Daily Archives: aprile 17, 2012

Mal di Testa: cosa fare quando la causa è il Cibo

Formaggi stagionati, cioccolato, vino rosso: sono solo alcuni fra i cibi e le bevande amati da molti, ma odiati da chi soffre di mal di testa. A elencarli nella lista degli alimenti che possono scatenare l’emicrania è Sarah Stanner, esperta di nutrizione che collabora con il Thelegraph. Rispondendo alla domanda posta da una lettrice in cerca di consigli per sconfiggere il mal di testa che la tormenta da tempo, la nutrizionista ha precisato che le cause del disturbo possono essere molto variabili, ma che anche quando il fattore scatenante è nascosto proprio all’interno di cibi e bevande, è sempre meglio non saltare i pasti.

Oltre a quelli già elencati, altri alimenti che possono contribuire al mal di testa sono alcuni agrumi, i prodotti fermentati, alcuni tipi di pesce, i fagioli e le noci. Molti di questi cibi contengono delle sostanze che agiscono sui vasi sanguigni promuovendone la dilatazione. A sua volta, questo effetto scatena il mal di testa, soprattutto nelle persone che non riescono a metabolizzare abbastanza velocemente queste sostanze.

Proprio per questo motivo, la caffeina può essere un valido aiuto per contrastare l’insorgenza del mal di testa. Stanner ha spiegato che

il consumo regolare ed eccessivo può stimolare l’emicrania, ma una tazza occasionale può, in realtà, prevenire un attacco restringendo i vasi sanguigni dilatati.

Tuttavia, anche se il cibo può essere una causa del mal di testa, saltare i pasti è altrettanto pericoloso. Non a caso molte persone soffrono di un numero maggiore di attacchi quando sono a dieta. La spiegazione di questo fenomeno sta nel fatto che bassi livelli di glucosio nel sangue possono provocare il rilascio di ormoni associati allo stress. Per questo Stanner consiglia di tenere sempre a portata di mano uno snack ricco di zuccheri da consumare nelle situazioni di emergenza in cui si è costretti a saltare un pasto.

Gli ultimi consigli della nutrizionista riguardano i rimedi naturali contro il disturbo, fra cui spicca l’estratto di farfaraccio, una pianta erbacea. Presa due volte al giorno può ridurre la frequenza degli attacchi del 48%. Altro rimedio dal mondo delle piante è il partenio, la cui efficacia è, però, più variabile. Infine, la sempreverde acqua: per evitare la comparsa del dolore l’ideale è mantenersi ben idratati.

(Fonte www.benessereblog.it/)

Il Dente di Leone per Depurare

Una cura da fare 2 volte l’anno, che stimolerà le cellule del fegato e agirà anche sul sangue.

La cura con il dente di leone, comunissima pianta dai fiori gialli che si trovano in tutti i prati, i cui semi formano i così detti soffioni.

I contadini usavano e usano ancora preparare le foglie bollite in insalata con olio, sale e limone; sono molto amare e come tutte le erbe amare, fanno molto bene a fegato e intestino.

Veniamo adesso alla cura disintossicante da fare bevendo per 15 giorni o più, il succo fresco spremuto dalle foglie, o facendo semplicemente un decotto:

  • Bollire le foglie di tre o quattro piantine in 1 litro di acqua,
  • oppure due manciatine di radici in 1 litro di acqua,
  • quando il liquido si è ridotto, bere tiepido o freddo, 3 volte nella giornata.
  • E’ una cura che può accompagnare con notevole giovamento un trattamento contro la cellulite.

Attenzione, a differenza dai tempi dei nostri nonni, quando era possibile raccogliere tranquillamente le erbe per la salute nei prati, oggi occorre cercare posti lontani dalle strade e lavarle bene prima di utilizzarle.

(Fonte www.alimentazione-benessere.it)

Dieta Vegetariana e Vegana, cosa comporta Rinunciare alla Carne

La dieta vegetariana e quella vegana sono molto seguite e uno dei motivi più importanti sta proprio nel fatto che ridurre le proteine animali fa bene alla salute, peccato che rinunciare totalmente alla carne potrebbe non essere così salutare. Come sempre, bisogna fare attenzione nella scelta del regime alimentare e non lasciarsi contagiare solo dalla moda. I nutrizionisti, di solito, invitano a non togliere completamente un alimento dalla propria alimentazione, soprattutto se non si è seguiti da un medico, perché può causare gravi carenze alimentari.

Sono circa 400 mila i vegani in Italia (dati Eurispes 2011), su 4,5-5 milioni di vegetariani, ovvero il 10% dei vegetariani, che a loro volta sono in crescita. A scegliere questo tipo di alimentazione sono soprattutto le donne: il 7,2% contro il 5,3% degli uomini. Perché mai ci si avvicina a questo tipo di alimentazione? Per molti, la scelta dipende da ideologie animaliste (44%) e ambientaliste. Dietro quindi questo regime non c’è solo il rispetto del proprio corpo perché, nonostante alcuni studi mettano in dubbio l’alimentazione vegetariana, è comunque estremamente salutare, ma anche una spinta di carattere etico e di rispetto dell’ambiente. Ci sono, come abbiamo accennato prima, due fazioni: pro e contro la dieta vegana.

I contro della dieta vegetariana e vegana

Secondo i ricercatori della Zhejiang University (Cina), i vegetariani e i vegani potrebbero non essere immuni dal pericolo “malattie cardiovascolari”. La loro alimentazione tende, infatti, a essere carente di alcuni nutrienti chiave come il ferro, lo zinco, la vitamina B12, gli acidi grassi omega-3 e i grassi in generale. Dalla loro c’è però un colesterolo molto basso, anche quello buono. E purtroppo livelli di omocisteina sono ridotti. Come si può fare per sanare il problema? Molto semplicemente, aumentando l’apporto in caso di necessità di vitamina B12 e di acidi grassi omega-3, contenuti rispettivamente nelle uova, nel latte, nei frutti di mare e nel salmone e in altri pesci grassi.

I pro della dieta vegetariana e vegana

La rinuncia ai cibi di origine animale, se fatta con l’aiuto di un nutrizionista vegetariano, non crea nessun problema. “Si tratta di una dieta sicura in tutte le fasi della vita dell’uomo, se ben studiata. Prova ne è che anche molti atleti sono vegan, specie quelli impiegati in sport in cui sono fondamentali potenza e leggerezza”, commenta Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società scientifica di nutrizione vegetariana.
Può essere seguita anche dai bambini:
a due anni non hanno più bisogno del latte e i nutrienti di questo alimento si trovano anche in altri cibi, quindi è possibili adottare questo regime alimentare dal sesto mese, periodo in cui si inizia lo svezzamento, proprio come afferma l’American Dietetic Association dal 2009. Il consiglio, inoltre dell’esperto, è quello di soddisfare le richieste del nostro corpo: “Personalmente, nel tempo, ho rinunciato al pesce e alle uova, e sto eliminando quasi del tutto il latte. Questo perché è il mio stesso organismo a indicarmi che certi alimenti non li digerisco, mi danno fastidio.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Con la Soia Addio Stress di Primavera

Da gustare fresca sotto forma di germogli, ma anche “trasformata” in salsa, latte, fagioli e lecitina, la soia tonifica le ghiandole e vince fatica e  stress

Lo stress della vita quotidiana aumenta sempre lo stato di allerta del nostro corpo. A farsi carico di questo surmenage sono in particolare le due ghiandole surrenali, situate come un piccolo cappuccio sul polo superiore di entrambi i reni. Esse producono, in risposta alle richieste del momento, ormoni come il cortisolo (fondamentale per il metabolismo di zuccheri e grassi) e l’adrenalina (che regola, in parte, la pressione arteriosa e la velocità di molte funzioni organiche tra cui quella cardiaca). Per supportare l’attività dei surreni in questo periodo dell’anno può essere utile integrare la dieta con la soia: questo vegetale, che è una leguminosa, è una miniera naturale di fitoestrogeni che contribuiscono a regolarizzare la funzionalità ormonale, e di lecitina, che ha un effetto ricostituente sul sistema nervoso centrale, in quanto fornisce la colina, sostanza necessaria alla neurotrasmissione e al nutrimento del tessuto nervoso.

Come usare la soia

Come lecitina: disponibile in erboristeria e nei negozi di cibi naturali, la lecitina di soia va assunta per cicli di 1-2 mesi (un cucchiaino al giorno) al cambio di stagione. Tonifica le surrenali, riduce il colesterolo “cattivo” e ha un’ottima efficacia ricostituente e anti stress.

Latte e yogurt di soia:adatti anche a chi è intollerante a latte vaccino e derivati, questi prodotti sono ricchi di calcio, ferro e vitamine del gruppo B; possono essere utilizzati freddi o anche leggermente intiepiditi a colazione, a merenda o per cucinare in alternativa a latte e panna. Hanno anche un elevato potere saziante.

I germogli nell’insalata

Disponibili nei supermercati, i germogli di soia andrebbero sempre aggiunti alle insalate primaverili per aumentarne il contenuto proteico e fare scorta di fibre preziose per l’intestino.
Si condiscono con olio extravergine d’oliva e qualche goccia di salsa di soia, ottenuta dalla fermentazione dei semi di soia con frumento tostato, acqua, malto, sale e lievito.

Prova i fagioli azuki

Al posto della carne:  i fagioli di soia (detti “azuki”) sono un’ottima fonte proteica. Si fanno cuocere al vapore e poi si aggiungono alle minestre di riso (l’abbinamento con i cereali li rende ancora più nutrienti) oppure si fanno stufare con un battuto di scalogno, porri, sugo di pomodoro fresco e olio d’oliva, ottenendo un contorno (o piatto unico) che tonifica le ghiandole surrenali senza appesantire la digestione.

(Fonte Riza.it)

La Serotonina

La serotonina – nota anche come “ormone del buonumore“, (5-HT) è un neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale, nonché nelle cellule enterocromaffini nell’apparato gastrointestinale, principalmente coinvolta nella regolazione dell’umore.
Nel sistema cardiovascolare, la serotonina agisce sulla contrazione delle arterie, contribuendo al controllo della pressione sanguigna; stimola inoltre la contrazione della muscolatura liscia dei bronchi, della vescica e dei grossi vasi intracranici (una massiccia vasocostrizione delle arterie cerebrali sembra innescare l’attacco emicranico al pari di un’eccessiva vasodilatazione).
La serotonina è presente anche nelle piastrine, di cui stimola l’aggregazione esercitando un’attività vasocostrittrice e trombogena in risposta alla lesione dell’endotelio vasale (ad esempio in risposta ad un trauma).

Pare non esista un equilibrio della serotonina considerato scientificamente corretto.

Come precursore della melatonina, la serotonina regola i ritmi circadiani, sincronizzando il ciclo sonno-veglia con le fluttuazioni endocrine quotidiane.

Alcune ricerche hanno confermato l’utilità del triptofano per il trattamento dei disturbi legati ad un basso livello di serotonina.
In particolare è stato dimostrato che il triptofano é utile come antidepressivo e pertanto, nel trattamento di tali stati, oltre che alla prescrizione di farmaci o integratori, viene sempre indicata una alimentazione adeguata utile alla reintegrazione di tale sostanza.

La serotonina interviene nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà.
Molte persone che lamentano un calo dell’umore (ad esempio una depressione pre-mestruale) avvertono un bisogno importante di dolci (ricchi di carboidrati semplici) e cioccolato (contiene e favorisce la produzione di serotonina, perché ricco di zuccheri semplici, oltre che di sostanze psicoattive).

I livelli di serotonina aumentano anche durante uno sforzo fisico (il che spiega in parte gli effetti antidepressivi dell’attività motoria).

Il sistema serotinonergico è coinvolto anche nel controllo del comportamento sessuale e delle relazioni sociali. Alcune droghe che aumentano il rilascio di serotonina e/o l’attività dei suoi recettori, come l’ecstasy, inducono euforia, senso di aumentata socialità ed autostima. A livello del sistema nervoso centrale, la serotonina presente in difetto è infatti causa di cali patologici dell’umore; una mancanza di serotonina può quindi causare depressioni, ma anche stati di ansietà ed aggressività. Molti antidepressivi (come il prozac) agiscono bloccando il riassorbimento di serotonina, quindi ripristinando e potenziando il suo segnale, che nelle persone depresse è particolarmente scarso; la stessa azione è ricoperta dall’iperico (o Erba di San Giovanni).

Anche alcuni farmaci con proprietà antiemicraniche aumentano il segnale della serotonina (sono agonisti dei recettori serotinonergici, come il sumatriptan), mentre altri medicinali assunti con le medesime finalità hanno un effetto opposto (pizotifene e metisergide).

Inoltre la serotonina interviene anche nel processo di digestione alterando la motilità dell’intestino: determina diarrea se presente in eccesso e stitichezza se presente in difetto.

Sembra possibile aumentare la serotonina nel cervello, anche senza usare i farmaci.

Un modo è il cibo.

Ad esempio il cioccolato fondente (anche per non ingrassare) produce un enzima similare alla serotonina.

Tra gli alimenti che contengono triptofano ricordiamo in ordine di quantità: legumi secchi; semi oleosi e frutta in guscio; cereali integrali o semintegrali; alcuni vegetali (indivia, spinaci, patata, cavoli, asparagi, funghi, bietola, lattuga); tra la frutta banana e ananas.

L’erba di San Giovanni chiamata anche Iperico produce un senso di leggero benessere, e viene usato in casi di depressioni leggere. In erboristeria possiamo provare anche luppolo e genziana.

Rimedi naturali sono anche la rodiola e la pappa reale. La Rhodiola tibetana migliora la resistenza fisica e le capacità mentali, compreso l’aumento di memoria. La pappa reale è quindi un eccellente ricostituente, destressante sul sistema nervoso, riequilibra la pressione arteriosa, rafforza il tono del muscolo cardiaco, antibiotico naturale, accelera il metabolismo, stimola appetito e digestione, ha effetti antidepressivi, accelera la guarigione dalle malattie, agisce sulle tensioni pre-mestruali, contro l’insonnia, da impulso all’attività fisica e intellettuale, etc.

Importante sempre l’attività fisica, la luce solare e perfino l’innamoramento.

Un per chi ha problemi di motibilità intestinale dovuti a stress e ansia, è quello di mangiare molta crusca, che è in grado di stimolare la peristalsi intestinale.

(fonte: http://faidateconsigli.wordpress.com)