Daily Archives: aprile 13, 2012

Diabete, i Cibi per Regolarizzare la Glicemia

Sono circa 3 milioni gli italiani malati di diabete e purtroppo il trend è in continuo aumento. Per contrastare questo disturbo è necessario lavorare su due livelli differenti: la dieta e l’attività fisica. Sono tanti gli approfondimenti, sul nostro sito, dedicati allo sport come medicina preventiva, per questo motivo approfondiamo un altro aspetto interessante quanto importante: i cibi che possono regolare gli zuccheri nel sangue. Esistono, infatti, degli elementi in grado di stimolare alcuni enzimi importanti nella regolazione della glicemia. La glicemia è quel valore che indica la concentrazione di glucosio nel sangue e, in assenza di patologie, dovrebbe essere tra i 65-110 mg/dl.

L’oscillazione della glicemia dipende dall’assunzione di carboidrati. Ricordiamo che secondo i dettami della Dieta Mediterranea, i carboidrati dovrebbero coprire il 45 percento del fabbisogno nutrizionale quotidiano. In questo modo, in teoria si può contrastare quella che in termine tecnico viene chiamata iperglicemia. È necessario quindi non solo non sforare quanto indicato dal regime italiano, ma evitare tutti i cibi con zuccheri aggiunti, preferendo quelli senza zuccheri o i prodotti integrali. Inoltre, è necessario fare molta attenzione all’alcol.

I cibi che regolano la glicemia

I cibi contro il diabete sono il carciofo, la cicoria, l’aglio, la cipolla e le mele. Tutti contengono la fibra solubile, in grado di regolare la quantità di glucosio presente nel sangue. È ovvio che questo ingrediente “magico” è contenuto in generale in tutta la frutta e la verdura, ma bisogna stare attenti a che questi vegetali non siano a loro volta troppo ricchi di zuccheri. Tenete poi in considerazione, che alcuni formaggi, come i caprini o quei tipi provenienti da ruminanti di alpeggio (fontine, asiago) sembrano essere molto utili nel migliorare la glicemia, a detta di molti e interessanti studi.

Diabete e frutta

La frutta contiene moltissimi zuccheri e ovviamente non è facile stabilire quanto sia un alimento adatto a un diabetico oppure no. Ci sono esperti che vietano il consumo e nutrizionisti che invece consigliano di evitare alcune qualità. In realtà non esiste una regola precisa, piuttosto è importante stare attenti alle quantità: mangiare mezzo caco inserito in un’alimentazione ben equilibrata può non dare fastidio, quanto invece un paio di cachi dopo uno piatto di pasta potrebbero creare gravi problemi. Una porzione ideale di frutta non dovrebbe superare i 15 grammi di carboidrati. Tenete poi in considerazione che più il frutto è ricco di fibre, minore è il picco glicemico. Evitate sempre i fichi, le banane, l’uva, la frutta secca e i cachi. Inoltre, fate molta attenzione anche ai succhi di frutta, soprattutto se contengono zucchero aggiunto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il diabete nel 2030 diventerà la quarta causa di morte in Europa. Non c’è quindi da scherzare e questo dovrebbe essere un buon motivo per iscriversi in palestra e per fare un po’ di sano movimento. (fonte dieta.pourfemme.it)

Per evitare Attacchi di Fame a Colazione mangia Cibi con Basso Indice Glicemico

Per cercare di evitare gli improvvisi attacchi di fame di mezza mattina sarebbe opportuno consumare una colazione con alimenti a basso contenuto glicemico  come mandorle, noci e legumi; a dirlo sono alcuni ricercatori intervenuti in occasione del dodicesimo convegno sul Wellness dell’Institute of Food Technologists. Sembra che questi alimenti siano in grado di accrescere il senso di sazietà e quindi le persone avrebbero meno voglia di spizzicare nell’arco della giornata; a spiegare questa tecnica sono stati Kantha Shelke e Richard Mattes. I cibi con un basso indice glicemico fanno sì che si crei un accumulo graduale degli zuccheri a differenza di quanto accade con gli alimenti che invece hanno un elevato indice glicemico; questi ultimi infatti vengono digeriti velocemente e possono provocare forti fluttuazioni nei livelli di zucchero nel sangue.

Kantha Shelke, che è un’esperta di nutrizione ha anche spiegato quale dovrebbe essere la colazione ideale; secondo lei dovrebbe contenere cibi piuttosto saporiti, che siano facili da trasportare, non fritti e, anche se deliziosi che non ci facciano sentire in colpa durante la giornata. Si stima che entro il 2030 il 16% della popolazione mondiale avrà problemi di zucchero nel sangue ed è quindi arrivato il momento di modificare le nostre abitudini in fatto di cibi.

(fonte www.mondobenessereblog.com)

Dalla ricerca genetica, Patate, Frutta e Ortaggi a maggiore contenuto di Vitamina C

In futuro sarà possibile consumare una patata al giorno per procurarci il fabbisogno quotidiano di vitamina C.
Alcuni ricercatori del settore ’Plant & Food Research’ stanno studiando quale sia il processo di sintesi della vitamina C nei vegetali ed hanno identificato il gene che controlla il livello di vitamina C nella frutta e negli ortaggi.

Il Dr William Laing, ricercatore responsabile dello studio, afferma che la vitamina C è una sostanza essenziale nell’organismo umano per assicurare il buon funzionamento delle attività cellulari.

Le persone assumono la maggior quantità di vitamina C attraverso il consumo di frutta ed ortaggi, ciononostante molti alimenti sono poveri di vitamina C per cui molte persone compensano queste carenze assumendo integratori di sintesi.

Capire come i livelli di vitamina C siano controllati nei vegetali, in particolare nei frutti e nei tuberi, rappresenta un potenziale strumento per sviluppare nuove varietà delle più comuni specie coltivate già conosciute per il maggior contenuto in vitamina C.

I ricercatori hanno inserito il gene vegetale GGP (GDP-galattosio fosforilasi), un enzima importante nella sintesi della vitamina C, in diverse varietà di fragole, patate e pomodori. I risultati, pubblicati sulla rivista Plant Biotechnology, hanno mostrato che i livelli di ascorbato potrebbe essere aumentato fino al 500%.

Questi esperimenti indicano che si potrebbero produrre nuove varietà che sintetizzino naturalmente la quantità giornaliera raccomandata di vitamina C e che tale quantità potrebbe essere raggiunta consumando ad esempio solo una patata di media dimensione. Queste nuove varietà dovrebbero potenzialmente ridurre il problema della carenza di vitamina C nelle popolazioni che hanno scarso accesso a frutta ed ortaggi, permettendo loro di assumere la quantità raccomandata attraverso il consumo di patate ed altri alimenti di base.

Il Dr Laing conclude dicendo che in molti Paesi i consumatori sono preoccupati al pensiero di introdurre alimenti transgenici nella loro dieta, pertanto la prossima sfida della ricerca sarà capire come utilizzare queste informazioni genetiche per velocizzare il programma di breeding (= programma di ricerca finalizzato ad ottenere varietà con una costituzione genica in grado di garantire le performance desiderate) di nuove varietà non-transgeniche che abbiano elevati livelli intrinseci di vitamina C.

(Fonte www.freshplaza.it)

Lieviti, nemici della buona Digestione

Pizza, pane ma anche birra e dadi da brodo possono scatenare disturbi debilitanti e la causa può essere l’intolleranza al lievito: così la previeni…
Tra i disturbi classici dell’ intolleranza al lievito (di birra o di pane) c’è la disbiosi intestinale, un disturbo che causa stitichezza (e a volte, all’opposto, diarrea), meteorismo, gonfiore e intestino irritabile. In tutti questi casi il rischio che si corre è quello del cattivo assorbimento dei nutrienti introdotti col cibo, con conseguenti squilibri metabolici, debolezza e perdita di peso.

Anche in questo caso il metodo più sicuro per individuare l’ intolleranza è la dieta di eliminazione: occorre eliminare i cibi “sospetti” per 15 giorni, reintrodurli gradualmente e verificare se i sintomi ricompaiono.

Tra i cibi pericolosi anche vino, funghi e panna

Tra i cibi che contengono lievito da evitare ci sono pasta da pane, pane, pizza, brioches, pasticcini, torte. Vietati anche a birra, sidro, vino spumante e formaggi fermentati (gorgonzola, emmenthal, taleggio), panna acida, salsa di soia, aceto, frutta secca, malto, glutammato monosodico, pastiglie di vitamine del gruppo B, acido citrico, funghi.

I rimedi naturali: fermenti lattici e echinacea

Chi soffre di intolleranza ai lieviti deve disinfiammare la mucosa intestinale e potenziare le difese. Ecco come.

Il Lactobacillus acidophilus depura l’intestino

Il Lactobacillus acidophilus (e i fermenti lattici in genere) rendono l’ambiente intestinale ostile ai batteri nocivi, dei quali inibiscono la proliferazione, e favoriscono l’assimilazione dei nutrienti. Assumere una pastiglia di Acidophilus la mattina a digiuno per 1-2 mesi.

Con l’Echinacea anticorpi al top

Dalle radici di Echinacea si ricava un estratto che ha la capacità di rinforzare le difese immunitarie e di rendere l’organismo meno “sensibile” alle intolleranze. È anche altamente depurativa. Basta una capsula di estratto secco al giorno la mattina a digiuno per 1-2 mesi.

Frutta secca e soia: nascoste in molti cibi, irritano la cute

Apparentemente noci, mandorle, nocciole, noci brasiliane, anacardi e arachidi sono poco usate nella dieta quotidiana. Occorre tuttavia considerare che essi sono presenti in numerosi prodotti industriali, per esempio gelati, cioccolato, merendine, sugo al pesto. Quando si consumano prodotti industriali, è quindi importante leggere con attenzione le etichette. In particolare per la soia, che crea problemi di intolleranza per la componente proteica, va detto che l’allergia è molto comune tra i bambini e nei soggetti già allergici alle proteine de latte, e può dar luogo a dermatite atopica e, meno di frequente, all’asma. Di qui il consiglio di evitare il latte di soia e preferire latti di riso o ad alta digeribilità.

I rimedi

L’eliminazione dei cibi a base di frutta secca e soia è indispensabile. Utile anche una terapia a base di gemmoderivati, come il macerato glicerico del noce (Juglans regia): assumere 70 gocce (per i bimbi dai 2 anni in su, 20 gocce) del macerato in un po’ d’acqua 10 minuti prima dei pasti principali per almeno 2-4 mesi. (fonte www.riza.it)