Danni e Ferite, la miglior strada verso la Guarigione è il Dolore

A quanto pare soffrire serve a guarire meglio. Non si tratta di una questione psicologica, ma di veri e propri segnali chimici prodotti quando un tessuto del nostro corpo viene danneggiato. A svelare i meccanismi alla base di questo processo sono stati i ricercatori delle Università di Udine e di Ferrara che, insieme ai colleghi di Bristol e dell’University College di Londra, hanno scoperto il ruolo giocato dalla cosiddetta “sostanza P”, una molecola prodotta dai nervi che percepiscono il dolore in seguito a una ferita o a uno stimolo doloroso. I risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista Circulation.

Gli studi, effettuati dapprima sui topi, si sono concentrati su ciò che succede in caso di trombosi o di crisi cardiaca. E’ stato, così, scoperto, che in caso di blocco temporaneo della circolazione sanguigna i nervi producono la sostanza P, che, a sua volta, stimola il midollo osseo a rilasciare delle cellule che favoriscono la cicatrizzazione dei tessuti e la formazione di nuovi vasi sanguigni. Tuttavia, questo processo viene seriamente compromesso se si cerca di ridurre il dolore provato dagli animali utilizzando della morfina.

Secondo i ricercatori i meccanismi sono gli stessi anche nell’uomo. Infatti nei pazienti reduci da una crisi cardiaca i livelli di sostanza P aumentano. Non solo, anche le cellule del midollo osseo umano sanno rispondere al rilascio di questa molecola, favorendo, così, la formazione dei vasi sanguigni. Bloccare eccessivamente il dolore potrebbe, quindi, interferire con i processi di guarigione e finché gli scienziati non metteranno a punto farmaci in grado di svolgere la stessa azione della sostanza P per assicurarsi una perfetta rimessa in forma sarà necessario soffrire un po’.

(Fonte www.benessereblog.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *