Daily Archives: aprile 10, 2012

Ecco la Dieta Salva Memoria

PREDIMED(PREvencion con DIeta MEDiterranea), lo studio pubblicato sul Journal Alzheimer Deseases, che mette in evidenza i benefici che alcuni alimenti della dieta mediterranea hanno sulle nostre funzioni cognitive.

Olio extravergine d’oliva, vino rosso, noci o nocciole e caffè. Questi sono gli ingredienti migliori per salvaguardare la nostra memoria, grazie agli antiossidanti (soprattutto polifenoli) in essi contenuti.

Una ricetta ottenuta grazie ad una ricerca (PREDIMED appunto) svolta su 450 soggetti, sia maschi che femmine, di età compresa fra i 55 e gli 80 anni, e tutti con un rischio cardiovascolare elevato. La dieta mediterranea ed, in particolare i cibi su menzionati, tiene a bada il rischio di deficit cognitivo.

Un risultato importante in termini di prevenzione, salute e spesa pubblica. Gli ammalati di Alzheimer sono sempre più, circa il 3.5% della popolazione è affetta da questa malattia ed ogni anno sono centinaia di migliaia i nuovi casi.

Ecco perché anche i geriatri della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria(SIGG), sottolineano l’importanza di questo studio. (fonte www.tuttasalute.net)

Cibi contro la Cellulite

La cellulite si combatte con una vita meno sedentaria, abiti che non soffocano la pelle, creme cosmetiche,   fanghi naturali,  farmaci
ed anche con i cibi giusti.
Con una dieta che contrasti la ritenzione idrica sia una valida soluzione per prevenire la pelle a buccia d’arancia.
Ecco i cibi anticellulite che non devono mai mancare in tavola:

  • Frutta fresca. La frutta è ricca di fibre, sostanze fitochimiche e minerali che aiutano l’organismo a disintossicarsi. Inoltre contiene antiossidanti, efficaci contro i radicali liberi e contro i danni inflitti da fumo ed alcool alla pelle. Per liberarsi dalle tossine, scegliete frutta da agricoltura biologica e di stagione. In particolare contro la cellulite sono efficaci mirtilli, more, ciliegie, manghi, arance, fragole, lamponi, pompelmo, mele.
  • Verdure e ortaggi. Via libera a spinaci, finocchi, peperoni, carote e pomodori, dalle ottime proprietà drenanti.
  • Acidi grassi essenziali e minerali, utili per regolare il metabolismo dei grassi nel nostro organismo. Pesce, frutta secca e semi.
  • Tè verde.
  • Infine, l’acqua. Bisogna bere 1,5-2 litri di acqua al giorno per aiutare l’organismo a rimanere idratato e ad espellere più facilmente le tossine accumulate.

Ci sono poi dei cibi e delle bevande da evitare o limitare per non aggravare la situazione. Gli alcolici, ad esempio, provocano disidratazione; i cibi raffinati, ricchi di additivi e di zuccheri aggiunti; le bevande gassate. Inoltre, bisognerebbe limitare l’assunzione di proteine animali. (fonte www.benessereblog.it)

Vampate in Menopausa? La soluzione è nella Soia

Bastano due porzioni al giorno di alimenti a base di soia per ridurre la frequenza e l’intensità delle vampate di calore tipiche della menopausa. L’efficacia di questo legume, già suggerita da diversi studi, è stata definitivamente confermata da un’analisi dei risultati ottenuti in 19 diversi studi, pubblicata sulla rivista Menopause.

Il segreto della soia è nascosto negli isoflavoni, sostanze che svolgono un’azione simile a quella degli ormoni femminili, gli estrogeni. Proprio perché la menopausa è dovuta a una diminuzione della produzione di questi ormoni, la soia può essere un valido aiuto per contrastare i suoi sintomi.

Ma quali sono le quantità da assumere per poter ottenere dei benefici? Secondo gli autori dell’analisi sono necessari almeno 54 mg di isoflavoni al giorno per 6 settimane per ridurre circa del 21% la frequenza delle vampate e del 26% la loro intensità. Se, poi, almeno 19 mg corrispondono a genisteina – uno dei principali isoflavoni – i risultati ottenuti sono ancora migliori.

Ma la vera buona notizia è che la genisteina è l’isoflavone più abbondante nella soia e negli alimenti da essa derivati. Per questo l’approccio migliore per controllare il problema delle vampate potrebbe essere mangiare cibi a base di soia piuttosto che assumere pasticche di isoflavoni. Largo, quindi al latte di soia: per assumere 50 mg di isoflavoni basta berne due bicchieri. Per gli amanti del tofu, invece, la stessa quantità di questi nutrienti è contenuta in 200 grammi di prodotto.

(fonte www.benessereblog.it)

Il Profumo delle Patate al Forno rende Felici

L’aroma delle patate cotte al forno ha il potere di sollevare l’umore delle persone, stimolando ricordi piacevoli e buonumore, come suggerisce il dottor Avinash Kant coautore di un curioso studio di cui riporta notizia il Daily Mail.
Ai partecipanti all’indagine è stata presentata una patata del tipo Piper Maris cotta per un’ora in forno.
Tutti hanno reagito più o meno allo stesso modo:
ai soggetti è stato infatti domandato se e cosa ispirasse loro la vista, ma soprattutto, il profumo emesso dalle patate cotte al forno. Per la maggioranza, l’aroma evocava ricordi felici legati all’infanzia, ai nonni o i pranzi in famiglia.

A tale proposito, il dottor Kant ha descritto questo fenomeno come “effetto Maillard“.  “Il riconoscimento di aromi e profumi è una funzione complessa del cervello, che solo di recente abbiamo iniziato a capire – ha spiegato Kant – Gli aromi composti che si formano durante il processo di cottura sono inconsciamente riconosciuti in base ai nostri ricordi precedenti.
La memoria attivata dipende dall’esperienza che si è avuta la prima volta che abbiamo mangiato una patata al forno. Per la maggior parte dei nostri soggetti tale esperienza è associata con una memoria positiva – la casa dei nonni, una cena con la famiglia o una notte con falò.
La patata può certamente offrire una piacevole e ricca esperienza sensoriale”, conclude il dottor Simon Bull. Il tipico profumo di patate al forno si sprigiona soltanto quando le patate sono cotte a temperature adeguate e piuttosto alte: circa 130/140 gradi centigradi. Il microonde, in questo caso, non funziona.

(fonte  www.freshplaza.it)

Proprietà del Peperoncino, il Piccante che fa bene al Cuore

Peperoncini nella dieta per un cuore più sano. Una buona notizia per chi ama i sapori piccanti arriva da un recente studio della Chinese University of Hong Kong, presentato nei giorni scorsi nell’ambito del National Meeting of the American Chemical Society, svoltosi a San Diego, in California.

peperoncini aiutano a prevenire i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.

Il merito è della  capsaicina, sostanza che conferisce il gusto piccante ai peperoncini.

capsaicinoidi hanno diverse proprietà benefiche: riducono i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e inibiscono un gene che fa contrarre le arterie. In questo modo, non solo si previene il colesterolo alto, fattore di rischio delle malattie cardiovascolari, ma il flusso sanguigno scorre anche più facilmente, con un maggior apporto di sangue e dunque di nutrienti ed ossigeno ai tessuti.

Lo studio è stato condotto sui criceti. I ricercatori hanno alimentato le cavie con una dieta ricca di cibi grassi. Ad alcuni criceti, come condimento agli alimenti con alti tassi di colesterolo, sono stati somministrati anche peperoncini. Ebbene, il gruppo che aveva consumato peperoncini aveva livelli più bassi di colesterolo cattivo nel sangue ed un numero inferiore di placche nelle arterie.

Spiega il prof. Nicola Antonio Uccella, docente del dipartimento di Chimica dell’Università della Calabria:

Il principio bioattivo del peperoncino può aiutare il cuore. I biofenoli complessi del peperoncino sono in grado di ridurre il rischio di attacco cardiaco e bloccano un gene per l’espressione della motilità arteriale. La capsaicina abbassa i livelli di colesterolo e consente un maggiore afflusso di sangue attraverso i vasi sanguigni verso tutti gli organi.

Zhen-Yu Chen, docente di scienza dell’alimentazione e della nutrizione alla Chinese University of Hong Kong, prima firma dello studio, ha spiegato però che non è consigliabile inserire grandi quantità di peperoncini nella dieta. Bisogna consumarlo con moderazione per insaporire i cibi, senza eccedere.

La capsaicina ad oggi è già utilizzata come rimedio efficace contro il dolore causato dall’artrite, dalla neuropatia e dalla psoriasi. Il calore prodotto dai cibi piccanti, infatti, viene riconosciuto dal nostro organismo come un dolore. In risposta il corpo rilascia endorfine, sostanze che placano il dolore. La capsaicina aiuta inoltre a prevenire il cancro alla prostata. Diversi studi, infine, hanno appurato che i cibi piccanti accelerano il metabolismo. I cibi insaporiti con spezie come la curcuma, la paprika, la cannella, il rosmarino, l’origano e l’aglio in polvere abbassano i livelli di trigliceridi e di insulina dopo i pasti nei soggetti sani in sovrappeso.

(fonte www.benessereblog.it/)