Daily Archives: marzo 9, 2012

Il Mal di Testa? Non è una scusa Uno studio «assolve le donne»

«Scusa caro, ho il mal di testa». L’alibi femminile più inflazionato tra le lenzuola, in realtà, non è una scusa ma una verità scientifica dimostrata: l’emicrania è davvero un killer dell’amore. Nel 90% delle donne colpite si associa infatti a oggettivi problemi sessuali, e in un caso su 5 affossa il desiderio. Ad assolvere generazioni di mogli e compagne, ingiustamente accusate di «inappetenza», è uno studio dell’università di Pavia, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine. Primo nome nella lista degli autori quello di Rossella Elena Nappi, nota ginecologa e sessuologa, docente all’ateneo pavese e in forze alla Struttura di ostetricia e ginecologia della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo. «Finalmente abbiamo liberato le donne – dice – Ora, infatti, nessuno potrà più dire che usano il mal di testa come una scusa» per negarsi al partner.

LO STUDIO – Insieme ai colleghi dell’Irccs Istituto neurologico nazionale Mondino di Pavia, sede di un Centro cefalee tra i principali di riferimento nella Penisola, gli studiosi dell’università e del Policlinico hanno reclutato 100 donne, di età media 40 anni, tutte in cura per emicrania con o senza aura, oppure per cefalea tensiva sia episodica che cronica (più di 15 giorni di mal di testa ogni mese). «Tutte pazienti con un grado severo di disturbo, e per questo assistite in un centro di III livello – precisa Nappi – che spesso avevano anche una storia di abuso di farmaci analgesici». Le donne sono state sottoposte a test neurologici per valutare i livelli di ansia e depressione; è stata analizzata attentamente la loro storia medica e farmacologica, e attraverso specifici questionari si è indagato sulle loro performance sessuali e sul grado di stress «a letto». Risultato: 9 pazienti su 10 riferivano una vita sessuale inferiore agli standard definiti di normalità; quasi 3 su 10 (29%) si confessavano stressate per questo disagio, e il 20% dichiarava un calo della libido

IL DOLORE – «Insieme agli amici del Mondino – spiega Nappi – abbiamo pensato a questo studio partendo dal presupposto che la cefalea, essendo un dolore che si ripresenta spesso, per vari motivi può avere un impatto negativo anche sulla qualità della vita sessuale di chi ne soffre. Così abbiamo verificato che i meccanismi di vulnerabilità al dolore sono comuni», e quindi che «il mal di testa può provocare anche dolore sessuale, inteso in generale come percezione di sofferenza a 360 gradi nel rapporto intimo». «La cefalea – puntualizza la ginecologa e sessuologa – affonda le sue radici in aspetti vascolari, incide sul tono umore, e le pazienti assumono anche molti farmaci con possibili effetti collaterali. Abbiamo osservato che sono proprio le donne che più abusano di analgesici a riportare problemi sessuali – aggiunge Nappi – Questo può dipendere dal fatto che, così come nell’uomo alcuni di questi medicinali interferiscono con la funzionalità sessuale, anche nella femmina può succedere lo stesso». (fonte www.corriere.it)

I Benefici dell’Olio di Argan

Le virtù cosmetiche dell’olio di Argan sono ormai conosciute, è considerato un prezioso prodotto antietà per preservare bellezza, pelle elastica, capelli sani. Meno conosciute, ma altrettanto efficaci, sono le sue proprietà nutrizionali. Poche persone sanno, infatti, che quest’olio è ricchissimo di nutrienti essenziali e salutari per l’organismo. Tanto che l’olio di Argan si può paragonare, sul fronte benefici, all’olio extravergine di oliva.
Per alcune componenti, è addirittura più ricco del suo “cugino” mediterraneo.

Usato storicamente nella cucina tradizionale marocchina, l’olio di Argan si sta facendo strada in quei settori della gastronomia e dell’opinione pubblica più attenti e coriosi verso i prodotti etnici e anche benefici per la salute. La pianta di Argan, che cresce soltanto nel sud-ovest del Marocco e che si è adattata bene al clima arido di quelle zone, nel 1988 è stata classificata dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità.

L’olio di Argan ha un alto contenuto di grassi polinsaturi e acidi grassi, motivo per cui è consigliato dai nutrizionisti. Aiuta a regolare i livelli di colesterolo, in particolare, grazie all’alta concentrazione di acido oleico, un grasso monoinsaturo che qui di trova in quantità elevate.

Ha un’alta concentrazione di sostanze antiossidanti. In particolare, ha un alto contenuto di vitamina E, il doppio rispetto all’olio d’oliva che agisce come uno spazzino, rimuove i radicali liberi dai tessuti e, così facendo, conserva la funzionalità del sistema nervoso e la sua resistenza agli agenti stressanti legati a stress, cibo scadente, farmaci e tanto altro. L’olio di Argan contiene anche una importante quantità di vitamina A.

Il suo consumo aumenta la concentrazione di pepsina, il più importante degli enzimi digestivi presenti nei succhi gastrici. La pepsina, in particolare, ha il compito di scomporre le proteine in aminoacidi. Favorendo la produzione di pepsina, l’olio di Argan usato nei cibi e come condimento aiuta il naturale processo della digestione.

L’olio di Argan è molto digeribile e per questo adatto all’alimentazione dei più piccoli. È consigliabile per i bambini anche per un’altra ragione: il loro sistema nervoso è in costruzione e richiede tanti acidi grassi. Se si forniscono quelli di ottima qualità a tavola, un po’ come usare materie prime di alta qualità per la costruzione di un edificio, l’organismo sarà in grado di formare un sistema nervoso ben funzionante. (fonte www.mondobenessereblog.com)

La Coca-Cola è Cancerogena?

La Coca-Cola è stata costretta a cambiare la sua ricetta dopo ben 126 anni, apportando delle piccole modifiche alla sua formula segreta per evitare di essere additata come una bevanda cancerogena.
L’anno scorso, infatti, la California ha aggiunto alla lista nera delle sostanze cancerogene il composto 4-methylimidazole, presente nel colorante utilizzato dalla Coca-Cola.

La Coca-Cola avrebbe potuto continuare ad usarlo, a patto però di segnalare sull’etichetta la presenza di sostanze cancerogene, con tutti i danni di immagine e le perdite economiche che ne sarebbero inevitabilmente conseguiti.

Così ha preferito ridurre le percentuali di 4-methylimidazole presenti nei suoi coloranti. Il risultato è una Coca-Cola con un colore un tantino diverso da quello che conosciamo, ma il sapore invariato, almeno così assicurano dalla Coca-Cola.
La Coca-Cola è stata costretta a cambiare formula per via delle pressioni alla FDA, la Food and Drug Administration, da parte dell’associazione dei consumatori Center for Science in the Public Interest.
La Coca-Cola dunque è cancerogena nella sua formula originale? Sì, se beviamo oltre 1000 lattine al giorno ma in tal caso il nostro problema più urgente non sarebbe certo il cancro, moriremmo prima per l’overdose di caffeina.
L’American Beverage Association afferma che nessuno studio ha provato che il composto 4-methylimidazole è cancerogeno.
Il CSPI rilancia l’accusa con un suo studio.  (fonte www.benessereblog.it/)

I Miracoli della Frutta

LA FRUTTA VA MANGIATA IN MODO CORRETTO

Tutti pensiamo che mangiare frutta significhi comprarla, sbucciarla, affettarla e portarla alla bocca. Ma non è così semplice e banale. E’ importante sapere come e quando mangiarla. La prima regola è di non mangiarla mai a fine pasto, ma sempre a stomaco vuoto. Se voi imparerete a mangiare tanta frutta, e a farlo nel modo corretto, essa giocherà un ruolo basilare nella detossificazione del vostro sistema corporale, e metterà a vostra disposizione una enorme quantità di energia utile a farvi perdere eventuale sovrappeso e a condurre al meglio tutte le altre migliorie corporali.

NELLA FRUTTA STA IL SEGRETO DELLA BELLEZZA E DELLA SALUTE

TRE GIORNI A SOLA FRUTTA PER UNA BELLA RIPULITA INTERNA

Si può sempre optare per un semidigiuno di 3 giorni a sola frutta per una ripulita del corpo. Basta consumare solo frutta e succo di frutta fresco da mattina a sera, per 3 giorni, e sarete sorpreso dai vostri amici e dai vostri familiari, che si accorgeranno di quanta salute radiante emetta il vostro viso!

QUALI I MIGLIORI FRUTTI? KIWI E MELE SONO QUIALCOSA DI SPECIALE.

Il kiwi è piccolo ma potente e concentrato. Ottima fonte di potassio, magnesio, vitamina-E e fibra. Il suo contenuto di vitamina-C è doppio rispetto all’arancia. Una mela al giorno tiene lontano il medico di torno? E’ verissimo. Sebbene sia bassa in vitamina-C è dotata di antiossidanti e di flavonoidi che, al pari dell’acido ascorbico, abbassano il rischio di cancro al colon e di cardiopatie.

ARANCE E FRAGOLE NON SONO DA MENO

Le fragole sono frutti protettivi, dotate come sono di poteri anti-ossidanti e di azione specifica contro quei radicali liberi che causano intasamenti vascolari e infiammazioni. L’arancia rappresenta quanto di meglio esista. Trattasi di medicina dolce e naturale. Una manciata di arance al giorno azzera raffreddori e riniti, abbassa il colesterolo, previene e dissolve i calcoli renali e annulla il rischio di cancro intestinale.

ANGURIE E MELONI PER DELIZIARCI, PER TRONCARE LA NOSTRA SETE E PER RICOSTITUIRE LA NOSTRA CARICA IMMUNITARIA

L’anguria rappresenta quanto di meglio esista per soddisfare la sete. Composta del 92% di acqua, è anche confezionata dalla natura con una dose gigantesca di glutatione, basilare per dare la carica al sistema immunitario. E’ anche una fonte-chiave di licopene, il maggior anti-ossidante e anti-cancro previsto in natura. All’anguria non mancano ovviamente vitamina-C, potassio e tanta preziosa acqua biologica per ricambiare le nostre acque stagnanti. I meloni sono da considerarsi suoi ottimi e deliziosi cugini. Frutti speciali, rigorosamente non mescolabili ad altri cibi.

GUAVA E PAPAIA MAGGIORI FORNITORI DI VITAMINA-C

Guava e papaia meritano lo scettro per la vitamina-C, essendo di gran lunga i frutti che ne contengono di più. Il guava è anche ricco di fibra vegetale, indispensabile a prevenire fenomeni costipativi. La papaia contiene pure carotene, utile per gli occhi, e la famosa papaina, fantastica per aiutare la digestione.

LATTE DI MAMMA ED EVENTUALI INTEGRAZIONI COI SUCCHI DI FRUTTA

Non credo si debba dare a un bambino alcun cibo oltre al latte della mamma nel primo anno di vita, quando la mamma sia sana, ben nutrita e produca latte sufficiente e di buona qualità. Ma, nei casi che il latte sia insufficiente o non gradito totalmente dal bimbo, le cose cambiano. In tal caso, l’alternanza tra latte di mamma e succo fresco di frutta, ha sempre portato a risultati spettacolari, molto migliori di quelli in cui si è fatto ricorso a integrazioni con latte di altri animali.

Succo fresco di arancia, di pompelmo, di limone, di lime, di ananas, di pera, di susina, di albicocca, di nettarina, di ciliegia, di uva, di melone, di anguria, di carota. Sempre meglio succhi non mescolati tra loro e rigorosamente freschi, senza aggiunta di zucchero o altri dolcificanti.

NESSUNO E’ MIGLIORE DEL SUCCO D’ARANCIA DOLCE.

Il succo d’arancia batte tutti i concorrenti in termini di delizia gustativa, di gradimento e di salute. Contiene cibo pre-digerito dalla natura, per cui viene utilizzato al 100 per cento e a costo assimilativo zero.
Più dolce l’arancia e meglio è.
Ricchissime di calcio organicato e di altri sali alcalini. Indispensabili a contrastare l’acidificazione del corpo. Non esiste nulla di più prezioso e nutriente per un bambino che il succo d’arancia. Ci vuole almeno un bel bicchiere pieno al giorno.

LEVULOSIO O FRUTTOSIO NATURALE, OTTIMO PER TUTTI, INCLUSO I DIABETICI

Succo di frutta fresco significa levulosio o fruttosio. Nulla a che fare con lo zucchero comune saccarosio, che è autentico veleno. Nulla a che fare col fruttosio sintetico, pure negativo per la salute. Il fruttosio naturale sta solo nella frutta fresca e nel miele non cotto, mescolato al glucosio naturale che è suo isomero (costituito dagli stessi elementi-base ma con diverse proprietà chimiche, imputabili a diversità strutturali-molecolari). Il levulosio si forma nell’inversione del saccarosio e per idrolisi dell’inulina (cugina dell’insulina). Ha potere dolcificante superiore a quello del saccarosio. Il fruttosio è indicato per i diabetici, al contrario del saccarosio.

IN TERMINI DI LEVULOSIO, IL MIGLIOR SUCCO E’ QUELLO D’UVA

La migliore fonte di zucchero naturale per i bambini sta decisamente nel succo d’uva fresco. Se manca la frutta i datteri e i fichi sono la seconda fonte di fruttosio naturale. Il succo di fichi e datteri seccati al sole si ottiene mettendoli affettati in una terrina e riempiendola con dell’acqua distillata o comunque leggera. Si copre il tutto con coperchio e si lascia tutta la notte. Il giorno successivo si beve l’acqua dolce, non senza aver prima spremuto i frutti rigonfiati d’acqua. (dal blog di Valdo Vaccaro)

Pubblicità Responsabili delle Cattive Abitudini Alimentari dei più Piccoli

Un bimbo, mediamente ogni cinque minuti, assiste a una pubblicità riguardante il cibo, con l’effetto di influenzare negativamente le sue preferenze alimentari.

Scarsa attività fisica e cattiva educazione alimentare non sono gli unici fattori che causano il continuo aumento dell’obesità infantile, che ha ormai raggiunto il 36%. A influire abbondantemente sulle scelte alimentari di bambini e ragazzi è la continua pubblicità di prodotti zuccherati e ricchi in grassi, alla quale sono continuamente sottoposti, soprattutto durante le ore di fascia protetta. È stato calcolato che un bambino italiano assiste in media ogni cinque minuti a una pubblicità riguardante il cibo, questo ha la capacità di influenzare decisamente le sue preferenze alimentari senza ancora aver provato a mangiare i cibi pubblicizzati. Una recente ricerca svolta negli Stati Uniti e pubblicata sul Journal of Pediatrics, ha analizzato l’influenza degli spot sulle scelte alimentari dei bambini e l’eventuale intervento dei genitori su queste. I bambini che hanno partecipato allo studio avevano un’età compresa tra i 3 e gli 8 anni e guardavano giornalmente la televisione per circa 3 ore. I bambini sono stati suddivisi in due gruppi: il primo è stato sottoposto alla visione di programmi tv intervallati da pubblicità riguardante merende a base di mele; il secondo gruppo, invece, alla pubblicità di patatine fritte confezionate. All’interno di ogni gruppo, alcuni bambini ricevevano consigli alimentari da parte dei loro genitori; altri, erano liberi nelle loro scelte alimentari. Questa ricerca ha dimostrato come i bambini sceglievano la loro merenda in base alla pubblicità alla quale erano stati sottoposti; inoltre, in entrambi i gruppi, scarsa era l’influenza dei genitori.

Questi risultati sono preoccupanti, soprattutto se valutiamo che il 26% circa degli spot che giornalmente sono trasmessi da tutte le reti, riguardano prodotti alimentari, tra i quali quelli più reclamizzati sono le merendine e i biscotti. Fino adesso, alcun spot alimentari in tv mostrano il contenuto in grassi saturi, zuccheri, soprattutto semplici, sale, calorie e additivi del prodotto. Anzi, vengono inventate pubblicità nella quali il consumo di questi prodotti è una condizione necessaria per stare bene. Una giornata uggiosa o un momento di noia vengono superati con il consumo di alimenti decisamente non appartenenti alla dieta mediterranea.

Queste pubblicità, che associano il tono dell’umore al consumo di specifici alimenti, possono creare in modo indiretto una dipendenza da questi cibi e pongono le basi per l’insorgenza dei disturbi alimentari, soprattutto per le fasce più deboli.
Darebbe decisamente una maggiore sensazione di serenità e felicità ad un bambino se associasse il consumo di frutta e verdura con l’aver avuto la possibilità di vedere crescere nei campi questi prodotti, magari raccogliendo lui stesso questi cibi fra una moltitudine di colori che la stessa natura gli offre. Basterebbe anche fare una “gita” al supermercato dove una sosta davanti ai cesti di frutta e verdura darebbe la possibilità allo stesso bambino di scegliere quale di questi cibi provare a mangiare. Seguire un’alimentazione che si basa esclusivamente su prodotti pubblicizzati in tv, comporterebbe adottare uno stile alimentare che non rispecchia, nemmeno in minima parte, le linee guida della piramide alimentare. In questo tipo di alimentazione il consumo di frutta e verdura non coprirebbe nemmeno il 50% dei nostri fabbisogni minimi. Che senso ha a questo punto continuare a parlare di obesità e prevenzione, se siamo continuamente bombardati da messaggi pubblicitari che si contrappongono alle corrette abitudini alimentari.
E i genitori? Come possiamo pretendere che i nostri figli non siano in soprappeso, se non siamo noi stessi a fare una spesa intelligente, soprattutto se non siamo capaci di distinguere sana alimentazione e cibo spazzatura? Inoltre, come possiamo pretendere che i bambini mangino frutta e verdura, se non siamo noi i primi a nutrirci di questi alimenti? La maggior parte delle persone associano l’idea di mangiare frutta, in particolare la verdura, a una condizione di tristezza. Certo, al solo pensiero di trovare nel piatto ogni giorno delle verdure lesse non ispira decisamente una condizione di piacere; ma niente impone che la verdura debba essere mangiata esclusivamente in questo modo! Pensiamo, ad esempio, alla classica parmigiana: se le melanzane invece di friggerle, le grigliamo o le cuciamo al forno, prepariamo di certo un piatto gustoso con il quale ci prendiamo cura della nostra salute!
Con lo stesso procedimento, invece di usare le melanzane, possiamo usare altre verdure o ortaggi di stagione, è sicuramente il risultato sarà altrettanto ottimo. Lo stesso vale anche per la frutta: dolcifichiamo il nostro latte con frutta di stagione ottenendo un prelibato e salubre frappè o prepariamo una macedonia aggiungendo uvetta, cannella e scaglie di mandorle, difficilmente direte di no a queste preparazioni e darete così il buon esempio. (fonte www.piusanipiubelli.it)

Radici e Cortecce che rinforzano il Sistema Immunitario

Arrivano dall’oriente e dal sudamerica astragalo, ginseng e uncaria: tre erbe che rinforzano il sistema immunitario, in alternativa ai comuni antibiotici

Esistono piante che giocano un ruolo importante nell’equilibrio del sistema immunitario e nella lotta alla stanchezza della primavera imminente. Il loro utilizzo è consigliato sia in chiave preventiva che curativa soprattutto per attenuare le ultime forme influenzali di primavera, i disturbi digestivi e intestinali e creare i presupposti di una guarigione più rapida.

L’astragalo, la radice che vince i virus

L’astragalo ( Astragalus membranaceus) è una pianta erbacea perenne originaria della Cina, utilizzata da millenni nella medicina tradizionale cinese. La parte attiva è la radice, che contiene polisaccaridi, flavonoidi, saponine e aminoacidi. Determina un’attività antibatterica e antivirale, dovuta allo stimolo su organi come timo, milza e linfonodi, ed ha un potenziamento sull’attività dei linfociti e macrofagi. Inoltre riduce il consumo di ossigeno da parte delle cellule e aumenta la risposta dell’organismo allo stress.

Si utilizza in polvere o fluido

Energetico e immunostimolante, l’astragalo si trova in capsule e compresse, sotto forma di estratto secco o di estratti acquosi in flaconcini per bocca. Se ne assume una dose la mattina per tutto il mese, sciogliendo il rimedio in un po’ d’acqua.

Il ginseng rosso: un aiuto per la memoria

Il ginseng rosso (noto anche come ginseng siberiano) è un’altra radice che aumenta la memoria e la concentrazione mentale, ottimizza le prestazioni fisiche e intellettuali, migliora la resistenza allo stress, ha un’azione antiossidante e antiradicalica. Il ginseng è specificamente indicato per persone con esaurimento da immunodepressione, prive di energia vitale e con tendenza ad ammalarsi facilmente. È da evitare nei casi di ipertensione e, se assunto prima di dormire, potrebbe causare insonnia.

Si usa in estratto o in tintura

La parte usata è la radice, ricca di ginsenosidi: da qui si prepara l’estratto secco (se ne assume una capsula da 50 mg al giorno per tutto il mese) e la tintura madre (si prende in alternativa alle capsule: 30 gocce in poca acqua 2 volte al giorno).

L’uncaria

La parte utilizzata dell’uncaria ( Uncaria tomentosa), pianta d’origine peruviana dalle virtù protettive, è la corteccia del fusto e delle radici. L’uncaria esercita un’utile azione combinata di tipo antinfiammatorio e immunostimolante: gli alcaloidi isolati dall’uncaria stimolano la reattività delle cellule immunitarie. Altri principi attivi isolati nella corteccia hanno dimostrato proprietà antivirali utili soprattutto al cambio di stagione, quando l’organismo è affaticato e esposto alle infezioni. L’estratto di uncaria non rivela tossicità alle dosi consigliate e pertanto il suo uso può essere esteso anche a lunghi periodi (2-3 mesi). (fonte www.riza.it)