Un motivo in piu’ per mangiare Pomodori: i risultati di una ricerca dell’Universita’ di Pisa

Secondo uno studio finanziato dall’Università di Pisa i cui risultati sono stati pubblicati nel British Journal of Nutrition in un articolo dal titolo “Nutraceutical value and safety of tomato fruits produced by mycorrhizal plants”, i pomodori coltivati in determinate condizioni possono accrescere il loro valore nutrizionale e nutraceutico (che ha una funzione benefica sulla salute umana).

Il pomodoro, come già accertato, può ridurre il rischio di cancro e malattie cardiovascolari, ma la ricerca dell’Unversità di Pisa condotta dal gruppo di lavoro di Michela Giovannetti, docente di microbiologia agraria, ha dimostrato che i pomodori coltivati con microfunghi benefici sviluppano un più alto contenuto di sostanze minerali vantaggiose per la nostra salute.

“I pomodori coltivati biologicamente con i loro simbionti naturali rappresentano un esempio di produzione ecologica e sostenibile del cibo – ha dichiarato Giovannetti. In questo modo non solo si riduce l’uso di fertilizzanti e agrofarmaci chimici, ma è possibile ottenere cibo di alta qualità e con alto valore nutraceutico, un tema di grande interesse sociale, fortemente richiesto da consumatori e produttori”.

I frutti del pomodoro – hanno spiegati i ricercatori – sono una riserva naturale di molecole antiossidanti come acido ascorbico, vitamina E, flavonoidi, composti fenolici e carotenoidi, tra cui il licopene, che, oltre ad una forte attività antiossidante, è capace di indurre la comunicazione cellulare e modulare le vie metaboliche ormonali e del sistema immunitario. Il valore nutraceutico del pomodoro è però molto influenzato dalle condizioni di coltivazione, in quanto il contenuto di fitochimici può aumentare se la pianta cresce unitamente ai suoi simbionti naturali, microfunghi benefici appartenenti al gruppo dei Glomeromycota.

In sintesi, lo studio dell’Università di Pisa ha permesso di evidenziare che la simbiosi micorrizica influenza positivamente la crescita e il contenuto in sostanze minerali delle piante di pomodoro. Nello specifico i frutti prodotti da piante micorrizate contengono concentrazioni più elevate di calcio (15%), potassio (11%), fosforo (60%) e zinco (28%), in confronto ai controlli non micorrizati.

“Le modificazioni del metabolismo secondario del pomodoro producevano aumenti del 18,5% nei livelli di licopene nei frutti ottenuti da piante micorrizate, rispetto ai controlli. Gli estratti di pomodoro provenienti da piante micorrizate, soprattutto la frazione lipofila, che non avevano effetti genotossici, mostravano altresì un alto potere anti-estrogenico dei frutti, con una forte inibizione del recettore E2 umano”, ha concluso Giovannetti. I risultati dello studio pisano suggeriscono che l’assunzione di cibi funzionali come i pomodori coltivati con i loro simbionti naturali potrebbero antagonizzare in vivo l’attività estrogenica stimolata da molti contaminanti ambientali e industriali a cui gli esseri umani sono esposti attraverso la catena alimentare. (fonte www.freshplaza.it)

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