Daily Archives: aprile 16, 2012

Infiammazioni al Collo: Rimedi Naturali

Come si cura la cervicale? Se in inverno è facile prendere un colpo di freddo che favorisce le contratture muscolari, d’estate, o meglio ancora al cambio di stagione, quindi quando le temperature non si sono ancora stabilizzate, l’umidità della sera può favorire la cosidetta cervicale o per essere più precisi, la cervicalgia.

Tecnicamente la cervicalgia è l’infiammazione di una zona muscolo scheletrica piuttosto vasta che si trova all’altezza del collo ma che in seguito a movimenti azzardati può provocare dolore che parte appunto dal colo e che si irradia alle spalle e nei casi più gravi arriva fino alle braccia con mal di testa dovuto alla cattiva postura che si è costretti ad assumere in seguito al dolore.

Le donne ne soffrono maggiormente e la causa il più delle volte può essere una posizione forzata tenuta per ore come al PC o alla scrivania. Solitamente per curarle episodi sporadici basta un semplice antinfiammatorio a base di paracetamolo, ma in casi più gravi e che si susseguono è bene rivolgersi a uno specialista che riattivi gradatamente la funzionalità motoria della zona interessata anche con l’aiuto di una profilassi medico-sportiva.

Il tutto in un approccio che agisca su più fronti con massaggi, terapie manipolative e, se necessario, anche terapie termiche (con azioni contrastanti di caldo e freddo) ovviamente debitamente consigliate da un medico.

(Fonte www.tantobenessere.com)

Diabete, i Rimedi Naturali per la Prevenzione

Il diabete è una malattia causata dalla scarsa produzione di insulina da parte del pancreas e da una maggiore resistenza delle cellule nei confronti di questa sostanza, che può condizionare la vita di chi ne soffre. Tra i principali fattori di rischio ci sono gli elevati valori della glicemia. Oltre a una vita e un’alimentazione sana, per prevenire il diabete possono essere utili alcune erbe, che aiutano a ridurre i livelli della glicemia

Per il loro effetto di abbassamento dei valori di glicemia, i rimedi naturali per prevenire il diabete sono l’olivo (Olea europea) conosciuta anche perchè fa diminuire i livelli di colesterolo e dei trigliceridi. Se ne consigliano 20 gocce di macerato glicerico in poca acqua (circa un dito) tre volte al giorno prima dei pasti. È utile anche il roco (Rubus fructicosus), usato pure per far calare la pressione arteriosa; ne vanno prese 20 gocce di macerato glicerico in un dito d’acqua tre volte al giorno prima dei pasti.

Per un’azione preventiva completa si consiglia l’assunzione di 10 gocce di macerato glicerico di olivo, di roco e di noce insieme in un dito di acqua tre volte al giorno prima dei pasti. Anche la cannella riduce la glicemia postprandiale, il suo consumo sotto forma di polvere è raccomandato sui dolci, ma anche come spezia sulle normali pietanze. Anche il tè verde favorisce l’abbassamento della glicemia, se ne raccomandano due tazze al giorno a tutte le persone a rischio o il consumo durante i pasti.

Il rimedio naturale considerato più efficace per ridurre la glicemia e limitare gli effetti nocivi sull’organismo è la ginema, che proviene dalla medicina ayurvedica e cinese, abbassa questo valore e favorisce il metabolismo degli zuccheri, riducendone l’assorbimento da parte dell’intestino. Agisce anche sulla riduzione di voglia di dolce. Può essere preso in capsule di estratto secco, che si trova nelle farmacie specializzate in fitoterapia cinese e ayurvedica, e sempre su prescrizione medica. Il dosaggio può oscillare da 500 mg a oltre 1000 mg al giorno, a seconda dei livelli di glicemia.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Le Alghe quotidiane

In tempi di crisi bisogna ottimizzare tutto, anche le risorse alimentari e le ore di palestra (considerando quello che costa, poi!). Come fare?  Un aiuto ci può venire dalle alghe. Infatti, grazie al loro contenuto di sodio e al sapore particolare, le alghe ci permettono di assumere in poco “materiale” tanti elementi nutrizionali e pochissimo sodio.

In pratica si tratterebbe di sfruttare le enormi virtù del pane (che ha la possibilità di essere cucinato con tantissimi ingredienti) sostituendo il sale comunemente utilizzato nella sua preparazione, con le alghe.

Ma quali? Ascophyllum nodosum che, per gli studiosi, sono quelle a minor contenuto di sodio. Rispetto al sale comune ci sarebbe un bel “risparmio, dato anche il fatto che il sale da cucina ha il 40% di tale elemento, mentre le alghe in questione soltano il 3.5%.

Il vantaggio, o per meglio dire i vantaggi dal momento che sono particolarmente numerosi, sono parecchi. Prima di tutto a livello della salute, con lo scampato pericolo ipertensione, o comunque sia , notevolmente abbassato, quindi  una mano anche sul fronte cardiaco e circolatorio, soprattutto per noi donne che tendiamo alla ritenzione idrica.

E qui entriamo anche nel lato estetico, con un miglioramento del peso e drastica stabilizzazione del’umore, soprattutto in periodo premestruale grazie agli oligoelementi di cui sono ricche le alghe.

(Fonte www.tantobenessere.com)

Fragola, identificato un Principio Attivo salutare

Un’importante scoperta scientifica a cura dei ricercatori del Dipartimento qualità alimentare e nutrizione della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (provincia di Trento) è stata pubblicata recentemente sulloJournal of Agricultural and Food Chemistry, rivista della Società Chimica Americana.

Uno studio molto approfondito sui componenti della fragola ha dimostrato per la prima volta che in questo frutto è presente in grandi quantità l’agrimoniin, un tannino naturale appartenente alla famiglia degli ellagitannini usato largamente nella medicina tradizionale asiatica e studiato per le proprietà astringenti, antiemorragiche, antimalariche e antitumorali.

Secondo la ricerca, oggetto della tesi di laurea in Scienze farmaceutiche applicate presso la facoltà di Farmacia dell’Università di Padova della studentessa trentina Elisa Pojer, l’agrimoniin è il più importante ellagitannino presente nella fragola e nella fragolina di bosco, ed  è presente nella dose di 200 milligrammi per chilogrammo di frutto.

La scoperta
Fino ad oggi l’importanza di questo principio attivo,  isolato per la prima volta nel 1982 in una pianta officinale perenne che cresce in Oriente (Agrimonia pilosa Ledeb), era del tutto inesplorata nella alimentazione umana e ignorata dalle banche dati nutrizionali. Si riteneva erroneamente che il principale ellagitannino della fragola fosse invece un’ altra struttura, denominata  “sanguiin H6”.

La ricerca
Il team di ricercatori di San Michele, nell’ambito di un progetto mirato di durata annuale, che ha coinvolto anche Graziano Guella dell’Università di Trento e Mirella Zancato della Università di Padova, ha estratto e purificato l’agrimoniin mediante tecniche di cromatografia preparativa dai frutti maturi della fragolina di bosco, la Fragaria vesca. La sua struttura è stata caratterizzata dettagliatamente attraverso esperimenti di risonanza magnetica nucleare, spettrometria di massa ed altre tecniche spettroscopiche. E’ stato sviluppato un metodo cromatografico per l’analisi del frutto, e si è potuto confermare che sia nella fragola (varietà Darselect) che nella fragolina agrimoniin è presente in quantità molto elevate (centinaia di mg/kg) e che è di gran lunga il più importante ellagitannino presente nel frutto.

L’utilità
“Si tratta di una ricerca molto importante – spiega Urska Vrhovsek del Centro ricerca e innovazione – perché ha dimostrato la presenza di un principio attivo naturale che è probabilmente l’ellagitannino più presente in assoluto nella dieta occidentale, ed è specifico delle fragole. La conoscenza della struttura di questo composto permetterà ora di studiarne la biodisponibilità, il metabolismo e i meccanismi di azione”.

Prospettive di ricerca
Per quanto riguarda gli ulteriori sviluppi sono in corso altri studi per accertarne la presenza nelle principali varietà coltivate, la sua variazione della concentrazione con la maturazione del frutto e, in collaborazione con l’Università di Milano, il meccanismo di azione in relazione alla attività anti-malarica.

(Fonte www.freshplaza.it)

Acacia forse efficace contro i Tumori

Da tempo si sa che l’acacia ha proprietà antisettiche ed astringenti ed è anche una pianta da cui si ricava il miele dalle diverse proprietà curative (ed usato anche da bambini e diabetici) ed ora alcuni ricercatori dell’Università di Monastir in Tunisia sostengono che un etratto ottenuto dalle foglie dell’Acacia salicina potrebbe avere deglieffetti antimicrobici, antitumorali e antiossidanti; i risultato di questo studio sono stati pubblicati all’interno di BMC Complementary and Alternative Medicine. Dallo studio è quindi emerso che gli estratti di acacia avrebbero non solo una potente azione antibatterica ma sono anche in grado proteggere dall’azione dei radicali liberi, che ricordiamo essere tra i responsabili dell’invecchiamento delle cellule ed anche una delle cause della comparsa di diverse patologie.

Gli autori della ricerca hanno quindi spiegato che questo studio

indica che gli estratti di foglie di Acacia salicina sono una fonte significativa di composti con attività antimutagene e antiossidanti, e questo può essere utile per lo sviluppo di sostanze potenzialmente chemiopreventive. Inoltre, gli estratti delle foglie mostrano significative potenziali attività e proprietà anti-radicaliche, antimicrobiche e anti-mutageniche

Serviranno ulteriori studi ma la speranza dei ricercatori è che questa pianta possa essere usata nella cura dei tumori.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)