Daily Archives: aprile 26, 2012

Rischio di Alzheimer? Le Pulizie aiutano a Spazzarlo Via

Le faccende di casa non sono il passatempo preferito della maggior parte delle donne. Incastrare lavoro e impegni domestici non è facile, ma riuscire a occuparsi di pavimenti, piatti e panni sporchi può avere i suoi vantaggi anche per la salute. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Neurology lavare, pulire e cucinare può, infatti, aiutare a ridurre il rischio di Alzheimer.
E i benefici non riguardano solo le donne più giovani, ma anche quelle che hanno superato gli 80 anni.

Gli autori della ricerca hanno monitorato le attività quotidiane di 716 volontari di età media pari a 82 anni utilizzando un piccolo apparecchio. Il rischio di Alzheimer è stato, invece, valutato attraverso test specifici per la misurazione della memoria e delle capacità di ragionamento. I risultati sono stati sorprendenti: chi si è mostrato meno attivo aveva anche un rischio più che raddoppiato di sviluppare questa malattia rispetto a chi si impegnava quotidianamente nelle attività domestiche.

Aron Buchman del Rush University Medical Center di Chicago ha spiegato:

I risultati del nostro studio indicano che tutte le attività fisiche, incluso l’esercizio, ma anche attività come cucinare, lavare i piatti e fare le pulizie, sono associate a un minor rischio di Alzheimer. Questi risultati incoraggiano tutti i tipi di attività fisica anche in adulti di età molto avanzata che non possono effettuare i classici esercizi, ma che possono ancora trarre beneficio da uno stile di vita più attivo.

Di per sé un esercizio fisico regolare riduce il rischio di sviluppare disturbi di questo tipo fin del 45%. Tuttavia gli esperti sottolineano che è importante agire sullo stile di vita a diversi livelli, mantenendo il peso forma, smettendo di fumare e prediligendo la dieta mediterranea, ricca di antiossidanti e di pesce. Ma niente più casalinghe disperate: basta pensare ai benefici futuri per avere un buon motivo per passare lo straccio con un sorriso.

(Fonte www.benessereblog.it)

Il Pesto: la Salsa “Amica” del Cuore

Il tipico condimento ligure a base di basilico, aglio e olio extravergine d’oliva non è solo buono, ma è un farmaco naturale dalle sorprendenti proprietà.

La sua base? Il basilico, una pianta “sacra”

Anticamente nei paesi asiatici il basilico era considerato una pianta sacra, usata nei rituali e in medicina: il suo nome latino Ocimum basilicum significa  “profumo regale”. Incluso tra i rimedi della farmacopea medioevale, era usato per disturbi intestinali e digestivi, dolori mestruali e per favorire la montata lattea: il suo olio essenziale curava le punture d’insetto. In cucina il basilico è diventato l’ingrediente del pesto agli inizi dell’Ottocento anche se, di fatto, già nel Medioevo in Liguria una salsa simile, a base di aglio, olio, sale e aceto, era usata come aromatizzante e conservante di carni: il suo aroma intenso eliminava gli odori sgradevoli degli alimenti che tendevano nel tempo alla putrefazione.

Digestivo e disinfettante

Il basilico e l’aglio hanno un’azione depurativa su fegato, stomaco e intestino, rinforzano cuore e circolazione e abbassano il colesterolo. I pinoli e l’olio d’oliva sono una fonte eccellente di grassi buoni e di minerali preziosi per la salute della pelle e delle articolazioni.

Il migliore? Quello fatto in casa

Per parlare di pesto bisogna innanzitutto fare una distinzione tra il pesto fatto in casa e il pesto acquistato.
Tra i prodotti confezionati in vasetto distinguiamo tra pesto industriale, preparato con ingredienti di dubbia qualità e l’aggiunta di additivi, e pesto artigianale Dop, prodotto con ingredienti a denominazione di origine protetta, indicati in etichetta.

Nei supermercati di solito troviamo i vasetti di pesto industriale, raramente quelli di pesto Dop, che sono quelli da preferire: sono reperibili nei negozi di alimentazione bio, in alcune gastronomie, botteghe di primizie ed eccellenze alimentari  e on line. In ogni caso, bisogna sempre leggere l’etichetta: se l’elenco degli ingredienti è troppo lungo, si tratta di pesto di qualità scadente e non bisogna acquistarlo. Ricordandosi che quello fatto in casa al momento sarà sempre il migliore!

Il migliore? Il “pesto genovese”

La dicitura di un pesto di qualità e veramente sano è “ pesto genovese Dop”, che si prepara a mano nel mortaio di marmo schiacciando gli ingredienti col pestello di legno. Un pesto denominato “alla genovese” potrebbe non contenere gli ingredienti della ricetta originale, ma dei surrogati: al posto dei pinoli anacardi o noci, olio di semi e non d’oliva, additivi quali zucchero, addensanti, conservanti, aromi artificiali,acido ascorbico, acido lattico.

Il pesto contiene l’aglio e l’olio extravergine di oliva  che prevengono le malattie cardiocircolatorie e lubrificano l’intestino. L’aglio è un anti tumorale, antidepressivo e rinforza le difese immunitarie. I pinoli sono invece ricchi di acido linoleico e vitamina E, potenti antiossidanti.

Consumalo in 2-3 giorni

Una volta aperto il vasetto, il pesto Dop va consumato entro qualche giorno avendo l’accortezza di ricoprire la salsa rimanente del contenitore con un filo di olio extravergine. Altrimenti si ossida.

La ricetta originale

Il pesto si ottiene schiacciando le foglioline di basilico nel mortaio con un pestello di legno, dopo aver sminuzzato l’aglio. Poi si aggiunge il sale marino in grani (che aiuta a conservare il colore verde), il formaggio grattugiato, i pinoli e l’olio extravergine di oliva. Il composto dovrà essere omogeneo e denso.

(Fonte www.riza.it)

Le Proprieta’ benefiche del Ravanello

L’origine del ravanello, una radice commestibile dalle tante proprietà benefiche, è sconosciuta, anche se molti indicano come paese di provenienza le zone più orientali dell’Asia, quali Cina e Giappone. Altri ritengono invece che la specie sia originaria dei Paesi circostanti il bacino del Mediterraneo orientale.

Esistono fondamentalmente tre tipi di ravanello, i bianchi, i rossi ed i neri, ma sono gli ultimi due ad esser particolarmente benefici per la nostra salute.

Il ravanello è una radice che possiede un’elevata concentrazione di zolfo, è un potente antiossidante ed aiuta a prevenire moltissime malattie, tra cui l’asma e altre affezioni polmonari.
Ha un elevato contenuto di vitamina C e per questo è considerato un ortaggio ideale per prevenire anche il raffreddore.

Ultimo ma non meno importante, il ravanello è composto principalmente da acqua e fibre, pertanto risulta particolarmente indicato nelle diete ipocaloriche.

(Fonte www.freshplaza.it)

La Stevia: il Dolcificante Naturale dalle Proprietà Salutari

Una buona notizia per chi è a dieta o soffre di diabete: finalmente si potrà consumare la Stevia come dolcificante naturale dalle molte proprietà salutari,  il cui indice glicemico è pari a zero così come lo è il potere calorico. La stevia  fino al 2011 era considerato un dolcificante “illegale” perchè considerato tossico, ma nel 2012 è arrivata l’approvazione all’utilizzo di questa pianta da parte della Commissione europea e la stevia è comparsa anche nei supermercati italiani.

La Stevia Rebaudiana è una piccola pianta che cresce spontanea nelle regioni umide dell’Amazzonia.
Gli indigeni dell’America latina, i Guarani, la chiamano da sempre “Pianta dolce” e la usano sin dall’antichità non solo per le proprietà dolcificanti ma anche per quelle curative. Nelle sue foglie è presente un’alta concentrazione di glicosidi steviolici, il rebaudioside A e lo stevioside. Le due sostanze insieme possiedono un potere dolcificante pari a 150 – 250 volte quello del saccarosio. Le popolazioni dell’America Latina la utilizzavano inoltre, perchè dava benefici al pancreas e serviva anche come antibatterico e antifungino. Inoltre oggi si analizzano anche le sue proprietà contro la iperattività, l’ipertensione e le indigestioni.

Molti gli scienziati che in campo alimentare, nutrizionale e sanitario in generale riconoscono il notevole beneficio dell’utilizzo di questa pianta come dolcificante. Infatti ridurrebbe i problemi di diabete e obesità infantile in quanto si tratta di uno zucchero senza calorie. C’è chi addirittura ha combinato questo dolcificante con una massa di cacao di pregio, proveniente dall’ Ecuador, con un titolo di cacao minimo garantito del 70%. Chi deve fare i conti con la glicemia alta potrà assaggiare questo prodotto, essendo l’indice glicemico dei dolcificanti naturali prossimi allo zero. Questo tipo di cioccolato, chiamato, Leggiadro, ha un valore calorico ridotto, quasi nullo, anche se non bisogna dimenticarsi che nel cioccolato c’è il burro di cacao. Quindi grazie a questa pianta anche i più golosi che non potevano permettersi di mangiare la cioccolata possono finalmente fare uno strappo alla regola, senza esagerare.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)