Daily Archives: marzo 15, 2012

Coenzima Q-10

Il Coenzima Q 10 (Ubiquinone/Ubidecarenone) è una sostanza vitamino-simile che assomiglia alla vitamina E, ma che può comportarsi come un antiossidante molto più potente. Esistono 10 comuni coenzimi Q, ma il Q-10 è l’unico che si trovi nel tessuto organico umano. Il Coenzima Q 10 si trova nei mitocondri delle cellule ed è un trasportatore chiave di elettroni in un processo che genera energia elettrica e chimica (ATP) dal nostro cibo. Per la salute di tutti i tessuti umani, sono essenziali livelli adeguati di Coenzima Q 10. Il corpo ha gli strumenti per produrlo ma, a causa della complessità delle reazioni coinvolte e la loro dipendenza da molti altri nutrienti essenziali, spesso la produzione è limitata.

I cibi che contengono le quantità più apprezzabili di Coenzima Q 10 sono sgombro, salmone e sardine. E nel mondo vegetale nelle noci, pinoli, mandorle, arachidi, carrube, semi di girasole.
Il coenzima Q 10 gioca un ruolo fondamentale nella funzionalità del sistema immunitario e nei processi di invecchiamento. Dato che diminuisce con l’età e che è anche facilmente degradabile, è molto comune che si creino delle deficienze che hanno bisogno di essere corrette con una giusta integrazione. Infatti, una deficienza del 75% di Coenzima Q 10 nelle cellule del cuore può farlo smettere di pulsare. L'”American Journal of Cardiology” riporta che il Coenzima Q 10 aumenta la tolleranza all’esercizio fisico e diminuisce la frequenza ed il dolore degli attacchi anginali nei pazienti affetti da angina pectoris (dolore pettorale dovuto a disturbi coronarici). La ricerca ha rilevato che il Coenzima Q 10 ha la proprietà di contrastare l’istamina e, pertanto, è benefico nelle allergie, nell’asma, nei disturbi respiratori. E’ utile anche nel trattamento di alcune anomalie delle funzioni mentali, come quelle associate alla schizofrenia e al morbo di Alzheimer. Ricerche condotte in Giappone hanno dimostrato che il Coenzima Q 10 protegge le mucose gastriche e il duodeno, contribuendo alla guarigione delle ulcere duodenali. Avvertenze Non sono stati documentati effetti collaterali dovuti all’assunzione di Coenzima Q 10. (fonte www.altrasalute.it)

Un motivo in piu’ per mangiare Pomodori: i risultati di una ricerca dell’Universita’ di Pisa

Secondo uno studio finanziato dall’Università di Pisa i cui risultati sono stati pubblicati nel British Journal of Nutrition in un articolo dal titolo “Nutraceutical value and safety of tomato fruits produced by mycorrhizal plants”, i pomodori coltivati in determinate condizioni possono accrescere il loro valore nutrizionale e nutraceutico (che ha una funzione benefica sulla salute umana).

Il pomodoro, come già accertato, può ridurre il rischio di cancro e malattie cardiovascolari, ma la ricerca dell’Unversità di Pisa condotta dal gruppo di lavoro di Michela Giovannetti, docente di microbiologia agraria, ha dimostrato che i pomodori coltivati con microfunghi benefici sviluppano un più alto contenuto di sostanze minerali vantaggiose per la nostra salute.

“I pomodori coltivati biologicamente con i loro simbionti naturali rappresentano un esempio di produzione ecologica e sostenibile del cibo – ha dichiarato Giovannetti. In questo modo non solo si riduce l’uso di fertilizzanti e agrofarmaci chimici, ma è possibile ottenere cibo di alta qualità e con alto valore nutraceutico, un tema di grande interesse sociale, fortemente richiesto da consumatori e produttori”.

I frutti del pomodoro – hanno spiegati i ricercatori – sono una riserva naturale di molecole antiossidanti come acido ascorbico, vitamina E, flavonoidi, composti fenolici e carotenoidi, tra cui il licopene, che, oltre ad una forte attività antiossidante, è capace di indurre la comunicazione cellulare e modulare le vie metaboliche ormonali e del sistema immunitario. Il valore nutraceutico del pomodoro è però molto influenzato dalle condizioni di coltivazione, in quanto il contenuto di fitochimici può aumentare se la pianta cresce unitamente ai suoi simbionti naturali, microfunghi benefici appartenenti al gruppo dei Glomeromycota.

In sintesi, lo studio dell’Università di Pisa ha permesso di evidenziare che la simbiosi micorrizica influenza positivamente la crescita e il contenuto in sostanze minerali delle piante di pomodoro. Nello specifico i frutti prodotti da piante micorrizate contengono concentrazioni più elevate di calcio (15%), potassio (11%), fosforo (60%) e zinco (28%), in confronto ai controlli non micorrizati.

“Le modificazioni del metabolismo secondario del pomodoro producevano aumenti del 18,5% nei livelli di licopene nei frutti ottenuti da piante micorrizate, rispetto ai controlli. Gli estratti di pomodoro provenienti da piante micorrizate, soprattutto la frazione lipofila, che non avevano effetti genotossici, mostravano altresì un alto potere anti-estrogenico dei frutti, con una forte inibizione del recettore E2 umano”, ha concluso Giovannetti. I risultati dello studio pisano suggeriscono che l’assunzione di cibi funzionali come i pomodori coltivati con i loro simbionti naturali potrebbero antagonizzare in vivo l’attività estrogenica stimolata da molti contaminanti ambientali e industriali a cui gli esseri umani sono esposti attraverso la catena alimentare. (fonte www.freshplaza.it)

Verdure, quali sono quelle meno Caloriche?

Le verdure sono sicuramente il prodotto migliore per non ingrassare e per mantenersi in forma. È vero però che è possibile scegliere, anche tra questi alimenti, quelli meno calorici. Le verdure più salutari sono quelle più antiche, che le nuove generazioni conoscono poco, come le rape (nella foto), ma che molti supermercati stanno riproponendo. Sono ricche di minerali e di vitamine, per questo motivo svolgono azione antiossidante.

Ma quali sono? La rapa, per esempio, contiene sono 19 calorie per 100 grammi e per questa caratteristica è davvero perfetta da introdurre in una dieta dimagrante. Esiste poi il sedano rapa, che si tratta di una radice a tubero. In questo caso, abbiamo 22 per 100 grammi. Attenzione ai condimenti.Un’altra verdura è il topinambur, da molti sconosciuto. È simile a una patata, ma il sapore ricorda il carciofo. È ricchissimo di sali minerali e aiuta il transito intestinale. Le calorie? Pochissime. 25 calorie per 100 grammi. Attenzione però perché ricco di carboidrati e di zuccheri.Il cardo è un valido alleato per la linea e anche per contrastare la cellulite. È una sorta di comunissimo carciofo selvatico e fa dei fiori molto belli. Ci sono diversi tipi di cardo in natura, da quello spinoso a quello mariano, al cardo benedetto (che si usa per i liquori). Contiene sono 9 calorie per 100 grammi, perché è composto principalmente di acqua. Ecco spiegato perché sia così importante per migliorare la circolazione. La sua azione drenante è sfruttata in molti integratori. (fonte dieta.pourfemme.it)

Meno Carne Rossa per vivere più a Lungo

Vuoi vivere a lungo?  Mangia meno carne rossa, infatti il consumo di questa carne aumenta il rischio complessivo di morire, (probabilità complessiva di morte per tutte le cause), in particolare per cancro e malattie cardiovascolari.  Il 9,3% e il 7,6% dei decessi rispettivamente per maschi e femmine sarebbe evitabile riducendo le porzioni di carne rossa consumate. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine da An Pan della Harvard School of Public Health di Boston.

In passato svariati studi avevano documentato che una dieta ricca di carni rosse aumenta il rischio di vari tumori, (colon etc); questo studio prende in esame il rischio di morte complessivo. Gli esperti hanno coinvolto ben 37.698 uomini e 83.644 donne, seguendo il campione per una media di 28 anni e registrato in tutto 23.926 decessi, di cui 5.910 per malattie cardiovascolari e 9.464 per cancro.
Attraverso opportuni calcoli hanno stimato che il rischio di mortalità totale aumenta in media del 12% per ogni porzione giornaliera in più di carne rossa, del 13% per tagli di carne non troppo lavorati, del 20% se molto lavorati a livello industriale (per esempio carne in scatola, hamburger etc). Sostituendo una porzione di carne rossa con una di pesce, o con pollame, frutta secca (come noci etc), legumi, latticini magri o cereali integrali riduce il rischio di morte: del 7% con il pesce, del 14% con il pollame, del 19% con la frutta secca, 10% coi legumi, 10% coi latticini magri, 14% con i cereali integrali. «Abbiamo stimato – scrivono – che il 9,3% e il 7,6% dei decessi totali (rispettivamente per maschi e femmine) documentati durante il periodo di monitoraggio di questo studio potevano essere prevenuti se tutti i partecipanti avessero consumato meno di 0,5 porzioni al giorno di carne rossa». (fonte ansa.it)

I Broccoli alleati della Tintarella

È un estratto ricavato dai germogli di broccoli che può proteggere la pelle dai raggi UV dannosi e, secondo un nuovo studio su modello animale, ridurre del 25% la probabilità di sviluppare i tumori della pelle, consentendo una abbronzatura più serena.

I ricercatori della Johns Hopkins University hanno presentato sulla rivista “Photochemistry & Photobiological Sciences” i risultati di questo studio condotto sui topi in cui si suggerisce come un’assunzione di estratto di broccoli per 13 settimane abbia protetto gli animali dall’insorgere del cancro alla cute.
In più, i topi che già presentavano un tumore hanno visto una riduzione della massa tumorale del 70%. I broccoli, così come le altre verdure appartenenti alla famiglia delle crucifere, quali cavolfiori, cavoli e cavoletti di Bruxelles, sono noti per i loro componenti antiossidanti e anticancerogeni. Tra questi vi sono i glucosinolati, composti glucosidici contenenti zolfo. L’organismo metabolizza queste sostanze e le trasforma in isotiocianati come, per esempio, il sulforafano.
Già precedenti studi hanno indicato come i germogli di broccoli fossero attivi contro l’ipertensione arteriosa, o l’ulcera provocata dall’Helicobacter Pilory. In questo studio i ricercatori hanno esposto i topi senza pelo ai raggi UV per 17 settimane. Dopodiché sono stati suddivisi in due gruppi. Al primo gruppo è stato somministrato l’estratto di germogli di broccoli e al secondo gruppo nulla. Al termine del test, durato 13 settimane, i risultati sono stati evidenti: una riduzione significativa della massa tumorale nei topi affetti e una riduzione dell’incidenza del cancro.
Ulteriori studi a conferma dell’efficacia dell’estratto di germogli di broccoli sull’uomo saranno necessari. Se confermati, si possono aprire nuove strade per la prevenzione e la cura del cancro alla pelle come, per esempio, il temuto melanoma.  (fonte www.altrasalute.it)