Daily Archives: giugno 6, 2012

I Fiori di Bach per i Disturbi Adolescenziali

Edward Bach - fiori di Bach

Edward Bach, il medico che negli anni ’30 si dedicò allo studio di medicine alternative

L’adolescenza è una fase della vita molto delicata, in cui si presentano diversi disturbi che a volte non si sa proprio come affrontare. Il corpo si modifica, le relazioni affettive assumono aspetti nuovi, le responsabilità cominciano a far sentire e insorgono disagi, insicurezze, nuove paure, cambiamenti repentini d’umore ecc. L’adolescenza è un periodo delicato anche per i genitori che spesso non sanno come aiutare i propri figli a trovare la loro identità, il loro posto nel mondo e liberarsi da paure e insicurezze. Non sempre è facile instaurare un dialogo e a volte si ricorre anche ai medici. Ci sono infatti dei rimedi naturali che si possono assumere, privi di effetti collaterali e controindicazioni, che aiutano ad affrontare con maggiore tranquillità l’adolescenza agendo sul piano emozionale: i  fiori di Bach.

I fiori di Bach sono di diverso tipo e agiscono su diversi stati d’animo. Per i giovani che hanno problemi con il proprio corpo, il Rimedio Crab Apple aiuta ad accettare le novità fisiche e ad apprezzarsi,ad accettarci per quello che si è dal punto di vista corporeo. Per chi invece è particolarmente timido, insicuro, ha difficoltà a parlare in pubblico viene consigliato il Fiore Mimulus che aiuta ad essere più sicuri di sé, ad abbandonare ansie e paure eccessive e, di conseguenza, ad essere se stessi. Un altro rimedio che può essere molto utile per accompagnare il distacco dall’infanzia e superare tensioni e labilità interiore è il Walnut.

Altri due Fiori di Bach che spesso si rivelano utili durante l’adolescenza sono Vine e Beech che aiutano ad essere più accomodanti, ad affrontare il dialogo, ad accettare personalità diverse dalla proprio ed accettare le critiche altrui. In effetti spesso nell’adolescenza i ragazzi sono convinti di avere sempre ragione e sono intolleranti nei confronti di chi non la pensa come loro. Per aiutare invece a controllare gli scoppi d’ira eccessiva e la rabbia che può accumularsi in un adolescente è indicato il fiore Holly, dell’amore e della generosità, che aiuta a vivere con gioia e con armonia interiore, andando incontro al prossimo con maggiore buona volontà e serenità.

Ci sono tantissimi altri fiori adatti per diversi disturbi, ma naturalmente il primo passo da compiere è quello di capire i propri figli e cercare di dialogare come loro.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Esercizio Fisico, un Antidolorifico Naturale contro il Dolore Neuropatico

esercizio fisico antidolorifico naturaleL’esercizio fisico allevia il dolore neuropatico riducendo le sostanze infiammatorie prodotte dall’organismo a seguito di un trauma. Lo rivela un recente studio pubblicato su Anesthesia & Analgesia, rivista ufficiale della Anesthesia Research Society International (IAR). I ricercatori della China Medical University di Taichung (Taiwan), hanno svelato l’enorme potenziale antidolorifico dell’attività fisica, peraltro già appurato da diversi studi, concentrandosi sul dolore causato da lesioni ai nervi.

La ricerca, coordinata dal professor Yu-Wen Chen, ha esaminato gli effetti dell’attività fisica sul dolore neuropatico indotto da una lesione del nervo sciatico. La sperimentazione è stata condotta su topi di laboratorio. Alcuni animali con il nervo sciatico lesionato, nelle settimane successive al trauma, sono stati sottoposti a sessioni di allenamento, aumentando gradualmente lo sforzo settimana dopo settimana. Nello specifico hanno svolto nuoto e si sono allenati sul tapis roulant.

A seguito dell’attività fisica costante e regolare il dolore neuropatico si è ridotto notevolmente. L’esercizio fisico ha infatti smorzato la reazione eccessiva dell’organismo al trauma, diminuendo la secrezione di alcuni tipi di citochine: le citochine proinfiammatorie. Si tratta di sostanze che stimolano l’infiammazione a seguito di un danno al nervo e scatenano il dolore neuropatico, esasperando la risposta dell’organismo alla lesione subita.

Il dolore neuropatico provoca una fastidiosa sensazione di bruciore e di intorpidimento, contro cui i farmaci antidolorifici convenzionali possono poco o niente. Spesso vengono prescritti antidepressivi ed antiepilettici, con tutti gli effetti collaterali connessi. L’esercizio fisico, invece, allevia naturalmente il dolore, riducendo dal 30 al 50% i sintomi dell’infiammazione.

(Fonte www.benessereblog.it)

L’Aspirina «Verde» contenuta in frutta e verdura

aspirina verde frutta e verduraSi sente spesso parlare di polifenoli, meno di salicilati, pure presenti in verdura, frutta e, soprattutto, nelle erbe aromatiche e nelle spezie. Eppure anche questi composti meritano attenzione.
Lo suggeriscono alcuni ricercatori scozzesi che (in uno studio pubblicato dal Journal of Agricultural and Food Chemistry) si sono chiesti se l’elevato contenuto di salicilati delle spezie, molto usate in India, specie nelle zone rurali, non sia collegabile con la bassissima incidenza di tumori del colon retto che si rileva nella popolazione di queste aree.

SPEZIE E FRUTTA A CONFRONTO

FRUTTA – Ma di salicilati si occupano da tempo anche alcuni ricercatori dell’Università di Milano che, in uno studio pubblicato da Plant Foods for Human Nutrition, hanno voluto verificare se il consumo di frutta portasse effettivamente a un aumento dell’acido salicilico in circolo (il composto potrebbe non essere ben assorbito quando viene assunto con gli alimenti) e se questo fosse sufficiente per creare un effetto antinfiammatorio, come quello riconosciuto da tempo a tale sostanza. I ricercatori hanno dato, a rotazione, a 26 volontari, un frullato di pesche (equivalente a due porzioni di frutta) o una soluzione acquosa contenente i soli zuccheri della frutta, riscontrando che, nel primo caso (e solo nel primo caso) nell’ora successiva alla somministrazione, la concentrazione di acido salicilico in circolo quasi raddoppiava e si manteneva elevata anche dopo tre ore. Inoltre, dopo l’assunzione di frutta, i livelli di interleuchina 6 (un indicatore dell’infiammazione) aumentavano meno rispetto a quanto accadeva con la soluzione zuccherata.

INFIAMMAZIONE - «È ormai condivisa l’idea — commenta Alberto Battezzati, coautore dello studio e professore di Nutrizione del Distam (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche) — che l’infiammazione cronica sia il principale fattore nell’insorgenza di malattie cronico degenerative e il pasto è considerato uno stimolo pro-infiammatorio. Questo studio conferma l’ipotesi che l’acido salicilico della frutta possa ridurre l’infiammazione conseguente al pasto, anche se non possiamo escludere che abbiano un ruolo anche altri componenti della frutta». «Il nostro interesse per i salicilati — spiega Battezzati — è legato agli effetti dell’aspirina, noto analgesico e antinfiammatorio, che assunto continuativamente e a basse dosi serve per la protezione cardiovascolare e per la prevenzione dei tumori del colon retto. Poiché l’aspirina viene rapidamente metabolizzata dall’organismo in acido salicilico, è naturale pensare che anche i salicilati dei vegetali possano esercitare un’azione benefica».

(Fonte www.freshplaza.it)

La Crisi cambia i Consumi degli italiani, quali sono i rischi per la Salute?

rischi per la salute dovuti alla crisi economicaLa crisi sta cambiando i consumi degli italiani, anche a tavola. In questo momento, economicamente molto complicato, in materia di dieta si stanno verificando due fenomeni: quelli più attenti e selettivi, che comprano meno per evitare di sprecare, ma che stanno molto attenti alla qualità, e quelli, invece, che cercano solo di riempire il frigorifero, sfruttando le offerte facendo incetta di prodotto ipercalorici.

È ovvio che quest’atteggiamento può essere molto pericoloso. I nutrizionisti sono mesi che indicano il fattore economico come problematico per la corretta alimentazione. Comprare quantità industriali di merendine, per sfruttare uno sconto interessante, i formaggi più scandenti e gli affettati più grassi, rinunciando invece al pesce o a prodotti di qualità in nome del risparmio, non può certamente far bene alla salute.

La crisi della Dieta Mediterranea

La prima a vivere un momento difficile è la Dieta Mediterranea, a causa dell’aumento dei prezzi di frutta e verdura. Il rapporto Osservasalute 2011 ha denunciato che in Italia è diminuito il consumo di frutta e verdura. La notizia non è assolutamente buona, tenendo conto che i vegetali a tavola sono sempre stati pochi e che ovviamente, questa tendenza, incrementa il rischio obesità. C’è stata una riduzione delle porzioni e coloro che mangiano di più sono quelli che hanno la mensa. Sembrerebbe che la mensa in questa fase giochi un ruolo particolarmente importante, perché i lavoratori tendono a seguire un’alimentazione meglio bilanciata, meno grassa e più ricca di verdura, ortaggi e frutta. È anche una questione cultura e non solo economica: preparare della verdura cotta è un impegno e porta via del tempo. Una volta a casa si tende a cucinare sempre poco.

Meno carne per gli italiani

Se la crisi sta ridimensionando la dieta, non sempre i fenomeni sono negativi. Da sempre si sostiene, anche nel nostro Paese, che i consumi di carne siano eccessivi. I problemi economici mostrano che i consumi, soprattutto di carne rossa, sono stati soppiantati  dai formaggi, ma anche dal pollo e soprattutto dal maiale. A denunciare questo dato sono proprio i macellai, al Salone internazionale Eurocarne di Verona, i macellai. Tra il 2001 e il 2011 la domanda di carne bovina ha subito un calo dell’8%: si è quindi scesi da 24,9 chilogrammi pro capite del 2008 ai 23,1 chilogrammi del 2011. Sono aumentati però i consumi di formaggi (+15%), carne suina (+7%) e carne avicola (+3%). Da un punto di vista della salute è un bene: la carne rossa andrebbe mangiata una volta la settimana, per lasciare il posto a 2/3 piatti di carne bianca (sicuramente il pollo è meglio del maiale) e di formaggio. Il motivo? Tenere controllato il colesterolo e prevenire le malattie cardiovascolari.

Cambia il modo di far la spesa

Quello che risulta più evidente dai consumi che a cambiare è proprio il modo di far la spesa. Secondo l’Osservatorio Adi-Nestlè, esistono 5 cluster di consumatori. Il profilo è stato stilato incrociando le scelte alimentari con i dati degli acquirenti. Esistono i fedeli al brand (25%), che comprano solo prodotti di marca, curano moltissimo la loro alimentazione e fanno sport, i last minute (43%), che invece cercano le offerte e non hanno un’alimentazione equilibrata (di questi più della metà si definisce obeso), i parsimoniosi (21%), che comprano solo in offerta e sostengono di seguire una sana alimentazione per sentirsi sani. La loro spesa dice però il contrario, perché riempiono il carrello di snack e patatine. Al quarto posto troviamo l’innovatore (7%), disposto a pagare di più per mangiare meglio. Infine, gli indifferenti (4%), quelli che comprano a prescindere del prezzo. Hanno un tale potere d’acquisto che tutto costa poco, per loro (ovviamente). Ovviamente il dato che maggiormente preoccupa è quello dei last minute, di cui fanno parte circa 1 italiano su due.

(Fonte www.dietaland.com)