Daily Archives: aprile 7, 2012

La dieta per Eliminare la Pancia Gonfia dopo i pasti

Oggi ci occupiamo della pancetta che aumenta dopo i pasti, quella che appena hai finito di mangiare non ti fa più allacciare la gonna o i jeans. Quel gonfiore addominale è dovuto soprattutto alla composizione degli alimenti ingeriti, in particolare alla fermentazione intestinale degli zuccheri e alla presenza delle fibre che non si riescono a digerire, come legumi, crusca e frutta.

La pancia gonfia dopo i pasti dipende molto da come si mangia, chi per esempio divora i pasti in pochi minuti, ingurgitando aria e bocconi troppo grossi, costringe lo stomaco a un super lavoro che aumenta a dismisura la secrezione di succhi digestivi e apre la strada alla dilatazione dello stomaco.

Per 7-15 giorni cerca di mangiare almeno 5 volte al giorno, cura particolarmente l’alimentazione per drenare l’eccesso di acidità grastrica che favorisce la dilatazione addominale.

Per eliminare la pancia gonfia dopo i pasti, elimina innanzitutto formaggi, burro, strutto, insaccati, rallentano il lavoro dello stomaco; elimina le bibite gassate, per ridurre l’apporto di gas e di zuccheri. Preferisci l’olio extravergine di oliva, non più di un cucchiaio a pranzo e un cucchiaio a cena, o i semi oleosi (in particolare quelli di lino che riattivano anche la funzionalità intestinale e favoriscono i processi digestivi).

Per 7 giorni la mattina prima di colazione, bevi 30 gocce di Ficus carica sciolto in mezzo bicchiere di acqua, pulisce lo stomaco e riduce il girovita. Poi, bevi un bicchiere di acqua minerale naturale a temperatura ambiente con un cucchiaino di aceto di mele bio. Evita per 7 giorni gli alimenti che contengono zucchero bianco e utilizza la stevia, dolcifica senza appesantire e, nel tempo, ti aiuta a perdere l’abitudine al sapore dolce.

Sia che lo si usi al mattino per la colazione o per macchiare il caffè o ancora per la preparazione di altre pietanze, anche piccole dosi il latte vaccino favorisce la proliferazione di batteri a livello gastrointestinale. Prova a sostituirlo per una settimana con latte di riso, d’avena, di soia o di capra.

Come aperitivo, un toccasana per lo stomaco è il centrifugato di patata cruda e di verza a cui puoi aggiungere un cucchiaino di liquirizia (radice) in polvere (si trova in erboristeria). Bevilo ogni giorno prima dei pasti, se vuoi allungalo con del succo di melagrana, tonifica lo stomaco evitando il reflusso e il gonfiore.

Se lo stomaco è molto irritato e la pancia gonfia, dopo i pasti e la sera prepara una tisana a base di camomilla (25 g), melissa (20 g), passiflora (20 g), cumino dei prati (20 g) e verbena odorosa (15 g). Metti in infusione la miscela per 5 minuti in una tazza di acqua bollente, filtra e bevi, per dolcificarlo usa un cucchiaino di miele. (fonte www.mondobenessereblog.com)

Raw Food, la filosofia del Crudismo

Raw Food è molto più di una semplice dieta, è una filosofia alimentare che nasce dal regime vegetariano e si basa sul consumo di frutta e verdura cruda. Per questo motivo, in Italia, è chiamata semplicemente crudismo. Arriva dagli Stati Uniti e ha conquistato il cuore di molte star, tra i seguaci troviamo anche Demi Moore, Mel Gibson, Prince, Uma Thurman, Carol Alt. A differenza di quanto si possa credere, il Raw Food non è una semplice moda, ma un modo di interpretare il benessere: mangiare cibo crudo vuol dire rispettare l’ambiente, non inquinare e possibilmente acquisire tutti i nutrienti all’interno del frutto. È ovvio che, nonostante i buoni propositi, anche questo tipo di alimentazione ha i suoi limiti.

La prima considerazione da fare è di tipo storico: l’uomo, prima scoprire il fuoco, aveva già un’alimentazione Raw food. Si nutriva, infatti, di frutta e bacche, ovviamente consumate in modo crudo. È successivamente alla scoperta del fuoco che diventa onnivoro, inizia a consumare carne e cambia totalmente la sua alimentazione. Il fuoco, infatti, rende il cibo più morbido e saporito, ma ne altera anche le proprietà. Come abbiamo detto in molte occasioni, la cottura può danneggiare la struttura dell’alimento. Spesso si disperdono le vitamine, si distrugge il contenuto enzimatico oppure si sviluppano sostanze dannose (vedi il classico annerimento durante la griglia, dagli esperti considerato cancerogeno).

Chi sono i crudisti?

I crudisti sono convinti che i cibi non debbano essere mai cotti sopra ai 40° perché gli alimenti sono vivi e a temperature diverse li uccideremmo. È stato dimostrato, per esempio, che l’uso del microonde provoca una riduzione del 30-40 per cento del contenuto di vitamina B12 del latte. E’ tanto comodo la mattina mettere la nostra tazza nel fornetto e questo è il risultato. Di base hanno rivalutato la composizione dei piatti: siamo abituati a considerare la frutta e la verdura come un semplice contorno o uno spuntino. I crudisti, invece, pongo proprio al centro dei loro piatti questi due ingredienti.

Il crudismo fa bene?

Il crudismo fa bene e non è dannoso per la salute, ma deve essere seguito con un po’ di attenzione. Esattamente come per la dieta vegetarianail consiglio è quello di non smettere all’improvviso di mangiare carne e basta, ma di andare da un esperto, un nutrizionista vegetariano e/o vegano, per stabilire una dieta ben equilibrata. Sicuramente il Raw Food permette di contrastare il rischio obesità, ipertensione, ma anche le malattie cardiovascolari. Bisogna però stare molto attenti a non creare delle carenze alimentari: il corpo ha bisogno anche di proteine ed è importante che quelle animali siano sostituite con quelle vegetali, ma con consapevolezza. Il rischio più grave è la mancanza di ferro, calcio, vitamina B12 e D. Inoltre, non fate questa scelta solo per imitazione: non è l’esempio di un amico o di un vip che può spingervi verso una decisione simile. Ci vogliono ragioni più profonde e maturate dentro di sé.

 (fonte dieta.pourfemme.it/)

Mele e Mirtilli ricchi di Flavonoidi per prevenire il Diabete 2

Per ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 è possibile aumentare il consumo di mele e mirtilli. A suggerirlo è uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui alla base di questo effetto potrebbe esserci l’elevato contenuto di flavonoidi che caratterizza questi frutti.

Per giungere a questa conclusione gli autori della ricerca hanno monitorato l’alimentazione e lo stato di salute di quasi 200 mila cittadini statunitensi, nessuno dei quali presentava, all’inizio dello studio, i sintomi del diabete. Nel corso della ricerca sono stati diagnosticati 12.600 casi di diabete, ma gli scienziati hanno notato che gli amanti dei mirtilli hanno un rischio di sviluppare questa malattia inferiore del 23% rispetto a chi non li mangia praticamente mai.
Lo stesso vale per chi mangia almeno 5 mele alla settimana.

La frutta ricca di flavonoidi si conferma, quindi, amica della salute. Già lo scorso anno, infatti, la stessa rivista aveva pubblicato uno studio in cui è stato dimostrato che questi frutti aiutano anche a ridurre il rischio di ipertensione.

(fonte www.benessereblog.it)