Daily Archives: aprile 4, 2012

Acetone: l’Omeopatia gli dà Sollievo

Le cause di questo disturbo non sono solo alimentari: può contare la predisposizione genetica ma anche la psiche del bambino: l’omeopatia può dar sollievo

Capita spesso al ritorno da una festicciola di compleanno, o dopo una banale scorpacciata: il nostro bambino appare mogio e inappetente e in alcuni casi fanno la loro comparsa febbre e vomito. Poi, l’alito si fa acido e dolciastro. Niente di grave: probabilmente ha solo l’ acetone, uno dei disturbi più frequenti nei bambini, che con l’età tende a scomparire naturalmente. Se capita, basta qualche coccola e attenzione in più a tavola e tutto rientrerà presto nella norma, anche grazie agli aiuti della medicina naturale.

Viene spesso dopo la febbre

Frequentissimo tra i bambini fino ai 5-6 anni, l’ acetone è la manifestazione di una non completa maturità del metabolismo dei grassi del piccolo. Si manifesta quando l’organismo esaurisce le riserve di zuccheri e brucia i grassi per produrre energia. Ciò porta a un aumento nel sangue di sostanze tossiche, dette corpi chetonici che, per particolari condizioni non vengono eliminate come dovrebbero. Le cause dell’ acetone sono molte: un breve digiuno, la febbre, un disordine alimentare, ma anche emozioni intense e malattie infettive.

I più colpiti sono i timidi e i magrolini

Solitamente si dà la colpa sempre ai pasticci fuori-pasto e ai disordini alimentari. Questo può essere vero. Il ripetersi ravvicinato di episodi di acetone può però avere una ragione psicologica. Non a caso ne sono più soggetti i bambini tendenzialmente introversi. Anche lo stress che deriva per esempio dalla difficoltà a esprimere le emozioni provoca un’accelerazione del metabolismo, che fa sì che l’organismo si trovi a corto di zuccheri.

Il disturbo colpisce anche i bambini più magrolini. Secondo alcuni pediatri, infatti, lo scarso appetito è un meccanismo di difesa: il bambino predisposto, al sopraggiungere della crisi, tende a mangiare meno, contrastando così l’accumulo di corpi chetonici nel sangue.  Il disturbo scompare dopo i 10 anni.

I sintomi

Per capire se il piccolo ne soffre, è sufficiente osservare alcuni tipici segnali :
– Mal di testa
– Alito con odore simile all’acetone
– Vomito
– Mal di pancia
– Pallore e occhi cerchiati
– Stitichezza
– Sonnolenza

I rimedi naturali contro nausea e alito cattivo

Oltre a un regime dietetico sano, la medicina naturale, in particolare l’omeopatia  può essere di aiuto per sostenere i processi energetici e metabolici dell’organismo del nostrobambino e farlo stare presto meglio dopo un episodio di acetone.

L’omeopatia consiglia

Senna 5 CH 

Nella dose di 3 granuli ogni ora, efficace nella fase acuta del disturbo, soprattutto in presenza di stanchezza intensa, febbre, dolori addominali e diarrea.

Nux Vomica 5 CH

(fonte riza.it)

Scoperto l’Interruttore che “Accende” le Infiammazioni

Studio su Nature di un gruppo di ricercatori italiani, fra Bellinzona e Genova. Il meccanismo nel  è chiamato : accendendosi o spegnendosi può provocare o combattere le .

Si chiama  e la scoperta si deve al gruppo dell’italiana Federica Sallusto, che lavora in Svizzeranell’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona diretto da Antonio Lanzavecchia. La ricerca è stata pubblicata su Nature ed è stata confermata grazie alla collaborazione con l’Istituto Gaslini di Genova.

“Questo risultato è la conseguenza di un nuovo modo di studiare la risposta immunitaria nell’uomo, in grado di fornire un maggior numero di informazioni perchè molto più preciso”, ha osservato Sallusto. Per Lanzavecchia la novità maggiore sta nella “possibilità di studiare il  direttamente nell’uomo”.

 controlla il comportamento delle cellule chiamate , vere e proprie cellule bifronti del , importanti per proteggere da funghi e batteri, ma anche capaci di scatenare  croniche e autoimmuni, ossia malattie nelle quali il  aggredisce lo stesso organismo al quale appartiene.

I ricercatori hanno scoperto che i linfociti  scatenano le  quando producono l’interferone-gamma, ma che possono anche produrre l’0, nota per essere un ‘freno’ delle . E a dettare a queste cellule le istruzioni per scatenare o frenare le  è l’interleuchina 1.

Queste osservazioni, fatte esclusivamente “in provetta”, sono state confermate studiando i pazienti con un’eccessiva produzione di , in collaborazione con l’Istituto Gaslini di Genova. (fonte oknotizie.virgilio.it)

Unghie più Resistenti con Metodi Naturali

Le unghie rivelano il nostro stato di salute; per questo motivo dobbiamo osservarle attentamente e al minimo cambiamento se dovesse durare a lungo consultare il medico. Infatti a seconda del colore potremmo trovarci di fronte a malattie serie come l’anemia, la cirrosi epatica o dei funghi di cui ci siamo già occupati all’interno del blog ma di come avere delle unghie sane e resistenti usando dei metodi naturali.

1) Mettete in una bacinella 3 cucchiai di olio di oliva e 2 di succo di limone, mescolate bene ed immergete per 20 minuti le unghie; potete ripetere anche due volte alla settimana per due-tre mesi circa

2) Se il vostro problema principale è la crescita troppo lenta potete mescolare sempre all’interno di un contenitore questi ingredienti: 3 cucchiai di olio d’oliva, 20 gocce di Tea Tree Oil e 20 gocce di olio essenziale di limone. Immergete le unghie per 15-20 minuti. (fonte www.mondobenessereblog.com)

Il segreto dei Semi di Albicocca

“I semi amari di albicocca, ricchi di vitamina B17 o amigdalina, sono un rimedio antitumorale noto fin dall’antichità

La Bibbia parla dei semi di frutto come alimento ideale per l’uomo (Genesi 1,29). Gli antichi medici egizi, greci, romani ed arabi erano tutti a conoscenza delle proprietà biologiche dell’acqua di mandorla amara.

Anche Paracelso. Scribonius Largus, Galeno, Plinio il Vecchio, Marcellus Empiricus ed Avicenna usarono preparazioni contenenti amigdalina( vitamina B17) per trattare i tumori.

Lo stesso è vero per la farmacopea medievale.

Ai nostri giorni esistono culture per le quali il cancro rimane quasi completamente estraneo. Glia Abrasi, gli Arzebaigiani, gli Hunza, gli Eschimesi e gli abitanti del Karakorum seguono tutti un’alimentazione ricca di nitriloside o vitamina B17.

Tale alimentazione consiste, a secondo dei casi, di :

  • Grano saraceno
  • Piselli
  • Fave
  • Erba medica
  • Rape
  • Lattuga
  • Germogli di legumi
  • Albicocche con il nocciolo
  • Bacche di vario genere

Tale dieta può fornire loro da 250 a 3000 mg di nitilosine al giorno.

La dieta occidentale media, con i suoi cibi raffinati e privi di fibre, fornisce meno di 2mg di nitriloside al giorno.

Il Dr.Ernest T.Krebs,  sostiene che “mangiare sette semi di albicocca al giorno prevverà lo sviluppo di cancro durante tutto il corso della vita”.

 
I semi di albicocche selvatiche, piccole e acidule, forniscono oltre ad un elevata concentrazione di Vitamina B 17 ( l’amigdalina), sostanze minerali fra le quali il magnesio in grande quantità.

L’amigdalina è presente in quantità minore, nei semi di mela, pesca e ciliegia.

E’ importante assumere semi di albicocca insieme alle albicocche fresche o secche; gli enzimi contenuti nel frutto, sono componenti del meccanismo di azione.

I semi di albicocca sono benefici per la salute solo se biologici, cioè privi di pesticidi, concimi o altre sostanze chimiche.
(fonte www.alimentazione-benessere.it)

Limonata, la bevanda che Previene i Calcoli Renali

La limonata può essere un’ottima bevanda per prevenire i calcoli renali.

A dirlo sono gli scienziati dell’Università della California a San Diego – Comprehensive Kidney Stone Center – i quali hanno fatto sottolineato che, in linea generale, bere molti liquidi riducendo l’assunzione nella dieta di sale, calcio e proteine è già un passo utile per limitare la formazione di calcoli renali.
Tuttavia la limonata sfrutta in sinergia il contenuto di citrato del limone che è un inibitore naturale della formazione delle “pietruzze”.

Nello studio americano si è valutato l’impatto sul tasso di formazione dei calcoli a seguito di una terapia a base di limoni. In due litri d’acqua sono stati disciolti circa 113 grammi di succo di limone concentrato. La limonata è stata fatta bere ogni giorno a un gruppo di pazienti nei quali si è mostrata una riduzione del tasso di formazione dei calcoli da 1,00 a 0,13.

Il limone è uno degli agrumi che contiene maggiori quantità di citrato. Gli altri succhi spesso sono arricchiti di calcio e contengono ossalato, uno dei principali componenti dei calcoli renali. (fonte www.freshplaza.it)