di neutralizzarli.

La conseguenza dello stress ossidativo è un’infiammazione generalizzata o localizzata, ma può preludere anche a molte malattie ben più gravi. In questi casi, possono arrivare in soccorso gli antiossidanti, contenuti in buona quantità in frutta e verdura. Tra questi, citiamo i flavonoidi, i carotenoidi e le vitamine come la C e la E.

Contro lo stress ossidativo pare svolgano un ruolo di primo piano proprio i flavonoidi, che contribuiscono a migliorare la funzione endoteliale – in parole semplici l’equilibrio e la corretta funzione vascolare – e diminuiscono la pressione sanguigna, l’infiammazione e la coagulazione.

Ecco dunque l’importanza di assumere alimenti ricchi di antiossidanti. “Mangiare alimenti ricchi di antiossidanti può ridurre il rischio di ictus inibendo lo stress ossidativo e l’infiammazione”, spiega la dottoressa Susanne Rautiainen, autrice principale dello studio. “Ciò significa che le persone dovrebbero mangiare più alimenti come frutta e verdura che contribuiscono alla capacità antiossidante globale”.

I ricercatori del celebre Karolinska Institutet (Svezia) hanno condotto il loro studio basandosi sullo Swedish Mammography Cohort che ha coinvolto 36.715 donne, di cui 31.035 esenti da malattie cardiovascolari e 5.680 con una storia di malattia cardiaca alle spalle. Le donne partecipanti allo studio avevano un’età compresa tra i 49 e gli 83 anni.

Gli autori dello studio hanno poi seguito per circa 11 anni e mezzo le donne senza storia di malattie cardiache e 9 anni e mezzo le donne con storia di malattia. Il periodo di follow-up è durato dal settembre 1997, fino alla data del primo ictus o morte, al 31 dicembre 2009, a seconda di quale evento si è verificato prima.

Dai dati raccolti si è scoperto che durante questo lasso di tempo vi erano stati 1.322 casi di ictus tra le donne senza storia di malattia cardiovascolare e 1.007 ictus tra le donne con una storia di malattie cardiovascolari. Le valutazioni, durante il periodo di osservazione, sono state fatte utilizzando un questionario circa la dieta seguita dalle donne partecipanti, insieme ad un database standard atto a determinare la capacità antiossidante totale (CAT) delle partecipanti.

I risultati hanno mostrato come la capacità antiossidante totale fosse inversamente proporzionale al rischio di ictus: maggiore era la CAT, minore era il rischio.

“In questo studio, abbiamo preso in considerazione tutti gli antiossidanti presenti nel la dieta, tra cui migliaia di composti, in dosi ottenute da una dieta normale – sottolinea Rautiainen – Le donne con un alto apporto di antiossidanti possono essere più attente alla salute e hanno un tipo di comportamenti sani che possono aver influenzato i nostri risultati”.

“Tuttavia, l’associazione inversa osservata tra la CAT della dieta e l’ictus è perdurata anche dopo gli aggiustamenti per i potenziali fattori confondenti legati al comportamento sano come il non fumare o lo svolgere attività fisica”, conclude la ricercatrice. (fonte www.freshplaza.it)

I Cibi che rendono più brillante il Sorriso

Per mantenere bianchi i denti e smagliante il sorriso, occorre stare attenti anche a quello che c’è nel piatto. Dall’americano Wake Forest Baptist Medical Center arrivano infatti raccomandazioni precise su che cosa mangiare per non intaccare il candore dei denti. Se è vero infatti che spesso è ciò che si mangia e si beve a ingiallire o ad annerire il sorriso, è altrettanto vero che alcuni alimenti possono aiutare a mantenere una dentatura bianca e in salute. Frutta e verdura croccanti ad esempio, come mele, cavolfiori, sedano, grazie alla loro azione meccanica contribuiscono alla pulizia dei denti durante la masticazione. Non solo, promuovendo la salivazione, questi alimenti proteggono dagli acidi che danneggiano lo smalto dei denti.  

Chi tiene a mostrare incisivi e canini immacolati, invece, dovrebbe stare alla larga da caffè, tè, bevande zuccherate, salsa di soia, vino e perfino dai mirtilli con il loro “minaccioso” colorito violaceo. Senza dimenticare inoltre uno dei principali responsabili di un giallognolo sorriso: il tabacco. «I piccoli accorgimenti a tavola, se adottati con regolarità, — sottolinea Raymond Garrison, odontoiatra dell’istituto statunitense — eviterebbero di ricorrere con troppa frequenza a procedure di sbiancamento che potrebbero rendere i denti eccessivamente sensibili e danneggiarne lo smalto».  (fonte www.corriere.it)