Daily Archives: marzo 12, 2012

Intestino al riparo con Malva e Melissa

La sindrome del colon irritabile, connotata da crampi, diarrea e stipsi, peggiora con lo stress di inizio primavera: la curano queste due erbe dei nostri prati

Malva

La sindrome del colon irritabile è un disturbo sempre più frequente: lo stress, l’ansia, i ritmi di vita incalzanti, associati a un consumo eccessivo di caffè, alcolici o bevande gassate, possono scatenare nel nostro intestino episodi di diarrea o stipsi, affiancati da crampi al basso ventre, a volte con presenza di muco nelle feci. Questo disturbo per fortuna può essere curato con rimedi naturali, per esempio con la malva, un erba dalle proprietà antinfiammatorie ed emollienti che le conferiscono una notevole azione lenitiva sulle mucose infiammate. Le mucose sono tutti quei tessuti che rivestono internamente gli organi cavi e i canali che collegano l’organismo con l’esterno, come bocca, naso, gola, intestino, vie urinarie. Le mucillagini della malva agiscono sull’intestino irritato con una duplice attività: sfiammano e nel contempo regolarizzano l’evacuazione. L’azione lassativa che esercita la malva non è aggressiva, e per questo la pianta può essere consigliata anche ad anziani e bambini.

Come usare la malva

Il decotto: per chi soffre di colon irritabile o di infiammazioni ricorrenti dovrebbe essere una sana abitudine preparare ogni sera un decotto di radici di malva. Si pongono in acqua fredda 30 g di radici, si porta a ebollizione per 7-8 minuti, si lascia in infusione per altri 10 minuti e si filtra quando ancora il decotto è caldo. Poi si degusta, dolcificando con un po’ di miele.

In salata: in cucina i germogli, le foglioline e i fiori freschi vengono utilizzati per la preparazione di gustose insalate depurative.

Melissa

Se la sindrome del colon irritabile si presenta con spasmi e crampi dolorosi, alla malva può essere associata la melissa. Di questa pianticella si utilizzano prevalentemente le foglie, che sono ovali e dentellate e, se strofinate tra i polpastrelli, emanano un caratteristico odore di limone. Le foglie di melissa contengono olio essenziale, mucillagini e tannini, principi attivi che ne giustificano l’impiego nella sindrome del colon irritabile e in tutti i disturbi di origine psicosomatica. La melissa è un “tranquillante” naturale, riduce gli spasmi della muscolatura liscia (che si manifestano, per esempio, con i crampi addominali) e aiuta a rimuovere gli accumuli di gas nel tubo digerente, soprattutto quando si mangia in maniera pesante e frettolosa.

Bevuta ogni giorno toglie i crampi

L’infuso: si pone per 10 minuti in una tazza di acqua bollente un cucchiaino di foglie e fiori essiccati di melissa e si beve 2 volte al giorno dopo i pasti. L’infuso di melissa è efficace anche contro la chinetosi (mal d’auto); infatti la sua attività rilassante e antispasmodica riduce al minimo i disturbi che ci rendono così odiosi gli spostamenti su ruote. Spesso questo stesso infuso si consiglia anche a chi deve affrontare un esame o una prova importante e non riesce a dormire per il mal di pancia. (fonte www.riza.it)

Come Sgonfiare Gambe e Caviglie con i rimedi Omeopatici

Proseguiamo i consigli per tornare in forma dopo l’inverno con i rimedi omeopatici, questa volta vi consigliamo come fare per gambe e caviglie gonfie, un problema che interessa un grande numero di donne, di tutte le età: rimanendo in piedi o sedute per molte ore, a causa della forza di gravità i liquidi tendono a scendere verso il basso e a ristagnare nella parte più bassa del corpo. La situazione peggiora con i primi caldi, nella donna che soffre di gambe gonfie, non va mai sottovalutata l’azione degli ormoni estrogeni che sfiancano le pareti dei vasi sanguigni favorendo il ristagno del sangue, e facilitano la ritenzione idrica e sodio.

Se desideri gambe più snelle e sgonfie, che sembrano subito più lunghe, segui per una settimana questi consigli.

I rimedi omeopatici per sgonfiare gambe e caviglie

Rinforzare vene e capillari
Sono due piante indicate per rafforzare le pareti dei capillari e favorire l’eliminazione della ritenzione nelle gambe, parliamo di meliloto e la centella. Metti 100 gocce di tintura madre di ciascua erba in un flacone con contagocce. Assumi 30 gocce del mix 3 volte al giorno, con poca acqua lontano dai pasti.

Mattina e sera bevi l’infuso disintossicante
La fitoterapia mette a disposizione un altro rimedio depurativo e riattivante, da associare a centella e meliloto, particolarmente utile quando la pesantezza e il formicolio alle gambe, tipici sintomi di un’insufficienza circolatoria, sono accompagnati da gonfiore. Si tratta del nocciolo. Metti un cucchiaio di foglie sminuzzate in una tazza di acqua bollente, copri e fai riposare 10 minuti; filtra e bevi 2 tazze al giorno, la mattina prima di colazione e la sera, prima di coricarti.

Le gocce per prevenire la cellulite
Se noti che sulle gambe compare la cellulite, il rimedio è Sorbus domestica, ricco di vitamina C e sorbitolo. Si prende il macerato glicerico di sorbo alla 1DH per evitare che il sangue ristagni nei vasi e si formino le varici. In un bicchiere d’acqua diluisci 50 gocce del rimedio e bevilo mezz’ora prima di pranzo.

Per concludere, mangia ogni sera un passato preparato con 2 porri, 2 zucchine, una patata e una manciata di grano saraceno. Insaporisci con un battuto di salvia e rosmarino e aceto di mele (drenante). (fonte www.mondobenessereblog.com)

Noce vomica o Nux vomica

Nux vomica funziona? La nux vomica ha controindicazioni?
Nux vomica,
detta anche noce vomica è un rimedio omeopatico indicato dalla moderna omeopatia e per le sue proprietà adatto alle persone mentalmente stressate che soffrono di sovraccarico psichico, nux vomica inoltre è d’aiuto contro i problemi di digestione. I semi di nux vomica che si ricavano dall’albero chiamato strychnos nux-vomica, contengono sostanze molto attive, che causano negli individui marcata ipersensibilità e irritabilità, così come crampi muscolari, debolezza e paralisi.

Secondo il principio per cui si cura il simile con il simile, l’omeopatia utilizza la preparazione con i semi contro tutti gli stati nervosi.


La Nux vomica è usata contro problemi generati da forte stress e carenza di movimento, come per esempio mal di testa, stomaco irritato, stipsi e nervosismo

Indicazioni Nux vomica (a chi è adatta)

I tipi Nux vomica sono sotto continuo stress e sembrano avere sempre fretta. Sono spesso molto agitati. Spesso questa tipologia di persone si riconosce dai capelli scuri e dalla carnagione pallida, con tendenza a macchie rosse da stress. Si sente oberato, tuttavia non vuole ridurre gli impegni. I suoi modi impulsivi ne fanno una persona complicata.

Proprietà della nux vomica

Azione terapeutica:

La noce vomica contiene alcaloidi molto potenti e velenosi, come stricnina, brucina e vomicina. In preparazione omeopatica, queste sostanze stimolano il sistema nervoso e rafforzano gli organi digerenti.

Principali campi d’applicazione:

I disturbi della digestione dovuti a un sovraccarico emotivo e uno stile di vita sregolato rispondono particolarmente bene a trattamento con noce vomica. Alcuni problemi, come allergie, asma o la pressione alta trattate con questo rimedio vengono risolte con risultati positivi. Sul piano psichico, il Nux vomica agisce in caso di nervosismo e agitazione.

Contro la stipsi cronica:

Chi rimane seduto tutto il giorno, mangia in fretta e non fa attenzione alle fibre assunte con l’alimentazione, corre il pencolo di stimolare troppo poco la peristalsi naturale dell’intestino. L’evacuazione è irregolare, e ne consegue una stipsi cronica. Le sostanze della noce vomica stimolano l’intestino a una normale attività.

Disturbi principali per i quali può venire utilizzata la nux vomica

  • Iper agitazione ed ipocondria
  • Paure e sensibilità ai rumori
  • Ipersensibilità per eccessivo consumo di eccitanti, come caffè, alcolici e sigarette
  • Incapacità di riposare
  • Sensazione di essere oberato
  • Tendenza al superlavoro
  • Tendenza alla stanchezza
  • Vertigini al mattino
  • Mal di testa con sensazione di calore al viso
  • Emicrania con nausea e vomito
  • Difficoltà a respirare con il naso, soprattutto di notte
  • Tosse secca con dolori attorno all’ombelico
  • Mal di gola con senso di costrizione
  • Bruciori e rigurgito acido
  • Crampi addominali provocati dal mangiare in fretta
  • Stipsi
  • Gonfiore e sensibilità premendo il fegato, dato da eccessivo consumo di alcolici
  • Mestruazioni irregolari
  • Tendenza a crampi dolorosi all’inizio delle mestruazioni

Avvertenze e controindicazioni nux vomica

La nux vomica non dovrebbe essere assunta da donne in gravidanza o in fase di allattamento, in soggetti sani, per un breve periodo, ed a dosaggi contenuti la nux vomica solitamente non ha controindicazioni a patto che non si consumino direttamente i semi, ma si impieghino dei prodotti basati sul suo estratto.

La nux vomica è tuttavia da sconsigliare a soggetti che assumono farmaci anti psicotici e anti convulsivi.

Possibili effetti collaterali della nux vomica ad un alto dosaggio

Qualora il dosaggio della nux vomica fosse troppo alto ed il soggetto sensibile, si possono manifestare alcuni disagi come:

  • Vertigini
  • Problemi di respirazione
  • Senso di confusione
  • Intorpidimento della muscolatura
  • Stanchezza
  • Iperventilazione

Modo d’uso e posologia della nux vomica

La nux vomica può essere consumata in due modi, a granuli oppure in gocce (tintura).I granuli (max 3 al giorno) si assumono per via sub linguale, venti o trenta minuti prima di mangiare, mentre le gocce (max 10) possono essere diluite e assunte con la stessa tempistica dei granuli.

NB: il dosaggio standard è bene suddividerlo in 3 volte durante l’arco della giornata. (fonte www.inerboristeria.com)

Le Mille Sostanze «potenzialmente Dannose»

Additivi alimentari, coloranti, insalate in buste: tutte sostanze legali, ma fino a che punto sono innocue per la salute?

Oltre mille sostanze possono avere effetti non ancora del tutto noti sulla salute e sull’ambiente. Parliamo di additivi alimentari e composti chimici, elencati nelle etichette di prodotti di uso comune e quotidiano, dentifrici, saponi, detersivi, yogurt, biscotti, cibi in scatola e sottovuoto.
Prodotti il cui consumo costante può contribuire all’insorgere di asma, reazioni allergiche, disturbi gastrici e squilibri al sistema ormonale.  Sostanze legali, ma fino a che punto innocue?

Molte contengono xenoestrogeni: ad oggi possono essere considerate solo “potenzialmente dannose”.

IL DANNO – Un’azione diretta sull’uomo non è ancora stata dimostrata, tuttavia questi composti in associazione con altri, e soprattutto agendo su individui suscettibili, potrebbero diventare seriamente dannosi. «Oggi, anche grazie alle tecniche di fecondazione assistita non selezioniamo più il maschio forte, bensì consentiamo quasi a tutti i geni maschili di riprodursi: contribuendo alla riproduzione della specie potremmo permettere la selezione di geni deboli capaci, una volta in contatto con tossici esterni, di produrre danni biologici». L’ha detto Andrea Lenzi, andrologo dell’università La Sapienza di Roma, che ha preso parte al XXVII Convegno di medicina della Riproduzione, presieduto da Carlo Foresta, andrologo dell’università di Padova, e in corso ad Abano Terme. «Il principio è quello per cui queste sostanze, su un maschio forte dal punto di vista riproduttivo, non avrebbero effetto mentre su un maschio geneticamente vulnerabile potrebbero nascondere diversi pericoli».

COLORANTI E SOSTANZE PERICOLOSE – Qualche esempio pratico: «Il colore acceso dei gamberetti non è un dono di natura, ma si ottiene con il 4-exilresorcinolo, un colorante chimico. Il 4-exilresorcinolo – ricorda Lenzi – è stato correlato ad un’azione simil-estrogenica e alla comparsa di problemi di fertilità negli animali e si pensa che possa avere effetti simili anche nell’uomo. Oppure, l’insalata in buste: rappresenta un duplice rischio, per la confezione in plastica contenente sostanze rilasciate gradualmente sull’alimento e per cui è stata dimostrata una possibile azione anti-androgenica, e per il contenuto stesso: molte verdure vendute confezionate potrebbe essere contaminate da pesticidi organolettici. Per pesticidi organo fosforici, carbammati, ditiocarbammati, organo clorurati, erbicidi del gruppo ammonio quaternario è stata dimostrata un’azione anti-androgenica e di stimolo nei confronti dell’espressione del recettore estrogenico. Infine, prodotti quali shampoo, bagnoschiuma creme idratanti e solari, deodoranti, articoli per l’igiene e ammorbidenti spesso contengono parabeni. Studi sembrerebbero dimostrare che i parabeni abbiano azione simil-estrogenica. Infine, non si possono non citare gli additivi, antiossidanti e conservanti derivati dal petrolio e vietati in molti Paesi perché sospettati di avere un’azione cancerogena”.

I consigli? «Innanzitutto comprare le verdure al mercato o da aziende agricole che garantiscano di non utilizzare pesticidi o additivi ed evitare il più possibile prodotti in scatola ricchi in conservanti»

(fonte www.corriere.it)

L’Alitosi è un disturbo diffuso e fastidioso, qualche Consiglio per Eliminarlo

L’alitosi è un disturbo estremamente diffuso, quanto mai fastidioso e anti-sociale, talvolta transitorio (può capitare a tutti di alzarsi con l’alito pesante ogni tanto), ma spesso permanente, quasi una caratteristica individuale. Cosa si può fare per prevenirlo o almeno alleviarlo? Bisogna necessariamente agire su più fronti, a cominciare dalla bocca, dall’igiene orale e dentale.

Lavarsi i denti tre volte al giorno è il primo passo, ma non è sufficiente. Intanto, per effettuare una pulizia scrupolosa, bisognerebbe preferire lo spazzolino elettrico rispetto a quello manuale, che oltre ad essere consigliato dagli igienisti dentali, è anche molto più comodo da usare una volta che ci si è abituati

Ma non è finita qui, l’igiene va completata con il filo interdentale e con l’uso di un buon colluttorio.

Naturalmente, poiché il cattivo odore del cavo orale potrebbe essere originato da qualche carie nascosta, è indispensabile recarsi dal dentista almeno una volta all’anno per un controllo sulla salute di denti e gengive.

Veniamo all’alimentazione. Probabilmente tutti saprete che esistono cibi particolarmente sconsigliati quando ci sia già una tendenza all’alitosi, come l’aglio (specialmente crudo) e la cipolla, ma è soprattutto un pregresso problema di digestione che può determinare il disturbo.

Malattie come la gastrite, ad esempio, favoriscono l’alitosi, per questo è necessario curarla per bene da un bravo specialista. Mangiare frutta e verdure carnosi e crudi, però, può aiutare a purificare l’alito, come ad esempio le mele, o i finocchi, questi ultimi hanno anche un buon effetto digestivo e carminativo. Ancora, un classico consiglio è quello di masticare foglie di menta, di salvia o chicchi di caffè, me forse una delle prime cose da fare, se si soffre di alito cattivo e si è anche fumatori, è proprio dire stop alle sigarette.

La puzza del fumo è infatti terribile, e inoltre tende anche a macchiare e ingiallire lo smalto dei denti, guastando la bellezza del sorriso. Un altro accorgimento per ridurre i rischi di alitosi è quello di fare piccoli spuntini ogni tanto, magari sgranocchiare una carota o appunto un finocchio, una bella mela croccante, perché il digiuno prolungato aumenta l’attività dei batteri della bocca. Infine, evitare gli alcolici che fermentano e gli alimenti troppo elaborati o speziati per lo stesso motivo, è un grande aiuto, e inoltre farà bene anche al vostro stomaco. Insomma, qualche semplice consiglio facile da seguire, per contrastare questo antipatico disturbo! (fonte salute.pourfemme.it)