Daily Archives: marzo 14, 2012

Serotonina e Cibo

Come molti sanno, esiste una ben nota e documentata relazione tra serotonina ed assunzione di cibo, così come tra alimentazione ed umore. Basti pensare al diffuso stato di nervosismo che accompagna i primi giorni di dieta ferrea, o al senso di benessere associato all’assunzione, e ancor prima alla vista e alla percezione dell’aroma, del cioccolato o di altri cibi particolarmente graditi.

La serotonina è un neurotrasmettitore che agisce su diversi sottotipi recettoriali, esibendo in tal modo un ampio ventaglio di funzioni che influenzano un’altrettanto ampia serie di attività organiche. Tra tutte, la serotonina è particolarmente nota per la capacità di promuovere il buon umore e la tranquillità, diminuendo tra l’altro l’assunzione di cibo.
In riferimento a quest’ultimo punto, si ritiene che la serotonina: determini un’insorgenza precoce del segnale di sazietà riduca l’appetibilità del cibo e la quantità totale di alimenti ingeritiriduca l’ingestione dei carboidrati ed aumenti l’ingestione delle proteine;non incida sull’assunzione dei grassi e sulla frequenza dei pasti.

Non a caso, i farmaci agonisti del sistema serotoninergico – come la fluoxetina (prozac) – inducono un immediato e rilevante calo dell’assunzione di cibo. Questi farmaci sono utilizzati nella terapia della depressione, in quanto – aumentando i livelli di serotonina a livello delle sinapsi nervose – migliorano l’umore dell’individuo. Trovano inoltre indicazione nel trattamento della bulimia nervosa, un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da frequenti abbuffate, spesso compensate dal vomito autoindotto o dall’abuso di lassativi.

Un agonista del sistema serotoninergico, la fenfluramina, è stato a lungo utilizzato nel trattamento dell’obesità, dato il ben documentato ruolo nell’aumentare la trasmissione serotoninergica ed indurre il senso di sazietà, sia negli uomini che negli animali. Purtroppo, l’autorizzazione all’immissione in commercio è stata ritirata nel 1997, sotto la spinta di crescenti segnalazioni di casi di ipertensione polmonare e valvulopatie. Viceversa, gli antagonisti serotoninergici – con effetto opposto rispetto ai precedenti, e come tali impiegati nel trattamento dell’emicrania – provocano un aumento dell’appetito. La serotonina sopprime l’assunzione di cibo interagendo soprattutto con un particolare tipo di recettori post-sinaptici, concentrati nell’estremo laterale del nucleo ipotalamico ventro-mediale. La sua azione anoressizzante può essere legata anche alla riduzione della sintesi e della liberazione del neuropeptide Y, che aumenta la ricerca del cibo, in particolare di carboidrati. Per lo stesso motivo, la concentrazione cerebrale di serotonina può essere modificata con la scelta del cibo; ad esempio, i cibi ricchi di zuccheri semplici e triptofano, come il cioccolato, aumentano i livelli di serotonina. E’ quindi del tutto fisiologico e naturale ricercare cibi ricchi di zuccheri quando l’umore è basso e si è alla ricerca di serenità e tranquillità. Tuttavia, la protratta introduzione di glucidi ad alto indice glicemico crea insulino-resistenza, situazione che predisposizione al diabete di tipo II e più in generale ad un quadro dismetabolico indicato con il nome di sindrome X o metabolica. Fra le varie conseguenze si ha anche un ossessivo bisogno di introdurre zuccheri (carbohydrate craving), dovuto ad un transitorio aumento di serotonina, determinato proprio dall’insulina, che migliora lo stato dell’umore.

Per aumentare i livelli di serotonina con il cibo, senza correre il rischio di ingrassare, è necessario assumere cibi a bassa densità calorica, ricchi di triptofano ma poveri di altri amminoacidi come leucina e fenilalanina.

Purtroppo, tale caratteristica è soddisfatta parzialmente soltanto da alcuni frutti, come papaya, banane e datteri. Un altro modo per aumentare i livelli di serotonina è quello di praticare attività fisica, dal momento che i muscoli utilizzano soprattutto gli amminoacidi a catena ramificata, risparmiando maggiormente il triptofano. Tali strategie sono controindicate in presenza di emicrania, dato che in simili circostanze elevare i livelli di serotonina contribuirebbe ad aggravare ulteriormente il problema. Nei disturbi dell’umore lievi è anche possibile – previo consenso medico – ricorrere all’integrazione specifica di triptofano, o meglio ancora del suo derivato 5-idrossitriptofano, presente negli alimenti in quantità irrisorie. Questo derivato amminoacidico, capace di attraversare la barriera ematoencefalica, viene proposto come antidepressivo, un valido aiuto contro l’insonnia (la serotonina può essere convertita in melatonina) ed anoressizzante (inibitore dell’appetito, in particolar modo del bisogno smodato di cibi dolci). (fonte www.disabiliabili.net)

I Bioflavonoidi

I Bioflavonoidi non sono vere vitamine , anche se vengono talvolta denominati Vitamina P.

Sono ottimi antiossidanti che hanno un effetto sinergico con la vitamina C, con la quale dovrebbero essere sempre presi. Non essendo prodotti dal corpo umano devono essere introdotti tramite l’alimentazione. Concorrono alla protezione dei vasi capillare diminuendo in caso di lesioni il dolore, le ecchimosi e il gonfiore. Hanno un effetto antibatterico e sono di aiuto per la circolazione e per diminuire il livello di colesterolo.

Esistono diversi Bioflavonoidi come, l’esperetina, l’espedina, l’eriodictiolo, la quercetina, la quercitrina e la rutina. La Bromelina  e la quercetina assunti insieme migliorano la loro assimilazione.

Gli alimenti che ne contengono sono: il bianco sotto la buccia degli agrumi, il grano saraceno, i peperoni e il ribes nero e anche le albicocche, le ciliegie, la prugnenella, la rosa canina e l’uva.
 
In dosi elevate possono provocare diarrea. (fonte www.altrasalute.it)

Pulsatilla in Omeopatia

Caratteristica di Pulsatilla e quindi del rimedio omeopatico è la grande mutabilità, perfino contradditorietà di sintomi.
I dolori appaiono e scompaiono, sono diffusi e il paziente non sa mai localizzarli per bene. Altri sintomi vanno e vengono senza regolarità.

Il paziente Pulsatilla è di carattere dolce e arrendevole; ama totalmente essere compreso, coccolato, essere al centro dell’attenzione, essere consolato al punto di guarire da tutti i suo mali se con lui ci si comporta cosi.
Se trovate un paziente di questo tipo, Pulsatilla cambierà la sua vita.

Ama l’aria aperta e passeggiarvi, in un ambiente caldo vuole la finestra aperta perchè sta male, ma si mette su il golfino.
E’ indicato Pulsatilla quando la salute ha subito una variazione all’epoca della pubertà o dopo un morbillo.
Psicologicamente come un giorno d’aprile: piange facilmente, ma viene consolato subito perchè non è mai risentito ne astioso. E’ timido e irresoluto, ma sa essere aggressivo e vendicativo.
Può essere preda di problemi religiosi e temere il sesso opposto.
Teme lo star solo e ama la compagnia perchè ama assorbire l’affetto.
Paura del buio, la paura Io prende allo stomaco. Emicranie e vertigini migliorate all’aria aperta.
Cefalee da troppo lavoro.
Emicrania nella regione temporale cori lacrimazione bruciante dallo stesso lato.
Oftalmiti con secrezioni profuse gialle non irritanti; oftalmia dei neonati. Congiuntivite cronica aggravata in una camera calda.
Naso con croste gialle e purulente.
Raffreddore aggravato in ambienti caldi, con perdita dell’odorato.
Il paziente Pulsatilla quando ha febbre da fieno vede migliorare gli altri sintomi.
Nelle faringiti, nonostante la secchezza delle fauci, il paziente non ha sete.
Generalmente, anche con bocca secca, Pulsatilla non ha sete, preferisce sciacquarla frequentemente. Lingua giallastra coperta da muco spesso e tenace. I gusti della bocca di Pulsatilla sono ora amaro, ora dolciastro, ora perfido. La mattina si sveglia sempre con bocca cattiva come carne marcia.
Eruttazioni con odore di cibo per lungo tempo, di sego rancido.
I cibi grassi sono indigesti e non gli sono graditi, come pure i cibi caldi; ama invece i gelati anche se non li digerisce.
Flatulenza e gonfiore, più al pasto della sera, solo momentaneamente migliorato dalle eruttazioni. Bruciore di stomaco (Nux vomica ha rigurgiti di liquidi amari). Mancanza di sete, che accompagna quasi tutte le sue affezioni.
Addome disteso e dolente come per una pietra. Diarrea violenta con bruciore degli intestini, accompagnata da molto gas per aver mangiato cibi gelati o per esposizione al freddo e per aver mangiato frutta.
Le feci variano sempre di aspetto, forma e colore. Emorroidi dolorose e pruriginose, aggravate al caldo del letto e migliorate passeggiando all’aria fresca.

Leucorree abbondanti, cremose, verdi e non irritanti, che vengono stando coricate. Mestruazioni scarse e ritardate. Si può avere produzione di latte senza aver partorito.
Infiammazione dei seni dopo parotite. La paura di una gravidanza può produrre amenorrea.
Aborto precoce del primo mese.
Minzione dolorosa come pugnalata a ogni getto nel maschio.
Quando si tossisce sensazione di vapori di zolfo. Costrizione intorno alla gola.
Tosse secca di notte, deve sedersi per trovare sollievo La mattina, invece, tosse catarrosa con molta espettorazione verdastra.
Perdita di urina durante la tosse.
Sciatica aggravata in una stanza calda; dolore al tallone, la sera peggiora con la gamba a penzoloni. Torpore alle gambe durante la mestruazione.
I brividi iniziano alle 14, di notte la febbre bruciante, le vene sono distese, ogni calore esterno intollerabile.
Cerca posti freschi con le mani.  (fonte www.altrasalute.it)

Sali Minerali: le Patate sono una fonte preziosa

sali minerali sono estremamente importanti e bisogna imparare ad assurmerli correttamente con la dieta. Per questo motivo, oggi, parliamo delle patate, amatissime dai bambini, che si prestano per essere cucinate in numerosi modi diversi. Ciò che le rende speciali però non è solo il gusto, ma le proprietà. Sono, infatti, ricche di minerali, fibre e vitamine. Per entrare un po’ più nel dettaglio una patata media, di poco più di un etto, fornisce 45% della dose giornaliera raccomandata di vitamina C. Inoltre, contiene vitamina B5, tiamina, riboflavina, folati, niacina, magnesio, fosforo, ferro e zinco.

I composti fitochimici al suo interno sono numerosi. Possiamo, infatti, trovare tracce di carotenoidi e di polifenoli, mentre è povera di grassi e di proteine. Seppur quindi abbastanza light, la patata non è considerata totalmente dietetica, proprio per il suo scarso apporto proteico, mentre contiene molti carboidrati (quasi il 20 percento).

Come può essere cucinata? Ovviamente ci sono numerosi modi e tutti molto gustosi, ma per fare in modo che il tubero conservi le sue proprietà, le cotture al forno o alla brace si prestano decisamente bene. Questa raccomandazione vale un po’ per tutte le verdure: evitate le fritture, che sono tanto buone, ma fanno ingrassare. Se, invece, volete fare il pieno di antiossidanti, si consigliano le patate dolci, molto efficaci contro l’invecchiamento.

Se state seguendo una dieta ipocalorica, le patate vanno benissimo. Il problema non è il tubero in sé, quanto il condimento. Annegate nell’olio, nel burro o nella panna acida come fanno in America non possono essere dietetiche, mentre bollite e poi condite con un cucchiaino di extravergine sono decisamente meno caloriche. (fonte dieta.pourfemme.it)

Tiroide stanca? L’aiuta il Prezzemolo

L’elevatissimo contenuto di iodio e clorofilla rende il comune prezzemolo un portentoso ricostituente che aiuta anche a ridurre le allergie e l’anemia .II prezzemolo è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Pur avendo origini orientali, già i latini e i greci apprezzavano le virtù medicinali del Petroselinum crispum (questo il nome botanico del prezzemolo), da non confondere con la cicuta maggiore, che ha una certa somiglianza con il prezzemolo ma è una pianta assai velenosa e addirittura mortale se viene ingerita.

Il prezzemolo regola la pressione e riduce le allergie. In medicina cinese il prezzemolo viene utilizzato contro l’ipertensione arteriosa per le sue proprietà diuretiche, e per curare le disfunzioni tiroidee. Inoltre sembra che il prezzemolo abbia una notevole efficacia contro la febbre da fieno e l’orticaria, poiché si ritiene che agisca come inibitore dell’istamina, la molecola responsabile di tutte le reazioni allergiche. In questi casi, basta abituarsi ad aggiungere un battuto di prezzemolo fresco a pasta, riso, contorni e pesce al forno.

Ipotiroidismo: il prezzemolo vince fatica e anemia. L’uso alimentare del prezzemolo è consigliato a chi soffre di ipotiroidismo, poiché la sua ricchezza di vitamine, clorofilla e minerali (in particolare lo iodio) aiuta a combattere la stanchezza e l’anemia che spesso compaiono in persone colpite da tale patologia. L’ipotiroidismo è una patologia causata da carenza di ormoni tiroidei e che si manifesta con un rallentamento dei processi metabolici. I sintomi sono: sonnolenza, intolleranza al freddo, aumento del peso corporeo, pallore, anemia e stipsi.

Come condimento è un vero farmaco! Da un punto di vista alimentare il prezzemolo si lega bene con moltissimi cibi, sia vegetali che animali. Contiene notevoli quantità di vitamine A, C, E e minerali quali calcio, iodio, zolfo, rame, fosforo. Per questa sua ricchezza viene aggiunto spesso a salse e a tanti tipi di pasta, sia calda che fredda; l’importante è che venga utilizzato il battuto a crudo, perché la cottura prolungata ne distrugge i principi terapeutici. (fonte www.riza.it)