Daily Archives: marzo 5, 2012

Alimenti privi di Istamine: ecco quali sono

Prima di parlare di quali sono gli alimenti privi di istamine, è importante capire di cosa stiamo parlando.

molecola di istamina

L‘istamina è una sostanza chimica (un neurotrasmettitore) che l’organismo produce in relazione ad una reazione allergica. Ha proprietà vasodilatatrici ed è per questo che ad esempio in seguito alla puntura di una zanzara la parte diventa rossa e prurignosa. Alte concentrazioni di istamina nel sangue possono portare a shock anafilattico (e questo si manifesta in caso di contatto con un allergene), il caso estemo, più grave di allergia e conseguente sviluppo di istamina.

molecola di adrenalina

Solo l’adrenalina (epinefrina) somministrata prontamente può abbassare rapidamente i livelli di istamina nel sangue, mentre i comuni farmaci antistaminici agiscono lievemente e dunque riescono solo a controllare la sintomatologia (come nel caso della dermatite da contatto o dell’allergia primaverile).
E’ chiaro che la prevenzione diventa un’arma fondamentale.

Un 1% della popolazone mondiale però risulta essere intollerante all’istamina: tra i sintomi, il prurito, l’orticaria, vomito e diarrea, mal di testae/o vertigini. Essenzialmente ad essere colpite da questo disturbo sono le donne di mezza età. A queste persone (o in generale a chi ha problemi di salute legati ad alti contenuti di istamina nel sangue) si suggerisce una dieta di alimenti privi di istamina, omde evitare un accumulo maggiore di tale sostanza. Va detto infine che esistono cibi con alte quantità di istamina e cibi invece in grado di indurne la creazione da parte dell’organismo. Ecco allora una lista di alimenti da evitare e quelli free.

In generale possiamo dire che maggiore è il tempo di conservazone (o stagionatura) e lavorazione di un alimento e più alta è la quantità di istamina contenuta. Ne saranno dunque ricchi (e da evitare): le bevande alcoliche (soprattutto vino rosso, alcune birre ed il saké); formaggio (con un periodo di lunga stagionatura); tutte le carni lavorate, salsicce e affettati in particolare; il pesce ed i frutti di mare (soprattutto se conservati in salamoia o in scatola); lievito, caffé e cacao; soia e tofu; farina di frumento; verdure sottaceto o lavorate; tutti i frutti solitamente allergizzanti come le fragole ed il kiwi, ma anche banane, agrumi, pere ed ananas. Via libera a latte fresco e ricotta, grano e pane fresco, biscotti e pizze fatti in casa con gli alimenti consentiti; cereali per la colazione a base di grani semplici avena, riso soffiato, fette biscottate;

Pasta in bianco; tutte le verdure fresche o congelate e la frutta ed i succhi di frutta ad eccezione di quelli derivati da sostanze segnalate (pomodori, frutti allergizzanti, melanzane, zucca crauti e spinaci); consentite tutte le carni fresche ed il pollame; l’uovo cotto, i legumi, e lo zucchero, oltre all’olio vegetale. (fonte salute.pourfemme.it)

Denti, Gengive e Alimentazione

La carie è il principale problema dentale negli Stati Uniti. La maggior parte delle carie è causata dal consumo continuo di zuccheri raffinati e amidi, che si mischiano alla saliva formando un acido che corrode lo smalto dei denti.
Si possono controllare le carie evitando cibi a base di carboidrati raffinati, seguendo una dieta nutritivamente equilibrata, e con un’attenta igiene orale, che comprende la spazzolatura dei denti e delle gengive. Oltre ad un’igiene insufficiente la carie può essere causata anche da infezioni, da malattie del sangue e da endocrinopatie. La pulizia degli spazi interdentali con il filo dentale dopo i pasti e le merende è una precauzione supplementare che permette di prevenire la perdita dei denti dovuta a malattie delle gengive.
Benché la carie costituisca la principale malattia dentale, un disturbo conosciuto come periodontite è responsabile della perdita di un numero maggiore di denti della carie. Tre americani su quattro vengono colpiti da problemi alle gengive di diverso tipo. L’infiammazione delle gengive inizia con la placca, un miscuglio di cibo, batteri e muco che si infiltra negli spazi tra i denti e le gengive. Questa sostanza, se non viene asportata dalla base dei denti con lo spazzolino, col filo interdentale o con la pulizia effettuata dal dentista, si indurisce e forma il tartaro che irrita e infetta le gengive.

Le sostanze nutritive possono essere d’aiuto. I bioflavonoidi, presenti negli alimenti ricchi di vitamina C sono benefici in caso di gengive che sanguinano.
Benché tutti i minerali e le vitamine siano necessari per la formazione e la salute dei denti, un’assunzione adeguata di vitamina C è specialmente utile per la prevenzione della gengivite e della piorrea dato che una carenza di questa vitamina può causare l’indebolimento e la rottura dei denti. Si ritiene che la vitamina A controlli lo sviluppo e la salute generale delle gengive: una carenza di questa vitamina sfocia spesso nell’infezione gengivale. La vitamina A è necessaria anche per lo sviluppo dentale dei bambini. I minerali importanti per la salute dei denti sono il sodio, il potassio, il calcio, il fosforo, il ferro e il magnesio. La vitamina D è essenziale per l’assorbimento del calcio. 

Una dieta variata a base di frutta fresca, verdure a foglia verde, verdure crude, e pane integrale fornirà ai denti, alle gengive e all’organismo le vitamine e i minerali essenziali per la salute dei denti.

Il fumo raddoppia il rischio di gengiviti perché deprime il sistema immunitario.
Le erbe indicate sono la larrea divaricata (per gli sciacqui in caso di mal di denti, carie e gengiviti), le foglie di salvia, la tintura di mirra (si trova nei dentifrici), i semi di cardamomo (da masticare), l’altea (infusione per i dolori alla bocca e alle gengive), la romice (gengiviti), la mirica (gengive spugnose), le foglie di noce e le foglie di aloe vera fresca sfregate direttamente sulle gengive (per irritazioni causate da dentiera o altro). I rimedi omeopatici sono Hypericum per le nevralgie, Phosphorus 6C, Salvia officinalis per l’alveolite e Mercurius solubilis 6c. I rimedi per il dolore sono Chamomilla, la tintura di Plantago majus, l’Hypericum e la Belladonna.
L’aromaterapia per la gengivite include il cipresso, la mirra e la melaleuca. (fonte www.laleva.cc)

Frutta e Verdura piu’ vita sana: cosi’ il rischio Tumore Cala del 30%

Mettere in tavola frutta e verdura, unendola ad una vita sana, riduce del 30% la probabilità di comparsa dei tumori. A ricordarlo, l’Ispo, l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica, rappresentato dal dottor Domenico Palli. Come sostiene Palli, da tempo la scienza ammette come almeno 1 cancro su 3 nasca per una cattiva dieta. Da poco, tuttavia, è emerso il ruolo degli antitumorali alimentari: molecole, presenti in alcuni cibi, che difendono le funzioni-chiave dell’organismo ed agiscono come corazze contro i tumori.

A riguardo il lavoro è in corso. Infatti, spiega Palli, fino a poco tempo fa l’effetto anti-tumore era valutato in maniera approssimativa. Alcune ricerche, condotte su campioni ampi, mostravano l’effetto positivo (o negativo) di un cibo contro una determinata malattia.

Ora, le dinamiche dei processi sono molto più chiare. Ad esempio, il tumore al seno: numerose indagini hanno mostrato come la neoplasia sia favorita da consumo di alcol, poca attività fisica ed effetti post-menopausa. Al contrario, attività fisica e verdura (a foglia verde) riducono il rischio.

Tali indicazioni sono stati rafforzate: ad esempio, lo studio Epic (European prospective investigation into cancer and nutrition study). Condotto da ricercatori italiani e stranieri, Epic ha valutato un numero elevato di volontari ed esaltato il consumo di verdura cotta, capace di ridurre di un terzo il rischio di cancro al seno.

Inoltre, le moderne tecniche danno la misura dell’azione della dieta direttamente nelle cellule. A riguardo, un lavoro in collaborazione tra ISS ed Airc ha preso in esame il peso dell’alimentazione sui telomeri, la parte terminale dei cromosomi. Gli esperti hanno lavorato su 56 persone sane, registrando la loro alimentazione e cercandone le conseguenze a livello genetico. Risultato, un’alimentazione a base di verdure, antiossidanti e carotene aumentava la lunghezza dei telomeri, difendendo le cellule da invecchiamento e danni. (fonte www.freshplaza.it)

I cibi Antiossidanti contro l’Invecchiamento

Il segreto per restare giovani fisicamente e mentalmente? Dipende da quello che mangiate. Non si tratta però solo di evitare alcol e cibi come grassi e dolci, bensì di scegliere quegli alimenti che contengono sostanze capaci di rallentare i processi di invecchiamento. Secondo una ricerca dello Human Nutrition Research Center on Aging di Boston alcuni studiosi hanno stabilito un punteggio anti invecchiamento espresso in unità di Orac, cioè capacità di assorbimento dei radicali liberi.

radicali liberi sono generati dall’organismo come conseguenza di numerose reazioni biochimiche, sono molecole molto reattive che danneggiano le strutture cellulari attraverso l’ossidazione di componenti delle cellule. Si accumulano per l’eccesso di proteine e grassi saturi nell’alimentazione, il fumo, l’esposizione all’inquinamento atmosferico ed alle radiazioni solari, l’abuso di farmaci o alcool, e in alcune patologie come stati infiammatori e diabete.

Per avere il massimo potere anti invecchiamento occorre consumare cibi per un totale di 3.000-5.000 unità di Orac al giorno, tenendo conto di queste regole:

  • mangiare ogni giorno 9 porzioni di cibi antiossidanti,
  • suddividerli nei tre pasti principali
  • cuocere poco la verdura per non deteriorare le sostanze contenute.

Ed ecco l’elenco di alcuni cibi da scegliere divisi in tre gruppi in base al loro potere antiossidante.

Alimenti contenenti da 35 a 500 unità di Orac per porzione
1 cetriolo 36 unità
1 pomodoro 116 unità
1 porzione spinaci crudi 182 unità
3 albicocche 172 unità
3 fette di melone 197 unità
1 carota 200 unità
1 pera 222 unità
1 banana 223 unità
1 grappolo uva bianca 357 unità
1 cucchiaio cipolla 360 unità
1 cucchiaio uvetta nera 396 unità
1 porzione fagioli cotti 404 unità
1 pesca 248 unità
1 mela 301 unità
1 melanzana 326 unità
1 cipolla 450 unità
1 kiwi 458 unità

Alimenti contenenti da 500 a 1200 unità Orac per porzione
1 peperone 529 unità
1 grappolo uva nera 569 unità
1 avocado 571 unità
1 patata arrosto 575 unità
1 susina 626 unità
1 barbabietola 840 unità
1 porzione broccoli 890 unità
1 porzione di cavolini di Bruxelles 980 unità
1 bicchiere succo arancia 1142 unità
1 tazza di fragole 1170 unità
1 pompelmo rosa 1188 unità

Alimenti contenenti oltre 1200 unità di Orac per porzione
3 prugne secche 1454 unità
1 tazza di more 1466 unità
1 porzione barbabietole rosse cotte 1782 unità
1 porzione spinaci cotti 2042
1 porzione cavolo cotto 2048 unità
1 tazza di mirtilli 3480 unità
1 bicchiere di succo di uva nera 5216 unità

(fonte www.mondobenessereblog.com)

Pulsatilla: la pulsatilla in Omeopatia

A cosa serve la pulsatilla? Il termine Pulsatilla si riferisce a un genere di piante erbacee decidue perenni, a cui appartengono circa trenta specie di piante. Le praterie sassose, e i prati, i pascoli subalpini rappresentano il suo l’habitat di crescita preferenziale. La Pulsatilla fiorisce principalmente in America e in Eurasia ed è nota anche come “fiore di Pasqua”, in quanto le infiorescenze appaiono durante le vacanze pasquali; altri nomi comuni di questa pianta erbacea sono: “erba del vento” e “croco dei parti”.

L’aspetto della Pulsatilla si caratterizza per la presenza di fiori campaniformi di colore viola scuro con la zona centrale arancione, e con foglie ricoperte da una sottile peluria argentea. Il nome deriva appunto dalla peluria della pianta, che al vento sembra quasi che pulsi.

La Pulsatilla è da sempre utilizzata in Europa e in America a scopi medicinali. Gli indigeni, ad esempio, sfruttavano la pianta del guaranà per le sue proprietà benefiche in ambito ostetrico e altri prodotti erboristici per curare alcuni problemi riproduttivi. Tuttavia, è solo in epoca moderna che sono stati scientificamente riconosciuti gli effetti terapeutici di molte piante. L’omeopatia, ad esempio, si serve di preparati a base di piante medicinali. Questa scienza offre un metodo terapeutico alternativo, sfruttando il principio del similia similibus curantur, secondo cui il rimedio per una determinata malattia è offerto da una sostanza che, assunta da una persona sana, causa gli stessi sintomi osservabili nella persona malata. Le medicine alternative, e l’omeopatia tra queste, non hanno una validità scientifica riconosciuta, ma molte persone che ne fanno uso, ne dichiarano l’efficacia.

Terapia omeopatiche con pulsatilla

Le terapie omeopatiche a base di Pulsatilla vengono utilizzate per quelle patologie legate al colore giallo e verde, come in caso di raffreddori, sinusiti, asma, emicrania, infezioni oculari, indigestionibruciori di stomaco, problemi mestruali, menopausa, sbalzi d’umore, ansia e depressione. In questi casi, viene estratto il succo della pianta secca, che deve essere bollito adeguatamente prima di essere utilizzato, altrimenti può risultare tossico, causando diarrea, convulsioni, vomito, fino al coma. Inoltre, le donne in gravidanza non dovrebbero farne uso, per evitare complicazioni per il feto.

In omeopatia, le terapie vengono prescritte in base alle problematiche del paziente, ma soprattutto in base alla sua personalità. Si possono infatti individuare delle tipologie di individui, a cui viene dato il nome di ciascun rimedio in cui si essi si rispecchiano maggiormente. Nel caso del tipo Pulsatilla, si tratta soprattutto di donne dall’aspetto quasi marmoreo, con la pelle pallida al punto da far trasparire la rete venosa, capelli e occhi chiari, cerchiati spesso da occhiaie violacee. Questa categoria di donne è soggetta a  frequenti variazioni d’umore, e il temperamento è dolce, timido e remissivo, ma  che può tuttavia alterarsi in irritabile e suscettibile. Il carattere è caratterizzato da: indecisione nelle scelte, malinconia e  gelosia. Una donna del tipo Pulsatilla ricerca certezze e sicurezza e ha una costante paura dell’abbandono. Freddolosa, teme il caldo e ricerca costantemente l’aria fresca; infatti durante la notte tende a tenere i piedi fuori dal letto. Soffre spesso di raffreddori e malattie influenzali, febbre e attacchi di tosse notturni. Il ciclo mestruale si presenta con dolori, crampi, mal di testa e sbalzi d’umore.

La Pulsatilla aiuta questa tipologia di individui a trovare sollievo dall’influenza, febbre, riniti allergiche, naso chiuso, bruciore agli occhi, gola secca e costante senso di sete. Facilita la digestione, diminuendo la fermentazione dei cibi grassi, che causano indigestioni, dolore addominale, bruciore di stomaco, flatulenza.

Nelle donne di qualsiasi età, aiuta a raggiungere e mantenere l’equilibrio nella produzione ormonale, in particolare in caso di sindrome premestruale. Previene e cura, infatti, i crampi addominali e il mal di schiena, tipici del ciclo mestruale irregolare. Si rivela un sollievo efficace anche durante la menopausa, in quanto la sua azione si esplica anche sulle vampate di calore.

Migliora la circolazione venosa, aspetto correlato al pallore della pelle di questi soggetti, da cui spesso traspaiono i vasi sanguigni.

La realizzazione del prodotto omeopatico prevede diverse fasi. Inizialmente, viene realizzata la cosiddetta “tintura madre” a partire dalla corteccia della pianta, che viene lasciata a macerare in alcol. Successivamente si effettuano le diluizioni, utilizzando una goccia di tintura madre e 99 di alcol; questa è la diluizione 1:100, che in commercio corrisponde alla diluizione 1 CH. Il procedimento viene ripetuto in base alla diluizione necessaria; in particolare1000 CH starà ad indicare che il procedimento è stato ripetuto per mille volte.  Nel caso della Pulsatilla, le diluizioni più basse vengono solitamente prescritte per problemi episodici e acuti, mentre quelle più alte sono adatte nei casi cronici. La Pulsatilla è disponibile sotto forma di granuli, gocce, fiale o spray nasali specifici per le riniti.

Assunzione dei rimedi omeopatici con pulsatilla

Tutti i prodotti omeopatici vanno assunti almeno venti minuti prima dei pasti, depositandoli sotto la lingua, in quanto l’assorbimento a livello della lingua è molto più rapido di qualsiasi altro, favorendo il passaggio della sostanza assunta direttamente in circolo, senza passare attraverso il tubo digerente. È importante non toccare direttamente i granuli con le mani o con le labbra, per non comprometterne la purezza e quindi l’assorbimento. Inoltre, è bene evitare di fumare e bere bevande diverse dalla semplice acqua oligominerale, almeno dieci minuti prima e dopo l’assunzione del rimedio omeopatico.

Molto spesso capita che durante le prime ore dall’inizio della terapie con questo tipo di prodotti, possa verificarsi un aumento dei sintomi che vogliamo invece curare. Sembra paradossale ma invece non lo è! Ciò non deve allarmare, anzi, è il segnale che la terapia è quella corretta e che sta agendo in maniera efficace. Infatti, secondo la “Legge di Hering” sull’omeopatia, l’individuo che inizia una cura di questo tipo, rivivrà e quindi eliminerà, prima i sintomi comparsi più recentemente, e poi quelli con origine più remota. L’omeopatia fa emergere all’esterno il disagio che porta alla comparsa del problema, anziché sopprimerlo, non limitandosi solo a curare i sintomi, ma anche la causa scatenante, concetto fondamentale soprattutto in caso di malattie psicosomatiche.

Benefici del rimedio omeopatico e naturale della pulsatilla

Riassumendo, quindi, la Pulsatilla aiuta a migliorare i sintomi dovuti a problemi a carico di:

  • Mucose: favorisce il miglioramento dei disturbi che provocano secrezioni mucose di colore giallo-verdastro, come nel caso del raffreddore o di congiuntiviti oculari.
  • Circolazione: molto utile in caso di vene varicose, flebiti, gambe e mani gonfie e dolenti, geloni.
  • Digestione: aiuta in caso di digestione lenta e difficile, addome gonfio e dolente, acidità e bruciori di stomaco,emorroidi.
  • Respirazione: è molto utile in caso di asma bronchiale, soprattutto se dovuta a problemi allergici. Favorisce l’espettorazione dei muchi in caso di congestione, aiutando a curare raffreddori, influenza, bronchiti e altre affezioni alle vie respiratorie. Nel caso di soggetti del tipo Pulsatilla, i sintomi legati a questi problemi, migliorano all’aria aperta.
  • Apparato genitourinario: è un valido aiuto per l’incontinenza urinaria emotiva, soprattutto nei bambini che tendono a fare pipì a letto. Nelle donne è molto efficace per migliorare i sintomi della sindrome premestruale, e per regolarizzare il ciclo mestruale. Nelle donne in fase di allattamento, favorisce la fisiologica produzione e secrezione di latte. È utile anche negli uomini che soffrono di orchite, epididimite o nevralgia testicolare.
  • Sistema nervoso: rappresenta un efficace rimedio per insonnia, depressione ipocondriaca, ansia. Aiuta ad alleviare il mal di testa dovuto al ciclo mestruale, indigestione, intasamento catarrale.
  • Orecchie: il tipo Pulsatilla soffre spesso di dolore alle orecchie e otiti
  • Occhi: previene le infezioni a carico della congiuntiva oculare, caratterizzate da bruciore, prurito, secrezioni giallastre.

Considerazione finale sulla pulsatilla e l’omeopatia

In conclusione, la Pulsatilla è un rimedio omeopatico che per la sua delicatezza è adatto ad adulti, e bambini particolarmente sensibili, indecisi, riservati. Si tratta di una pianta, considerata sottogenere dell’anemone, che cresce soprattutto in ambito alpino e appenninico. È molto utilizzata in omeopatia, grazie alle sue proprietà curative: ha un’azione sedativa ed analgesica, ma può essere usata anche per calmare la Sindrome Premestruale ed i suoi sintomi: mal di testa, pancia gonfia, dolori addominali, ecc (fonte www.inerboristeria.com)